venerdì 31 maggio 2013

PICCOLA GRANDE ITALIA L'APPELLO DEI PICCOLI COMUNI PER LA BELLEZZA AL PRESIDENTE NAPOLITANO. L'ECO PULIZIA DI CAMPO FELICE (AQ) IL NOSTRO MODO PER AMARE L'ITALIA



"L’universale è il locale senza muri"

Miguel Turga
Il 72% degli oltre 8.000 comuni italiani conta meno di 5.000 abitanti. Un'Italia dove vivono 10 milioni e mezzo di cittadini e che rappresenta oltre il 55% del territorio nazionale, fatto di zone di pregio naturalistico, parchi e aree protette. Questi 5.835 piccoli centri non solo svolgono un’opera insostituibile di presidio e cura del territorio, ma sono portatori di cultura, saperi e tradizioni, oltre che fucine di sperimentazione e fattori di coesione sociale. Una costellazione solo apparentemente minore, che brilla per la straordinaria varietà ambientale e per l'inestimabile patrimonio artistico custodito.
Ricchezze ad oggi poco note e perciò da valorizzare.
Per assicurare un futuro a questa parte del Paese, molte associazioni ambientaliste tra le quali Pro Natura con la quale NoiXLucoli Onlus è federata, come componenti di un comitato promotore hanno promosso PiccolaGrandeItalia
Una campagna il cui obiettivo è tutelare l'ambiente e la qualità della vita dei cittadini che vivono in questi centri, valorizzando le risorse e il patrimonio d'arte e tradizioni che essi custodiscono e combattendo la rarefazione dei servizi e lo spopolamento che colpiscono questi territori. Affinché non esistano aree deboli, ma comunità messe in condizione di competere.
La mobilitazione associativa afferma il valore di questa PiccolaGrandeItalia come custode dell’identità e della memoria storica del Belpaese. Diffusi in tutto lo Stivale, i piccoli comuni sono una rete che eccelle nella tutela dell’ambiente e nell’artigianato artistico, e brilla per la qualità culturale del territorio. Coniugando sapientemente saperi antichi e innovazione tecnologica, sperimentazione e qualità, inoltre, questa PiccolaGrandeItalia getta le basi del nostro futuro.
Quest'anno Voler Bene all'Italia, la Festa Nazionale dei piccoli comuni celebra il suo decennale il 2 Giugno 2013, in concomitanza con la Festa della Repubblica Italiana.
L'Associazione NoiXLucoli Onlus ha inserito nei programmi degli eventi organizzati dai comuni per PiccolaGrandeItalia l'ECO PULIZIA DI CAMPO FELICE che sarà realizzata il 9 giugno 2013. 
Questo è il nostro modo di amare l'Italia ed una delle zone più belle suo territorio: l'Altopiano di Campo Felice (AQ). 
Ringraziamo le molte Associazioni, nazionali e locali, che ci sosterranno in questa attività, il Corpo Forestale dello Stato ed il Comune di Lucoli.

