mercoledì 28 settembre 2011

29 SETTEMBRE 2011 INAUGURAZIONE DEL POLIAMBULATORIO DI LUCOLI

L'elenco dei benefattori che hanno contribuito a finanziare l'opera

Veduta dell'opera inaugurata
Il ringraziamento del Sindaco

Studio medico del Poliambulatorio con attrezzatura

Uno degli studi del Poliambulatorio

Karen e Sean O' Neill nella stampa irlandese
 
I tanti artisti che si sono esibiti nel concerto di Galway per Lucoli

Finally, the Medical Center will be inaugurated on next 29 September.

These words are addressed to the Galway Community, to Sean and Karen O' Neill, our friends. Knowing Lucoli and his beautiful territory, have been promoting for an evening fundraiser: beautiful, great sounds and singers, the Mayor of their City attended. The proceeds of the concert was paid by us to the City of Lucoli and has contributed to this work.
Solidarity has no borders and we are very grateful to the Irish people for what they have done for the Community of Lucoli. The Medical Center will begin to work with basic doctors and we hope that the space and its equipment may be short-exploited to the fullest. The clinic, located in Santa Menna, spread over an area of ​​about 100 square meters and features, as well as a large waiting room, three rooms equipped for the visits: the building also was made with environmentally friendly techniques and with careful attention to matters related to the reduction of energy consumption.
You are always welcome in this land and we hope to have you here with us soon.


A Lucoli, si inaugurerà il 29 settembre il nuovo poliambulatorio medico, donato da Ance Lombardia, l'associazione Regionale dei Costruttori Edili Lombardi, e da Fumagalli Edilizia Industrializzata S.p.A. Molti altri i piccoli contributi donati da gente comune o da interi gruppi o Comunità. Tra i tanti che hanno contribito, attraverso la nostra promozione del progetto, vogliamo ringraziare in modo particolare la Comunità di Galway (Irlanda): il 10 novembre del 2009 ha organizzato un mega concerto alla presenza delle autorità cittadine, ove abbiamo assistito ad un vera gara di partecipazione sia tra i musicisti che offrivano gratuitamente la loro musica sia tra la popolazione che donava offerte per la gente di un paesino dell'Abruzzo mai conosciuta, ma che sapeva in difficoltà. E' stata un'esperienza di grande civiltà e solidarietà che ha rafforzato il nostro spirito di volontari e ci ha resi orgogliosi della fiducia riposta in noi come "testimoni" del bisogno di aiuto e soprattutto ci ha caricato del difficile compito di monitorare la corretta finalizzazione del dono.
Vogliamo anche ringraziare Luciano Giannone il Sindaco del "terremoto" che concepì questo progetto, insieme a G. Fontana, catalizzando le risorse offerte anche in termini di volontariato su di un obiettivo preciso.
Ha vinto la solidarietà e la generosità di tanta gente per bene che si è fidata ed ha creduto che ciò che donava, eticamente, avrebbe contribuito, in modo onesto, alla realizzazione di un progetto utile.
In questo mondo confuso perchè privo dei giusti riferimenti valoriali, dove il "bene" è sempre più assediato dal "ciò che conviene", che non ne garantisce il suo concretizzarsi, Lucoli ha dato un esempio.
Tutti hanno portato il "testimone" di questa staffetta solidale, non senza difficoltà, questo vale anche per l'attuale Amministrazione Comunale che ha reso il Poliambulatorio non solo una struttura completata ma un "servizio", insieme si è arrivati al traguardo che si concretizzerà il 29 settembre.
L'inaugurazione sarà comunque solo un inizio, la struttura donata rientra nei "beni comuni di una Comunità" che dovrà apprezzarla, ancora di più perchè donata dal suo prossimo e dovrà valorizzarla anche attraverso la scelta individuale di fruirne.

lunedì 26 settembre 2011

APPELLO AL SIGNORE CHE HA AVUTO L'INCIDENTE D'AUTO ALL'ABBAZIA DI SAN GIOVANNI E CHE GRAZIE ALLA STACCIONATA DEL GIARDINO DELLA MEMORIA HA EVITATO DANNI PEGGIORI

 L'incidente del 24 settembre u.s. ha causato l'abbattimento della palizzata e la rottura della rete

Carissimo signore, tutto è bene quel che finisce bene, se non ci fossero stati i pali della recinzione la sua macchina sarebbe forse caduta giù dalla muraglia e non osiamo pensare quali danni avrebbe potuto subire, soprattutto fisici.
La recinzione è stata costruita per impedire agli armenti di brucare le giovani piante del frutteto e siamo contenti che sia servita anche a lei. Ora dobbiamo ripristinarla.
Lei non userà internet, ma qualcuno che la conosce magari sì, ce la dà una mano a ricostruire la recinzione pagando le spese di quanto dovremo ricomperare perchè danneggiato dall'incidente?
L'Associazione vive con i soldi delle quote associative, nessun finanziamento pubblico, il lavoro è quello delle nostre mani, ma le spese vive sono sempre un problema.....
Per trovarci basta chiedere al Parroco.
Grazie!
NoiXLucoli Onlus

mercoledì 21 settembre 2011

FESTA PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO: 24-25 SETTEMBRE 2011 A VADO LUCOLI

