lunedì 5 febbraio 2018

NOTIZIE DA MONTE SAN MARTINO TRUST E DA NICK YOUNG CHE HA LASCIATO UNA LOCANDINA APPESA A LUCOLI SEGUENDO L'ITINERARIO DI FUGA DI SUO PADRE DAL CAMPO PG49.

To NoiXLucoli
Nick Young
Nick Young e sua moglie Helen hanno realizzato un viaggio in Italia seguendo il percorso di Leslie Young dopo essere fuggito insieme a 600 altri prigionieri dal PG49 a Fontanellato, vicino a Parma, fuga riuscita dopo l'Armistizio del settembre 1943. 
Nick ha realizzato un viaggio di scoperta e si è recato anche a Lucoli che ha definito "deserted", abbandonato, inserendo una foto del Colle.
In Lucoli, another mostly-deserted village nestling picturesquely into the hillside, they found a “reasonable billet” the next night, Dad grumbling about his painful heel.
Dopo aver trovato un volantino da lui affisso abbiamo scritto a Nick e quella che segue è la sua risposta:

"Many thanks for your message to the Monte San Martino Trust website.
I am Chairman of the Trust - and also the person who left the message in Lucoli which you saw, about my father. My father spent some weeks in the Abruzzi as an escaping prisoner of war in 1943/44 and I have recently been in your beautiful country, following his route. I attach a copy of the Blog about my journey. I am sorry it is in English, not Italian! As you will see, he stayed in Corvaro, very near to Lucoli, for three months during the winter of 1943.
As you will have seen from our website, the Monte San Martino Trust gives one-month study bursaries that the Monte San Martino Trust grants to Italians aged 18-25.
You can read about the bursaries on our website, www.msmtrust.org.uk, clicking on the link Students.
In essence, we grant about 30 bursaries each year for study at an English language school in London or near Oxford. A Trust volunteer meets the student on arrival in the UK and the Trust pays for the tuition and home stay near the college. The student pays for his/her air fare.
Applications are made by completing a form and sending it to Sig. Antonio Millozzi, who lives at Monte San Martino in le Marche and is our representative in Italy. The final selection is made in London. Applications have to be sent by 31st January for a bursary in that calendar year. Students may arrive at any time during the year.
Our students come mainly from areas such as le Marche, Emilio-Romagna and Abruzzo where prisoner of war camps were sited. The only firm condition is that a student must arrive before her/his 25th birthday.Students do not have to be descendants of contadini who sheltered escaping prisoners of war like Leslie Young, but many have been. We like to take students with connections to villages that suffered during the war, such as Lucoli. Applicants should explain why they believe the Trust’s values are important in today’s world.
I also attach an introduction to the Trust, in Italian – although your English is very good!
Cos'è "Monte San Martino Trust"
I do hope this is the information you are seeking. Thank you very much for your interest.
With best wishes".

Riportiamo il testo del diario di viaggio di Nick che lo ha visto, nell'undicesimo giorno, a Lucoli.
Lucoli abbandonata (Deserted Lucoli).
Guidando verso sud, siamo entrati in una zona più industriale, più trafficata, i paesi più vicini all'Aquila, e immaginavamo che, nel 1943, i pericoli crescevano  in misura maggiore per i due fuggiaschi. La conformazione geografica li aveva costretti a scendere dalle colline facilmente, per attraversare la strada principale e la linea ferroviaria fino a Roma dalla costa orientale. Trovammo il ponte che, secondo il diario di papà, era molto presidiato da soldati e per questo, lo avevano dovuto costeggiare, fino ad un punto dove strada e rotaia si avvicinavano tanto da consentirgli di passare tra i convogli di passaggio dell'esercito tedesco. Proprio mentre uscivano da questa zona, risalendo verso le colline, si imbatterono in un paese dove, per la prima volta in quasi due mesi, fu loro rifiutato cibo o riparo di qualsiasi tipo, e così furono costretti passare una notte sulla montagna all'aperto. Poi, al mattino, iniziarono una durissima scalata della desolata vetta di 6.000 piedi del Monte Cava che si stendeva tra loro e il villaggio di Corvaro verso il quale si stavano dirigendo, deviavano leggermente verso sud ovest, e speravano, da notizie ricevute, in un altro sbarco alleato a nord di Napoli prima dell'inverno. Corvaro durante la nostra visita ci sembrò scorrere giù per la montagna come la lava. La parte vecchia, sostanzialmente distrutta nel terribile terremoto di Avezzano del 1915, è stata in gran parte abbandonata, e il villaggio si è esteso sulla pianura ai piedi della montagna. Ci fermammo solo brevemente, con l'obiettivo di tornare dopo il fine settimana, ma furono trattenuti da Cristina, che lavora nel museo locale e voleva sapere chi eravamo e perché eravamo a Corvaro......
"Driving on south we entered a busier, semi-industrial area, the villages closer together as we drew nearer to L’Aquila, and the dangers growing correspondingly greater for the two escapers. Geography had forced them down from the hills briefly, in order to cross the main road and railway line to Rome from the east coast. We found the heavily-guarded bridge that, according to Dad’s diary, they had had to skirt, and the place where road and rail came close together in a cutting and they were able to scamper across between passing German Army convoys. It was as they were coming out of this patch, heading back up into the hills, that they came upon a village where, for the first time in nearly two months, they were refused food or shelter of any kind, and so they were forced to spend a night on the bare mountain. In Lucoli, another mostly-deserted village nestling picturesquely into the hillside, they found a “reasonable billet” the next night, Dad grumbling about his painful heel. Then, in the morning, they began a frightful climb up and over the bleak 6,000 foot peak of Monte Cava which lay between them and the village of Corvaro for which they were heading, their route now taking them slightly west of south, hoping perhaps for news of another Allied landing north of Naples before winter set in. Corvaro seems to flow down the mountain like lava. The old part, substantially destroyed in the terrible 1915 Avezzano earthquake, has been largely abandoned, and the village has sprawled onto the plain at the foot of the mountain. We paused only briefly, aiming to return after the weekend, but were held in conversation by Cristina, who works in the local museum and wanted to know who we were and why we were in Corvaro".....

giovedì 25 gennaio 2018

MIO PADRE E TRE ITALIANI CORAGGIOSI DI LESLIE YOUNG. UN MESSAGGIO AFFISSO A LUCOLI.



