mercoledì 25 luglio 2012

L'ACQUA DELLA FONTANA DELLA BEATA CRISTINA


l'acqua è vita

L'Acqua: un bene prezioso, anzi preziosissimo, esperti prevedono che le guerre future saranno combattute per aggiudicarsi, tenersi o impadronirsi, di fonti di acqua potabile. 
Noi Italiani apriamo i nostri rubinetti, consumiamo l'acqua e ne sprechiamo quantità spaventose, quanti sanno da dove proviene l’acqua che usiamo quando beviamo, ci laviamo o la utilizziamo per usi domestici? 
Luglio 2012. Le notizie sui giornali riportano che molti Comuni Italiani razionano le forniture. Queste le dichiarazioni dell'Assessore della Regione Abruzzo Angelo Di Paolo (Assessorato Lavori pubblici, Servizio idrico integrato, Gestione integrata dei bacini idrografici, Difesa del suolo) sullo stato delle reti e delle condotte idriche abruzzesi, che secondo alcuni ed in specifiche aree della Regione sarebbero un vero e proprio colabrodo. "Bisogna prendere i dati dalle varie strutture, tenere distinte le perdite 'fisiologiche' da quelle amministrative, ovvero quelle di piscine pubbliche e fontane". "In periodi particolari, come quelli che abbiamo vissuto quest'anno con la siccità, anche le sorgenti stesse vanno in tilt con gravi pregiudizi per il sistema stesso di erogazione dell'acqua. 


Drammatiche immagini della siccità negli Stati Uniti
Ma prima di fare accuse, come pure ho letto da qualche parte, o snocciolare dati bisogna essere precisi e puntuali. Per questo prendo l'impegno di informarmi e a dare quelli reali, che corrispondano alla verità" (Abruzzoweb).
Anche a Lucoli si comincia ad intravedere qualche problema, c’è un’abbassamento di pressione dell'acqua, e la prima conseguenza è la sua mancata erogazione dai rubinetti delle fontane del cimitero presso l’Abbazia di San Giovanni Battista. 
Scrivendo questo articolo in merito "all'acqua di Lucoli" abbiamo voluto trattare della fontana che si trova presso la Chiesa della Beata Cristina. Quanti sanno perché sgorga quasi sempre e, perché quando rarissimamente non accade, quali ne siano le cause? 
L'acqua della fontana proviene da una sorgente sfruttata e regolata con opere idrauliche negli anni '40-'50. Si trova in località “Fontenuova“ ed è collocata ad una profondità di 8/10 metri, l'impianto ha una forma a “T”, una volta a "botte" ed un pavimento in cemento con due vasche di decantazione, originariamente riforniva anche la fonte all’Aia Masciocchi di Colle. Dagli anni 80, per poter certificare la potabilità della stessa (in quanto prima di arrivare al Colle passava in altri pozzi non ermetici) venne chiusa e dirottata tutta verso la fontana della Beata Cristina. 
All’Aia Masciocchi venne convogliata, invece, dell'acqua garantita come potabile. 
Il sottosuolo della sorgente di cui trattiamo è circondato da vegetazione, le piante per sopravvivere attingono acqua dove possono e penetrano in molti punti della sorgente diramandosi in modo spettacolare specialmente nelle vasche di decantazione nella tubazione diretta alla fontana della Beata Cristina. Alcuni volontari di Lucoli (purtroppo pochi) si prendono cura di estirpare le radici infestanti con cadenza che non può oltrepassare i 10/12 mesi, questa cadenza è stata oltrepassata nel periodo del terremoto dell’aprile 2009 (per motivi calamitosi) e le radici si sono “impossessate” della sorgente ostruendola completamente.
Grazie all’intervento tecnico del Comune di Lucoli, richiesto a suo tempo da un “volontario di turno”, nella primavera del 2009, venne effettuato uno scavo con demolizione di una porzione di muro del vano della sorgente, per consentire il deflusso di circa 10/15.000 litri di acqua, fu inserito un tubo per lo svuotamento della sorgente in caso di “emergenza” e fu ricostruito il  muro, gli addetti del Comune, estirparono gran parte della vegetazione circostante nella speranza di limitare la formazione delle radici. Fu fatto un ottimo lavoro di manutenzione straordinaria.