La Chiesa di San Michele a Lucoli è stata costruita su un colle dai tratti aspri e ripidi.
Risalente al periodo del medioevo, fu menzionata nella bolla di Alessandro III, nel 1215. Venne distrutta dal terremoto del 13 gennaio 1915 e interamente ristrutturata per interessamento della gente di Lucoli Alto e dell’Abate Ambrogio Ammanniti. In passato vi si celebrava la Messa ogni domenica, ma non vi si conservava il Santissimo Sacramento perché la Chiesa è distante dall’abitato e faticosamente raggiungibile. All'interno è essenziale e molti sarebbero i lavori di restauro da realizzarvi anche a causa di infiltrazioni di acqua provenienti dal tetto che stanno danneggiando gli intonaci. Da tempo si celebrano solo le ricorrenze della festa di S. Michele Arcangelo, che ricorre il 29 settembre. Anche quest'anno, con una lieve anticipazione di calendario per consentire di utilizzare i giorni del fine settimana, si celebrerà la festa Parrocchiale il 24 settembre p.v., mentre  domenica 25 p.v. sarà offerto, a chi si sarà prenotato (per esigenze organizzative), un pranzo nella piazza di Vado Lucoli.
La nostra Associazione collaborerà alla realizzazione dell'iniziativa con il Parroco e con l'Associazione Amici di San Michele, perchè siamo convinti, da sempre, che l'amore per lo stesso territorio deve catalizzare gli sforzi di tutti.
Vista della Frazione di Vado Lucoli

La chiesa di San Michele illuminata per la Santa Messa

Cercheremo di impegnarci per realizzare insieme agli "Amici di San Michele" dei piccoli lavori strutturali per rendere questo luogo di grande suggestione e significativo in un'ottica di culto locale, maggiormente fruibile anche secondo i canoni della sicurezza e secondo quelli del miglior decoro della Chiesa.

La preparazione del pranzo del 25 settembre 
 Gli antipasti
Una vera opera d'Arte: il dolce! La deliziosa giovane che lo ha preparato è proprio da sposare!

E' stata una bellissima giornata all'insegna della collaborazione e dell'allegria, un pranzo fantastico e tante nuove conoscenze. Ringraziamo gli organizzatori, soprattutto Stefano per la sua pazienza e bravura.
Alla possima. A noi ci è piaciuto.

domenica 18 settembre 2011

LA STORIA DELL'ORGANO DELL'ABBAZIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Parete d'ingresso della navata centrale: Organo del Farina (1500).

La prima data certa nella storia del monastero benedettino di San Giovanni Battista di Collimento di Lucoli è il 1077, quando ad esso vengono ceduti in dotazione mille moggi di proprietà terriere.
La storia della Badia vive fasi alterne  dal punto di vista della conservazione: il passaggio della Chiesa al clero secolare, nel 1467, costituisce un fatto importante, in quanto assicurando la frequentazione dei luoghi, garantisce anche ristrutturazioni e manutenzioni più frequenti. La trasformazione della Chiesa in Collegiata richiederà tutta una serie di lavori che saranno affrontati con cospicui finanziamenti: a partire dal 1481; risultano infatti, molti documenti che dimostrano vendite e donazioni di terreni della Badia.
Nel 1500 l'Abate volendo dotare la Chiesa di un organo ed essendo rimasto affascinato dallo strumento costruito da poco da Giovanni Farina da Guardiagrele per la cattedrale aquilana, stipula un contratto, per mano di Notar Paolo Verterio, nel quale richiede specificatamente che l'organo da costruirsi a Collimento sia "...di grandeza, bontà e qualità dei registri, qualità del lavoro senza la pictura come sono li organj della chiesa de Sancto Maximo de Aquila".
Il maestro Giovanni Farina consegnerà l'organo dietro pagamento di 170 ducati nel giugno del 1570.
La consultazione dei libri di spesa del Comune di Lucoli consente di seguire le vicende dell'organo Farina sino agli inizi del 1900.
Nel settembre del 1656 Lucoli viene colpita dalla peste, male che vesserà la popolazione fino ai primi mesi del 1658. Si suppone che l'Abbazia, a causa della sua posizione isolata nella campagna, possa essere stata usata come lazzaretto, alla fine della pestilenza i locali saranno risanati ed i dipinti murali della Chiesa furono celati sotto uno strato di calce. In un sol colpo sparì la fitta decorazione rinascimentale della Collegiata che lascerà spazio a una nuova fase decorativa secondo gli stilemi barocchi. A soli due anni dal termine della peste inizia la riedificazione: tra il 1661 ed il 1691, infatti, vengono ricostruiti la maggior parte degli altari oggi esistenti. Il fervore ricostruttivo si estende anche alle opere mobili: affreschi, il pulpito, un crocefissso per l'altare di Gesù ed anche lavori per la riparazione dell''organo.
Nel 1660 vengono rifatte le parti in pelle dei mantici e delle somiere, si acquista dell'arsenico per debellare i topi, che, danneggiano le canne di piombo. Nel 1690 verranno riviste anche le parti in ferro (catenacciatura) e saranno eseguite dal falegname due recinte, in seguito indorate.
Per altre notizie in merito all'organo si dovrà arrivare al 1832, relative a lavori di manutenzione per il quale il Comune interviene per il restauro delle parti foniche e di quelle lignee, affidandone i lavori a Salvatore Fedri. Ancora, nel 1846, il Sindaco di Lucoli Masciangeli indirizza un reclamo all'Intendenza per mancanza di fondi per realizzare lavori urgenti alla Chiesa, tra questi anche il restauro dell'organo che non può essere utilizzato nelle funzioni religiose giornaliere. I lavori, come da perizia, riguardavano la scomposizione ed accordatura della registratura, spolveratura, accomodatura dei contrabbassi e pedale, accomodatura tre mantici, rifusione di trenta canne di ripieno in piombo e stagno, raccordatura dell'intero organo.
Nel 1900 si perdono le tracce della "vita" dell'organo, inizia il suo degrado anche per il lungo periodo di abbandono dell'Abbazia.
Organo del Farina con lo stemma, in alto, dell'Università di Lucoli che risiedeva nell'Abbazia di San Giovanni Battista.

