mercoledì 28 marzo 2012

CULTURA ENOGASTRONOMICA ABRUZZESE

Giovedì 29 marzo 2012 ore 18.30 

presso

L'Associazione Abruzzese di Roma
(Piazza Cavour, 3 - Roma)
si svolgerà la conferenza sulla
Cultura Enogastronomica Abruzzese
tenuta dal Prof. Ernesto Di Renzo
Docente di Storia delle Tradizioni Popolari.
Dipartimento di Storia – Università di Roma Tor Vergata

Il Prof. Di Renzo in un'intervista (cliccare)

L’Associazione Abruzzese è una delle più antiche e prestigiose associazioni regionali, nata nel 1886 per opera di Silvio Spaventa allo scopo di promuovere, favorire e sviluppare, oltre alla solidarietà, le relazioni sociali, economiche e morali tra gli abruzzesi a Roma. L’associazione negli anni è stata eletta a Ente Morale, prezioso riconoscimento che ne caratterizza il forte impegno nel volontariato. L’Associazione conta centinaia di soci e simpatizzanti nella Capitale che ne utilizzano l’organizzazione per incontrarsi e condividere la loro passione per la terra d’origine. NoiXLucoli Onlus si è avvicinata all'Ente per sviluppare tra i molti suoi soci residenti a Roma momenti di incontro di conoscenza e di condivisione della cultura dell'Abruzzo.
Durante l'incontro sarà presentato il corso: di cucina abruzzese che sarà curato dalla Dottoressa Maria Paola Di Giorgio. 

Il cibo, e l’intero universo di precetti gastronomico-alimentari che ne regolano preparazione e consumo, costituiscono uno degli argomenti di più generalizzato dominio del nostro vivere quotidiano. Il cibo, costituisce oggi un’affollata e dibattuta arena del sapere erudito e della cultura ufficiale. Per lungo tempo, infatti, e praticamente fino alle soglie della contemporaneità, le dissertazioni sul cibo e sull’alimentazione hanno rappresentato per la comunità scientifica italiana e internazionale un esercizio del tutto privo di qualunque valore conoscitivo “vero”; hanno cioè rappresentato una tipologia del sapere di serie B da consegnarsi all’impegno di penne volenterose, magari colte, tuttavia distinte e distanti dal mondo della ricerca rigorosamente orientata. In altre parole, il discorso sul cibo ha incarnato una dimensione fatua del sapere nella quale, assai spesso, «lo studioso i cui interessi si spingevano in tale direzione si trovava ad affrontare il non facile compito di liberarsi da un certo qual senso di colpa». Un senso di colpa rinviante ad un diffuso e grossolano modo di pensare per il quale era da ritenersi scientificamente privo di significato non solo: tutto ciò che aveva il sapore del quotidiano [o dell’ozioso, o del popolare, o del godereccio], ma anche tutto ciò che era legato alla sfera domestica e quindi, sulla scorta di un’eredità ottocentesca difficile da eliminare, al lavoro femminile, di cui quello in cucina è certamente uno tra i più creativi (Il presente saggio è contenuto in: «Economia della cultura», n. 1, 2010, Il Mulino, Bologna).
Questa recente valorizzazione del cibo come “discorso” da affrontarsi sul piano della conoscibilità e del rigore scientifico, sottraendo la sfera gastronomico-alimentare ad una dimensione strettamente gourmettistica, manualistico-culinaria e domestico-femminile ha di fatto collocato il tema dell’alimentazione nella sua dimensione che più gli compete: quella culturale. E che il cibo, oltre ad essere nutrimento sia anche e soprattutto cultura sono lì a documentarcelo secoli di fonti scritte e interi repertori di testimonianze etnografiche. Da esse è possibile evincere come per l’uomo di ogni epoca storica e contesto geografico gli alimenti non sono mai stati semplice materia prima atta a soddisfare la necessità fisiologica della sopravvivenza, bensì prodotti fortemente investiti di significato sociale, religioso, comunicativo, identitario e, non ultimo gustativo-sensoriale.
Questi ed altri argomenti saranno trattati dal Prof. Di Renzo e dalla Dottoressa Di Giorgio, invitiamo i nostri soci a partecipare in molti.
Per ogni informazione:  http://www.associazioneabruzzese.it/ Tel. Tel. 06.68804734 - Fax 06.68218853.

lunedì 26 marzo 2012

APPELLO PER LA SALVAGUARDIA DI CAMPO FELICE

Campo Felice rappresenta una delle aree appenniniche più interessanti dal punto di vista floristico