L'interno del vano della sorgente: si possono vedere le radici delle piante


L'acqua della fontana è segnalata come NON POTABILE, anche se, a Lucoli, molti la bevono da sempre....Questa sorgente è preziosa per tutti, la sua acqua va a dispersione e molti la usano per gli orti ed i fiori recuperandola con contenitori di vario tipo. 
Anche la nostra Associazione ne fa prezioso uso raccogliendola con un serbatoio mobile, a cadenza settimanale e destinandola alle piante del Giardino della Memoria di San Giovanni e, anche, in questo momento di emergenza, anche ai serbatoi del Cimitero.
Questa è una storia di Lucoli che, forse, molti non conoscevano.

lunedì 23 luglio 2012

GLI ALBERI DEL GIARDINO DELLA MEMORIA: IL MELO RENETTA ARANCIATA


La Renetta è la regina delle Mele carnose, siccome la Carla lo è delle Mele croccanti. Sono due frutti squisiti, e i soli, nel genere delle Mele, che possano gareggiare colle pere d’inverno, e far di sè bella mostra sulle tavole di lusso, e presso le persone di ottimo gusto.
L’albero della Renetta è grande, ramoso e fronzuto. Il frutto è turbinato, e di una grossezza mediocre. La sua buccia al principio è verdastra e sparsa di un poco di ruggine. Si schiarisce nel maturare e diventa giallognola: è ruvida e punteggiata in tutta la sua superficie di una quantità di stellette irregolari bruno-rossiccie che la caratterizzano.
La polpa è carnosa e acida quando è acerba, ma se giunge alla maturità diventa fina, gentile, butirrosa e saporita, e non conserva del suo acido che quanto le è necessario per darvi un piccante.
La sua maturità botanica si può fissare al finir di Settembre, e allora deesi cogliere, e serbare in dispensa. Ivi essa dura per molti mesi senza cangiare, e non comincia ad acquistare la maturità pomologica che in Gennaio.
È allora che si principia a trovarne qualcheduna nella sua perfezione. Le altre vanno maturando a poco a poco gradatamente, e durano sino alla primavera avanzata, e anche sino alla state.
Quelle che maturano nell’inverno sono liscie al di fuori, e la loro polpa è morbida, butirrosa e gentile, ma consistente. Quelle che maturano nella primavera avvizziscono, e la polpa, che infloscisce, diviene alquanto più zuccherina, e ciò in compenso dell’acido che sparisce quasi del tutto. Le poche, che pervengono fino all’estate, perdono quasi affatto il sapore, e restano pastose e senza piccante.
Nel primo e nel secondo caso esse sono sempre preziose; e non vi è Mela, tranne la Carla, che le pareggi.
Il Renetto si moltiplica coll’innesto. Quantunque in origine egli provenga da un seme come gli altri frutti, pure, per averlo identico, bisogna propagarlo col suddetto mezzo.
La vera è la Renetta bianca, o, per esprimersi con più esattezza, la Renetta gialla.
I Pomologi danno il nome di Renetta a molte razze che la somigliano per la natura della polpa e per il gusto, ma che ne diversificano molto nelle forme e nel colore. così si conta in questa classe la Renetta grigia, la Renetta d’Inghilterra, la Renetta del Canadà, e diverse altre. Nessuna però può stare al confronto della Renetta vera, che i Francesi distinguono col nome di Reinette Franche. Essa conserva il primato fra le sue congeneri, e perciò sopra tutte le Mele carnose, e lo avrebbe anche sulle croccanti se non esistesse la Mela Carla.
I Russi e gli Svedesi vantano una razza di Mele che pretendono sorpassi in bontà qualunque altra, e la quale si conosce sotto i nomi di Mela d’Astrachan, o di Mela trasparente. «Si pretende originaria della China. È un poco più picciola della Renetta e non è così turbinata. Si fonde in bocca come la crema, e si riempie tanto di sugo che si rompe quando la colgono in tempo: guardandola al sole trasparisce fino al punto da poterne numerare i semi». Così è dipinta nei giornali di viaggi, e così l’ho sentita descrivere da molti Signori Russi e Svedesi, che ho conosciuti.
Il Conte di Possen Ciambellano di S. M. il Re di Svezia, con cui ne ho tenuto spesso discorso in Pisa, la preferiva alla Renetta, ma non conosceva la Carla. Se la Mela dei Russi è la stessa che la Mela trasparente che si coltiva nel giardino di Monza, come si pretende, bisogna dire, o che ha degenerato passando in Italia, o che le descrizioni dei viaggiatori sono esagerate. Fra noi è un frutto gentile, di pasta delicata e singolare per una certa diafanità, ma ha poco sapore, e non regge nell’insieme al confronto delle nostre Capispecie.
La Renetta è la Mela dei paesi mediterranei, e non si coltiva in abbondanza che nei climi un poco freddi. In Francia è riguardata come la prima fra le Mele. Pare che sia originaria di quel paese. Ora è introdotta in tutta l’Europa, e gode ovunque il primato che merita.
Non vi è pomologo che non la descriva, nè giardino in cui non si trovi, e sempre conserva lo stesso nome.*
 
