domenica 30 settembre 2012

FESTA DI SAN MICHELE ARCANGELO A VADO LUCOLI

L'ombra della Chiesa di San Michele sul verde della vallata

La Chiesa recentemente restaurata dagli Amici di San Michele

Un monento dei festeggiamenti prima della Santa Messa il Gruppo dei Briganti suona per i presenti
Fervono i preparativi: tutto il necessario viene caricato per essere portato sulla collina



I fedeli salgono il ripido sentiero per arrivare alla Chiesa

Celebrata la Santa Messa la Statua di San Michele Arcangelo viene portata in processione fuori della Chiesa

I fuochi pirotecnici hanno concluso la serata
Si è svolta la festa di San Michele Arcangelo a Vado Lucoli, tantissimi i presenti in Chiesa e sul piccolo piazzale roccioso antistante.
Una visione d'insieme carica di suggestioni: la vallata, il Gruppo dei Briganti, la processione alla luce della luna piena e gli immancabili fuochi pirotecnici.
Molto lavoro è stato svolto nell'estate dall'Associazione Amici di San Michele per migliorare il percorso di accesso alla Chiesa: marcato il sentiero e ripulito da rovi ed ostacoli, il piazzale è stato posto in sicurezza con un nuovo mancorrente ben fissato nel terreno e la Chiesa è stata ritinteggiata e pulita.
Una bella storia di amore ed attaccamento alle radici di questa piccola Comunità. Le foto illustrano i preparativi ed i momenti della festa.

venerdì 28 settembre 2012

A QUALI ANIMALI SI PUO' SPARARE.....

ATTIVITA' VENATORIA: FEBBO, ''ECCO LE SPECIE PER ORA CACCIABILI''
"A seguito del disposto TAR Abruzzo n. 226/2012, continuano a essere diffuse notizie distorte riguardo alla limitazione dell'esercizio della caccia alle sole specie Gazza e Merlo. L'effetto sortito da questa disinformazione è il proliferare di confusione e disorientamento in chi esercita e vuole esercitare correttamente l'attività venatoria". 
Lo afferma l'assessore regionale all'attività venatoria, Mauro Febbo. 
"Pertanto - prosegue - ho premura di precisare e sottolineare che la richiamata sospensione del prelievo venatorio imposto dal TAR Abruzzo (n. 226/2012) fino al 10 ottobre prossimo è limitata a poche specie e nelle aree SIC, nelle ZPS e nelle aree di presenza dell'Orso individuate dal Patom (cartografia Ministero Ambiente)". 
"Restano cacciabili, secondo le modalità e le date previste dal calendario venatorio 2012/2013 - conclude l'assessore regionale Febbo - le seguenti specie: Merlo; Cornacchia grigia; Gazza; Fagiano; Ghiandaia; Starna; Lepre; Volpe; Cesena; Tordo sassello; Tordo bottaccio; Germano reale; Gallinella d'acqua; Alzavola; Porciglione; Fischione; Colombaccio; Coturnice; Cinghiale".

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/attivita-venatoria-febbo-ecco-le-specie-per-ora-cacciabili/493424-4/
http://www.facebook.com/StopCacciaEPescaSuTuttoIlTerritorioItaliano

giovedì 27 settembre 2012

AL VIA LA VI EDIZIONE DI TRACTURO 3000

CFS - Newsletter

Alla manifestazione saranno presenti anche rappresentanti della Forestale che ripercorreranno a piedi l'antichissimo Regio Tratturo L'Aquila-Foggia
Prenderà il via sabato 29 settembre la VI edizione della manifestazione "Tracturo 3000". Nell'ambito dell'iniziativa, finalizzata alla tutela e alla conservazione del territorio, alcuni rappresentanti del Corpo forestale dello Stato dell'Ufficio Territoriale per la Biodiversità dell'Aquila, percorreranno a piedi, da L'Aquila, il Regio Tratturo L'Aquila-Foggia.
Si tratta della sesta edizione di Tracturo 3000, che dal 2007, porta appassionati e greggi a ripercorrere l'antichissimo itinerario lungo il quale, per migliaia di anni, si sono spostate grandi masse di animali e di popoli, insieme alle culture e all'economia del Mezzogiorno. La partenza è prevista per le nove del mattino dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, proprio nel giorno di San Michele, la tradizionale data nella quale i pastori lasciavano i pascoli estivi dell'Abruzzo per dirigersi verso quelli invernali del Tavoliere delle Puglie.
Il Corpo forestale dello Stato da anni, attraverso l'attività svolta dall'UTB dell'Aquila, gestisce il Centro Pilota Sperimentale per l'Ovinicoltura "San Marco" di Castel del Monte (AQ), dove viene tutelata la biodiversità degli animali da allevamento attraverso la conservazione e il recupero delle razze locali ovine e caprine in pericolo di estinzione. Il miglioramento genetico della razza merinizzata italiana è infatti frutto della selezione operata nel centro di sperimentazione. Ed è proprio nello stesso centro che sta per essere attivato, con la collaborazione ed i finanziamenti dell'Ente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il primo Museo della transumanza dell'area del Gran Sasso d'Italia.
L'Ufficio Territoriale per la Biodiversità dell'Aquila ha, inoltre, avviato da poco la realizzazione di un progetto pilota di recupero e valorizzazione di una parte del Regio Tratturo L'Aquila-Foggia, sito nei pressi del suo Vivaio Forestale di Barisciano, sulla base di un finanziamento della Regione Abruzzo (Piano di Sviluppo Rurale - Misura 227 "conservazione e all'incremento della biodiversità"). Entro il prossimo anno, circa due chilometri del Tratturo Magno saranno resi fruibili al pubblico e adeguatamente valorizzati, attraverso il miglioramento delle condizioni ambientali dell'area, la ripulitura dell'intera superficie tratturale, il ripristino dei muretti a secco, il recupero e la realizzazione degli antichi cippi lapidei sui bordi del tratturo, la realizzazione di aree picnic e cartelli informativi lungo il percorso, nonché la sua connessione con i punti di appoggio turistici e le altre emergenze naturalistiche e storiche presenti nelle vicinanze e lungo il tracciato tratturale.
A cura dell'ufficio stampa dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato

martedì 25 settembre 2012

A VADO LUCOLI (AQ) LA FESTA DI SAN MICHELE ARCANGELO



Il 29 settembre p.v. ricorrenza di San Michele Arcangelo si svolgeranno, come di consueto, a Vado Lucoli (AQ) i festeggiamenti in onore del Santo.