L'APPELLO DEI PICCOLI COMUNI PER LA RINASCITA DELL'ITALIA

L’Italia ha nel suo territorio diffuso e policentrico un tesoro di bellezza che può essere, se adeguatamente valorizzato e sostenuto, una delle leve di cambiamento del nostro Paese per uscire dalla crisi e tornare a lavorare per uno sviluppo all’insegna della qualità.
Le nostre aree interne, caratterizzate da paesaggi unici, borghi e piccoli comuni, sono un vero e proprio presidio insostituibile per la tenuta strutturale e sociale del Paese.
Non solo perché compiono una necessaria opera di manutenzione e cura del 55% del territorio nazionale, arginando e prevenendo gravi fenomeni strutturali di dissesto idrogeologico, ma anche perché rappresentano una risorsa strategica su cui costruire una visione di rilancio economico di tutta la nazione.
Sono territori che possono offrire nuove chiavi di risposta alla crisi, a partire dalle risorse naturali e culturali che fanno il nostro Paese unico al mondo, fra cui anche quei saperi che sono alla base di molti prodotti del made in Italy, che oggi grazie ad un originale incrocio fra unicità e capacità di innovazione, contribuiscono alla tenuta economica ed occupazionale di molti territori e contribuiscono in maniera significativa al Pil nazionale.
Qui batte il cuore del nostro futuro, in veri e propri distretti della bellezza intesi come i luoghi in cui si produce economia di qualità ma anche vita di qualità per i cittadini, grazie ai quali si sono potuti mantenere biodiversità, paesaggi, comunità, borghi storici.
Intorno a questi esempi si deve aprire nel nostro Paese una nuova fase di programmazione e messa a valore delle aree interne, che ne riconosca il ruolo funzionale rispetto al resto della nazione e ne valorizzi le peculiarità naturali e culturali, superando la condizione di marginalità in cui molte realtà sono vissute in questi anni e favorendo politiche che li mettano in condizione di competere e di stimolare un riequilibrio del territorio.
Il nuovo modello di sviluppo che la crisi ci impone di scegliere non potrà non avere, infatti, al centro una economia a basse emissioni, la manutenzione del territorio per la sicurezza dei cittadini e delle imprese, una distribuzione della popolazione su tutto il territorio decongestionando i centri urbani, la valorizzazione delle tipicità agricole ed artigianali in una logica di competitività basata sulla qualità ed unicità territoriali, un rapporto sempre più stretto fra lavoro e conoscenza.
Per questo illustrissimo Presidente diamo il benvenuto al suo nuovo Settennato chiedendoLe di incontrare in autunno una delegazione di Piccoli comuni e delle loro comunità per dare il suo fondamentale contributo ad aprire una nuova fase politica e legislativa che metta al centro le aree interne come motore di rinascita di tutto il Paese, innescando una forte inversione di rotta negli strumenti a disposizione dei comuni, anche con norme specifiche per le specifiche esigenze e peculiarità di amministrazioni piccole, per pianificare e per costruire un modello innovativo e sostenibile di governo del territorio che punti sulla tutela del paesaggio, sulla rigenerazione urbana per offrire città e borghi più belli e vivibili e rinforzarne il tessuto sociale.
Chiediamo che la bellezza sia al centro di una iniziativa di rinascita, convinti che il nostro Paese ha nei suoi territori e nelle sue comunità la sua grande forza per restituire dignità economica e lavorativa ai suoi cittadini e guardare con ottimismo al futuro.


Anche il Comune di Lucoli vive le stesse problematiche dei tanti piccoli comuni italiani.

Iniziative come questa promossa dalle Associazioni ambientaliste, consentono di partecipare alla difesa dell'autonomia e della sopravvivenza economica delle piccole entità comunali, che rappresentano però "grandi contenitori" di tradizioni, storia e cultura oltre ad essere luoghi ancora non intaccati dal forte disagio sociale presente nelle grandi città.

La partecipazione all'evento "Voler bene all'Italia" è probabilmente l'atto più visibile di adesione alla rete delle Piccola Grande Italia, che i comuni possono realizzare con eventi specifici come l'ECO PULIZIA DI CAMPO FELICE.
Per saperne di più: http://www.piccolagrandeitalia.it/

mercoledì 29 maggio 2013

Toyoshige Sekiguchi e la sua preghiera per le vittime del sisma e per la pace al Giardino Botanico della Memoria di Lucoli







Toyoshige Sekiguchi, monaco buddista giapponese, ambasciatore del movimento mondiale Mayors for Peace (Sindaci per la Pace) che ha l'obiettivo primario di promuovere la solidarietà fra i popoli anche attraverso l'abolizione delle armi nucleari - è arrivato il 27 maggio all'Aquila.
Sekiguchi si è fermato nel capoluogo abruzzese per tre giorni e oggi, mercoledì, ha presentato al Sindaco Massimo Cialente la petizione mondiale per l'abolizione delle armi nucleari a partire dal 2020, promossa dai Sindaci per la Pace di tutto il mondo.
Ha consegnato il documento, oggi alle ore 12.00, nella sede comunale di Villa Gioia. Oggi stesso è ripartito per la "Marcia per la Pace": dall'Aquila verso Enniskillen in Irlanda.
Siamo orgogliosi di averlo ospitato ieri, 28 maggio, al Giardino Botanico della Memoria, ove ha pregato, coinvolgendo tutti i presenti in un momento di spiritualità profonda. Toyoshige ha voluto visitare il cimitero di Lucoli ed ha poi partecipato alla Santa Messa cantata in Abbazia.
 