Il volantino affisso al vecchio Comune di Lucoli
Nicholas Young, presidente di Monte San Martino Trust, racconta come, nel 2010, 66 anni dopo l’evento, ha scoperto la vera storia dell’ultima corsa di suo padre verso la libertà.
Conosco la storia di come mio padre, il maggiore Leslie Young, sia fuggito da Fontanellato da vent’anni o poco più: come molti “originali”, aveva raccontato poco delle avventure della sua vita, quindi è toccato a me cercare di ricostruire la storia dopo la sua morte. Mi ha lasciato un piccolo quaderno di appunti, con poche sbiadite annotazioni a matita riguardo la vita nel campo e la fuga, e sono ruscito a decifrare la sua terribile grafia abbastanza da tramandare ai miei figli la sua coraggiosa storia e quella dei contadini che lo hanno aiutato. Inevitabilmente però nella storia ci sono delle parti mancanti, eventi che non comprendo o che non riesco a spiegare – e quindi mi siedo e desidero di averlo ancora accanto, o di avergli fatto delle domande quando era ancora vivo.
Uno di questi misteri riguardava la parte finale della sua fuga. Stava viaggiando con un vivace neozelandese di nome Charlie Gatenby e insieme attraversarono le nevi degli Appennini nel gennaio del ‘44 diretti verso il fronte degli Alleati ad Anzio. Dopo aver atteso il Natale in un villaggio chiamato Corvaro, erano ansiosi di completare l’ultima parte del viaggio, ma ovviamente erano in dubbio su quale strada prendere e su come aggirare le pattuglie tedesche e i campi minati.

Il diario di mio padre dice solo che incontrarono due italiani, fratello e sorella, e che insieme decisero di provare a passare. In seguito ho scoperto, dalla figlia di Charlie, che la sorella si chiamava Silvia Elfer, e che ci fu un terzo membro italiano del gruppo, il conte Carlo Tervini, che diceva di essere un agente britannico. Se la videro davvero brutta: nella neve e sotto una pioggia gelida, una mitragliatrice tedesca li sorprese mentre attraversavano a carponi un campo minato tedesco, il conte fu colpito a morte. Proseguirono a carponi e mentre raggiungevano la fine di un campo minato americano furono attaccati di nuovo: Silvia fu colpita alla gola. In qualche modo, mio padre e Charlie, che pure fu ferito, riuscirono a farsi sentire. Il fuoco cessò e Silvia e Charlie vennero trasportati di corsa a un ospedale americano, dove tragicamente Silvia morì.
Sessantasei anni dopo, una domenica pomeriggio ero seduto alla mia scrivania e senza pensarci troppo ho cercato in Google il nome di Silvia Elfer. Dopo un paio di secondi è comparsa una lettera, scritta 10 anni prima a un giornale italiano da un americano di nome Don che, dalla Virginia, chiedeva aiuto per ricostruire cosa fosse accaduto ai suoi coraggiosi cugini Silvia e Eugenio Elfer, morti nel ’44 mentre cercavano di aiutare i soldati alleati a fuggire. Ho subito inviato un’e-mail ma è tornata indietro. Allora ho scritto all’indirizzo, chiedendo se la mia lettera potesse essere consegnata e quattro giorni dopo Don stesso ha risposto. Sono seguite foto e storie di famiglia, racconti che mi hanno mostrato chiaramente come questi due coraggiosi giovani italiani e il conte loro amico, hanno rischiato la propria vita sul fronte per un soldato inglese che avevano incontrato per caso pochi giorni prima.
La vedova di Charlie Gatenby è ancora viva, quindi ho spedito a lei e a sua figlia le foto. E ora eccoci, tutti e tre, in tre diversi continenti a mettere insieme i pezzi di quello che accadde veramente in quella tremenda notte di 66 anni fa in Italia.
Silvia e Eugenio Elfer sono sepolti nella sezione ebraica del cimitero del Verano a Roma, i loro corpi furono recuperati dopo la guerra dalla madre addolorata. La prossima tappa del mio viaggio personale per mio padre sarà visitarli: dopotutto devo a loro anche la mia vita.
Traduzione di Silvia Elzi


About the Trust


The Monte San Martino Trust, which was founded in 1989, provides study bursaries in England for young Italians in grateful recognition of their countrymen’s bravery and generosity in aiding escaped Allied prisoners during the Second World War. Up to 50,000 PoWs left their camps after the Armistice, in September 1943, and headed for freedom.
“The courage of those Italians who were ready to risk their lives to help British soldiers in danger is a glowing example of the moral strength that allowed Italy to redeem itself from the tragedy of the Second World War.” – Giorgio Napolitano, President of Italy.


Contact Us


Email Letitia Blake (Hon. Secretary), John Simkins (Administrator), Christine English (Trustee)
info@msmtrust.org.uk

venerdì 19 gennaio 2018

10 reasons to visit Abruzzo, Italy's new hot destination

Well-kept secret: Abruzzo has been largely overlooked in the past, but tourism operators and trailblazers are working hard to turn this around.

Manuel Santoro

(CNN) — Central Italy's Abruzzo has always attracted visitors thanks to its enviable snow season, but up until recently the majority were European.

Now the region, a world away from modern Italy, could be on the verge of an international tourism boom.