La realizzazione di strade, purtroppo già iniziate, comprometterà l’equilibrio delicatissimo di quest’area con la conseguente scomparsa di entità di notevole valore fitogeografico e conservazionistico. Una delle strade di cui si è già iniziato il tracciato si dirige verso la parte più interessante dell'altopiano e oltre a interessare direttamente le aree umide più pregiate, ne potrebbe alterare gravemente il bilancio idrico. Si fa presente che l'area è tutelata da un Parco Naturale Regionale Velino-Sirente ed è una Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Sito di Importanza Comunitaria (SIC).
Le aree umide in prossimità degli impianti di risalita sono le zone dove si concentrano le piante più interessanti e tra queste si ricordano:
- Sedum nevadense pianta del Mediterraneo occidentale, recentemente rinvenuta a Campo Felice, nuova per l'Italia e per l'Europa sud orientale (Minutillo F., Tondi G. & Conti F., 2009 - Sedum nevadense (Crassulaceae), new for the Italian flora. Fl. Medit. 19: 115-117.);
Sedum Nevadense
- Artemisia atrata, considerata endemica delle Alpi, in Italia nota con certezza solo per il Piemonte e recentemente rinvenuta in Abruzzo solo ai Piani di Pezza e a Campo Felice; 
Artemisia Atrata
- Klasea lycopifolia (Serratula lycopifolia), in Italia presente solo in Emilia-Romagna in un'unica località e in Abruzzo a Campo Felice, Altopiano delle Rocche e Prati del Sirente; pianta prioritaria in Direttiva Habitat; 
Klasea lycopifolia
- Sesleria uliginosa, rarissima in tutta Italia e inserita nel Libro delle Piante d'Italia; 
Sesleria uliginosa
- Myosurus minimus, rarissima in tutta Italia e in tutto l'Appennino presente in pochissime località;
- Bulbocodium versicolor, in Abruzzo nota solo per pochissime e isolate stazioni e, oltre che nella nostra regione, in Italia nota solo per Val d'Aosta e Umbria. 
Bulbocodium versicolor
L'elenco potrebbe essere lunghissimo ma queste emergenze floristiche sono emblematiche e testimoniano la notevolissima importanza botanica dell'area che meriterebbe una tutela integrale. La presenza di specie e comunità vegetali molto rare e degne di tutela, unite all’interesse paesaggistico e alla buona integrità dei diversi ambienti accresce l’interesse naturalistico per quest’area. Considerato l'interesse botanico che l'area riveste si chiede che le autorità competenti si oppongano alle presunte valorizzazioni turistiche intraprese e continuino coerentemente a far rispettare i vincoli istituiti (regionali, nazionali e comunitari).