Il prossimo G8 si terrà a giugno ad Enniskillen, e Toyoshige sottoporrà la stessa lettera al sindaco della cittadina che ospiterà il summit: Mr. Kevin Marriott.

domenica 26 maggio 2013

LA MANUTENZIONE DEL GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA SOTTO LA PIOGGIA.....25 MAGGIO 2013 - THE GARDEN OF MEMORIES BY DON CUSHMAN

Lo scrittore Don Cushman rasa l'erba

Ruth pulisce i fiori sotto ai nomi delle vittime del sisma

Alan rastrella l'erba tagliata

Joan pulisce l'impossibile........

Marcello è arrivato "primo" stanco ma contento


L'Horto dei semplici la lavanda in fiore

I primi frutti di ciliegio
The Garden of Memories, built as a memorial to those killed in the earthquake that devestated Abruzzo in 2009, still provides wonderful memories as we all work together in the perfect harmony of shared labor to cut the grass and weed around the fruit trees that stand as witnesses not only to the fallen but also to the incredible spirit of NoiXLucoli Onlus. They and the Lucoli community made this garden from nothing but their desire and need to create a permanent tribute to the resilience and passion of the Abruzzi people.   

mercoledì 22 maggio 2013

28 MAGGIO 2013 ALLE ORE 16.00 EVENTO DI PREGHIERA INTERRELIGIOSO AL GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA. IL MONACO BUDDISTA TOYOSHIGE SEKIGUCHI DELL'ORGANIZZAZIONE MAYORS FOR PEACE PREGHERA' PER LE VITTIME DEL SISMA DEL 2009.


La Giunta comunale dell'Aquila ha condiviso l'iniziativa di "Mayor for Peace" (Consiglio dei Sindaci per la Pace), promossa dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki, che punta all'abolizione delle armi nucleari entro l'anno 2020, tramite il programma "Vision 2020". 
Mayor for Peace e' un'organizzazione non governativa, attualmente presieduta dal sindaco di Hiroshima Matsui Kazumi e costituita da enti locali di tutto il mondo, registrata presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. All'organizzazione aderiscono oltre 4800 enti locali di tutto il mondo.
L’associazione “Mayors for Peace” nasce nel 1982, quando Araki Takeshi, Sindaco di Hiroshima, pose all'attenzione della comunità internazionale un programma per promuovere la solidarietà tra tutte le città, a favore della totale abolizione delle armi nucleari.
In considerazione di ciò, aderirono all’associazione Mayors for Peace numerose città di tutto il mondo, sottoscrivendo il programma del sindaco Araki Takeshi, promulgato nel 1982.
Mayors for Peace, attraverso la stretta cooperazione tra le città aderenti, ha l'obiettivo di promuovere la consapevolezza e la coscienza critica riguardo l’abolizione degli arsenali nucleari.
In considerazione della Campagna “2020 Vision”, lanciata da Akiba Tadatoshi nel 2003, l’associazione Mayors for Peace si è posta l'obiettivo di “un mondo intero libero da armi nucleari entro il 2020” (anno in cui ricorrerà il 75° anniversario del bombardamento di Hiroshima e Nagasaki).
I propositi di Mayors for Peace sono quelli di contribuire al raggiungimento di una duratura pace mondiale, promuovendo, presso i cittadini di tutto il mondo, la sensibilizzazione per la totale abolizione delle armi nucleari, attraverso la stretta collaborazione tra le città che aderiscono al “Programma per promuovere la solidarietà tra le città verso la totale abolizione delle armi nucleari”, ma anche tentando di risolvere problemi vitali a livello mondiale, come la fame e la povertà, la piaga dei rifugiati, l’abuso dei diritti umani e il degrado ambientale.
Le città che aderiscono a tale Programma sono chiamate “Città Solidali”.
L'Ambasciatore dei sindaci per la Pace nel Mondo Sekiguchi Toyoshige arriverà a l'Aquila il 27 maggio p.v., Città dalla quale darà inizio alla Marcia della Pace che si concluderà a Enniskillin in Irlanda, Città dove a giugno si svolgerà il prossimo G8. 
Il 28 maggio p.v. pregherà per le vittime del sisma del 6 aprile 2009 a Lucoli presso il Giardino botanico della Memoria. 
E' un grande onore per la nostra Associazione e per la comunità religiosa della Parrocchia di San Giovanni Battista incontrarlo e condividere con lui questo evento di spiritualità interreligiosa. 
Siamo, inoltre, grati agli organizzatori dell'evento per aver scelto il sito del Giardino Botanico della Memoria di Lucoli come luogo simbolico e rappresentativo dell'essenza della memoria delle vittime del sisma d'Abruzzo del 2009, luogo ove pregare e sostare in religioso raccoglimento pensando ai destini pacifici del mondo.
Al termine della preghiera buddista sarà celebrata, alle ore 18.00, in Abbazia una Santa Messa cantata, con la partecipazione di un coro della Città di l'Aquila.
Il 29 maggio l'evento proseguirà e, Toyoshige, incontrerà il Sindaco di l'Aquila, Massimo Cialente, autore di una lettera che sarà consegnata al Sindaco di Enniskillin in Irlanda.
Il 30 maggio p.v. Toyoshige partirà alla volta dell'Irlanda, ove non mancherà di testimoniare con la mitezza del suo messaggio i principi della pace e del disarmo delle nazioni.
La Marcia per la Pace di Toyoshige a Camp David (USA)