Una notizia curiosa, il Comune di Lucoli ha pagato annualmente sin dall'inizio dell'800 gli organisti di San Giovanni Battista: Ciotti - 1804; Ammacca - 1806; Pesce - 1805; Gianfelice, 1850-52, ecc. i pagamenti continueranno fino all'inizio del 1900.
Testo tratto dalla relazione della Dott.ssa Giovanna Di Matteo - San Giovanni Battista di Lucoli - Japadre Editore.
I Farina, di Guardiagrele, sono stati una famiglia di maestri organari, da mettere soprattutto in relazione con il capostipite Giovanni, la cui attività è documentata nella cattedrale di Benevento e a Roma in S.Giovanni in Laterano (ma anche a Sulmona). La loro attività si configura soprattutto, tra il 1574 e il 1605 con notizie provenienti dal lavoro di Gennaro e Domiziano che, insieme, confezionarono gli organi delle chiese di S.Chiara di Guardiagrele e S.Silvestro, S.Massimo, S.Pietro di Coppito e S.Pietro di Sassa dell'Aquila. Domiziano dovrebbe essere l'organaro che lavora allo strumento della chiesa dell'Annunziata di Vasto insieme col napoletano Carlo Salerno nel 1600 e poi, da solo, in quello di S.Antonio di Padova.
Nel 1500, in Abruzzo, la produzione di strumenti musicali si era concentrata intorno all'arte organaria, ossia nella realizzazione di organi da chiesa profondamente integrati con l'architettura che li doveva accogliere e organi positivi di minor impegno volumetrico e portatili. Ciascuno di questi strumenti era il prodotto di molte e differenti specialità artigiane che andavano dalla lavorazione del cuoio (mantici) a quella del ferro (tiranteria e meccanica), alla falegnameria (cassa), ai doratori (frontale della cassa) e pittori e decoratori (fronti visibili) ed infine agli ebanisti (consòlle).

Come Associazione del territorio ci piacerebbe impegnarci per il reperimento dei fondi necessari al ripristino del prestigioso strumento musicale: per farlo rivivere, ascoltandone la musica, nella sua conformazione originaria, in un'Abbazia ancora una volta sofferente per i danni di un terremoto.
Ci piacerebbe avviare un "cantiere" di lavoro, come si chiamano oggigiorno i progetti, che coinvolga le Istituzioni preposte, il Comune di Lucoli (dai tempi antichi interessato alla cura di quest'opera pregevole), la Comunità parrocchiale e quella di tutto il territorio di Lucoli.
Chi vuole unirsi a noi in questa sfida affascinante?

sabato 17 settembre 2011

LUCOLI ESTATE 2011.

Se qualcuno mi chiedesse: che cosa stai facendo di buono?
Io non avrei nessuna esitazione e gli risponderei: mi sono iscritta ora in una Associazione che mi dice molto. Perchè molto? In genere le Associazioni assicurano una compagnia secondo le proprie esigenze invece questa è un'Associazione che ha la forza di insegnare all'uomo qualcosa di importante.
Alcuni anni fa in questi luoghi la terra ha tremato portando distruzione e grande dolore. L'uomo di buona volontà si è detto: perchè proprio questo, qui. Il suo credo è volto al Bene ma quanti sono gli uomini di buona volontà?
La situazione di questi luoghi è ancora poco chiara perchè si è ricostruito, si è dato un tetto a chi ha avuto la casa distrutta ma la prospettiva di una vita come prima è dubbia. Perchè dubbia? Perchè l'uomo, sempre per la sua umanità, guarda solo se stesso, le proprie esigenze e non si cura di chi gli è vicino. Un luogo dove si può riflettere su questo aspetto è nato per opera di uomini e donne di buona volontà, è il "Giardino della Memoria".
In questo luogo si ricordano tutti quelli che non ci sono più e che hanno perso la loro vita in quella notte terribile. Vanno ricordati affinchè, si dice in genere, la loro vita non si sia spenta inutilmente. Il terremoto è un fenomeno non dovuto all'uomo ma la costruzione delle case, non nel modo giusto, è dell'uomo.
Io credo che quando si ricorda la gioia di vivere di un giovane studente si pensi sempre alla nostra gioventù.
Io spero che questa Associazione porti tanto frutto, perchè l'uomo voglia sempre il meglio non soltanto per sè ma per tutti, perchè il bene di tutti è il proprio bene.
Sono stati piantati tanti alberi per ricordare le vittime e quando si guarda la bellezza della natura che cosa si può dire al buon Dio?
Grazie per quello che ci dai sempre e grazie perchè la nostra vita sia vissuta secondo i Tuoi insegnamenti, che ci hai dato, perchè soltanto nell'unione e amore fraterno ci sentiremo felici di vivere.
Il mio nome non è un nome importante è un nome di donna che ama soltanto.