Sarà celebrata alle 18.00 la Santa Messa nella chiesetta rupestre di San Michele: una semplice cerimonia che si ricollega alle analoghe di molte località dell’Abruzzo che hanno però origini antichissime. 
Studi religiosi ed antropologici dimostrano che il culto di San Michele Arcangelo si diffuse, nelle sue origini, in Puglia e successivamente nei territori interessati alla transumanza, quindi l'Abruzzo ed il Molise. Questo culto era molto sentito già dal V° secolo, data dell'apparizione dell'Arcangelo a Monte Sant'Angelo, nei pressi di Foggia. 
Il 29 settembre e l'8 maggio erano le date che segnavano la partenza della transumanza dai monti al piano ed il ritorno.
Il culto dell'Arcangelo Michele (impropriamente ma tradizionalmente equiparato ad un Santo) è di origine orientale. L'imperatore Costantino I, a partire dal 313, gli tributò una particolare devozione, la prima basilica dedicata all'Arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su un'altura al VII miglio della via Salaria, ritrovata nel 1996. Nel V secolo il suo culto si diffuse in tutta Europa, secondo la tradizione, l'Arcangelo sarebbe apparso a San Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l'8 maggio 490, gli indicò una grotta sul Gargano e lo invitò a dedicarla al culto cristiano. Il culto di San Michele, contribuì a far sì che il processo di integrazione dei Longobardi con la gente latina fosse più facilmente attuato, si affermò alla vigilia della caduta dell'Impero Romano (476) creando così una nuova civiltà sorta tra l'incontro di popolazioni italiche, germaniche, celtiche, galliche e longobarde. 
Il suo nome viene chiamato nell'offertorio della messa dei defunti; è individuato come il combattente del Dragone, ovvero del demonio, rappresentando la vittoria contro le tenebrose forze del male; e ancora, il Signore della giustizia divina che separa il bene dal male (gli attributi della spada e della bilancia); ed è Asse del Mondo (il simbolo della lancia).
In Abruzzo è vivo il culto di San Michele nelle grotte. 
Infatti, in tempi molto remoti numerose grotte furono trasformate in luogo di culto, poi divennero chiese o piccoli santuari, dedicati a San Michele Arcangelo, più comunemente conosciuto come Sant'Angelo. Tra le credenze popolari c'è quella collegata al Beato Placido da Roio, guarito da una grave malattia per intercessione di San Michele, si ritirò a vivere prima in una grotta del Gran Sasso e successivamente, nel 1208, in una caverna della Montagna di Ocre, chiamata ancora oggi del Beato Placido. Molte sono le grotte abruzzesi dedicate a S. Angelo o a San Michele Arcangelo: S. Angelo in Balsorano (AQ), S. Michele di Pescocostanzo (AQ), S. Angelo in Vetulis (AQ), S. Angelo in Bominaco (AQ), S. Michele in San Vittorino (AQ) chiesa edificata non in una grotta ma su catacombe, S. Angelo Le Ripe (TE), San Michele Arcangelo in Lama dei Peligni (CH). Un'altra credenza vede l'Arcangelo Michele, presente a Liscia nel vastese (così chiamata per le pietre piatte con cui si coprivano i tetti delle case, le lisce) sui Monti Frentani. Qui, sul Colle San Giovanni, c'è la grotta di S. Michele ove si radunano molti credenti giunti in pellegrinaggio e che si dissetano dell'acqua che vi sgorga, ritenuta miracolosa.
Possiamo parlare di una tradizione popolare anche per la piccola Frazione di Vado Lucoli, di una manifestazione radicata nell’animo di gente schietta e generosa, che ogni anno si ritrova e si apre ai visitatori, nel ricordo di un passato che vuole rinnovare nel tempo e che non vuole far morire, per quanto scorrano inesorabili gli anni. 
La festa di San Michele viene organizzata ogni anno dall’Associazione Amici di San Michele e dalla Parrocchia e sta divenendo patrimonio locale e “bene comune” culturale dei residenti e non residenti del luogo. Tutti dedicano un grande impegno per la sua realizzazione, lavoro che contribuisce a cementare i valori della Comunità, inesorabilmente spopolata dal calo demografico.
La piccola Chiesa di Vado Lucoli dedicata al Santo svetta in cima ad un’alta collinetta a ridosso dell’abitato, fu edificata nel Medioevo e, completamente distrutta dal terremoto del 1915, venne ricostruita nel 1938. Oggi, si presenta con una facciata semplice e coronamento orizzontale. All’interno è rimasto conservato un affresco del 1300 raffigurante una Madonna col Bambino in trono con a lato San Giovanni Battista.
Al termine della Santa Messa sarà offerto ai presenti un piccolo rinfresco, parteciperà anche NoiXLucoli Onlus, offrendo parmigiano acquistato per solidarietà con le popolazioni terremotate dell'Emilia Romagna. 
Seguiranno i fuochi pirotecnici da ammirare dalla cima della collina: suggestiva postazione di osservazione dell’intera vallata di Lucoli.
Il 30 settembre p.v. alle ore 13.00, l’Associazione Amici di San Michele servirà ai presenti, che si saranno rigorosamente prenotati entro il 25 settembre, un pranzo nella piazza della Frazione.
Vado Lucoli (AQ) nella Chiesa di San Michele Arcangelo la statua del Santo
Per i cenni storico-antropologici riportati in questo articolo si ringrazia la SOPRINTENDENZA PER I BENI STORICI, ARTISTICI ED ETNOANTROPOLOGICI DELL'ABRUZZO.
Per saperne di più: http://www.santiebeati.it/dettaglio/21600

giovedì 20 settembre 2012

TODD CAMBIO VIVE A MADISON NEL WISCONSIN E CERCA LE SUE RADICI A LUCOLI


Todd Cambio
Welcome to the website of Fraulini Guitars, new instruments built by Todd Cambio of Madison, Wisconsin.