venerdì 17 maggio 2013

PAOLO NESPOLI E...... "DAMMI IL 5"! CRONACA DI UNA GIORNATA A LUCOLI CON I RAGAZZI DELLA PIETRO MARRELLI E JEAN MIRO'.

Paolo Nespoli è bravissimo a spiegare alle nuove generazioni, a tutti gli studenti, come si fa a diventare astronauta ed oggi nella Scuola di Lucoli ha spopolato con il suo "dammi il 5!" per sigillare tanti patti con i ragazzi felici della sua presenza.
A lui piace parlare con i ragazzi delle sue esperienze, lui che fa parte della squadra degli uomini dello spazio italiani, protagonista di diverse missioni in giro tra le stelle. ''Ora siamo quattro, fino a qualche anno fa eravamo due'', - ha detto riferendosi agli italiani che fanno parte del corpo astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). ''Scherzando - ha detto in una intervista - dico sempre che ci sono meno probabilità rispetto alla possibilità di fare il ministro. E qualcuna in più rispetto alla possibilità di diventare Papa. Una battuta, naturalmente. Perché è anche vero che la missione non è impossibile: certi sogni vanno coltivati, accarezzati''. Non si ritiene un super eroe è nato in un piccolo centro in provincia di Milano. E da bambino, quando diceva che voleva fare l'astronauta, non lo prendevano troppo sul serio, eppure ci è riuscito.
E' sempre pronto a volare, ma pensa che sia bellissimo tramettere agli altri quello che si conosce e si è conosciuto. Spiegare ai ragazzi cosa vuol dire andare sullo spazio, indicare il ritorno tecnologico delle missioni. Far vedere alle nuove generazioni un possibile punto di arrivo. Perché è importante acquisire conoscenze, ma anche provare a focalizzare un obiettivo.
Guerre, tragedie, polemiche e speranze nella vita dell'uomo. Ma la terra vista dal cielo è un'altra cosa. Nespoli ritiene che l'umanità conosca tanto, ma nel confronto con l'universo tutti noi siamo insignificanti: un granellino di sabbia in mezzo alle spiagge di tutto il mondo.
Alla presenza del Sindaco di Lucoli, delle insegnati, del personale scolastico e di tanti amici convenuti per l'occasione, Nespoli è riuscito a coinvolgere i bambini facendogli comprendere dei concetti veramente complessi in modo semplice.
Gli alunni sono stati tutti coinvolti ed ognuno è stato chiamato a recitare un ruolo durante un ipotetico volo spaziale.
Come fa l’astronauta a bere l’acqua sena la forza di gravità? Come fa l’acqua a raggiungere lo stomaco ?
  