Rosanna
Pratolonaro
disegno di Samuel Cipriani - Lucoli

Abbiamo ricevuto questa bella lettera dalla nostra nuova socia Rosanna e la pubblichiamo ringraziandola.
Le sue parole ci danno forza per proseguire nel compiere i piccoli ed a volte faticosi passi del nostro cammino associativo.

lunedì 12 settembre 2011

GLI ALBERI DEL GIARDINO DELLA MEMORIA: IL MELO IMPERATORE - Malus communis pumila var. Imperatore

Melo imperatore del Giardino della Memoria
Cultivar antica di origine russa (1874). Questa varietà di melo, Malus domestica, è un ibrido complesso alla costituzione del quale avrebbero contribuito il melo europeo (M. sylvestris), e specie asiatiche quali la M. baccata e la M. prunifolia, che si sarebbero ibridate naturalmente nelle valli che congiungono l’Europa all’Estremo oriente. Attualmente, l’area di origine è occupata dalle repubbliche dell’Asia centrale (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Tagikistan, Kirghizistan), fino ad estendersi alla provincia cinese dello Xinjiang. Il trasferimento del melo verso l’Asia minore e l’Europa risalirebbe al Neolitico, circa 6000 anni fa, dove la coltura avrebbe trovato naturale diffusione, soprattutto nelle aree temperato‐fredde dell’Europa. Non abbiamo notizie, al momento, di quando sia stata coltivata per l aprima volta in Abruzzo, ove vegeta facilmente. Pianta molto vigorosa e resistente ai forti freddi, non ha esigenze speciali.
Il frutto
Il frutto è enorme, la buccia è di color rosso vivo. Polpa stopposa, ispida. Matura precocemente, da settembre a novembre. La buccia è cerosa, di colore di giallo verde con colore rosso ampiamente diffuso e compatto (almeno sul 50% della superficie), con lenticelle evidenti.  La polpa è di colore bianco-crema, fine, consistente, poco o mediamente succosa, dolce acidula, poco aromatica. Il frutto è ottimo da consumare fresco o come ingrediente di piatti e prodotti del territorio anche in insalate e sorbetti.
COLTIVAZIONE
La pianta predilige i climi umidi e freddi, ed è in grado di resistere anche a temperature di 25°C sotto zero. Soffre le gelate tardive. La raccolta viene effettuata manualmente tra settembre e novembre.
Il frutto contiene molta acqua, poche proteine (0,2%) e grassi (0,3%), fibra, diversi zuccheri (11%), fosforo (12 mg), calcio (6 mg), ferro (0,3 mg), è povera di sodio e potassio, apporta vitamine C, PP, B1, B2 e A.
Fornisce 44 kcal o 187 kjoul ogni 100 grammi.
Ha azione diuretica e dissetante
IN CUCINA
Polpettone con mele imperatore
3 mele imperatore
500 gr di carne macinata
100 gr ricotta
2 fette di mortadella
100 gr di parmigiano
 cucchiai pane grattugiato
50 gr di burro
noce moscata q.b.
sale q.b.
cannella q.b.
Preparazione
Sbucciare le mele, tagliarle a spicchi e mantecare in padella per 2 minuti con burro e cannella.
Impastare la carne con uova, parmigiano, sale, noce moscata, cannella e ricotta.
Formare un salame di carne, applicare una parte di mele al salame di carne, avvolgerlo con la mortadella.
Aggiungere il pangrattato ed incartare con la carta forno e carta stagnola.
Infornare a 170° per 40 minuti. Servire tagliato a fette, sulle quali si può versare una salsa di mele con curry.
CURIOSITA'
La mela imperatore è utile nelle diete dimagranti perché dà un senso di sazietà ed ha poche calorie.

Con riferimento a tutti i tipi di mele: masticare una mela ha un’azione sbiancante sui denti e pulisce le gengive.

giovedì 8 settembre 2011

ABBAZIA SAN GIOVANNI BATTISTA—CRONOLOGIA STORICA DAL 1077 AL 1915

L’insieme delle notizie cronachistiche (desunte da atti notarili o scritture formali) interessanti il complesso di San Giovanni Battista permette la conoscenza anche del rapporto tra gli elementi naturali scatenati dai sismi, l’evoluzione architettonica ed artistica e le variazioni delle dipendenze di proprietà che, purtroppo hanno sconvolto la lettura “didattica” del monumento.