*P. Malus Renetto fructu hyemali, medio, turbinato, cortice flavescente, maculisque ocraceis punctato, pulpa subflava, butyrrosa, delicatissima, succo grate-acido suavissimo.Vulgo, Mela Renetta. 
Tratto da: La Pomona Italiana, di Giorgio Gallesio (Finalborgo, 1772 - Firenze, 1839) è la prima e più importante raccolta di immagini e descrizioni di frutta e alberi fruttiferi realizzata in Italia. L'opera, pubblicata in fascicoli tra il 1817 e il 1839, oggi è conservata in pochi esemplari completi, ed è consultabile in formato elettronico ed  ipertestuale (http://www.pomonaitaliana.it/index.htm).


Proprietà curative e benefici della Mela Renetta
Confermando il messaggio che ci lancia il famoso detto "Una mela al giorno leva il medico di torno", è particolarmente importante sottolineare la necessità di assumerla regolarmente in funzione preventiva riguardo ad una grande quantità di disturbi. Una ricerca italiana svoltasi all'Istituto Tumori di Genova conferma le sue proprietà antitumorali; consumare mele in buona quantità diminuisce del 21% il rischio di sviluppare un tumore. I risultati di tale studio sono stati pubblicati sugli Annals of Oncology e dimostrerebbero appunto ,che le persone che mangiano una o più mele al giorno vedono scendere di circa il 21% il rischi di ammalarsi di tumore. La varietà di mela più efficace nella prevenzione tumorale sarebbe quella renetta seguita dalla Stark Delicious e dalla Granny Smith. Tutto questo è dovuto ad una sostanza antiossidante presente nella mela, denominata procianidina, che riesce a contrastare in modo efficace l'invecchiamento delle cellule e quindi lo svilupparsi dei tumori.
La mela può essere considerata come un farmaco che ci viene fornito dalla natura, un rimedio per molti problemi di salute; da sottolineare la quasi totale assenza di grassi ed un apporto calorico di circa 40 calorie per 100 grammi di mela. Di seguito altri benefici che la mela apporta alla nostra salute: se consumata cruda è un ottimo astringente, contiene fruttosio che viene assorbito dall'organismo umano senza bisogno dell'insulina, di conseguenza viene ben tollerata da chi ha problemi di diabete. La mela contiene la pectina, grazie a questa sostanza riesce a mantenere sotto controllo la glicemia. Abbassa il colesterolo pericoloso (LDL) ed aumenta la produzione di quello buono (HDL) in un tempo relativamente breve. Pare che i suoi benefici apportati alle vie respiratorie siano addirittura superiori a quelli degli agrumi. La mela previene inoltre le malattie cardiache, tra cui l'infarto; il motivo è da ricercarsi nella ricchezza di flavonoidi che come già scritto sopra hanno ottime proprietà antiossidanti. In ultimo, ma non meno importante, la mela contiene delle sostanze denominate fitonutrienti che hanno la proprietà di prevenire l'insorgere di malattie celebrali come l'Alzheimer ed il morbo di Parkinson.