Appello sottoscritto da:
Dr. Fabio Conti
Responsabile Centro Ricerche Floristiche dell'Appennino
Scuola di Scienze Ambientali
Università di Camerino
Prof. Maria Laura Carranza
Universita' degli Studi del Molise - Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e il Territorio
C.da Fonte Lappone - 86090 Pesche (IS)
Dr. Pietro Pedone
Palermo
Gabriele Rinaldi
Orto Botanico di Bergamo "Lorenzo Rota"
Passaggio Torre d'Adalberto 2,
24129 Bergamo - Italia
Prof. Fabio Taffetani
Ordinario di Botanica sistematica
Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali
Via Brecce bianche
Università Politecnica delle Marche
60131 ANCONA (ITALY)
Dr. Massimo Barbo
Dr. Nicola Sitta
Loc. Farné 39 - 40042 Lizzano in Belvedere (BO)
Prof. Vincenzo De Feo
Università di Salerno
Dr. Maria Adele Signorini
Dipartimento di Biotecnologie agrarie/Department of Agricultural Biotechnology
Università degli studi di Firenze/University of Florence
p.le delle Cascine, 28
I-50144 Firenze
Prof.ssa Anna Guglielmo
Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali
Università di Catania
Via Antonino Longo, 19
I 95125 Catania
Stefano Tasinazzo
via Gioberti 6
36100 Vicenza
arch. urbanista Adriano Camuffo
dr. Graziana Fiorini
Dipartimento di Biologia Evoluzionistica (Biologia Vegetale)
Università degli Studi di Firenze
via Giorgio La Pira 4
50121 FIRENZE
Dr. Alessandro Alessandrini
Istituto Beni Culturali
Regione Emilia-Romagna
Via Galliera 21
40121 Bologna
Dr. Eugenio Zanotti
Dott.ssa Iduna Arduini
Dipartimento di Agronomia e
Gestione dell'Agroecosistema
Università di Pisa
Via san Michele degli Scalzi, 2
I-56124 PISA, Italia
Dr. Maria Carmela Notarmuzi
Adriano Camuffo
Gelsomina Fico
Dipartimento di Biologia
Università degli Studi di Milano
dott. Domenico Crisà
ENTE PARCO DEI NEBRODI
Piazza Duomo - 98076 Sant'Agata Militello
Rosanna Coen
Dott. Michele Fiorentino
viale Cappuccini n. 112
71013 San Giovanni Rotondo (FG)
Con la presente aderisco all'appello per la salvaguardia di Campo Felice, lanciato dal dott. Conti e recepito dalla SBI. Oltre a condividere l'importanza floristica del sito, sottolineo, nelle mie funzioni di rappresentante C.N.R. per l'INQUA (International Union for Quaternary Studies), il valore di quest'area per la conservazione di archivi naturali unici per lo studio della paleobiodiversità e la storia climatica dei settori di alta quota dell'Appennino Centrale.
Tali archivi sono connessi sia con le zone umide interessate dagli interventi ora in corso, sia con i depositi quaternari estesamente presenti nell'area.
Indirizzo perciò l'appello anche al Presidente dell'AIQUA - Associazione Italiana per lo Studio del quaternario, dott. Paolo Mozzi, e al dott. Fabrizio Antonioli, Vicepresidente INQUA, che ci leggono per conoscenza, affinchè vengano valutate opportune iniziative finalizzate alla tutela del paesaggio e dei depositi quaternari dell'area, che, come è noto, presentano un elevato valore sia sul piano regionale che sul piano scientifico internazionale.
Cordialmente
Milano, 3 agosto 2011
Cesare Ravazzi
Rappresentante italiano per l'INQUA
Senior Researcher
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali
Via Pasubio 3/5
24044 Dalmine (Bergamo), Italy
Enrico Scarici
Università degli Studi della Tuscia
Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l'Agricoltura, le Foreste, la Natura e l'Energia
Via S. Camillo de Lellis snc
01100 Viterbo
Dott. Robert Wagensommer
San Giovanni Rotondo
Prof. Maria Lucia Leporatti
Università La Sapienza
Roma
Dott. Piero Medagli
Universita del Salento
Lecce
Addolorata Ines Peduto
Prof. Claudia Angiolini
Department of Environmental Science "G. Sarfatti"
University of Siena
Via P.A. Mattioli 4
53100 Siena, Italy
Giovanni Pelino
Ezio Pelino
Fabrizio Pelino
Anna Susi
Viale delle Metamorfosi, 11
67039 - Sulmona (AQ)
Marta Galloni
Liliana Bernardo
Museo di Storia Naturale ed Orto Botanico dell'Università della Calabria
Università degli Studi della Calabria
87036 Arcavacata di Rende (CS)- Italy
Dott. Emanuele Del Guacchio
Univesità Federico II di Napoli
Prof. Elisabetta Sgarbi 
Università di Modena e Reggio Emilia
Dipartimento di Scienze agrarie e degli alimenti - Facoltà di agraria
Via Amendola,2 - Pad. Besta - 42100 Reggio Emilia (Italy)
Prof. Alessandro Chiarucci, PhD
BIOCONNET, BIOdiversity and CONservation NETwork
Department of Environmental Science "G. Sarfatti"
University of Siena
Via P.A. Mattioli 4
53100 Siena, Italy
Claudia Giuliani
Università di Firenze
D. Serafini-Fracassini
Professor of the Alma Mater
Professor of Botany
University of Bologna
Biology Department (Botany)
Via Irnerio 42
40126 Bologna (Italy)
Patrizia Ferrari
largo Nobel 145
41126  Modena
Dott.ssa Anna Maria Mannino
Università degli Studi di Palermo
Dipartimento di Biologia Ambientale e Biodiversità
Sezione Scienze botaniche
Via Archirafi n. 28 Palermo
Prof. Alessandro Menghini
Gianfranco Bertani
Viale San Giovanni, 76/11