Come si sta dentro la navicella? Tre bambini sul tavolo simulano lo spazio a disposizione di tre astronauti.
Come ci si sente al momento della partenza? Tre bambini, ognuno dei quali simula uno dei tre motori, che uno dopo l’altro si accendono per portare la navicella nello spazio.
 Il bambino che sta sotto subisce il peso degli altri che uno per volta gli montano sopra.
  
Quanti pianeti si vedono dalla navicella spaziale?
  
Come fa l’astronauta a fare la pipì? Dentro un bagno e con un aspiratore viene risucchiata la pipì che, dopo essere stata depurata, torna ad essere acqua da bere.   
Al termine dell'incontro con gli studenti Paolo Nespoli si è recato con i soci di NoiXLucoli Onlus al Giardino Botanico della Memoria per l'adozione di un albero, il tempo ha "graziato" i convenuti e dopo una giornata di pioggia è uscito il sole.
Toccante il momento di raccoglimento davanti ai 309 nomi della vittime del sisma d'Abruzzo.
I nomi con le 309 vittime del sisma del 2009
Nespoli è uno scienziato e con attenzione ha voluto visitare il Giardino Botanico leggendo i nomi delle specie in via di estinzione che vi sono piantumate, trovato il suo albero, ci ha sorpresi con il suo senso dell'ironia chiedendoci come mai gli era stato attribuito un pero e non un nespolo.




A conclusione della splendida giornata la visita dell'Abbazia di San Giovanni Battista sotto la guida di Luca Peretti che ha saputo illustrare con preparazione e tanta motivazione la storia di questo splendido monumento del territorio.

E' stata per tutti una giornata spesa bene per Lucoli!