sabato 21 luglio 2012

L'ACQUA E' TORNATA ALLA FONTANELLA DELL'ABBAZIA


Si ringraziano:  l'Amministrazione Comunale di Lucoli ed i soci di NoiXLucoli Onlus che questa mattina, congiuntamente, hanno eseguito un sopralluogo ed un intervento tecnico alla fontanella del piazzale dell'Abbazia per individuare le cause del disservizio comunicato con il nostro post precedente. 
L'acqua è tornata.
Anche gli animali hanno sete

mercoledì 18 luglio 2012

APPELLO AL COMUNE DI LUCOLI: PERCHE' NON FUORIESCE L'ACQUA DALLA FONTANELLA COMUNALE SUL PIAZZALE DELL'ABBAZIA?

Lettera indirizzata all'Amministrazione del Comune di Lucoli,

con questa missiva inoltrata via Blog chiediamo di fare il possibile per far ripristinare (qualsiasi ne sia la motivazione: tecnica, manutentiva, o altra) l'erogazione dell'acqua dalla fontana pubblica situata sul lato laterale del piazzale dell'Abbazia di San Giovanni Battista.
Il rubinetto si era rotto da tempo, causando la fuoriuscita di un rigagnolo d'acqua ed è stato riparato da mani "pietose", ma ora la fontana, nonostante sia stata riaperta l'acqua, non funziona più. 
Sono oramai due settimane complessive che manca l'acqua, prima per la riparazione  del rubinetto poi, per le attuali cause.
In tempi di arsura e caldo (come quelli di questa estate del 2012) costituisce un problema per tutti coloro che si recano al cimitero, soprattutto gli anziani e per i visitatori e fedeli che si recano all'Abbazia di San Giovanni Battista, il non poter bere l'acqua potabile della fontana pubblica.
L'acqua è vita, e al pari della vita, è sacra. Allo stesso modo, i servizi idrici sono dei servizi comuni pubblici nella misura in cui essi riguardano il diritto umano alla vita (l'accesso all'acqua potabile e ai servizi sanitari) e costituiscono un bene vitale e insostituibile per la sicurezza dell'esistenza collettiva.
Per impedire l'eventuale sperpero dell’acqua delle fontanelle pubbliche sarà buona norma applicare tutte le regole del regolamento comunale e di funzionalità tecnica dei rubinetti delle stesse: che, soggetti a manutenzione, dovranno garantire la chiusura del flusso ad intermittenza. 
La fruizione dell'acqua ad uso potabile è collegata alla qualità della vita, connessa anche all’ambiente ed alla salute della collettività ed allo sviluppo del turismo locale e, questo, anche in momenti di difficoltà come gli attuali, dovuti alla crisi idrica, generalizzata e documentata per l'intero Abruzzo.
Ci auguriamo che l'Amministrazione Comunale possa positivamente agire affinchè il flusso idrico della fontanella dell'Abbazia possa essere ripristinato.
Ringraziamo per l'attenzione.
.

martedì 17 luglio 2012

VOTE OUR ABBEY IS THE PLACE WE LOVE MOST

Lucoli, St. John the Baptist Abbey
Dear foreign friends who read our website please help us save by the Italian Environment Fund our Abbey of San Giovanni Battista in Lucoli (AQ). Enter this website link FAI, register yourself with personal data and rated the Abbey as a place of heart. 
We need 30,000 preference to hope for a real involvement and to repair the damage that the earthquake of 2009 caused the Abbey. 
Thanks.