Tratto dalla pubblicazione di Renzo Mancini: "San Giovanni Battista di Lucoli". Edizioni Japadre 2001. L'elencazione dei terremoti è tratta dall'autore da: "Storia dei terremoti in Abruzzo" di E. Cerasani, edito in Sulmona nel 1990.
Veduta dell'Abbazia di San Giovanni Battista
ANNO 1077:
Il conte Odorisio dona al monastero di S. Giovanni in località Ranfonesso, presso quel castello, nelle mani dell’abate Pietro, alcuni beni di sua proprietà intorno al monastero, per circa mille moggi, tra i confini di via del Castagneto, la Valle Luparia, la terra dei Forconi e il quarto della fontana di Gualberto, o Vicalporto, con tutti gli uomini e i servigi. L’atto fa riferimento ad una precedente donazione data in territorio Forconese nel castello di Colomonte. Poiché la donazione viene posta sotto la protezione pontificia, il monastero non è tenuto a contributi a chicchessia.
ANNO 1126:
Donazione al monastero, nelle mani dell’abate Pietro e i suoi successori, da parte di Pagano Prete e Gualtiero suo fratello, di cinque parti di un mulino sito presso la chiesa di S. Vittore in località Ranfonesso nel castello di Collimento.
ANNO 1130:
L’abate Pietro fa confermare da Papa Innocenzo II la donazione di Odorisio poiché il precedente documento era stato distrutto dai suoi ministri.
ANNO 1204:
Bolla di Papa Innocenzo III con la quale descriveva all’ordinario di Forcona, Giovanni, l’estensione della sua diocesi, comprendendovi anche “Ecclesia S. Johannis de Collimento cum cappellis, ho minibus et tenimentis suis”.
ANNO 1204:
Viene riportato l’elenco delle chiese della vallata che pagano il censo alla curia di Roma: S. Maria di Bominaco, S. Maria di Goriano, S. giovanni di Lucoli. Nel documento concordato, del 16 settembre 1204, si stabiliscono alcuni principi di rapporto con la curia quali, ad esempio, l’ospitalità dovuta al vescovo in occasione della visita annuale alla parrocchia, l'obbligo, da parte dell’abate, se invitato in occasione dei sinodi diocesani, di partecipare o di inviare a rappresentarlo un monaco competente, l’impegno di corrispondere al vescovo la quarta funeraria ed altro ancora.
ANNO 1215:
Emissione del titolo concistoriale "Religiosam vitam eligentibus" di Innocenzo III nel testo del quale viene riportata la protezione pontificia nei confronti del monastero di S. Giovanni e si confermano i privilegi, le proprietà e le immunità.
ANNO 1215:
Con bolla papale Innocenzo III riceve sotto la protezione pontificia il monastero che per la prima volta viene descritto nel codice della tassa camerale.
ANNO 1275:
Nuova conferma dei privilegi da parte di Giovanni XXI; egli dichiara il monastero immediatamente soggetto alla Curia romana nonostante appartenga alla Diocesi Aquilana. Con Breve papale ne viene data conferma al monastero.
ANNO 1280:
Terremoto con effetti disastrosi nella fascia aquilana (crollo del castello d’Ocre).
ANNO 1291:
Con Bolla "Dudum monasterio S. Joannis de Collimento" data in Viterbo, il Papa Nicolò IV incarica il vescovo di Chieti, Tommaso, di confermare l’elezione di Pietro Matthei, monaco diacono, ad abate del monastero di S. Giovanni “ad romanam ecclesiam, nullo medio, pertinente”, eletto a tale titolo dal vescovo aquilano Sinizzo, cistercense, e dal monaco Tommaso, dello stesso monastero.
ANNO 1294:
Vengono rogati tre atti di subordinazione del monastero all’Ordine Celestino; uno di questi riguarda l’assoggettamento di S. Giovanni alla Badia di S. Spirito di Sulmona. L’atto è espressione consequenziale del rifiuto, da parte dell’abate Matthei, di conservare il titolo, date le situazioni disastrose della vita spirituale e temporale dei monaci; il Papa Celestino V accettò la rinuncia e, con la bolla Meditatio cordis nostri del 27 settembre 1294, appena un mese dopo la sua consacrazione in Collemaggio, decretò quanto su riportato.
ANNO 1315:
Terremoto effetti disastrosi nella fascia aquilana, compresa Cittaducale; epicentro Paganica.
ANNO 1318:
Matteo di Bagno, su incarico dei monaci, propone a titolo di abate minorista Angelo, il quale, a sua volta, indeciso sull’accettazione dell’incarico, si reca, per conforto, ed assieme al procuratore ed al nunzio, presso la Santa Sede per esporre quanto a lui proposto. Il Papa, Giovanni XXII, fa esaminare la situazione ad una commissione composta di tre cardinali e, a seguito del loro parere, conferma, con la bolla "Sedula nos cura sollicitat", emessa il 1 agosto 1318 da Avignone, la nomina di abate al monaco Angelo.
ANNO 1324:
L’Abbazia paga ai collettori “pro censu quem dictum monasterium romanae ecclesiae dare tenetur”, ovvero una libbra di cera l’anno che l’Abbazia non ha pagato per ben tredici anni, ragione del pagamento di due carlini per tareno computati in tareni d’argento 8.
ANNO 1349:
Sisma disastroso riferibile a quello del 1703; epicentro l’Aquila.
ANNO 1353:
Lettera apostolica di Papa Innocenzo VI, Nuper pro parte, data in Avignone, al legato papale cardinale Egidio Albornoz nel testo della quale viene riportato che i prelati di S. Maria di Bominaco e di S. Giovanni di Collimento denunciano reclamo per l’invasione di potenti laici aquilani e di frati apostati minori e celestini e che, nel contempo gli stessi edifici sono in totale stato di fatiscenza da minacciare crollo.
ANNO 1371:
Gregorio XI nomina l’abate di Collimento difensore del clero della diocesi aquilana contro i gravami imposti dagli ordini mendicanti.
ANNO 1429:
L’abate Lorenzo assiste alla fondazione della chiesa di S. Maria del popolo al ponte di Roio.
ANNO 1439:
Il vescovo di Veroli, Angelo di Martino de Caccia, ottiene, per concessione apostolica, in commenda il monastero di Collimento, ma non può prenderne possesso.