33078 - San Vito al Tagliamento
Giovanna Bosi
Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica
Dipartimento di Biologia
Università di Modena e Reggio Emilia - ITALY
Dott. Giancarlo Marconi
Elvira Imbellone
via Suvereto 179
00139 ROMA
Dott. Domizia Donnini
Università di Perugia
Nicola Merloni
Piazza Andrea Costa, 15
48015 Cervia (RA)
Elena Zappa,
Giardini Botanici Hanbury
Università di Genova
Silvio Andrea Garavoglia
Via Graglia, 23
10136 TORINO
Franco Fenaroli
via Fortunato Canevali, 10
25127 Brescia
Carlo Montanari
Dip.Te.Ris.
Università di Genova
C.so Dogali 1 m
16136  Genova
Mariangela Guido
DipTeRis Università di Genova
Prof. Vanna Dal Vesco
Associazione Italiana Naturalisti
sezione Piemonte-Aosta-Liguria
Università di Torino
Giuliano Leo
Dott. Cesare Lasen
Lorenzo Gallo
Strada val San Martino sup.- 194
10131 - Torino
Italia
Lorenzo Peruzzi, Ph.D.
Dipartimento di Biologia
Università degli Studi di Pisa
Via Luca Ghini 5
56126 Pisa, Italy
Dr. Maurizio Bovio
Museo di Storia Naturale
Aosta
Dr. Daniela Gigante
Università di Perugia
Marinella Zepigi
Ester Cecere
Prof. Gianfranco Pirone
Università de L'Aquila
Dr. Agnese Tilia
Università La Sapienza Roma
Cristina Olmati
Marco Giardini
Università La Sapienza Roma
Fabiano Camangi
Scuola Superiore Sant'Anna
di Studi Universitari e di Perfezionamento
Piazza Martiri della Libertà, 33 - 56127 Pisa
Dott.ssa Daniela Bouvet
Dipartimento di Biologia Vegetale
Università degli Studi di Torino
Viale Mattioli 25
10125 Torino
Marziano Pascale
Dr. Giandiego Campetella
Scuola di Scienze Ambientali
Università di Camerino
Filippo Piccoli
Mauro Pellizzari
 Dipartimento di Biologia ed Evoluzione
Università di Ferrara
Corso Ercole I° d'Este 32
44121 Ferrara
Prof. Michele Aleo
Francesco Sguazzin
Via Selvotta, 61
33055 Muzzana del Turgnano (Udine)
Adriano Stinca
Laboratorio di Ecologia Applicata
Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia Vegetale
Università degli Studi di Napoli Federico II
Via Università 100, 80055 Portici (Napoli), Italia
Filiberto Fiandri - Modena
Daniela Longo
Corso Monte Grappa 25D
16137 Genova
Attilio Di Giustino 
Sulmona - AQ   
Maria Speranza
Professore ordinario di Botanica Ambientale e Applicata
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali
Alma Mater Studiorum Università di Bologna
Viale Fanin 44
40127 Bologna
Doct. Enrico Vito Perrino 
PhD in Environmental Science
Address: L. D'Agostino 18 - 70125 Bari (Italy)
Dr. Loris Bagli
Via Matera N.9
47838 Riccione  RN
Francesco Di Carlo
Funzionario Responsabile
Sezione di Botanica
Museo Civico di Storia Naturale
Piazza Arsenale 8
37126 - Verona
Prof. Giovanna Abbate
Università Sapienza - Roma
Massimo Palma, 
curatore Comune di Trieste Area Cultura e Sport
Civici musei scientifici
Civico orto botanico
sede amministr.: via dei Tominz, 4
34139 Trieste - Italy
PhD Rosario Galesi
Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali
Università degli Studi di Catania
Via A. Longo 19
95125 Catania (Italy)
Prof. Carlo Blasi
Dep. of Environmental Biology
Sapienza University
Rome, Italy
Prof. Gian Gabriele Franchi
Professore associato. Docente di Botanica Farmaceutica e di Biologia Vegetale nel Corso di Laurea Magistrale in Farmacia e di Botanica Farmaceutica nel Corso di Laurea in Biotecnologie
Dipartimento di Scienze Neurologiche, Neurochirurgiche  e del Comportamento Sezione di Farmacologia "Giorgio Segre"
Università di Siena
Strada delle Scotte 6
53100 Siena (Italy)
Giuliano Fanelli
Orto Botanico dell'Università di Roma
L.go Cristina di Svezia 24
00165 Roma
Prof. Romeo Di Pietro, 
Università "La Sapienza" di Roma
Stefania Ercole
via don G. M. Russolillo 49
00138 Roma
Prof. Fabrizia Fossati
Docente di Botanica Sistematica
Università degli Studi di Parma
Dipartimento di Biologia Evolutiva e Funzionale
Orto Botanico dell’Universit  
Via Farini, 90
43123  Parma
Lorenzo Cecchi
Museo di Storia Naturale di Firenze
Vicepresidente del WWF Toscana
Fabrizio Bottelli
Oropa Botanical Garden (Biella, Italy)
via Sabadell nr. 1- I 13900 BIELLA Italy
Giuliano Salvai
Via Fossone Basso 12 -Carrara (MS)
Giovanni Gestri
Via Bonfiglioli 30 Prato (PO) 
Cristina Gavazzi
Vi Bonfiglioli 30 Prato (PO)
Gianluca Forti
Museo del fiore
P.zza G. Fabrizio, 17
01021 Acquapendente (VT)
Gilberto Tozzi
resp. settore Didattico 
Deanna Lastrucci 
Resp. tecnico 
Ing. Saverio Tozzi
Cristina Trinci
Biologa Centro di Scienze Naturali di Prato.
Maria Pia Grasso
Fabio Clauser
Leonardo Filesi
Università IUAV di Venezia
Giancarlo Avena
Professore Ordinario DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA VEGETALE SAPIENZA
Università di Roma
Dr. Carlo Console
Corpo Forestale Nazionale dello Stato
L'Aquila
Dr. Enrico Banfi 
Museo Civico di Storia Naturale
Milano
Anna Maria Mercuri
Lab. Palinologia e Paleobotanica - Dip. Biologia, Facoltà di Bioscienze e
Biotecnologie
Università di Modena e Reggio Emilia
v.le Caduti in Guerra, 127 - 41121 Modena