With incoming travel numbers on the rise in the country, visitors are increasingly searching for lesser known and undiscovered regional destinations -- and Abruzzo has it all.
This includes lakes, the Adriatic coastline, national parks, imposing mountain ranges, UNESCO heritage sites, some of the most beautiful medieval towns in the country, and an eclectic and diverse cuisine that changes from the beach to the mountains.
Many tourism operators and trailblazers are working hard to put central Italy's green region on the map.
The Region of traditions - Museum Art and Popular Tradition

Campo Felice - Lucoli (AQ) - Foto Roberto Soldati
In the province of L'Aquila, Sulmona locals Katy Gorman and Susanna Iraci run the Welcome to Sulmona project, the only English guide of its kind to the area.
Beyond tips and advice, they offer a range of visitor services including a walking food tour.
"Abruzzo takes you by surprise," says Gorman.
"It represents what most people expect from an Italian vacation experience but simply cannot find in the more well-known destinations.
"In Sulmona, we like to think we are the jewel in Abruzzo's crown and perfectly located within reach of the mountains, the Adriatic coast and an enviable number of national parks and protected areas."
With no crowds, easy access from Rome and its own airport in Pescara (servicing some major Italian, UK and European cities), Abruzzo has something for everyone, from the food and wine traveler (and don't expect to pay what you would in the big cities) to the adventure and sports traveler.

1. Abruzzi cuisine
With mountains and sea as its strategic borders, fishing and farming are this region's lifeblood.
The cuisine therefore varies significantly from the coast, where seafood dishes are prominent, to the inland areas where legumes and meat -- especially mutton and pork -- reign supreme.
Arrosticini, thin mutton skewers, are one of its most famous dishes. Simply salted and flame-grilled, they are ordered at family dining tables in the hundreds.
Abruzzo also has a long history of pasta-making and has produced handmade spaghetti alla chitarra for more than 200 years.
This variety of egg pasta is pushed through a wooden contraption that has stainless steel guitar-like strings.
Antico Pastificio Rosetano (Via Salara 9, Roseto degli Abruzzi) is one of several historic pasta production houses in the region that have been producing the pasta since the late 1800s.
It makes the popular Verrigni brand with water from the Gran Sasso mountain ranges, and exports across Italy and beyond.
Owners Francesca Petrei Castelli and Gaetano Verrigni welcome guests for visits in which they can learn about the production process.



2. Culinary courses

Visitors to the region have the option to sign up for a cooking school or even turn their trip into a full-blown culinary one.

Boston-based chef Ezio Gentile runs three-day and even one-week long cooking vacations in Prezza, a tiny medieval town in the mountain ranges of L'Aquila province.

Prices start at $935 for three days and $2,549 for a week.

Then there's Rosaria and her mum Annabella, who run cooking classes (Cooking by Rosie) by the sea in a small town near Pescara. Here guests are taught how to make at least two types of traditional pasta, then there's the local wine to wash it down with.
Three-hour classes followed by a big lunch start at 70 euros ($81) per person and customized activities can be arranged on request.
Meanwhile Giulia Scappaticcio runs a stay-and-cook style programme at Casale Centurione Abruzzo, a country house in a lush green setting with mountain views in Manoppello in the province of Pescara.

3. World-renowned wine
Abruzzo native and founder of the Abruzzo4Foodies blog, Emiliana Dell'Arciprete says food and wine tourism is key to positioning Abruzzo as a destination of choice.
"Historically, any tourism here has been because of the national parks and for skiing in winter. So food and wine is another, and perhaps unexpected, drawcard for visitors and one which Abruzzo is slowly beginning to capitalize on."
When it comes to wine, Abruzzo is famous for its red Montepulciano d'Abruzzo, produced with the Montepulciano grape, distinct from the Sangiovese grape used to make the Tuscan Vino Nobile di Montepulciano.
The majority of the region's wine production is in Chieti province and some of the first bottles of Montepulciano that received the coveted DOC ( denominazione di origine controllata) quality assurance label are on display at the EnoMuseo wine museum in Tollo (Via Cesare Battisti, Tollo).
Some notable local producers that have cellar door openings include Cantina Cerretano who produce organic and vegan wine varieties (Via Ortonese, Orsogna), the Trappeto di Caprafico (Località Caprafico, 35, 66043 Casoli), who also produce award-winning extra virgin olive oil, and Villa Carrene, a family-run vineyard and cellar located a few miles from Sulmona in the medieval town of Prezza, offers wine tasting by appointment (Via San Rocco, 2/A, 67030 Prezza).
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4. Idyllic beaches
Abruzzo may never have the beach reputation of the Amalfi Coast, Sicily or Sardinia, but it holds its own in terms of long stretches of sandy beach along the Adriatic.
The ones that consistently receive the Italian blue flag rating for pristine waters are in Chieti or Teramo province.
Ortona is popular with locals and boasts many beach clubs and Pineto is another resort town with sandy beaches shaded by pine trees that give it its name.
To the south, Vasto was a famous Roman fishing village and boasts a sandy stretch, and the characteristic medieval town is perched high with lovely sea views.

5. Beautiful lakes and natural springs
The natural beauty of Abruzzo rivals every region across the boot-shaped peninsula.
Many of its seven picturesque lakes have nearby camp sites or accommodation options as well as water sports like rafting and canoeing.
Lake Bomba has tourist resorts in its vicinity and Lake Scanno and Barrea are some of the prettiest, encircled by mountains and winding roads on approach.
The Sorgenti del Pescara (natural reserve with crystal clear springs) by the small town of Popoli is another favorite with locals, particularly on hot summer days.

6. Spectacular skiing and hiking trails


With their mountain landscape, it's no wonder towns like Roccaraso, Castel di Sangro, Ovindoli and Campo Felice are magnets for avid skiers from Italy and other parts of Europe.
Campo Felice Lucoli (AQ)
The area gets a heavy and lasting snowfall each year and with the Cinquemiglia (a five-mile long, 1,200-meter-high plain), Abruzzo gives other Alpine destinations a true run for their money (at a fraction of the cost).