ANNO 1456:
Terremoto disastroso per l’Aquila; effetti anche nella Marsica e Valle Peligna.
ANNO 1461:
Bolla di Pio II “Romanum decet pontificem” nella quale si riporta che viene soppressa la vita monastica per darne l’uso ai preti, secondo quanto suggerito dal vescovo aquilano Amico Agnifili, al quale è diretta la bolla e con una serie di norme che riguardano la rivitalizzazione del monastero.
ANNO 1461:
Con bolla papale Pio II, non potendo il vescovo di Veroli prendere possesso dell’abbazia, commise ad Amico Agnifili di accettare la cessione del vescovo verulano e di nominare abate Giovanni Battista de Gaglioffi, dopo che lo stesso abbia assunto l’abito dell’ordine benedettino.
ANNO 1461:
Terremoto con epicentro l’Aquila e Lucoli; per Lucoli il massimo è l’8° grado.
ANNO 1462:
Atto relativo alla cessione, da parte del vescovo di Veroli, della badia di Collimento; nel frattempo il Gaglioffi chiede al Papa di trasformare l’abbazia in collegiata in quanto “...nel monistero non vi dimorava più che un sol monaco, né vi era speranza che l’abate con un numero maggiore di essi vi fosse potuto dimorare, sì per la esilità delle rendite, sì per la inettitudine del luogo”.
ANNO 1467:
Il vescovo Agnifili accetta la cessione del vescovo di Veroli, sopprime la conventualità dell’abbazia e la regola benedettina. Da allora S. Giovanni di Collimento divenne chiesa Collegiata secolare con gli stessi privilegi di cui godeva il monastero “...deputò all’edificio e sacristia un pezzo di terra selvata comune all’abate”.
ANNO 1477:
G.B. Gaglioffi. abate di San Giovanni, esprime parere favorevole alla costruzione della torre del monastero di Bominaco e conferma il patronato dell’abbazia a Fioravante e Pietro Conti di Giacomo, nipoti di Cipriano Jacobuccio.
ANNO 1481:
Testamento di Giovannella di Lucoli, moglie di notar Nembrotto Mici di Lucoli, redatto da notar Nardo di Marino di Cambiano, la quale elegge sepoltura nella badia lucolana.
ANNO 1493:
Il Papa conferisce la badia al cardinale G. Colonna che ne tiene il possesso sino al 1508, anno della sua morte.
ANNO 1501:
La chiesa vende alcuni fondi per costruire il campanile.
ANNO 1504:
Decreto di scomunica di Papa Giulio II verso tutti coloro che depredavano l’abbazia dei beni mobili e immobili.
ANNO 1522:
Il sindaco e i focolieri di Lucoli promettono 10 ducati annui per 10 anni al fine di fondare una cappella nella sagrestia.
ANNO 1522:
Viene fondata una cappella (intus o extra moenia).
ANNO 1527:
Pietro di Stefano dell’Aquila (scuola di Silvestro) compie l’altare di Matteo di Pietro Calvocchi presumibilmente per l’abbazia di Lucoli.
ANNO 1543:
Viene tolta la campana da 860 libbre per fonderla e produrre cannoni per la fortezza di l’Aquila.
ANNO 1569:
La chiesa di S. Giovanni di Lucoli fa costruire l’organo da Giovanni Farina di guardigrele, simile a quello di S. Massimo di L’Aquila.
ANNO 1571:
Lamentele rivolte al Papa perché la chiesa di S. Giovanni sta perdendo progressivamente i diritti giurisdizionali sulle chiese che ad essa erano da sempre assoggettate.
ANNO 1595:
Domenico de Aloisio Casella dei Lucoli fonda nella chiesa di S. Giovanni una cappella dedicata alla Madonna della Pietà.
ANNO 1605:
Conferimento della cappellania della Concezione a S. Giovanni.
ANNO 1620:
Conferimento della cappellania di S. Sebastiano in S. Giovanni di Collimento a Pascale di Biancuccia di Lucolo.
ANNO 1549:
Conferimento delle varie cappellanie tra le quali quella di S. Lucia nella chiesa abbaziale:
ANNO 1655
Sisma nella fascia aquilana con effetti nella Marsica; attorno al lago si formano ampie voragini.
ANNO 1703
Sisma, con epicentro l’Aquila-Lucoli, Lucoli subisce due scosse dell’8° grado essendo epicentro.
ANNI 1785, 1786, 1787, 1791:
Terremoti.
ANNO 1809:
Terremoto a Lucoli e l’Aquila; danni agli edifici.
ANNO 1810:
Perizia dei lavori per l’accomodo del corridoio che introduce alla chiesa dalla porta laterale e che immette agli alloggi del parroco e del sagrestano, compreso il restauro della fontana antistante la chiesa stessa.
ANNO 1821:
Rifusione della campana di S. Giovanni.
ANNO 1832:
Salvatore Fedri, organaro, rimette perizia dei lavori occorrenti per restaurare l'’organo di S. Giovanni che sono i seguenti: scomposi tura e pulitura dell’organo, si rifanno 30 canne del ripiano ex novo, si accomoda il bancone e la registratura, si rifanno 6 canne (portate via dai sorci), si accomodano tre mantici che si rifanno con la pelle nuova, si accomoda la tastiera, il canale del vento e si fa la raccordatura.
ANNO 1834:
Salvatore Fedri interviene nuovamente all’organo andando a riparare la parte lignea e otto contrabbassi come da perizia.
ANNO 1848:
Terremoto con epicentro a Lucoli del 5° grado; forte scossa ondulatoria e sussultoria.
ANNI 1849, 1850, 1887:
Terremoti con epicentro Lucoli, scosse del 5° e 6° grado.
ANNO 1897:
Terremoto con epicentro Lucoli del 5° e 6° grado; scosse della durata di 4/5 minuti con ulteriori repliche.
ANNO 1901:
Terremoto con epicentro Lucoli; scosse del 5° grado.
ANNO 1904:
Perizia dei lavori eseguiti nella casa canonica della parrocchia di S. Giovanni Battista di Lucoli.
ANNO 1908:
Terremoto con epicentro Lucoli 5° grado, (tre terremoti).
ANNO 1914:
Perizia giurata per lavori di somma urgenza nell’abbazia; i lavori interessano la sagrestia (cappella Gaglioffi) e il chiostro con rifacimento del tetto. Inoltre, si esegue la revisione dei seguenti corpi: portico, chiesa e tutta la sagrestia.
ANNO 1915:
Disastroso terremoto di Avezzano.
Altare della Madonna del Rosario - 1545