Fresco of the Abbey: the Annunciation

venerdì 13 luglio 2012

L'ESTATE DI NOIXLUCOLI ONLUS: CONDIVIDIAMOLA....

La foto fantastica della nostra estate 2012
Realizzata da Roberto Soldati è costituita da immagini del lago niveo di Campofelice, del campanile dell'Abbazia di San Giovanni Battista, della ricostruzione in 3D dell'antico castello di Collimento. Lo stemma Abbaziale di San Giovanni pone il suo sigillo.
"Non giudicare ciascun giorno in base al raccolto che hai ottenuto, ma dai semi che hai piantato" 
"Don't judge each day by the harvest you reap but by the seeds that you plant" 
Robert Louis Stevenson

A noi piace seminare, crediamo nella bontà di questa terra. Vi presentiamo le nostre proposte da vivere insieme questa estate.
Il pensiero dei soci di NoiXLucoli Onlus è scritto, su questo blog, nella sezione CHI SIAMO. Siamo nati all'indomani del sisma del 2009 sull'onda della solidarietà, abbiamo voluto trasformare il nostro slancio, energie e competenze in azioni sostenibili e sono nate così diverse iniziative per la valorizzazione del territorio. Amiamo profondamente Lucoli, vorremmo custodire per i nostri figli questa terra, in modo che non sia peggiore di quella che i nostri padri ci hanno lasciato, terra che oggi è segnata da preoccupazioni per il proprio futuro: da quelle per la ricostruzione, dalle minacce ambientali, dallo sfilacciamento della Comunità che, persi i borghi stenta ad incontrarsi. 
Pensiamo che il futuro sia di chi lo fa ed è per questo che dedichiamo la nostra estate all'incontrarci, allo stare insieme, per ritrovarci e rinsaldare i legami, organizzando tre iniziative tematiche, originali. Ognuna con le sue caratteristiche e possibile target di persone interessate. 
L'ultima, quella del 16 agosto: CENA-SPETTACOLO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE, è idealmente rivolta alla Comunità di Colle di Lucoli visto che sarà realizzata nel giorno della ricorrenza della Beata Cristina. 
Rispetto a quest'attività, per la quale lavoriamo da diversi mesi, spendiamo due parole di approfondimento in più. 
Nella serata sarà proiettato un VIDEO-MUSICAL denominato SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE, liberamente ispirato all'omonima commedia di Shakespeare. 
La musica che ascolteremo è quella dell’opera di Mendelsshon, da intendersi come un catalizzatore in grado di poter materializzare, anche per un istante, le creature della nostra fantasia che da sempre popolano i racconti e le fiabe sui boschi lucolani. Verranno evocate nel filmato entità silvane che si rivelano sotto forma di lupo, gufo, serpe o topo, o che talvolta ci sembra d’intravedere, quasi come in un sogno, nella particolare forma dei tronchi secolari degli alberi di Lucoli, oppure come ectoplasmi che aleggiano tra le stanze del castello fantasma di Collimento (come potremmo immaginare che possa essere stato) o rivelino la loro angosciosa presenza dietro le finestre, ora illuminate ora vuote e nere, delle case ferite dal sisma. 
La storia Shakesperiana è ambientata in Grecia, più precisamente in un bosco incantato. I fatti narrati avvengono la notte precedente al matrimonio tra Teseo, duca d'Atene e Ippolita, la regina delle Amazzoni. Tra i protagonisti troviamo in fuga Ermia, una bella fanciulla promessa sposa dal padre Egeo a Demetrio un uomo che lei non ama, e Lisandro, l'uomo che in realtà lei ama ma che il padre non accetta come futuro genero. In questa notte di mezza estate i giovani si ritroveranno a rincorrersi, ad amarsi, odiarsi senza sapere che dietro a tutto questo caos che vede confondere e cambiare i loro sentimenti, c'è un perfido e scaltro folletto di nome Puck, a cui è stato affidato da Oberon, il re delle fate, il compito di punire la moglie Titania per uno sgarbo subito, bagnandole le palpebre con una pozione magica in grado di far innamorare la vittima del sortilegio del primo essere che si trovi davanti al suo risveglio. E sarà appunto questa pozione a cambiare la situazione tra i giovani portandoli ad un susseguirsi d'equivoci e di confusione.
Il film interamente girato a Lucoli vuole essere una ricollocazione storico-fantastica tra Shakespeare e Lucoli con i suoi borghi di Collimento, Lucoli Alto, l'Abbazia di San Giovanni Battista e la sua fantastica natura. 
E' insomma una bella favola, piena di colpi di scena, che vogliamo dedicare a tutti, soprattutto a quegli anziani che riusciranno ad unirsi a noi.
Durante lo spettacolo sarà servita una cena offerta dall'Associazione NoiXLucoli Onlus, arricchita dal Parmigiano Reggiano acquistato per beneficenza dalle aziende terremotate di Modena.