Daniele Camprini, 
Ravenna
Barisani Barbara
Corso Belgio 17
10153 Torino
Manuela Manca
Dr. Chiara Nepi PhD.
Head Curator Botanical Section (FI)
Natural History Museum
University of Florence
Via G. la Pira 4
I-50121 Florence
Italy

Giovanni Sburlino
Dipartimento di Scienze Ambientali Informatica e Statistica
Università Ca' Foscari
Campo Celestia 2737b
30122 Venezia

Sandro Pignatti
prof. emerito di Ecologia
Dipartimento di Biologia Ambientale
Università di Roma "La Sapienza" Città Universitaria
00165 ROMA

Giuseppina Barberis
DIP.TE.RIS.
Università degli Studi di Genova
Corso Dogali 1M
16136 Genova

Dr Maria Rita Lapenna
Laboratorio di Botanica Ambientale
Dipartimento di Biologia, Difesa e Biotecnologie Agro-Forestali
Università della Basilicata
Viale dell'Ateneo Lucano,10 - 85100 Potenza

Anna Millozza
Dipartimento di Biologia Ambientale
Sapienza Università di Roma
Si invitano i lettori di questo blog ad unirsi alla petizione comunicandoci i loro nomi che saranno aggiunti ai sottoscrittori già elencati.
I lavori di scavo di uno dei rami stradali

sabato 17 marzo 2012

RICOSTRUZIONE - NUOVE PAROLE D'ORDINE: SEMPLIFICAZIONE, RIGORE E TRASPARENZA.

https://docs.google.com/document/d/1lAOxsT1VKgjdV3QzVQ7O7RvzigHAaask5dEZetGp0HA/edit#
Per visionare il documento cliccate sul link
Pubblicata la relazione del  Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca presentata ai Sindaci del "cratere" nel corso del vertice di ieri di palazzo Silone con il Commissario delegato, Gianni Chiodi, e la governance della ricostruzione. Il vertice di ieri ha sancito tre addii importanti a strutture e figure ormai storiche nel post terremoto: la Struttura per la gestione dell'emergenza, che sarà eliminata e i due vice commissari per l'assistenza alla popolazione e la tutela dei beni culturali, Antonio Cicchetti e Luciano Marchetti, che decadranno mentre le loro competenze passeranno al commissario, anche se le soprintendenze dovranno dotarsi di un ufficio ricostruzione. E' stata confermata la filiera tecnica, fissati i tempi: entro aprile saranno autorizzati i lavori per tutte le pratiche "E" presentate entro il 31 agosto del 2011, entro il prossimo agosto tutte le altre pratiche relative alla periferia.
Interessanti novità e nuovi approcci proposti dal Ministro ci auguriamo che anche nella realtà dei piccoli Comuni si possa essere in grado di attuarle.

Aprile 2011 una veduta di Colle di Lucoli. Trascorso quasi un anno solo cambiamenti negativi: la casa sulla sinistra ha subito un crollo, la strada è interdetta all'accesso, confermando il posizionamento dell'area in zona rossa.