A third of the region is made up of national parks, making it the most rural region of Italy.

In the warmer months, hiking trails in many of these towns are perfect for those who love the great outdoors. Some of the best are in the Abruzzo National Park and the Majella National Park.


7. Preserved medieval towns
Rocca Calascio, which dates back to the Middle Ages, is the highest mountaintop fort in Italy.
Luigi Selmi / Flickr, Creative Commons
Away from the crowds of more famous medieval towns like Tuscany's Siena or San Gimignano, places like Pescasseroli, Tagliacozzo and Santo Stefano di Sessanio provide even more authentic regional experiences and stunning scenery (some even with castles).
One of the most distinctive is Rocca Calascio, which boasts a watchtower from the 10th century and remains the highest fort in all of Italy, at nearly 1,500 meters above sea level.
Abruzzo is touted as the greenest region of Italy due to the number of national parks within its borders and most towns sit off dramatic cliff faces or with imposing mountain ranges as their backdrop.
Marianna Scoccia, mayor of Prezza, one of many small towns dotted along the mountain ranges, says these medieval gems must be protected.
"Our region is known for its medieval hamlets and towns. Many of them, including Prezza, remain relatively untouched," she explains.
"Here in these towns you can walk the streets and enjoy the tranquility of a world gone by and it's where century-old traditions are honored, like the Malmozzetto medieval festival held in Prezza each August."
Colle di Lucoli (AQ): Cats - Foto Fabrizio Soldati
8. Italian confetti



Sulmona is famous for being the capital of sugared almonds, known as "confetti" in Italian, and torrone, classic Italian nougat. The city sits within a UNESCO-protected valley, once a lake that disappeared in prehistoric times.

The streets here are lined in floral creations made up of confetti covered in colored paper and bunched into bouquets.

You can buy these beauties in any flavor imaginable -- Nutella, tiramisu, ricotta and pear, fruits of the forest, hazelnut, the list goes on.

Guardiagrele in Chieti province is fast developing a local reputation as a foodie town. It even has its own sweet, Le Sise delle Monache, which literally translates as "nun's breasts", so named for its rounded, perky shape.

This chantilly cream-filled bun of sorts is most commonly eaten at Pasticceria Emo Lullo(Via Roma 105, Guardiagrele).

9. Top restaurants

As the Italian food sector consistently looks to innovate and honor historic traditions and local customs, quality dining establishments continue to pop up in the Abruzzo landscape.
One of Italy's most famous chefs, Heinz Beck is at the helm of Café Les Paillotes (Piazza le Laudi 2, Pescara). The eatery is situated on the seafront in Pescara overlooking the Adriatic and now has a Michelin star.
Meanwhile Niko Romito has been running Reale (Piana Santa Liberata, Castel di Sangro) with his sister Cristiana since 2000.
The self-taught chef was awarded three Michelin stars in 2013 -- there are only eight restaurants in Italy with this title.
Located within a 16th-century former monastery in Castel di Sangro, Reale's menu combines haute cuisine with the best of Abruzzo produce and beyond.


10. The Trabocchi Coast

Trabocchi Coast Photos via: www.rete.comuni-italiani.itwww.paesaggidabruzzo.comwww.fotocommunity.it

This UNESCO World Heritage-protected 70-kilometer coast stretches from Ortona to San Salvo in Chieti province. Its most striking sight is a collection of fishing net structures known as trabocchi.

Historically the trabocchi were used by fisherman to avoid deep waters and collect varieties like anchovies, sardines, sea bream and sea bass.

While many are no longer in use because they can't compete with modern-day fishing technology, some are still managed by generations of fisherman and have branched out, now operating as restaurants.

Maria Pasquale is an Italian-Australian travel and food writer based in Rome. Founder of popular lifestyle blog www.heartrome.com, her adventures can be followed on Instagram @heartrome.

martedì 19 dicembre 2017

PER IL NATALE 2017

René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke alla madre per…..... il Natale :

“Assapora con cuore aperto, la grande solennità e lascia che le sue mani soavi ti sollevino il cuore da ogni cura. Chi ha fiducia è forte e quest’ora silente di Natale è una di quelle che possono dare forza, perché è carica di prodigio e carica di mistero. E si deve essere soltanto abbastanza silenziosi e soli e pazienti per accogliere in sé la grazia di una tale ora, che in molti non penetra perché in loro c’è tanto rumore e niente ordine”.

 

giovedì 14 dicembre 2017

Lo "ZUMPO" che donò a Lucoli un'opera d'arte: Il Paliotto della Chiesa di San Michele.

Soprannominato lo Zumpo perchè irruente e litigioso, "insofferente ai freni", Francesco Antonio Saverio Grue, agli appassionati della ceramica piuttosto noto come "il dottore", rappresenta il primo e forse unico caso di pittore di maioliche realmente laureatosi in Filosofia e Teologia: peraltro dopo appena un anno di corso presso un'università di notevole rilevanza storica, quale quella di Urbino. Conseguì il diploma di laurea il 5 ottobre 1706, ed oggi conservato presso il museo delle ceramiche di Castelli, proveniente dalla raccolta di Gaetano Bindi. Questo titolo di studio è l'ulteriore prova che Francesco Antonio Saverio fu personalità eclettica, incline a ricercare sempre nuove esperienze e con impennate improvvise nell'intero arco dell'esistenza. Figura centrale della maiolica italiana del Settecento, ma anche incisore di qualche rilevanza e compositore di poemetti e versi satirici dai contenuti sferzanti: nacque a Castelli il 7 marzo 1686, primogenito di Carlo Antonio Grue e Ippolita Pompei.