Attività già in corso di realizzazione

Serata G'Astronomica - 14 agosto 2012
Cena spettacolo di una notte dimezza estate - 16 agosto 2012

lunedì 9 luglio 2012

CARO, CARISSIMO VANDALISMO

Non parlo, non vedo, non sento. Non può essere così abbiamo il dovere civico di rappresentare ciò che accade a Lucoli

EHI!!  BULLO, VANDALO O CHI SARAI..............
MI RIVOLGO A TE!

Sei uno solo? Siete in tanti?

Avete voglia di "menare" i piedi e le mani? 

Perchè non ci venite ad aiutare a lavorare al Giardino della Memoria per curarlo e mantenerlo.... invece di danneggiarlo?


In questo fine settimana sono stati fatti nuovi danni alla recinzione del Giardino della Memoria: assi spezzate in tre punti differenti ed un vaso di fiori di plastica bruciato. 
Era già accaduto lo scorso anno in agosto e, pazientemente, con l'aiuto di chi ci ha sostenuto nelle spese ed ha lavorato con le sue mani abbiamo ripristinato quanto danneggiato, lo faremo anche questa volta.
Ci piacerebbe vedere in faccia gli autori di questi vandalismi, guardarli negli occhi. Chi sfascia è sfasciato dentro, gli vogliamo dare una mano: venga a ritrovarsi con noi per lavorare insieme, donando se stesso agli altri, costruendo qualcosa che rappresenta una totale remissione personale. Assicuriamo che, poi, ci si sente molto bene: si ritrova la natura umana.

Il sito del Giardino della Memoria è un luogo di spiritualità, un luogo Sacro per chi ha fede, perchè accanircisi contro?

Queste azioni non fermano i volontari, anzi ne attirano degli altri.
AI NOSTRI AMICI VANDALI dedichiamo le parole di Madre Teresa di Calcutta che spesso ricordiamo anche a noi stessi.

Ama la vita così com'è 
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.
Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.
 Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

martedì 3 luglio 2012

PER VOLARE COME USIGNUOLI SUL CIELO DI LUCOLI

Marc Chagall - Volare
 "I poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignuoli pronti a morire..." sono le parole della poetessa Alda Merini: la frase che più di altre attesta che i poeti devono essere apprezzati per la loro genialità, senza soffermarsi a giudicare il loro operato, espresso senza vincoli e regole. Il loro canto d’usignolo, il più sublime fra gli uccelli del Creato, è simbolo dell’amore e il loro volo deve essere libero nel proprio ambiente naturale, anche se potrebbe essere l’ultimo.
Per sentirci un po' poeti ed un po' usignuoli proponiamo ai nostri soci, agli amici ed a tutti quanti vogliano ammirare le bellezze del territorio questa attività estiva sul cielo di Lucoli in collaborazione con l'Aero Eli Servizi dell'Aquila.