giovedì 15 marzo 2012

A PROPOSITO DI MONDO VENATORIO....QUALCOSA DI NUOVO BOLLE IN PENTOLA

Foto utilizzata nella campagna contro la caccia al capriolo in Piemonte
E' notizia di questi giorni, diffusa in un'apposita conferenza stampa organizzata dalla Regione Abruzzo che "Il mondo venatorio cambia volto, gestione e organizzazione. Infatti l'obiettivo è quello di passare da una caccia ‘consumistica’ ad uno strumento di gestione e conservazione della fauna". Questo ha affermato in conferenza stampa l’assessore regionale alla caccia Mauro Febbo.  «Nello specifico – la Regione Abruzzo, Provincia de L’Aquila e ISPRA sono i firmatari di una convenzione per la conservazione e corretta gestione delle specie coturnice e lepre italica, di particolare interesse naturalistico. Il progetto permetterà, attraverso un programma web, una più efficace gestione dati per monitorare sia i cacciatori che il mondo faunistico».
«L’ISPRA è firmataria anche di una convezione per la stesura del nuovo Piano Faunistico e Venatorio Regionale dove assumerà il ruolo di coordinamento scientifico. Nel nuovo Piano Faunistico saranno inseriti piani d’azione per la gestione di specie problematiche come  il Cinghiale, il Cervo, lo Storno e il Lupo». 
Ulteriore obiettivo regionale è quello rivolto all’attivazione dell’ Osservatorio Faunistico Regionale: struttura con il compito di coordinare gli interventi sul territorio tra aree protette e non protette,  monitorare la fauna, raccogliere dati e attività di prevenzione sia dei danni alle colture agricole sia per gli incidenti stradali, attuabili mediante l’adozione di un programma Web GIS». Si vuole, quindi, "regolamentare l’attività venatoria sulla base dei dati raccolti e modularla in relazione alle esigenze locali, per andare incontro alle richieste del mondo venatorio ma sempre nel rispetto di una corretta gestione della fauna secondo le prescrizioni UE e superare in questo modo le problematiche che si sono presentate fino ad oggi per l’elaborazione dei calendari venatori».
E' stato realizzato un intenso lavoro a livello nazionale sulla materia, che ha originato anche un'indagine della Commissione Agricoltura della Camera relativa ai danni provocati dalla fauna selvatica. Il documento riepiloga le problematiche affrontate in un lungo ciclo di audizioni regionali. L'indagine è stata rivolta ad acquisire una completa informazione sul fenomeno dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche, sulla tipologia, sulla localizzazione geografica e sulla quantificazione economica dei danni denunciati, sulle colture danneggiate e sulle specie animali interessate, nonché sull'attività svolta dalle amministrazioni competenti e sull'insieme degli strumenti di cui si sono avvalse, con riferimento agli indennizzi richiesti ed erogati. Il problema di fondo affrontato è stato determinato dalla mancanza di dati certi, di una analisi quantitativa seria ed attendibile, che potesse permettere di ricostruire il quadro preciso del fenomeno (tipologia dei danni, quantificazione, tipo di colture danneggiate e specie animali interessate) e di conoscere la consistenza dei danni arrecati all'agricoltura dalla fauna selvatica. In tal senso assumono particolare rilevanza i dati contenuti nel documento approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.  Oltre ai danni alle colture sono ingenti anche i danni alla zootecnia, mentre le specie responsabili sono non solo specie cacciabili, ma anche specie protette, come ad esempio lo storno e il lupo. Molti dei dati raccolti, la cui rilevazione è spesso affidata alle associazioni venatorie, evidentemente parti in causa nella determinazione del fenomeno, e non ad enti qualificati, quali potrebbe essere l'ISPRA, che solo può disporre del personale e degli strumenti scientifici adatti ai censimenti, sono inficiabili. In questa ottica a nostro avviso andrebbe fortemente privilegiata la collaborazione con gli agricoltori, anziché quella con i cacciatori, che non hanno un reale interesse a far diminuire il numero degli animali sul territorio.
Il coinvolgimento delle aziende agricole è ipotizzato come una prestazione di servizi alla pubblica amministrazione competente nella gestione faunistica e dovrebbe prevedere un adeguato compenso economico, che può realisticamente essere recuperato dalla riduzione della spesa per gli indennizzi dei danni o comunque previsto nell'ambito del bilancio ordinario destinato agli interventi per la gestione della fauna e dell'attività venatoria. Accanto alle problematiche legate alle specie cacciabili, l'altro importante filone dell'indagine si è sviluppato in merito ai danni arrecati all'agricoltura da parte di specie protette.
In tale direzione le azioni non possono che essere legate alla mitigazione e al contenimento dei danni attraverso investimenti strutturali e, soprattutto, attraverso un'attenta verifica e analisi delle modalità di gestione di alcune attività, come quella d'allevamento, che non può più svolgersi allo stato brado: tale tecnica infatti favorisce la predazione da parte di specie per le quali si è anche andata riducendo la disponibilità delle originarie prede selvatiche.
Il problema più spinoso con riguardo ai danni inferti da specie protette quali ad esempio il  lupo, attiene inoltre alle difficoltà di accertare se la responsabilità dei danni sia imputabile alla specie o alla presenza dei cosiddetti ibridi, che in alcune aree rurali sono diventati sempre più numerosi.
Il  lupo è il nemico cattivo di sempre?
C'è un fermento elaborativo e risolutivo in Abruzzo su tali tematiche, volendo forse colmare distanze amministrative e normative sia con l'Unione Europea che con altre Regioni che già da tempo si sono espresse regolando la materia.
C'è ancora di più. E' di fine febbraio una interessante sentenza della Corte Costituzionale che definisce: illegittimi i calendari venatori promulgati come Legge. Con la sentenza 20/2012 la Corte Costituzionale dichiara fuori legge i calendari venatori di Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, provincia di Trento e Bolzano. D'ora in avanti devono essere emanati come atto amministrativo e non più come legge. con questa sentenza viene quindi ribadita la potestà esclusiva dello Stato in materia di tutela delle specie cacciabili.
Una sentenza storica che rende fuorilegge i calendari venatori delle Regioni indicate, per il quale la Consulta si è dichiarata. “Cade anche la strategia di alcune Regioni di raggirare le indicazioni nazionali e comunitarie attraverso lo strumento della legge”, hanno affermato Animalisti italiani, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-Birdlife Italia, Vas e Wwf Italia a proposito della sentenza n. 20/2012, “Le regioni si conformino rapidamente alle regole di tutela ambientale, non solo per le deroghe ma anche per i calendari venatori”. Il calendario venatorio, secondo la corte, non potrà più essere promulgato con un progetto di legge, ma con un atto amministrativo. La grande differenza è nel fatto che ora le associazioni ambientaliste potranno, eventualmente, impugnare i calendari venatori, la precedente procedura non lo avrebbe consentito.  “La scelta che si provveda con atto amministrativo”, ha affermato nella sentenza la Corte, “è l’unica coerente (…) e si inserisce armonicamente nel tessuto della legge n. 157 del 1992” non solo perché consente “ai cittadini e alle loro organizzazioni rappresentative la possibilità di tutelare i propri interessi legittimi dinanzi al competente giudice amministrativo (…) ma anche e soprattutto perché mantiene aperta la possibilità di agire in modo rapido sui contenuti del calendario venatorio stesso qualora si ravveda la necessità di intervenire, porre in essere nuove tutele, rivedere tempi, luoghi e specie cacciabili o anche le modalità con cui l’attività venatoria viene prevista”.
La Consulta ha così ribadito che “la selezione, sia delle specie cacciabili, sia dei periodi aperti all’attività venatoria, implichi l’incisione di profili propri della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, che fanno capo alla competenza esclusiva dello Stato” e dunque “il legislatore nazionale ha titolo per imporre alle Regioni di provvedere nella forma dell’atto amministrativo, anziché in quella della legge”.
L’effetto su quasi tutte le regioni del Centro e del Nord Italia sarà dirompente e vedrà probabilmente crollare gli impianti venatori in vigore, perché le leggi di alcune Regioni da questo momento, devono considerarsi illegittime, così come illegittimi saranno tutti gli eventuali atti, anche provinciali, che ne verranno eventualmente dedotti.
Postilla di non poco conto: la Corte ha anche ribadito l’obbligo, previsto dalla elegge 157/92, di emanare il calendario venatorio “entro e non oltre il 15 giugno di ogni anno”. Un vincolo che era stato ampiamente disatteso da molte Regioni e che da oggi andrà rispettato strettamente.
Le associazioni ambientaliste gridano vittoria. E a questo punto in difficoltà non dovrebbero più essere caprioli e daini, volpi, lupi....cinghiali, travolti dalla neve, ma la futura attività domenicale all’aria aperta della lobby delle doppiette.