mercoledì 7 settembre 2011

LE PIANTE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA: LA PERCOCA S. MARIA. Prunus Persica.

Per percoche si intendono alcune varietà di pesca a polpa gialla, compatta e non spicca, cioè aderente al seme, che sono coltivate in diverse regioni italiane.
Il pesco è probabilmente originario della Cina (secondo alcuni del Medio Oriente - Persia), dove lo si può ancora rinvenire allo stato selvatico. Il pesco appartiene alla famiglia delle Rosaceae, tribù delle Amigdaleae, sezione delle Prunoidee, genere Persica, specie vulgaris. Secondo altri studiosi apparterrebbe al genere Prunus (specie persica), come l'albicocco, il ciliegio, il mandorlo e il susino.
L'introduzione del pesco in Europa viene da alcuni attribuita ad Alessandro Magno a seguito delle sue spedizioni contro i Persiani, secondo altri i Greci lo avrebbero introdotto dall'Egitto.
DENOMINAZIONE LATINA
Prunus persica Varietà Santa Maria.
PIANTA DI ORIGINE
Incrocio di origine italiana, con albero molto vigoroso e mediamente produttivo.
UTILIZZAZIONE ALIMENTARE
Il frutto appare di pezzatura medio grossa (170 grammi di media) tondeggiante, leggermente asimmetrica. La buccia è di colore giallo chiaro con sovraccolore rosso vivo fino al 40-60% della superficie. La polpa è di colore giallo arancio, priva di pigmentazioni rosse, soda, di buon sapore. Ottima per il consumo fresco ma soprattutto per la preparazione di pesche sciroppate o prodotti trasformati. Facili da trovare nei supermercati cittadini e presso tutti i fruttivendoli, le percoche reggono bene la temperatura, si trasportano facilmente e difficilmente presentano difetti.
In casa la percoca è amata da molti nel vino, rosso per lo più, ma anche bianco per quelli che preferiscono sentire maggiormente il frutto. In tal caso, si preferiscono le percoche in stato avanzato di maturazione, quando la polpa, sempre poco cedevole e mai fondente, si presenta più dolce e morbida, con maggior propensione ad acquisire il sapore del vino.
PROPRIETA'
Le proprietà delle percoche sono essenzialmente quelle delle pesche, delle quali rappresentano, secondo alcuni, una categoria. Per la sua alta presenza di zuccheri ha un effetto tonificante, mentre l’alto contenuto di calcio ha un effetto disintossicante e mineralizzante.
Di facile digestione e ricco di fibra, il frutto è indicato negli spuntini ed a conclusione dei pasti per il basso apporto di calorie. Buona la presenza di beta carotene, di potassio e vitamina C, per un importante contrasto verso i radicali liberi e la protezione dell’organismo dalle infezioni. Il consumo di percoche, in sostanza, ha effetti positivi sulla vista, sull’epidermide, sulle funzioni intestinali e sullo stato generale dell’organismo. Unica controindicazione potrebbe esservi per chi ha necessità di diete prive di fibre, vista la buona presenza di queste nel frutto.
USO IN CUCINA
In cucina il suo uso è possibile ogni volta che sia necessaria una pesca e si voglia che la polpa mantenga la sua consistenza.  Interessante la ricetta Ravioli di zucca ai porcini e pesche, fatta proprio con le percoche.
Innumerevoli sono le macedonie e le varianti di crostata alle pesche, per lo più fatte proprio col nostro frutto. Anche nella sangria, qualcuno preferisce la percoca alla pesca normale.
Per la sua notevole consistenza è molto usata dall’industria per la produzione di composte, confetture e pesche sciroppate. La maggior parte delle percoche coltivate in Italia, infatti, sono riservate proprio a questo uso.
Ravioli di zucca ai porcini e pesca percoca dosi x 2 persone
3 etti di teste di porcino fresche
200 gr di ravioli di zucca (consigliati quelli freschi del banco esselunga)
1/2 pesca percoca
zucca a dadini q.b.
aglio - olio e.v. - prezzemolo - pepe - sale
Pulire i porcini, tagliarli a strische alte 1 cm ca. Tagliare la zucca precedentemente bollita in acqua a sale, a piccoli dadini e la pesca a strisce sottili.
Soffriggere in un tegame aglio olio porcini e zucca per ca 10 minuti, salare pepare e a cottura quasi ultimata aggiungere la pesca e il prezzemolino tritato.
Saltare in padella i ravioli che nel frattempo avremo cotto al dente.
Servire in un piazzo spolverato con mix creola.
Fare attenzione nella pulizia dei porcini, evitare l'uso di coltelli affilati che possano portare via oltre alla terra anche parte del fungo.
Utilizzare una spugnetta o uno spazzolino e se necessario aiutarsi con un canovaccio inumidito per rimuovere residui di terriccio.
CURIOSITA'
A vederla non si direbbe, ma è passata indenne attraverso una storia plurisecolare. Secondo gli studiosi francesi, che si sono presi la briga di eseguire ricerche accurate, nasce in Cina e per quattromila anni resiste pacifica in Asia Minore, Grecia, Egitto e mondo romano. Vive una leggera eclissi durante le invasioni barbariche e viene apertamente combattuta dagli Arabi per erronee credenze. Ma poi la cultura occidentale se ne riappropria e la manda addirittura in America a seguito dei colonizzatori europei. Ora è qui insieme alla “Frutta del sole”, ossia pesche, albicocche, susine, meloni e cocomeri - quelli con e senza semi.