Il giovane Grue era stato destinato al sacerdozio, perchè "maggior lustro ne venisse alla sua famiglia", quindi per una questione di prestigio.
Dal 22 aprile 1713 il magnifico Francesco Antonio Grue terre Castellorum visse e lavorò a Bussi, dove rivestiva la carica di governatore. La sua attività di pittore di maioliche in quel centro fu del tutto sporadica, e non certo motivata dalla volontà di procurare qualche positiva ricaduta alla locale economia, ma piuttosto dall'esigenza di ingraziarsi questo o quel protettore, che magari lo aiutava ad ottenere qualche privilegio o piuttosto a superare le conseguenze delle sue continue malefatte.
A ciò fa pensare innanzitutto il suo intervento più eclatante: l'altare in maiolica già situato nella chiesa di San Michele a Lucoli, interamente rivestito di formelle con storie e sonetti inneggianti alla Vergine e a San Francesco Saverio.

Parliamo del "Paliotto di Lucoli" oggi parzialmente conservato nei depositi del Museo Nazionale d'Abruzzo (Le Ceramiche di Castelli Museo Nazionale d'Abruzzo, catalogo a cura di C. Tropea e E. Amorosi, Paleani Roma 1986, pp 50-63). Quest'insieme comprende una mattonella interamente occupata d auna lunga dedica: Franc.s Ant. s Xav. S Gruel Phil.ae, et Sacrae Theol.ae Doctor/inventor, et Pinxis in Oppido Buxi/An° D.i 1713/Procurante pro hac Vener.li Ecc.a/Rev. Do Admodum/Domino Domno/Angelo Petricone/ Luculensis.


Priva di allusioni all'incarico governativo, forse non ancora ratificato al momento dell'esecuzione nel 1713, tale scritta può essere quindi interpretata in chiave politica, nell'accompagnare il nome del reverendo Angelo Petricone di Lucoli con tanti aggettivi e il proprio dalla precisazione della laurea in Filosofia e Sacra Teologia, nonché nella rivendicazione dei modelli originali da lui dipinti sulle diverse piastrelle.
Il Paliotto di Lucoli costituiva una sorta di viatico o, se si preferisce, di un ex-voto al suo santo patrono Francesco Saverio per grazia ricevuta, per lo scampato pericolo di andare in carcere ovvero pe rla conquista di un incarico di potere, quale appunto quello di governatore. Il Paliotto era noto agli studi sin dalla metà dell'Ottocento, già Angelo Leosini nel 1848 cita il primo altare a sinistra (A. Leosini, Monumenti storici artistici della città di Aquila e suoi contorni con le notizie di pittori, scultori, architetti ed artefici che rifiorirono, Aquila Perchiazzi, 1848, p. 262) mentre Vincenzo Balzano parla di un "quadro di mattonelle" (V. Balzano, l'Arte abruzzese, Bergamo 1910, p. 131), quando si trovava ancora nella Chiesa di San Michele. Il Paliotto attualmente si compone di trentatre elementi sciolti, al momento custoditi in casse, oltre a diversi elementi che compongono una cornice nuova tutt'ora murata in una sala del Museo Nazionale d'Abruzzo.

La sua configurazione originaria nella Chiesa di San Michele prevedeva certo molte altre tessere perdute, indispensabili per completare un mosaico che quanto resta oggi non permette di ricomporre. La vita del Santo gesuita è limitata a soli tre episodi: la predica di San Francesco Saverio in India; l'unione dell'India alla Chiesa Cattolica e la Morte del Santo sull'isola di Sancian.
Il depauperamento del gruppo ceramico, si può ipotizzare, cominciò durante il disastroso terremoto del 1915 a seguito del quale la chiesa andò distrutta.
Successivamente iniziarono le vicissitudini per i pezzi recuperati: dapprima trasferiti all'Aquila e subirono nei decenni successivi vari spostamenti: perché dalla Congregazione della Carità furono poi affidati al Museo Diocesano.
Esposti nel 1986 nel Museo delle Ceramiche di Castelli in occasione di una mostra (fu stampato un catalogo poi ritirato dal commercio), oggi, gli elementi superstiti sono conservati presso il Museo Nazionale dell'Aquila.

La nostra Associazione ha fatto riprodurre una tessera in maiolica del Paliotto e l'ha donata alla Chiesa di San Michele, ove è stata inserita nell'intonaco, volendo far simbolicamente "tornare" quest'opera d'arte al territorio anche perché non se ne perda la memoria.
frammento riprodotto per la Chiesa di San Michele di Lucoli

Cenni storici tratti dal libro scritto dalla Soprintendente Luciana Arbace dal titolo: "Francesco Antonio Saverio Grue (1686-1746). L'attività del Dottore maiolicaro da Castelli a Napoli". Andromeda Editrice.

martedì 5 dicembre 2017

Un nuovo scandire del tempo per Vado Lucoli e Lucoli Alto: l'orologio del campanile è riparato. Promessa mantenuta.