Con questo post riportiamo fatti documentali di pubblico dominio, posizionandoci come sempre, però, dalla parte degli animali!

Per un mondo di fucili inoffensivi: W le merende condivise!
Per saperne di più:
http://www.tutelafauna.it/News/Caccia/Corte_Costituzionale_Sono_Illegittimi_I_Calendari_Venatori_Promulgati_Come_Legge.kl 

mercoledì 14 marzo 2012

DOMENICA 18 MARZO 2012 - ORE 09.00 - POTATURA AL GIARDINO DELLA MEMORIA ESEGUITA DAL VIVAISTA SEBASTIANI DI S. ELIA. C'E' DA IMPARARE.......



Fallo bene o non farlo affatto. Questo è il motto di John Davey (1846-1923) il padre della chirurgia degli alberi. John fu il fondatore della Davey Tree Expert - ditta che attualmente occupa più di settemila dipendenti negli Stati Uniti di America e in Canada - e l’autore di “The Tree Doctor”  libro di cui pubblichiamo il frontespizio.
Riflettendo sul motto Do it right or not at all, ci siamo chiesti anche noi come suggerito dal sito internet di Marcello Parisini (link seguente) cosa occorra per fare bene una cosa, in questo caso la potatura degli antichi pomari del Giardino della Memoria. Gli elementi necessari sono tre:
  • Conoscenza (Know How) – sapere perché fare, cosa fare e come fare.
  • Mezzi – occorre dotarsi degli strumenti più appropriati. Questo richiede conoscenza e disponibilità economica adeguata.
  • Tempo – lo svolgimento di qualsiasi mansione richiede tempo. La conoscenza e i mezzi possono ridurre i tempi ma non azzerarli.
Una persona esperta, senza mezzi e senza tempo non potrà realizzare un buon lavoro.
Una persona inesperta disponendo di tempo e mezzi farà disastri tanto più gravi quanto più potenti sono i mezzi e il tempo di cui dispone.
E' per questo che abbiamo chiesto al vivaista Sebastiani, che ci sostiene nel nostro progetto e, che lavora anche per il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, di guidarci nell'apprendere e soprattutto di realizzare la prima potatura degli alberi del Giardino.
Appuntamento Domenica 15 marzo ore 09.00
al Giardino della Memoria.

domenica 11 marzo 2012

LA VOLPE E LA RETE - UNA STORIA DI ANIMALI A LUCOLI

LA VOLPE HA RECUPERATO L'USO DELLE ZAMPE POSTERIORI E DOPO UN PERIODO DI OSSERVAZIONE E' STATA LIBERATA
notizia del 15 marzo 2012
Paura e tristezza nell'espressione dell'animale prigioniero chissà da quanto tempo