The Fraulini Guitar Company is dedicated to providing traditional musicians with instruments that are modeled after the classic designs of the true Golden Era of guitar construction, the early 20th century. All instruments are built entirely by hand, using the highest quality materials and traditional techniques such as a dovetail neck joint; hot, fresh hide glue; handmade wood purflings; and varnish finishes.
Fraulini guitars are hand built, in a traditional fashion, one guitar at a time. I started my training in my early 20s, working with an old violin builder. For the most part, my education has come from reading old technical manuals; talking with other traditional luthiers; repairing, restoring, and measuring hundreds of old guitars; and building new instruments for over ten years. I have been fortunate enough to get feedback from some of the best musicians in the business, and I've incorporated their feedback into my building. While many luthiers are about embracing advances in technology, I'm about reviving traditional techniques that have been lost to modern generations and becoming effective and efficient at using those techniques.
I still carve my own necks, cut my own inlays and make all my own parts, so there are lots of options available to suit your tastes. I enjoy working with people on selecting different options for their particular instrument. When you order a Fraulini, you are ordering a hand-made, one-of-a-kind instrument, built in a traditional style, and tailored to your specific requests.

Felix, Oscar e Leo Cambio i tre figli di Todd


Todd Cambio, il figlio più piccolo e sua moglie




Partendo dalla "Fraulini Guitars"..... comincia questa nuova storia sulla gente di Lucoli .......

Todd Cambio, titolare della "Fraulini Guitars", azienda che costruisce strumenti musicali artigianali, è alla ricerca delle sue radici e il capo della matassa della sua storia di famiglia lo porta a Lucoli, dove nacque il suo bisnonno, Domenico Cambio, il 28 settembre 1879
Domenico Cambio emigrò negli Stati Uniti nel 1902. Lui, sua moglie Caterina Tiritilli ed il figlio Orlando tornarono in Italia nel 1909 dove nacque una figlia: Antonina; altri tre figli nacquero negli Stati Uniti.

Todd non sa se Antonina sia nata a Lucoli o meno. La famiglia ripartì poi per gli Stati Uniti nel 1910.

L’Italia ha vissuto subito dopo la sua unificazione del 1860 il gravissimo problema dell’emigrazione: espulsione, abbandono, esilio forzato e definitivo. 

Paradossalmente un marchio di nascita di questo nuovo Paese, determinante per la sua identità storica e culturale posteriore: una rottura radicale. 

Alcuni storici hanno incluso in maniera decisa il tema dell’emigrazione come trauma nella storiografia italiana questo fu un modo per mettere in discussione il mito della penisola italiana come ‘culla della civiltà’ e altri stereotipi a questo legati e produrre, di conseguenza, una visione più aperta e etica della storiografia e dell’identità culturale e nazionale, la stessa che Todd sta ricercando volendo essere cittadino italiano.

“Perché correte in America? Ma vi può essere un’America più bella del vostro paese [...]? – No, - rispondeva il contadino; - l’Italia è l’America per voi, non per noi; noi lavoriamo, c’impoveriamo e crepiamo; voi vi arricchite”. Queste righe sono tratte da un saggio pieno di spunti narrativi dello statista Francesco Saverio Nitti (1868-1953), intitolato L`emigrazione italiana e i suoi avversari. Nel testo affiorano, due miti antagonistici, forti e comuni: quello dell´Italia (“il vostro paese”) e quello dell'America (“L´America per voi”, cioè il mito dell´America). Si tratta, evidentemente, di miti di segno contrapposto e contraddittorio. Italia “terra di briganti e eroi”, come lo stesso Salvemini scrive in un significativo saggio (“Briganti e eroi”) e l´America paese della libertà di Tocqueville, del progresso tecnologico e sociale e, per i diseredati europei, mito del paese dove si potrà realizzare il sogno della terra agognata: sogno tipico dei durissimi anni dell´emigrazione di massa di fine secolo, ma non circoscritto a quei tempi. 
La famiglia di Domenico Cambio, sulla spinta del bisogno, si mosse dall'Abruzzo: da Lucoli e da Scontrone, ove nacque la moglie Caterina Tiritilli, per seguire il sogno americano.
Todd Cambio, di seconda generazione nata negli Stati Uniti, si sente ancora un "italiano di transizione", vuole la cittadinanza italiana e sta certificando le sue origini. 
Soprattutto vuole conoscere la sua terra, cioè Lucoli ed è per questo motivo che ci ha contattato per avere supporto in questo percorso di ricerca di archivio ma, soprattutto, per vivere di persona il suo "archivio della memoria" familiare che la sua famiglia gli ha lasciato: racconti di vita tradizionali italiana, il gusto dei piatti tipici e le usanze caratteristiche, i luoghi delle vecchie fotografie e tanto altro. Todd porterà con se simbolicamente, a Lucoli, uno scrigno che il suo bisnonno gli ha lasciato e che custodisce la memoria di piccole e grandi storie della propria famiglia. Una memoria familiare dal valore inestimabile, tramandata da generazioni, conservata da chi porta sulle spalle un vissuto segnato da profondi strappi laceranti carichi di simboli, metafore, riti ed icone familiari che chissà se saranno poi così vere.
Siamo onorati di raccogliere questo appello, faremo il nostro massimo, per riabbracciare questo figlio lontano di Lucoli, facendogli scoprire le bellezze del territorio che, speriamo, riuscirà ad amare come noi.
Domenico Cambio 
Caterina Tiritilli Cambio

Dalle pagine di questo blog lanciamo un appello a chiunque abbia tracce storiche della famiglia Cambio, ci scriva o tramite noi, incontri Todd che sarà a Lucoli la seconda settimana di ottobre. Vi riportiamo alcune sue parole:
"It is very hard for me to get answers from Italian officials when I send emails from the U.S".
It would be wonderful if you published a story with the photos.  Every little bit helps.
I look forward to meeting  you and being introduced to Abruzzo.