Il vecchio orologio, rimasto in silenzio da qualche tempo, perché i meccanismi sono stati colpiti da un fulmine, è tornato a scandire il passare del tempo e a indicare l'ora a chi è vicino alla chiesetta di San Michele Arcangelo.
In questa Italia i luoghi con tutti gli "strumenti" della loro vita stanno sparendo, spariscono letteralmente sotto i nostri occhi. 
Molti si ricordano Lucoli com’era trent’anni fa. Impressiona la lacerazione dei legami. Come scrive un poeta: “Ognuno di noi è come se avesse subito un pestaggio e fosse poi stato abbandonato per strada. Siamo infelici non tanto per le nostre vicende personali, ma per il contesto in cui viviamo. Il paese non riesce a trattenerti nel suo pugno, è una mano morta su cui puoi vagare come una formica in cerca dello zucchero di una comunità finita. Fra cinquant’anni questa mano sarà nuova e di plastica, le case antiche saranno ricostruite, torneranno i vicoli e le scale, torneranno le piazze e le panchine, ma solo per mettere in scena per qualche giorno all’anno una vita a cui abbiamo smesso di credere, quella che consiste nel piacere di incontrarsi, parlarsi, passeggiare, passare il tempo senza assaltarlo” (F. Arminio). 
L’orologio del campanile è un orologio pubblico (anche se appartenente alla Curia) ed ha rappresentato per molti anni l’unico indicatore del tempo, scandendo i ritmi religiosi, sociali ed economici delle comunità e dei loro insediamenti. 
La sua importanza era indiscussa: si trattava di un servizio essenziale a favore della vita sociale ed economica, in una parola della “vita pubblica”. Occorre ricordare che prima dell’invenzione dell’orologio l’uomo misurava il tempo solo attraverso il sole. Si aveva un concetto di ciclicità del tempo dovuto allo succedersi delle stagioni, delle fiere, dei mercati, delle feste, delle cadenze del lavoro agricolo, delle tasse e dei tributi da pagare ed il calcolo del tempo era prevalentemente preoccupazione degli ecclesiastici, i quali lo scandivano secondo il calendario liturgico: l’Avvento, la Quaresima, la Pasqua, la Pentecoste, l’Ascensione, Ognissanti. Il calendario era pertanto quello della vita liturgica e della vita contadina: la giornata lavorativa dipendeva dal sole: lunga d’estate, breve d’inverno ed il rintocco delle campane - ogni tre ore - scandiva il trascorrere del giorno. 
La concezione simbolica del mondo iniziò a cambiare sotto l’azione dei cambiamenti che avvenivano nelle condizioni materiali di vita, nell’organizzazione del lavoro, nella struttura sociale, nonché da una maggiore conoscenza dello spazio terrestre, grazie ai viaggi e alle esperienze dei mercanti. Le modificazioni intervenute nel rapporto dell’uomo con l’ambiente hanno interagito e modificato il suo senso del tempo e dello spazio: si avvertì la necessità di una misurazione esatta del tempo e di un uso più preciso del numero applicato a cose concrete. L’attenzione al tempo ed alla sua misura ha perso così i connotati religiosi e cominciò ad assumere una impronta laica e prettamente legata alla civiltà urbana. 
L'orologio di San Michele ha lavorato parecchio per la sua piccola comunità.
Gli Amici di San Michele Onlus hanno portato avanti una grande idea: la riparazione dell’orologio della Chiesa di San Michele. Hanno lavorato per informare la gente di Lucoli per costruire quella sottile catena della “colletta”. Hanno risvegliato un sentimento collettivo, un ardore comune e hanno seppellito quella “guerra di solitudine” tra la gente, che non crede più a niente e che ci lascia senza amici e senza nemici, ci lascia soli, disperatamente soli anche nei momenti in cui una volta ci sentivamo insieme: tutto per l’orologio di San Michele!
Grande lavoro e tante risposte dai lucolani, che hanno risposto e hanno partecipato, questo va detto a tutti.
Si è finalmente arrivati alla riparazione: sono stati valutati tanti preventivi, esaminati i capitolati, scelto il fornitore e oggi l'orologio è stato riparato. 
L’obiettivo è stato anche quello di celebrare il “tempo” del Natale, che riporta alla tradizione, alla comunità, alla famiglia, alla festa religiosa e che quest’anno sarà un “nuovo tempo” di speranza e di vita quotidiana: di resilienza!
Questa volta si sono messi insieme il cuore e l’impegno civile, i “manovali del rancore”, gli “scoraggiatori militanti”, i “luminari del disincanto”, i “piromani dell’entusiasmo” si sono convertiti ed hanno partecipato anche loro. 
C’è chi resiste e non si da alla fuga da Lucoli, da questo piccolo presidio dove la vita si sforza di manifestarsi e conservare un suo battito. 
Ringraziamo tutto il gruppo dei soci degli Amici di San Michele per il progetto realizzato.
Alcuni momenti della riparazione


Il nuovo meccanismo posto in opera - Foto A. Carbone
E non dimentichiamo la generosità dei lucolani ricordata con un'apposita targa.

sabato 25 novembre 2017

ITALIANSIDE.COM PER CERCARE I PARENTI ORIGINARI DI LUCOLI NEL MONDO


Le Associazioni di Abruzzesi nel mondo iscritte all'Albo regionale sono in totale 128, con presenze in 16 diversi stati, in alcuni di essi si sono riunite in federazioni e confederazioni. 