Il filo della rete avvolto sulle zampe e la coda dell'animale si era chiuso come uno strettissimo cappio
Domenica 11 marzo 2012, nei pressi dell'Abbazia di San Giovanni Battista, una volpe, ancora non adulta, è stata trovata dai ragazzi imprigionata in una rete.
La povera bestiola aveva tentato di liberarsi disperatamente ma aveva complicato la situazione straziandosi le zampe e la coda, prigioniere nella morsa del nylon.
Spaventata e ferita ha riscaldato subito i cuori di molte persone presenti all'Abbazia tra le quali alcuni nostri soci, ambientalisti inguaribili.
E' iniziata la corsa per salvarla, prima rivolgendosi agli Enti preposti: il Corpo Forestale, impossibilitato ad intervenire perchè "senza macchine", poi è stato chiamato il veterinario della ASL di turno che ha garantito la sua presenza, ma dopo un certo periodo di tempo perchè doveva reperire l'attrezzatura per catturarla. Ma la povera volpe continuava a tentare di voler fuggire ferendosi ancora di più.
E così ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo messo in atto un salvataggio "fai da te"......con il timore che la volpe impazzita dal dolore e dalla paura potesse morderci.
Ma tanti bambini hanno fatto il tifo positivo, c'è stata una catena di collaborazioni e la storia è stata a lieto fine.
La piccola volpe viene fatta entrare in una gabbia improvvisata e poi liberada dai nodi della rete
Uno sguardo di grande sofferenza

La volpe dolorante e collassata nella gabbia

Il controllo delle zampe da parte del veterinario

La piccola volpe è pronta a partire per il centro di recupero degli animali selvatici del Corpo Forestale
Le condizioni fisiche dell'animale purtroppo non sono risultate buone, sembrava colpita da paralisi alle gambe posteriori, rimaste forse, per troppo tempo legate.
E' partita destinata al centro di recupero degli animali selvatici del Corpo Forestale di Popoli.
Speriamo possa riprendersi ed essere liberata presto.

E' una storia a lieto fine, dove tutto ha funzionato, ringraziamo i bambini del catechismo dell'Abbazia che ci hanno dato la segnalazione, il veterinario della ASL n. 1 - Avezzano Sulmona....... che era a casa sua, di domenica e, forse, pronto per il pranzo.....e, che, con spirito di servizio e dedizione si è coinvolto.
Per noi è stata una giornata spesa bene, perchè un animale è stato salvato, soprattutto dall'indifferenza che lo avrebbe portato ad una morte atroce e perchè ancora una volta abbiamo capito che se si vuole si può agire positivamente verso l'ambiente ed il suo ecosistema.
Ma che sappiamo della volpe? 
E’ un animale solitario e si ciba di piccoli animali di ogni specie, tra cui topi, conigli, lepri, uccelli e piccoli rettili,  che ricerca principalmente di notte, tuttavia dove vive indisturbata è attiva anche durante il giorno. Durante le sue battute di caccia non disdegna all'occorrenza cerbiatti e giovani caprioli, uccelli acquatici e se riesce ad entrare nei pollai fa strage dei volatili domestici.
Di solito si rifugia all’interno di alberi cavi, sotto cespugli o massi, ma generalmente scava lei stessa delle tane od utilizza quelle di altri Mammiferi, ed in particolare quelle del tasso (Meles meles), con il quale la condivide. Quando si scava la tana da sé, lo fa preferibilmente sui pendii delle colline, in modo che le gallerie di cui la provvede risalgano il monte. 
Alcuni cacciatori affermano che la volpe è solita uccidere le sue compagne ferite dall'uomo, quasi a voler evitare loro ulteriori sofferenze. La stagione degli amori è l’inverno. La femmina, dopo essersi accoppiata, cerca un rifugio sicuro che tappezza dei peli strappati dal proprio ventre. Il parto avviene in primavera dopo una gestazione di circa un paio di mesi; i cuccioli, generalmente quattro o cinque, sono ciechi e coperti di un mantello lanoso di colore variabile dal bruno al grigio con una macchia bianca sul petto ed all’estremità della coda. Durante il primo mese di vita vengono nutriti esclusivamente con il latte materno, poi cominciano piano piano a ricevere anche dei piccoli bocconi di carne che vengono dapprima pre-digeriti nello stomaco della madre, per poi essere rigurgitati quando ritorna nella tana. Soltanto dopo che i piccoli hanno già compiuto le prime passeggiate, la madre comincia a portare loro delle prede vive in modo che si abituino giocando al nuovo tipo di cibo.  Tratto da: http://digilander.libero.it/verdecammina/volpe.htm
La caccia alla volpe è consentita

 

La caccia alla volpe per il passato calendario venatorio era consentita dalla terza domenica di settembre 2011 al 30 gennaio 2012. Tratto da: BigHunter.it.
Un bel primo piano della nostra amica liberata
Grazie a tutti anche a nome della piccola volpe.

Guardate la storia di un'altra volpe filmata a Rocca Santa Maria (Teramo) e pubblicata il 14 marzo dal Centro.
http://ilcentro.gelocal.it/teramo/multimedia/2012/03/13/video/teramo-la-volpe-curiosa-va-al-bar-e-si-fa-accarezzare-31586839/1