Saluti Cordiale,
Todd"

mercoledì 19 settembre 2012

NOIXLUCOLI ONLUS E IL SERVIZIO VOLONTARIO PER LA FORNITURA DELL'ACQUA AL CIMITERO DI SAN GIOVANNI: "UNA COSETTA DE GNENDI"

I crisantemi che vengono posti per i  defunti

"Cosette"

So' ttande cosette 
che rrimbiu stu core
cosette de gnendi
cosette d'amore.
'Na vanga, 'na zappa,
n'andicu bbastone
no' nzaccio che atru...
Che atru tu one?
'Nu core singero?
Ma tutti so' ardendi
pecché ste cosette
so' ffatte de gnendi.

Poesia di Francesco Di Gregorio tratta dalla raccolta "La Limbarda" - L'Aquila 1960.
Dall'inizio dell'estate manca l'acqua al cimitero di San Giovanni. 
I nostri soci, di libera iniziativa, hanno svolto un servizio di volontariato, portando l'acqua con un serbatoio mobile a San Giovanni e versandola in cassoni di zinco collocati per la circostanza. 
NoiXLucoli Onlus ha voluto pensare soprattutto agli anziani affinchè non fossero costretti a caricarsi l'acqua da casa: è stata una "cosetta de gnendi".
Con la fine del mese di settembre, finite le vacanze e la nostra piena disponibilità sul territorio, cesseremo questa attività che abbiamo espletato a puro titolo volontario, non remunerato e per spirito altruistico. 
L'ultima ricarica dei cassoni è stata effettuata questa settimana.
Ci auguriamo che l'Ente preposto possa ripristinare il flusso idrico dalle fontanelle del cimitero.
Ringraziamo tutti coloro che hanno capito la nostra buona volontà e ci hanno testimoniato il loro apprezzamento.

domenica 16 settembre 2012

TROFEO REGIONALE ENDURANCE CAMPO FELICE



Si è svolto oggi 16 settembre il TROFEO REGIONALE ENDURANCE CAMPO FELICE, ultima tappa del Campionato Regionale Abruzzo.

Il programma prevedeva le selezioni per la coppa delle regioni per le categorie nazionali: "Cenb 84km" "Cena 56 km" e "debuttanti 28 km".

Bellissima giornata quella di oggi a Campo Felice, immersi nella natura, circondati da cavalli e cavalieri, tra questi abbiamo visto molti giovani. 
C'era un'atmosfera magica in questa fresca mattinata di settembre, tutto sembrava in armonia: anche il buono ed il cattivo che c'è in ogni cosa.








Il campo "base" dei mezzi, cavalli e cavalieri posto di fronte all'Hotel Vecchia Miniera - Foto E. Mariani

L'Endurance è una disciplina sportiva riconosciuta dalla Federazione Italiana Sport Equestri. E' nata negli Stati Uniti come rievocazione dei Pony Express, i pionieri della posta odierna. Costretti a cavalcare per ore ed ore, su qualunque terreno e con qualunque condizione metereologica, affidavano il loro lavoro all’unico animale capace di offrire un tale servigio: il cavallo arabo.

Così è nato questo sport, detto anche fondo; si pratica durante quasi tutto l’anno, tranne che nei mesi in cui il tempo non lo permette, ed è proprio in questo periodo che la preparazione atletica dell’equino ha inizio, in modo graduale e costante. 
Esiste un Campionato Italiano e Regionale, oltre che Mondiale ed Europeo. Per i non addetti ai lavori, come noi, abbiamo ripreso alcune spiegazioni basilari su questa disciplina che vede l'incremento costante degli appassionati e degli iscritti.
Le competizioni si svolgono in un anello che varia dai 26 ai 30 Km circa e, a seconda della categoria a cui si è iscritti. I percorsi si svolgono per campagne, colline, montagne, stradine interpoderali, a volte anche centri urbani ed attraversamenti stradali asfaltati, sempre controllati da forze dell’ordine e volontari.
Peculiarità di questo sport sono i controlli meticolosi che equipe veterinarie svolgono, sempre, con massima rigidità. Ogni cavallo viene accuratamente visitato prima, durante e dopo la gara in veri e propri cancelli veterinari.
Parametro fondamentale oltre al controllo dell’andatura del cavallo, riempimento capillare, motilità intestinale ecc., è il controllo del battito cardiaco, il quale deve mantenersi entro un certo range pena la squalifica.
Durante tutto l’anno questo muscolo vitale, viene messo a dura prova, quindi sta al cavaliere esperto saper dosare le forze del proprio amato animale affinchè possa essere preservato da spiacevoli inconvenienti fisici e dannosi, oltre che dalla eliminazione dalla gara.
In queste competizioni vince il binomio (cavallo e cavaliere) che impiega meno tempo a concludere il suo percorso, salvaguardando sempre e comunque l’integrità del cavallo.
In queste gare i cavalieri possono decidere in piena autonomia l’andatura a cui procedere, valutando chilometro dopo chilometro le condizioni fisiche generali del cavallo.
I veterinari possono fermare qualunque cavallo in qualunque fase della gara, in ogni momento in cui si possa ritenere che l’animale stia lavorando al di sopra delle proprie capacità o senza adeguato allenamento.