lunedì 5 settembre 2011

LA PAZIENZA DEGLI ALBERI ED IL SOSPIRATO IMPIANTO D'IRRIGAZIONE

E' ancora un'estate calda anche a Lucoli....... e non  piove..........
Le piante da frutto del Giardino della Memoria sono state messe a dura prova, noi volontari le abbiamo irrorate, con fatica ed affanno, conciliando i nostri tempi di lavoro (si deve pur mangiare...) con la loro arsura. Abbiamo avuto tre "vittime"!
Molti villegianti di Pratolonaro ci hanno aiutato e non li ringrazieremo mai abbastanza per la loro sensibilità!
In agosto,  si è manifestata la non rara (per il periodo) carenza d'acqua su tutto il territorio che ha reso asciutte le fontane del cimitero vicino all'Abbazia........qualche "chiacchericcio" ne ha attribuita la colpa al Giardino della Memoria ed alle sue piante annaffiate saltuariamente la mattina presto dai volontari.
Si è aperto un grande dibattito, anche con le Istituzioni locali: colpa dell'irrigazione.... della sorgente carente di acqua ...... dei maggiori consumi estivi? Pensiamo che i problemi vadano sempre risolti ad ogni livello di responsabilità, anche piccolo e soggettivo e, quindi, da parte nostra è scaturita la volontà di non creare malintesi che avessero potuto dare agli alberi del Giardino la responsabilità dei disagi al cimitero (poveracci già soffrivano la sete, pure colpevoli...questo proprio... no!). E' così che è nata l'idea della "task force bombolone" che si è avvalsa di un serbatoio adattato su ruote che viene riempito alle fontane aperte di Lucoli ed è portato ogni volta a San Giovanni al Giardino della Memoria.
L'acqua è scaricata con l'energia di una batteria di automobile.
Gli alberelli da frutto grazie a questi sforzi sono vivi.

OGGI FINALMENTE SIAMO RIUSCITI A REALIZZARE UN IMPIANTO D'IRRIGAZIONE
Grazie all'ingegno dei soci che hanno anche costruito attrezzi ad hoc, grazie al loro lavoro, dedizione e amicizia tra noi, ma soprattutto grazie all'aiuto concreto dei sostenitori, molti stranieri o di altre Regioni, che ci hanno consentito di acquistare i materiali per realizzare l'impianto.
Sì, perchè il Giardino della Memoria vive grazie al sostegno di coloro che ci permettono di affrontarne le spese di gestione e manutenzione.
Ringraziamo in modo dedicato l'amica Laura Fernanda Guarneri di Lugano e gli "Amici del presepe di Casavecchia" di Lucoli. Di seguito i nomi dei sostenitori che ci hanno consentito di acquistare i materiali per l'irrigazione, a loro abbiamo dedicato delle piante:










Vi mostriamo le  foto dei lavori che si stanno svolgendo in queste ore al Giardino della Memoria per la realizzazione dell'impianto d'irrigazione.
 Per fare i solchi nel terreno (accessorio inventato e realizzato .......da brevettare!)
 Una bestia feroce di macchina: va tenuta al guinzaglio!
 Il tanto sospirato tubo arriva vicino alle piante assetate
La macchina è sempre imperfetta: ci vuole l'olio di gomito!