E' indispensabile prenotarsi al numero 32974.22912 inviando un SMS con il proprio numero di telefono per essere richiamati e concordare i termini del volo.

domenica 1 luglio 2012

AL CIMITERO DI SAN GIOVANNI A LUCOLI MANCA L'ACQUA.....INVECE DELLE SOLUZIONI SCATTA LA CACCIA AL COLPEVOLE....

uno dei cassoni di zinco che viene rifornito da NoiXLucoli Onlus d'Acqua
L'altro cassone

Il cassone mobile che viene caricato con l'acqua della fontana della Beata Cristina e trasportato al Giardino per irrorare gli alberi da frutto.
Le erbe officinali del Giardino della Memoria poste vicino alla Madonnina

La chiesetta con la Madonnina con le piante fiorite
AL CIMITERO DI SAN GIOVANNI MANCA L'ACQUA.....
E’ colpa di chi annaffia, è colpa delle mezze stagioni che non ci sono più, è colpa di bolle d’aria che dispettosamente impediscono l’arrivo dell’acqua al cimitero, è colpa della neve che impunitamente ha scelto di sciogliersi troppo velocemente.
"So qquisti ji discurzi che sse sindu mo che è gliu tempo della fargiatura"(1).
Siamo al 1° luglio, all'inizio dell'estate vera e la filastrocca è sempre la stessa, comunque sia andato in Abruzzo ed a Lucoli l’inverno: quando arriva il caldo, e nonostante la scarsità di presenze turistiche, dato molto rilevante quest’anno, ovunque manca l’acqua e, quel che è peggio, mancherà. Si sente dire persino che del problema soffrirà l’area aquilana, dove l’erogazione potrebbe venir meno “anche per giorni”. Incredibile: nell’Aquilano non c’è un turista, la popolazione è sicuramente diminuita dal 2009 ad oggi, pare addirittura che il capoluogo abbia perso qualcosa come 15.000 abitanti. Nelle migliaia di seconde case che esistono in tutti i centri di montagna, nemmeno una ospita i proprietari. Da anni, ormai, non esiste più l’abitudine di tornare magari dalle calure romane per starsene al fresco in qualcuno dei paesini aquilani. I grandi rientri estivi di emigrati all'estero o a Roma sono svaniti, specie dopo il terremoto.
Ma manca l’acqua. 
Eppure durante l’invernata sono caduti metri di neve, e tutti se lo ricordano bene. C’è chi dice, sorprendendo tutti, che in autunno è piovuto poco e le sorgenti non si sono ripasciute e tutta la neve caduta non è servita “perchè si è sciolta troppo presto” e la pioggia “buona”, quella che “ricarica” le sorgenti, è risultata scarsa.
Gli esperti, o almeno quelli che vengono definiti tali, una spiegazione la trovano sempre: ci mancherebbe. Le loro parole sono vangelo, e tutti debbono credere in ciò che dicono.
Non serviranno a nulla le solite ordinanze tardive o distratte dei sindaci che vietano l’uso smodato e lo spreco dell’acqua. Non servirà a nulla esortare la gente a non adoperare troppa acqua. E' noto da sempre che dalle reti idriche antiquate, frantumate, perforate, si spreca nel sottosuolo oltre il 50% di tale pregiata risorsa! Sicuramente, questo è un problema che si potrebbe affrontare. Per la siccità, invece, potremmo far ricorso a sciamani ed alla danza della pioggia. Ma di fronte alle soluzioni concrete spesso la risposta è la totale inerzia di tutti gli organi e le istituzioni preposte. E’ più facile filosofeggiare sui presunti responsabili di abusi o colpe.