Le maggiori concentrazioni di Abruzzesi sono in Nord e Sud America (Canada e Usa maggiormente, poi Argentina, Brasile e Venezuela); l'Europa con Svizzera e Belgio.
Una grande comunità abruzzese è presente anche in Australia, in numero minore in Sud Africa. 33 hanno sedi in Europa, 11 in Belgio, alcune riunite in una federazione, 13 in Svizzera riunite anch'esse in una federazione, 5 in Germania, 2 in Lussemburgo, 1 in Gran Bretagna, 1 in Francia. Nel continente africano sono presenti due associazioni, una in Algeria e una in Sud Africa. 36 sono le associazioni presenti in Nord America, delle quali 21 in Canada, riunite in 3 federazioni e una confederazione, e 15 negli U.S.A. riunite in due federazioni. Il Sud America e' il luogo dove si concentra il maggior numero di associazioni, ben 42, tra queste, 16, di cui una federazione, hanno sede in Argentina, 13 in Brasile riunite in una federazione, 11 in Venezuela aggregate in due federazioni, una in Cile ed una in Uruguay. 
In Oceania sono presenti 15 Associazioni Abruzzesi riunite in una federazione, tutte in territorio australiano. Sono pronte per l'iscrizione all'Albo altre 6 associazioni di cui 1 in Brasile e le altre 5 in nuovi paesi (Paraguay, Cuba, Spagna, Olanda e Svezia), cosi da portare a 21 gli Stati con la presenza di Associazioni Abruzzesi. Da una stima ufficiosa si puo' ritenere che gli abruzzesi nel mondo siano all'incirca tanti quanti i corregionali residenti in Abruzzo (1.200.000), senza contare le seconde e terze generazioni.
Tra i tanti siti volti alla ricerca di parenti in Abruzzo all'estero proponiamo:  http://www.italianside.com/abruzzo/laquila/lucoli/  che presenta una sezione per le persone che discendono dalla comunità di Lucoli.
Italiani foto del Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari
"Genealogy in Lucoli
If you know (or you think) that your ancestors were from Lucoli, you could find info about your Italian family at Registrar of Vital Statistics in the City Office or at the parishes. Registry offices in Abruzzo and in L’Aquila province were established in early 1800: it means that you could find information in Lucoli registrar as of that date. So, if your ancestors were in Lucoli in the nineteenth or twentieth century, then you could try to contact the City Office of Lucoli to know more. They are useful to search in Abruzzo and in Lucoli too. 
In the next picture you can see the demographic trends in Lucoli from the Italian Unification (1861). 
It could be important to know if the last name you are investigating is a frequent surname in Lucoli. As more your surname is common in Lucoli, as more it could be difficult to find the right info about your ancestors in Lucoli archives if you have not exact dates. It could be useful for you to know that some of the most common surnames in L’Aquila province are: 
Bianchi, Bisegna, Bonanni, Centofanti, Cipriani, Colangelo, D’Alessandro, D’Amico, D’Andrea, D’Angelo, De Angelis, De Santis, Di Benedetto, Di Carlo, Di Cesare, Di Domenico, Di Felice, Di Girolamo, Di Loreto, Di Marco, Di Paolo, Di Pietro, Di Renzo, Di Stefano, Gentile, Giuliani, Graziani, Leone, Liberatore, Mancini, Mariani, Marinucci, Morgante, Pace, Paris, Parisse, Persia, Petrella, Presutti, Ricci, Rossi, Sabatini, Santilli, Santucci, Silvestri, Tarquini, Valentini, Venditti. 
Church archives in L’Aquila province may instead contain even older information, but they are far less accessible from abroad (and almost impossible by email). 
Then, parishes send information not easily. 
If you have the opportunity to visit Lucoli and L’Aquila province, you could plan to investigate churches’ archives by yourself, but from abroad is very difficult to obtain any result unless you find a reliable local help. 
Another important source of information is the “Archivio di Stato” (National archive) in L’Aquila. In any case, never give up! Probably the distance from your country and Italy, some difficulties in understanding and in translation, could complicate your search but this should not discourage you. 
It’s important to plan your activities to carry on with simple goals (eg. search for a single date of birth, the name of an ancestor, the date of a marriage, etc.). 
If you are interested to start or to continue your genealogy research in Lucoli, or if you have questions regarding your family in Lucoli, just leave a message below, we will answer you by email. 
If your research is in a dead end and you need some professional advices from skilled and reliable Italian genealogists write to lucoli@italianside.com". 
Abbiamo scritto per cercare contatti anche noi, la nostra Associazione svolge molto volentieri attività di questo tipo per riannodare i fili della Comunità locale.
I nostri emigranti: Ferdinando Soldati prega presso la tomba del fratello Cesare Soldati morto l'11 settembre del 1920, a 31 anni, è ancora oggi seppellito al Redstone Cemetery di Brownsville, PA, Stati Uniti.

http://www.italianside.com/abruzzo/laquila/lucoli/

mercoledì 15 novembre 2017

Piccoli Comuni, non solo il Fondo da 100 milioni: anche altri 15 milioni per i territori dell'Abruzzo

dopo gli stanziamenti per maltempo e incendi 

In arrivo altri fondi ai Comuni 

Le risorse sono per rischio idrogeologico, bonifiche e servizio idrico 


L’AQUILA . «Siamo davanti ad un grande cantiere che richiede ora la collaborazione straordinaria dei Comuni interessati». Così il presidente della giunta Luciano D'Alfonso ha commentato gli esiti dell'incontro con il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli per le problematiche relative alle emergenze neve, incendi e rischio idrogeologico. «Sono stati già assegnati 15 milioni di euro di cui 1,5 già trasferiti alla Regione Abruzzo e 31 milioni arriveranno entro metà novembre, dopo un approfondimento tra le strutture della Protezione civile regionale e nazionale per un totale di oltre 46 milioni di euro» ha spiegato il Presidente. Un'altra categoria di interventi riguarda i lavori di prevenzione sotto la competenza di “Italia Sicura” «con cui apriremo una trattativa per ulteriori risorse per la mitigazione del rischio idrogeologico». In aggiunta, il ministero dell’Ambiente ha assegnato oltre 47 per i danni causati da maltempo. Le altre risorse pari a circa 44 milioni di euro (Fondo per lo sviluppo e la coesione FSC 2014/2020) per “interventi per la tutela del territorio e delle acque” interessano: rischio idrogeologico (19 milioni), bonifiche (oltre 7 milioni) e servizio idrico integrato (17 milioni). I Comuni interessati ai finanziamenti per interventi di riduzione del rischio idrogeologico riguardano: Chieti, Vasto, Vacri, Bellante, Castiglione Messer Raimondo, Ripa teatina, Casalincontrada, Casacanditella, Castelguidone, Rooccamontepiano, Roccamorice, Paglieta, Lettomanoppello, Castiglione Messer Marino, Prezza, Montenerodomo, Civitella Messer Raimondo, Rosello, Trasacco, Isola del Gran Sasso d´Italia. Per il miglioramento del servizio idrico integrato: Pescara-San Giovanni Teatino-Spoltore, Rosciano, agglomerato Scoppito-Tornimparte-Lucoli. Gli interventi di bonifica per aree inquinate interessano: Pizzoli, Cepagatti, Ortona dei Marsi, Castellalto, Montorio al Vomano, Mosciano S. Angelo. Per quanto riguarda invece gli incendi si è concordato di procedere nella richiesta ad un immediato ristoro delle spese sostenute per l'emergenza attraverso specifica ordinanza per un importo di circa un milione di euro.