mercoledì 12 settembre 2012

CACCIA: Tar sospende parte calendario venatorio in Abruzzo

Chi avverte il gatto della sospensiva?
Il Tar dell'Aquila ha sospeso buona parte del calendario venatorio abruzzese con decreto urgente.
Il provvedimento, "inaudita altera parte", accoglie la richiesta di Wwf ed Animalisti Italiani. L'avvio della stagione venatoria, il 16 settembre, potrà quindi avvenire in maniera del tutto limitata, in attesa della Camera di Consiglio del Tribunale Amministrativo fissata per il 26 settembre. Il calendario 2012/2013 era stato approvato con delibera della Giunta regionale il 30 luglio scorso. 
«Il danno evidenziato dalle associazioni ricorrenti si appalesa di consistente gravità - afferma il Tar - con riguardo - al capo B del Calendario Venatorio, nella parte in cui consente la caccia alle specie SPEC sia terrestri che acquatiche (Allodola, Quaglia, Tortora, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella); ai capi B e C del Calendario Venatorio, nella parte in cui viene consentita la caccia nei siti della rete 'Natura 2000' (SIC/ZPS) e nelle Aree di presenza dell'Orso individuate dal Patom». 
«Il Tar - ha dichiarato il vice presidente Wwf Italia Dante Caserta - ha riconosciuto il grave pericolo derivante dalle scelte su orso, caccia nei fragilissimi siti della Rete Natura2000 SIC e ZPS e per diverse specie a sfavorevole status di conservazione». 
E' il quarto anno consecutivo che il calendario venatorio dell'Abruzzo viene censurato: per il 2011/2012 vi fu una sospensiva del Tar su diversi punti ed una sentenza ancora più dura nel maggio scorso; per il 2010/2011 (quando fu approvato con Legge Regionale e non con delibera di Giunta) vi fu la bocciatura da parte della Corte Costituzionale con sentenza 20/2012; per il Calendario 2009-2010 vi furono due censure del Tar su due ricorsi distinti di Wwf e Animalisti Italiani. 

«NESSUNA CHIUSURA, SOLO SOSPENSIONE»
«Non vi è stata alcuna chiusura della caccia e prendiamo atto del provvedimento del Tar, emanato in un'ottica di estrema prudenzialità, che comunque non inficia la validità del calendario venatorio». Lo ha dichiarato l'assessore alla Caccia, Mauro Febbo.
L’assessore spiega che per quanto riguarda la tutela delle specie Spec il calendario, eccezion fatta per le specie quaglia e tortora, ha previsto l'apertura al 30 settembre, attenendosi alle indicazioni della Guida Ispra. 
«Per il prelievo venatorio nei siti della rete Natura 2000 (SIC e le ZPS, zone particolarmente sensibili), la Regione Abruzzo ha già comunque previsto misure di protezione aggiuntive rispetto al restante territorio regionale». 
«Non vi è stata alcuna chiusura della caccia e prendiamo atto del provvedimento del Tar, emanato in un'ottica di estrema prudenzialità, che comunque non inficia la validità del calendario venatorio». Lo ha dichiarato l'assessore alla Caccia, Mauro Febbo.L’assessore spiega che per quanto riguarda la tutela delle specie Spec il calendario, eccezion fatta per le specie quaglia e tortora, ha previsto l'apertura al 30 settembre, attenendosi alle indicazioni della Guida Ispra. «Per il prelievo venatorio nei siti della rete Natura 2000 (SIC e le ZPS, zone particolarmente sensibili), la Regione Abruzzo ha già comunque previsto misure di protezione aggiuntive rispetto al restante territorio regionale». 
Qualche altro attimo di tranquillità.......