Il caso della vicinissima L'Aquila è emblematico per tutti: la rete idrica (oggi disastrata anche dal terremoto) è in condizioni pietose da almeno due decenni, da quando cioè, aumentati i consumi d’acqua, ci si è accorti che il flusso era insufficiente, come ogni estate immancabilmente viene ripetuto. Ad occuparsi del problema fu molti anni fa l’allora assessore regionale Giorgio De Matteis. Alle parole non seguirono i fatti, in pratica non avvenne nulla. Oggi il progetto per il rifacimento delle reti, ma anche di altri sistemi del sottosuolo, è scomparso pare a Roma, nei cassetti di qualche Ministero. Insieme con quello riguardante reti elettriche, gas, telefonia. E, all’arrivo della calura, sentiamo le solite voci e gli annunci di emergenza. Accantonate, per ora, le diatribe sulla manutenzione di corsi d’acqua, torrenti e fiumi, perchè di quelle torneremo a parlare in autunno: sentiremo le stesse cose, le proteste, gli allarmi, i comitati civici, i tecnici e gli esperti, gli ambientalisti e i sindaci. Corsi e ricorsi storici? No, eterna incapacità di questo Paese e di questa Regione di fronte all’ordinario, perchè, alla fine, l’emergenza conviene e soprattutto conviene spargere insinuazioni verso gli "untori" che prosciugano l'acqua. Questo è un "valore aggiunto" esclusivo di Lucoli.
Informiamo i soci di NoiXLucoli Onlus, gli amici e gli "untori" di calunnie, che le piante da frutto del Giardino della Memoria sono irrorate con l'acqua che prendiamo con un cassone mobile (nella foto) alla fontana della Beata Cristina la cui sorgente ancora è prodiga di flusso. Le poche piante da fiore situate nella parte superiore dov'è la chiesetta con la Madonnina sono irrorate con pochi secchi d'acqua presi dalla fontana del piazzale.
Durante l'estate i nostri soci lavorano con grande impegno per mantenere vive le piante giovani di questo "bene comune" di tutti, a dispetto della carenza d'acqua, delle loro vacanze e del meritato riposo di chi come tutti deve lavorare per "campare" e non usa il suo tempo solo per dedicarsi al volontariato. Ancora una volta ci tornano indietro velate insinuazioni e presunte responsabilità per la mancanza d'acqua al cimitero, naturalmente agganciate al progetto del Giardino della Memoria. 
Non crediamo che con le chiacchere si possano ottenere risultati fattivi.
I nostri soci consapevoli delle difficoltà subite soprattutto dagli anziani che si recano al cimitero e che debbono portare con se l'acqua, hanno ricaricato, il 1° ed il 3 luglio,  con 1.000 lt (il serbatoio zincato verticale)  e con 300 lt  (quello cubico zincato) di acqua. l'acqua è stata presa dalla fontana della Beata Cristina e trasportata in loco e travasata. 
NoiXLucoli Onlus ha preso l'iniziativa e svolgerà, fino alla risoluzione del problema, quest'attività di volontariato per la Comunità locale, naturalmente, a totale titolo gratuito.
Ci auguriamo che i prossimi lavori di manutenzione e miglioria dei siti cimiteriali, i cui fondi sono stati stanziati dalla Regione Abruzzo e che non appena sbloccati saranno fruibili dall'Amministrazione Comunale di Lucoli, possano risolvere tecnicamente il problema idrico del Cimitero di San Giovanni, collegando le fontane sia all'acqua erogata dalla GSA (a pagamento per il Comune e da dotarsi di opportuni rubinetti che ne regolino il consumo: non è etico sprecare l'acqua nè pagarla in più), sia a quella della sorgente (non a pagamento) che puntualmente, in estate, cala di livello piezometrico e non arriva alla quota più alta del cimitero (trattasi di una semplice regola idraulica). 
Solo così i disservizi saranno efficacemente eliminati.
Le operazioni di travaso dei 1.300 lt di acqua
 

(1) Tratto dalla poesia "Temp'e Fieno" di Francesco di Gregorio