Interessanti i fondi per la bonifiche di ex discariche, Ci chiediamo come mai nessun amministratore di Lucoli abbia pensato di redigere un progetto per la messa in sicurezza permanente delle discariche di Campo Felice visti i sostegni previsti e fruiti da altri Comuni.


giovedì 9 novembre 2017

L'ABRUZZO NEI "CAMMINI D'ITALIA". VIAGGIO NELLA STORIA D'ABRUZZO

Il 2016 era l'anno dei Cammini, (tanto che la nostra Associazione si fece promotrice di una tappa dei cammini LTR a Campo Felice).
Il fine era quello di valorizzare il ricco patrimonio composto dalla rete di Cammini storici, naturalistici, culturali, religiosi, che da nord a sud, attraversano il Paese rappresentando una fetta, magari poco conosciuta, ma fondamentale nell’offerta del turismo lento italiano. 
Dal 2016 si è attivato l’impegno del MiBACT per identificare e catalogare una rete di mobilità "SLOW" che potesse dotare il sistema Paese di una vera e propria infrastruttura intermodale di vie verdi, la possibilità di muoversi lungo l’Italia a piedi, promuovendo una nuova dimensione turistica: attenta alla personalizzazione del viaggio che i Cammini o i luoghi attraversati possono offrire. 
Per raggiungere questo scopo il MiBACT si è fatto promotore dell’Atlante digitale dei Cammini d’Italia. Un contenitore di percorsi e vie pensato sulle linee guida indicate dalla direttiva ministeriale e regolamentato, con opportuni criteri, nell’ambito del coordinamento formato da MiBACT, Regioni, Provincie autonome: Comitato Cammini. 
Comitato che tuttora vaglia ulteriori, nuove proposte avanzate da regioni e province autonome.

La raccolta dei Cammini italiani ha permesso, per la prima volta, una nuova visione di insieme, individuando le opportunità presenti in tutto il Paese permettendo, soprattutto, di comprendere le connessioni tra i percorsi con nuove modalità di percorribilità dei territori attraversati.
L’implementazione e lo sviluppo di nuovi modelli di fruizione e gestione sostenibile garantiranno e favoriranno l’integrazione ambientale – paesaggistica, con attività agricole, artigianali e turistico-culturali del sistema Paese così come indicato nel Piano Strategico del Turismo 2017-2022.

L'Abruzzo è rappresentato con cinque percorsi attraverso un ricco patrimonio archeologico, monumentale e naturale in alcuni dei più suggestivi luoghi della Regione.

E' stato scelto l’Abruzzo interno ricco di straordinarie testimonianze storico/culturali, immerse in uno scenario paesaggistico tra i più suggestivi dell’Appennino. Il progetto "Hera" ha coinvolto quest’area d’Abruzzo con 5 itinerari , interessando ben 40 comuni, con 263 siti di interesse storico/culturale, distribuiti in oltre 330 km. L'itinerario principale, ad anello, abbraccia parte della valle Peligna, dell’Aterno e del Tirino, note per il loro patrimonio archeologico e monumentale. Gli altri 4 itinerari toccano L’Aquila e l’area amiternina, il Gran Sasso con i borghi storici, la Valle Peligna con Sulmona e paesi limitrofi e la Valle del Sagittario fino a Scanno. l percorsi consentono di toccare molteplici centri urbani di età romana e alcune delle necropoli protostoriche più ricche della regione: i "Morroni" di Corfinio e le necropoli di Fossa, Bazzano e Capestrano, da cui proviene il più famoso simbolo dell’Abruzzo antico: “Il Guerriero di Capestrano”. Tra i più caratteristici luoghi di fede della nostra regione ci sono gli Eremi di S. Terenziano a Corfinio, di S.Onofrio al Morrone a Sulmona, di S.Venanzio a Raiano, di S. Domenico a Villalago e di S.Egidio a Scanno. Ma è probabilmente nelle testimonianze medievali che gli itinerari esprimono al meglio le proprie potenzialità con chiese, borghi, castelli, palazzi e fontane di particolare bellezza, mentre la monumentalità dell’architettura romanica abruzzese è testimoniata dalle chiese di S. Pelino a Corfinio, di S. Pietro ad Oratorium e di S. Maria della Valle a Scanno. Sono altrettanto note in Abruzzo interessantissime catacombe cristiane, come quelle di Castelvecchio Subequo, di S. Lorenzo di Beffi e di San Vittorino ad Amiternum.
Altri punti di forza del questo viaggio sono rappresentati dal patrimonio naturalistico-ambientale e da un’inesauribile rappresentazione di biodiversità. 
Parte degli itinerari ricadono, infatti, nei territori del Parco Regionale Sirente-Velino e in quelli dei Parchi Nazionali del Gran Sasso e della Majella, toccando alcuni dei luoghi più suggestivi d’Abruzzo come le Gole di San Venanzio, le grotte di Stiffe, l’altopiano di Navelli, la piana di Campo Imperatore e la Valle del fiume Tirino. Altri luoghi d’interesse sono le Riserve Naturali di Popoli con le famose Sorgenti del Pescara, delle Gole di San Venanzio a Raiano, del Monte Genzana a Pettorano e quelle altrettanto sorprendenti delle Gole del Sagittario e del Lago di San Domenico nella Valle del Sagittario.
Altro elemento caratterizzante di quest’area d’Abruzzo è l’enogastronomia e, in particolare, quei prodotti tipici che nascono da una vocazione agropastorale, come i formaggi della zona del Gran Sasso.