lunedì 10 settembre 2012

DONNE E CULTURA DELLA SOPRAVVIVENZA DAL BOSCO


Credits: fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi 
L'Istituto Italiano di Cultura a Parigi ha ospitato una mostra dedicata al grande fotografo e storico italiano della fotografia, scomparso quasi novantenne lo scorso 5 marzo, questa, una delle bellissime foto esposte.
Essendo il territorio di Lucoli ricco di boschi abbiamo voluto pubblicare questo testo per immaginare il ruolo delle donne (vorremmo risalire a qualche secolo indietro) nel tempo, volto alla ricerca del cibo nei boschi. Grazie ad un interessante convegno dell'ISPRA "donne ed alimentazione" abbiamo tratto alcuni spunti tematici.
Donne ed Uomini
Per quanto appartenenti alla stessa condizione umana, motivi di origine antropica, storica e culturale rendono uomini e donne peculiari tra loro. Fin dalla preistoria, infatti, in situazioni di difficile sopravvivenza e qualità di vita (durante le guerre, pestilenze, dominazioni, sconvolgimenti ambientali, ecc.) per altro ripetutesi costantemente nei diversi periodi storici fino ad oggi, l’ottimizzazione delle diverse attitudini, dovute alle differenze biologiche tra maschi e femmine, è stata il pilastro della prosecuzione della vita umana.
Essendo la naturale custode della prole fin dal concepimento, la femmina ha sviluppato le sue capacità migliori soprattutto verso tutti quei fattori, piccoli e grandi, necessari non solo a alla sopravvivenza della famiglia, ma anche al suo benessere e confortevolezza dell’esistenza. E’ naturale che, mentre l’uomo, libero dagli obblighi naturali della maternità, si sia orientato verso i rapporti con il mondo esterno (caccia, guerra, comando, relazioni con le comunità circonvicine, difesa del territorio), la donna abbia dovuto applicare la sua attenzione ad un’area più ristretta adatta all’allevamento dei figli e a garantire alla famiglia un rifugio sicuro e accogliente. In altre parole, nella donna si è sviluppata una capacità psicologica introspettiva attenta ai dettagli che invece è meno presente o, tal volta, del tutto assente nell’uomo. Negli uomini, quindi, è molto più facile trovare la regola dell’etica (o capacità astrattiva) che favorisce lo scambio con l’esterno in senso lato anche in termini di conoscenza oggettiva, mentre la donna usa molto di più le informazioni come strumento di conoscenza soggettiva. Questo tipo di conoscenza dettagliata, rivolta al mondo “privato”, spesso fu anche l’unico strumento di potere femminile che, a seconda dei periodi storici, fu a volte elogiato, altre temuto dalla società. Ad esempio l’uso delle piante in cucina e i segreti culinari furono motivo di ammirazione, rispetto e considerazione mentre la conoscenza, se pur empirica, delle proprietà curative delle piante officinali fu tra le cause della caccia alle “streghe”.
Da quanto detto, risulta facile intendere come la donna, almeno fino all’avvento dell’era industriale, che ha praticamente stravolto il ruolo dei due sessi, abbia costruito la sua cultura su un’attenta e particolareggiata osservazione del mondo circostante, che era il più confacente alle sue esigenze, che comprendeva anche la conoscenza e l’uso delle risorse naturali ivi disponibili. In un tale contesto, il complesso “sistema bosco” era un contenitore ricchissimo di elementi adatti a formare ed arricchire la cultura femminile. 
Donne che raccolgono noci - Credits: foto storica Alinari
Il bosco e la donna
La definizione ufficiale informa che “un bosco deve avere un'estensione minima di 5.000 m², con altezza media degli alberi di almeno di 5 m, una percentuale di copertura del suolo di almeno il 20% nonché una larghezza minima di almeno 20 m”. Tuttavia il bosco non è solo una superficie definita da parametri fisici, ma è soprattutto un luogo dove animali e piante intrecciano un legame di dipendenza dinamica, ma facilmente alterabile, sia tra loro sia con il clima e il suolo. In altri termini, il bosco costituisce una biocenosi (o comunità) di popolazioni di specie diverse, che vivono in uno stesso ambiente naturale con il quale si vengono a creare dei rapporti di interrelazione e interdipendenza. 
Tra le varie popolazioni aventi connessioni col sistema bosco, ovviamente, sono incluse anche quelle umane che nel corso dei secoli, si sono avvalse, come e più degli altri animali, dei benefici e opportunità che il bosco, era ed è in grado di elargire con generosità. Il bosco, all’occorrenza, poteva essere un nascondiglio sicuro, fornire legna per il riscaldamento, prodotti ricchi di composti aromatici e medicinali ma, soprattutto, era fonte di cibo. Oltre ad animali e funghi, anche radici, bacche, frutti di vario tipo erano reperibili in tutte le stagioni e a pochi passi dall’insediamento antropico: tale situazione era particolarmente favorevole alle donne che potevano così agevolmente rifornirsi dei suddetti prodotti senza allontanarsi troppo dalle abitazioni e senza lasciare la prole incustodita. Ben presto queste madri eccellenti furono in grado di discernere i prodotti dannosi da quelli vantaggiosi per il benessere dei figli e della famiglia. Certamente, avranno escluso dalla raccolta le radici, i funghi e le bacche velenose, per concentrarsi su tutto ciò che poteva arricchire la dieta della loro comunità, selezionando le specie eduli per le loro qualità nutrizionali ed in base alla versatilità dei prodotti che si potevano ottenere limitando gli spostamenti e la fatica. E’ lecito perciò supporre che, tra tutte quelle presenti in un bosco, le specie a molteplice attitudine (da cui cioè si ottengono diversi tipi di prodotti di qualità) siano state tra le più apprezzate ed utilizzate. Tra queste ad esempio il noce, come testimoniato da reperti storici e fossili, che è stato usato da tutte le civiltà fin da tempi immemorabili. Tra queste anche le "Cerque" (in dialetto abruzzese) con i loro frutti: le ghiande.
Ghiande
Noce
Boschi di Lucoli un albero pluricentenario