mercoledì 15 maggio 2013

PAOLO NESPOLI, ASTRONAUTA ITALIANO, IN VISITA AL GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA DI LUCOLI


Ci troviamo in un momento critico della storia della Terra, un periodo in cui l’umanità deve scegliere il suo futuro. In un mondo che diventa sempre più interdipendente e vulnerabile, il futuro riserva contemporaneamente grandi pericoli e grandi promesse. Per andare avanti dobbiamo riconoscere che all’interno di una straordinaria diversità di culture e di forme di vita siamo un’unica famiglia umana e un’unica comunità terrestre con un destino comune. Dobbiamo unirci per promuovere una società globale sostenibile fondata sul rispetto per la natura, diritti umani universali, giustizia economica e una cultura della pace. A tal fine è imperativo che noi, popoli della Terra, dichiariamo le nostre responsabilità reciproche e nei confronti della comunità più grande della vita e delle generazioni future.
La Terra, la nostra casa.
L’umanità è parte di un vasto universo in evoluzione. La Terra, la nostra casa, è viva e ospita una comunità di vita unica. Le forze della natura rendono l’esistenza un’avventura impegnativa e incerta, ma la Terra fornisce le condizioni essenziali per l’evoluzione della vita. La capacità di ripresa della comunità della vita e il benessere dell’umanità dipendono dalla conservazione di una biosfera sana, insieme a tutti i suoi sistemi ecologici, una grande varietà di piante e animali, suolo fertile, acque pure ed aria pulita. L’ambiente globale, con le sue risorse finite, è una preoccupazione comune a tutti i popoli. La tutela della vitalità, della diversità e della bellezza della Terra è un impegno sacro.
Questi sono i concetti contenuti nel documento "Carta della Terra"* che sancisce un patto tra i popoli e la Terra. Si tratta di un documento unico, a partire dal processo che lo ha generato. 
Seguendo lo spirito di questo documento etico, che i nostri soci, condividono e si sono impegnati a perseguire nelle azioni, abbiamo voluto coniugare Scienza, Natura (attraverso l'opera del Giardino Botanico della Memoria custode della biodiversità) ed il valore simbolico del ricordo dei componenti di una comunità periti per uno sconvolgimento naturale. 
E' così che è nata l'idea di invitare a Lucoli, Paolo Nespoli,  astronauta italiano dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). L'iniziativa sarà realizzata il prossimo 17 maggio con il patrocinio del Comune di Lucoli.
Paolo Nespoli
Attraverso le sue due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, la prima nell’ottobre 2007 con l’equipaggio dello Shuttle Discovery STS-120 di costruzione americana e, l’altra, dal dicembre 2010 al maggio 2011 con la Soyuz TMA-20 di fabbricazione russa, che tra l’altro gli ha permesso di battere il record italiano di permanenza nello spazio, Paolo Nespoli, ingegnere ed ex-incursore dell’Esercito Italiano, rappresenta uno di quegli astronauti di spicco, a parte per le sue dimostrate capacità tecniche, anche per la sua straordinaria abilità comunicativa e mediatica, permettendo a tutti di avvicinarsi all’affascinante panorama delle attività spaziali. Il suo libro “Dall’alto i problemi sembrano più piccoli”, che tratta di temi sociali e culturali legati alle sue esperienze di vita, ne è la riprova. 
La presenza di Nespoli, senz'altro da considerarsi come una delle eccellenze italiane, ci onora, e vuole costituire un esempio vivente di quella narrazione etica che vorremmo trasmettere alla Comunità del Territorio, realizzando iniziative fondate sulla collaborazione e volte alla salvaguardia della Terra e della biodiversità della vita. 
Il Giardino Botanico della Memoria, popolato da alberi da frutto in via di estinzione, ove custodiamo i saperi antichi dei contadini dell'Abruzzo (proprio pensando al futuro), è un luogo adatto per incontrare Paolo Nespoli e condividere il suo "essere scienziato" ed il nostro "essere affini" ed interdipendenti verso tutti gli esseri viventi riconoscendo la preziosità di ogni forma di vita, indipendentemente dal suo valore economico per gli esseri umani. 
Come Nespoli ci insegna possediamo le conoscenze e le tecnologie per provvedere a tutti gli abitanti della Terra e per ridurre il nostro impatto sull’ambiente. L’emergere di una società civile globale sta creando nuove opportunità per costruire un mondo più umano e democratico. Le nostre sfide ambientali, economiche, politiche, sociali e spirituali sono interconnesse e insieme possiamo costruire soluzioni inclusive. 
Paolo Nespoli adotterà uno degli alberi di frutta antica del Giardino Botanico della Memoria ed il suo nome si aggiungerà a quello di tanti sostenitori, anche stranieri, di questa nostra iniziativa dal valore scientifico e profondamente simbolico.
Per info: 3387485511.
L'attestato di adozione dell'albero di frutta antica: Pero Spadona Invernale
Il programma dell'evento
*La Carta della Terra è considerata uno degli strumenti più innovativi ed efficaci dall’UNESCO per la promozione di un’educazione sostenibile, nel quadro del Decennio ONU 2005-2014 sull'Educazione allo Sviluppo Sostenibile.

martedì 14 maggio 2013

SVILUPPO DEL TURISMO LA NASCITA DEI CONSORZI ED I BANDI PER DMC E PMC. LA NASCITA DEL CONSORZIO “AQ, ABRUZZO QUALITA', L'AQUILA, VELINO-SIRENTE, MARSICA”.