I boschi nel territorio di Lucoli si estendono generalmente nella valle di Morretano ed a Casamaina. Quello del Morretano è ricco di specie di Ulmus glabra, Acer pseudoplatanus e Faggi secolari. Nella valle di Casamaina vive una colonia di Acer pseudoplatanus, un certo numero di esemplari di Rhamnus alpina a portamento tipico di “alberello” e roveti con prevalenza di Rosa Canina. Verso la Frazione di Prato Lonaro, in corrispondenza della prima forra calcarea, aspra ed impenetrabile, si è spontaneizzata una colonia di Junglas regia, la comune noce. Questa specie, che solitamente predilige terreni freschi, profondi e fertili come nelle zone di Casavecchia, Colle, Collimento, in questo caso ha colonizzato spontaneamente un terreno povero, difficile e calcareo, fuori dalle regole comuni del suo habitat. Sempre a Lucoli la seconda essenza  botanica in ordine di maggior ediffusione è la Roverella (Quercus pubescens). La troviamo dalla zona basale fino a 1100 m. e forma boschi più radi, occupando esposizioni miste. Con la diminuzione della pastorizia i querceti sono oggi in espansione, stentata, ma diffusa. I nostri territori ove vegeta la quercia, sono spesso poveri, aridi e rocciosi. A Lucoli i boschi secolari, che formavano ambienti veramente spettacolari con alberi giganteschi, contorti, quasi da favola, sono praticamente scomparsi. Si notano alcuni rimasugli nella zona di Munito, Santa Croce. In località Peschio Cancelli e S. Andrea, sono sopravvissuti solo alcuni esemplari grandiosi ma rari.
Tra gli alberi del nostro territorio usati nel passato a scopo commestibile c'era la Roverella (Quercus pubescens) o Cerqua.
A differenza di molte altre specie, la quercia conserva le foglie fino all’inizio della primavera, come è raccontato nella favola della quercia e del diavolo. Un giorno, gli alberi dei boschi, preoccupati dalla concessione che il Signore aveva fatto al diavolo, affidandogli il potere sul bosco, anche se solo per il periodo in cui gli alberi sono completamente privi di fogliame, chiesero consiglio alla vecchia e saggia quercia. L’albero promise di trattenere le sue foglie secche sui rami il più a lungo possibile, in modo che il bosco non fosse mai del tutto spoglio e il demonio non potesse avere il dominio su di loro. Da allora le foglie secche della quercia cadono completamente solo quando almeno un cespuglio si è già rivestito di foglie nuove. Per i dialetti abruzzesi, così come per quelli di gran parte dell’Italia centrale, la roverella è ora la Quercia per antonomasia. Essa viene indicata, in genere, con il termine Cerqua o Cerca, attestato anche nell’italiano antico, che deriva per metatesi da quercia. Questa voce è all’origine di numerosi toponimi, che testimoniano chiaramente la passata diffusione del querceto. Sul rapporto positivo intercorso tra le comunità e questa pianta hanno pesato nei tempi trascorsi i vantaggi offerti dall’impiego dei suoi frutti nell’alimentazione dei suini, l’uso del legno come combustibile dotato di elevato potere calorico e la possibilità di utilizzarne le fronde per l’alimentazione del bestiame in caso di necessità. In passato le donne utilizzavano le ghiande dal sapore quasi dolciastro per l’alimentazione. Venivano macinate e sotto forma di farina erano utilizzate per produrre pane o polenta almeno fino ai primi anni del 1900. Questo uso, probabile retaggio di epoche molto remote, addirittura precedenti alla diffusione della cerealicoltura, fu sicuramente molto più esteso durante i periodi di carestia. In Abruzzo si ha notizia dell’utilizzo a scopo alimentare delle ghiande della Quercus Virgiliana, una specie abbastanza simile alla roverella, tanto da essere considerata da alcuni semplicemente una sua forma, dotata tuttavia di distribuzione molto più sporadica. Quest’albero è generalmente indicato con l’appellativo di “quercia castagnara” per il sapore dei frutti, che con la cottura diviene simile a quello delle castagne. Il maggiore ostacolo all’utilizzo a scopo alimentare delle ghiande era rappresentato dal loro gusto amaro, dovuto alla presenza di acidi tannici, composti dotati anche di una certa tossicità nei confronti dell’uomo e di alcuni animali domestici. Solo tramite bollitura ripetuta, talora effettuata con l’aggiunta di cenere o argilla, era possibile allontanare da questi frutti buona parte dell’acido tannico, che è solubile in acqua, rendendoli più accettabili per il palato umano. Prima di effettuare tale operazione, era necessario però, sbucciare e spellare le ghiande, facendole seccare al sole o arrostire al fuoco esattamente come le castagne. Una volta ottenuto il seme pulito, lo si frantumava e i pezzetti ottenuti si mettevano a bagno in un po’ d’acqua da sostituire più volte. A questo punto le ghiande venivano cotte per farne polenta, oppure venivano frantumate con un macinino da caffé o da cereali, fino ad ottenere una vera e propria farina. Con le ghiande tostate e macinate (ma non lisciviate) in passato si preparava un succedaneo del caffé privo di caffeina. Le ghiande contengono dal 30 al 40% di acqua (prima di essere essiccate), dal 40 al 50% di carboidrati, dal 2,5 al 5% di proteine, dal 5 al 15% di grassi (prevalentemente insaturi), dal 5 al 10% di fibre ed altri composti. Tra i minerali contengono calcio, fosforo e potassio. 
Oggi nel nostro territorio ed in Abruzzo, come nella maggior parte dell'Italia, le consociazioni vegetali dominate dalla roverella sono rappresentate soprattutto da boschi governati a ceduo, e sono destinati soprattutto alla produzione di legna da ardere per uso civico. La specie possiede, infatti, una buona capacità pollonifera per cui dalle ceppaie nel giro di pochi anni si sviluppano nuovi getti che, entrando in contatto reciproco con le chiome, ricostituiscono gradualmente la copertura boschiva. I turni di taglio dovrebbero essere dai 15 ai 35 anni, a seconda delle zone.
Per chi volesse cimentarsi in ricette di cucina antiche ve ne illustriamo una: Biscotti di ghiande (sono molto buoni intinti nel latte o nel tè a colazione, o nel vino dopo i pasti).
Ingredienti:
150 g di farina di ghiande; 150 g di farina di grano; 75 g di zucchero (meglio se di canna); due uova; 100 g di burro; un pizzico di sale; mezza bustina di lievito.
Procedimento:
mescolare le farine, il lievito e il sale. Separatamente unire burro e zucchero, poi aggiungere le uova e formare una pasta. Fare dei biscotti e infornare a 190° C per circa 10 minuti.
Pane di ghiande della Sardegna -  http://nuraghelogia.blogspot.it/2009/02/su-panispeli-lantico-pane-di-ghiande.html 
Testo liberamente tratto dallo studio di: Maria Emilia Malvolti, Paola Pollegioni, Irene Olimpieri. Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Istituto di Biologia Agroambientale Forestale.
Spunti tratti dai siti: 
Articolo di Nicola Olivieri: http://cerquetoinforma.altervista.org/blog/la-roverella-quercus-pubescens-willd-la-quercia-piu-comune-nel-nostro-territorio;
Flora di Lucolihttp://www.lucoli.it/floradilucoli/Alberi&Arbusti.html