La Regione Abruzzo ha dato via libera ai bandi pubblici sulle destinazioni territoriali (DMC) e sulle linee di prodotto (Pmc) molto attesi dagli operatori turistici di ogni territorio e qualcosa di importante è stato recentemente realizzato anche vicino a Lucoli dal Parco Sirente-Velino. 
Quindi, le reti d’impresa debuttano anche nel settore turistico. 
E' infatti, operativo il decreto 8 gennaio 2013 che stanzia un plafond di 8 milioni per finanziare fino a 40 progetti, ciascuno del valore minimo di 400mila euro, con una quota di 200mila euro. Come si legge in un documento della Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per gli Affari regionali, il turismo e lo sport) che sintetizza le modalità operative di questo nuovo strumento di agevolazione degli investimenti, gli aiuti saranno destinati alle micro e piccole realtà raggruppate o che manifestino l’impegno a costituirsi in associazioni temporanee di imprese e consorzi con un “contratto di rete”. 
Tale contratto integra due concetti fondamentali – prosegue la nota – per l’innovazione e lo sviluppo dell’imprenditoria particolarmente efficaci nel settore turistico: la collaborazione sui programmi condivisi e il mantenimento dell’autonomia imprenditoriale: si crea così un’alternativa concreta per quelle aziende che vogliono aumentare la loro massa critica senza doversi necessariamente unire in una fusione o ricadere sotto il controllo di un unico soggetto. Gli ambiti di operatività del nuovo strumento sono molteplici: 
Marketing, valorizzazione del territorio, ottimizzazione dei costi di struttura, penetrazione dei mercati esteri sono alcuni tra i fattori di competitività e innovazione del settore turistico che dovranno caratterizzare i progetti ammessi. 
Saranno finanziate iniziative su tre fronti principali: 
1) interventi per mettere a sistema strumenti informativi di amministrazione, gestione e prenotazione di servizi turistici e per creare piattaforme per acquisti collettivi di beni e servizi, riducendo i costi;
2) promozione delle imprese sui mercati esteri con pacchetti turistici innovativi e strumenti di promo-commercializzazione condivisi fra le aziende della rete; 
3) iniziative di promozione attraverso le nuove tecnologie e il social marketing e iniziative per migliorare la fruibilità turistica del territorio, in particolare con sistemi online.
La pubblicazione di questo e di altri bandi segna il passaggio ad un nuovo modello organizzativo del turismo regionale, in grado di dare impulso alla costituzione di organismi privatistici di elevata professionalità per lo sviluppo delle destinazioni e del prodotto. Quindi l'intento è quello di ridisegnare completamente l'organizzazione turistica regionale segnando una decisa inversione di rotta nell'approccio culturale allo sviluppo del turismo stesso. Si guarda alla competitività, alla qualificazione e strutturazione dei servizi dell' offerta per entrare nella logica degli investimenti per sviluppare il prodotto e commercializzarlo. Cioè per venderlo, tenendo conto delle esigenze dei mercati. La finalità della Regione è quella di costruire un progetto turistico che dovrà avere un durata pluriennale su cui, poi, saranno programmati gli investimenti.
Nelle intenzioni della Regione, gli operatori dovranno aggregarsi intorno all'unicità di un territorio o alle peculiarità di un prodotto turistico proponendosi sul mercato come una rete di imprese, senza più pensare al futuro rappresentando singoli servizi. Si vuole coinvolgere tutti gli attori economici che operano sul territorio per creare le condizioni ottimali affinché tutte le aree della regione possano esprimere ed esaltare le varie peculiarità. Molti Comuni hanno realizzato incontri divulgativi e di sensibilizzazione per promuovere la costituzione delle Compagnie di Destinazione ( DMC) che possono essere costituite da tanti soggetti, sia pubblici che privati, che operano nel settore turistico. Le DMC debbono essere vere e proprie agenzie che organizzeranno, promuoveranno e venderanno il territorio, ossia il prodotto turistico del territorio, la sintesi delle eccellenze e delle risorse che lo caratterizzano, rese disponibili attraverso gli operatori che partecipano alla DMC. 
Chi può costituire una DMC? Le strutture ricettive tradizionali, i B&B, gli agriturismi, gli artigiani locali, le aziende di prodotti locali, le agenzie di trasporto e tante altre realtà.
E' nato un consorzio importante vicino a Lucoli “AQ, Abruzzo qualità, L'Aquila, Velino-Sirente, Marsica” che è costituito da 63 soci, 62 privati più il Parco Sirente-Velino. 
Alla guida del consorzio, per la fase di start up dei primi sei mesi, è stato designato Massimiliano Bartolotti (Monte Magnola impianti), affiancato dalla vice presidente, Silvia Cardarelli (Ambecò). Direttore è stato nominato Raffaele Siciliano. Completano la squadra Simone Angelosante (presidente del parco Sirente-Velino), Antonio Cicchetti (San Donato golf),Enrico Fraticelli (Sir-altopiano delle rocche), Domenico Iovannitti (Grotte di Stiffe), Luca Lallini (Campo Felice- Rocca di Cambio, Lucoli), Stella Marzolini (La nuova fattoria di Carsoli) e Alberto Sebastiani (La Baita immobiliare-Ovindoli). Quindi il territorio si è unito in un unico progetto di sviluppo che mette in rete le esperienze di servizi, in linea con le finalità dell'area protetta del Parco, per orientare le grandi masse del turismo verso la regione attraverso un'attenta azione di promozione e marketing. 
L'Area del Parco Sirente-Velino
Alla base dell'azione del consorzio i punti dell'innovazione e della formazione, la creazione di un portafoglio turistico del territorio, la promozione dell'offerta turistica attraverso canali classici e innovativi, la gestione del sistema di accoglienza e di informazione ai turisti e la creazione di pacchetti turistici tematici.
Sarebbe auspicabile che questo spirito imprenditivo possa essere interpretato anche dagli Amministratori e dagli operatori di servizi ed artigiani di Lucoli per cercare di costruire, insieme, un futuro per il territorio e la sua gente.