martedì 4 settembre 2012

THE WEST: ITS LEGACY AND FUTURE - TELOS CONFERENCE IN L'AQUILA

Philosophers debate on the present and future of the West: globalization and the pressure of the nations of the East. Are still current theories liberal or Marxist?

Gli sviluppi economici e storici recenti sembrano accelerare la "fine della storia" e prevedere invece la fine delle teorie occidentali. Dopo il 1989 molti si aspettavano una graduale convergenza verso i modelli occidentali di democrazia e di mercato liberale. Ma le risposte occidentali all'11 settembre e lo scricchiolio dell'economia statunitense del 2007-8,  hanno evidenziato i limiti del primato internazionale degli Stati Uniti e accelerato lo spostamento globale del potere da Ovest a Est e da Nord a Sud come si evince dalla crescita di Cina, India e degli altri mercati emergenti.
Stiamo vivendo i primordi di un mondo post occidentale e post americano?
Filosofi statunitensi ed italiani dibatteranno per tre giorni all'Aquila su questi temi all'interno di una conferenza organizzata dal Telos Institute.
L'organizzatrice della Conferenza è Mary Piccone vedova di Paul Piccone fondatore del Telos Institute. Mary, ha visitato Lucoli, è stata nostra ospite in visita al Giardino della Memoria nel 2011.

Maria Filice
Maria Filice Piccone a Lucoli's friend
Maria Filice, a first-time author and food stylist, is a first-generation Canadian-American Italian. Born and raised by immigrant parents from Calabria, Maria grew up following her family's old country, old-school values. She learned from the best—her mother, grandmother, and aunts—whom she watched from the time she could barely walk. While she observed her relatives mixing together a little of this and a little of that, she listened well. As in many Italian homes, the kitchen served as both the confessional and the center for storytelling. This had a lasting impact on Maria. Today, her relatives and friends are delighted as she entertains them in her kitchen, both with her storytelling and her cooking prowess. They're consistently amazed at how relaxed she is while preparing dishes, often created from a few simple ingredients from the pantry, and how comfortable she still is with the language of her ancestors.
When Maria married Telos publisher Paul Piccone in 1997, she moved from Toronto to New York. Almost immediately after her marriage, her apartment became the Grand Central Station of philosophical debate. It was then that she dove into her kitchen and honed her natural skills as home cook extraordinaire. Maria's flair for entertaining was her way of welcoming a diverse and eclectic circle of intellectuals into her home. When Paul died in 2004, she took over as publisher for Telos Press, even though she had no previous literary experience. Known in those circles as Mary Piccone, she continues in this role today. 


lunedì 3 settembre 2012

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE ALLA SPOGNA - TRAFUGATE DUE TELE DEL 1700

Chiesa di Santa Maria delle Grazie della Frazione della Spogna
Uno dei dipinti trafugati: "Visione della Beata Cristina"
Beata Cristina da Lucoli, Cristo, suore, angeli, cherubini, inginocchiatoio.
Stato di conservazione: discreto
Soggetto: visione della Beata Cristina da Lucoli
Estensione: 140 x 100
Materia e tecnica: tela/ pittura a olio
Data di creazione: 1700

La scorsa settimana sono state trafugate dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie della Frazione della Spogna due preziose tele del 1700 di Scuola abruzzese.
La Chiesa, inagibile, è risultata facile preda dei ladri di opere d'arte.
E' con rammarico che pubblichiamo questa notizia che riguarda la bellissima "arte di Lucoli", non valorizzata forse agli occhi della comunità, ma preziosa per i trafficanti di opere d'arte. 
L'inagibilità di molti edifici storici, laici ed ecclesiastici, e di interi borghi del territorio prodotta dal sisma del 2009, la mancanza degli adeguati strumenti di dissuasione e purtroppo una certa carenza di coscienza civica sui beni architettonici ed artistici, favoriscono l'abbandono  di queste opere d'arte. 
I borghi di Lucoli sono divenuti luoghi senza anima, luoghi vuoti, anche se ricchi di storia e passato interessanti, sono abbandonati e senza vita, lasciati alla mercè dei malintenzionati. 
Il patrimonio culturale che così si “abbandona” è immenso e rischia di compromettere la capacità dello stesso territorio di sopravvivere. 
Citiamo l'Arch. Leonardo Benevolo (noto architetto e storico) “Se la domanda di bellezza conduce ad apprezzare e difendere i centri storici, è perché in essi non si cerca solo una somma di valori, ma il segreto di un metodo da emulare o avvicinare nell’allestimento degli scenari moderni”. E' infatti negli antichi borghi che ci si rifugia per trovare equilibrio nell'armonia del bello.
Il patrimonio culturale costituisce il paradigma che identifica essenzialmente l’idea dell’Italia (ed anche dell'Abruzzo), un Paese che ha praticamente inventato il turismo culturale (dall’istituzione del Giubileo nel 1300, passando per il Grand Tour di fine Settecento, per arrivare al turismo culturale post moderno) ma che ancora oggi stenta a gestire in modo efficiente ed efficace l’intero sistema, non ne sa sfruttare appieno le sue potenzialità, non sempre identifica e attua politiche di recupero, valorizzazione e gestione delle risorse e del sistema culturale italiano (quello principale ma anche quello minore) in un’ottica di sostenibilità.
Confidiamo nella capacità delle forze dell'ordine di recuperare i preziosi dipinti e ci associamo all'appello lanciato, già qualche tempo prima del sisma del 2009, dalla Conferenza Episcopale Abruzzese-molisana “Salviamo le chiese dei paesi di montagna”, diretto a salvaguardare chiese e abbazie della montagna abruzzese che raccontano una cultura secolare (si pensi a tante chiese romaniche, agli eremi di Celestino V) e portano spesso il segno di una grande ricchezza artistica – e che lo spopolamento inarrestabile ha spesso lasciato alla rovina, ai furti, alla devastazione. 
Sulla spinta di questo episodio rivolgiamo un appello all'Arcidiocesi dell'Aquila affinché si attivi per dotare queste chiese, almeno le più pregevoli,  di impianti antintrusione: unico modo per salvaguardare il patrimonio artistico di inestimabile valore che custodiscono.
Per l'approfondimento delle tematiche sullo sviluppo dei territori montani ci siamo liberamente ispirati al testo: LO SVILUPPO TURISTICO DI AREE DEPRESSE: Capitolo XVII pubblicato sul Rapporto sul turismo italiano 2004-2005 tredicesima edizione - Ed. Mercury Firenze - a cura di Antonio Bini e Mirella Cerato.