lunedì 13 maggio 2013

LA TRADIZIONE DELL'ASCENSIONE A LUCOLI E NELL'AQUILANO

La festa religiosa dell’Ascensione, era un tempo molto sentita a Lucoli. 
L'Ascensione è una delle festività più solenni del calendario liturgico che ricorda l'ultimo episodio della vita terrena di Gesù che quaranta giorni dopo la sua morte salì al cielo. In questo giorno, ogni Frazione, portava in processione il proprio Santo protettore, caricato a spalla e seguito dalle varie comunità, tutti andavano verso l'Abbazia di San Giovanni Battista, dove si svolgeva la funzione religiosa. Tutti i Santi venivano disposti ai piedi dell’altare per rendere omaggio al Santo patrono, e alla fine della messa si svolgeva una grande processione con in testa San Giovanni.
1982 la statua della Beata Cristina viene portata in processione per le vie di Colle di Lucoli (foto di Fabrizio Soldati)

In passato l'onore di portare i Santi nella processione era molto ambito e spesso fieramente conteso. Come scrive Finamore: "si formavano tante squadre di uomini e di donne quante sono le statue dei Santi e delle Sante; ma, quando pare che la sfilata cominci, un alterco la ritarda; ed é per una nuova squadra, che avendo offerto alla chiesa un prezzo maggiore per portare una data statua, i primi litigano coi secondi; e si può credere che le sconfitte non sono prese in santa pace". Alla fine della festa, ogni Santo ripartiva con i parrocchiani per essere riportato nelle propria chiesa.
Il giorno dell’Ascensione, c'era l’uso di mangiare la tradizionale “cagliata”, cioè, latte fresco appena cagliato, usato come simbolo di purezza in quanto fatta con la parte più nobile del latte. In passato i pastori locali la producevano e la regalavano a tutti gli abitanti del paese.

La cagliata
Le tradizioni popolari dell'aquilano sono variegate ne riportiamo alcuni cenni tratti dal libro: CREDENZE USI E COSTUMI ABRUZZESI" di Gennaro Finamore
La notte precedente all'Ascensione: "mettono recipienti - le boccalette - con acqua sui davanzali delle finestre, e la mattina, con quell'acqua benedetta da Gesù Cristo, devotamente si lavano". Invece a Celano "con quell'acqua raccolta nelle bacinelle, non solo si lavano il viso al mattino, ma la bevono pure, perché fa bene al corpo e all'anima. La sera mettono alle finestre bicchieri di acqua con velame (albume) di uovo. La mattina in quei bicchieri vedono tante cose: immagini di santi, chiese, vasi di fiori, alberi fioriti, frutta, montagne di neve, buoi, cavalli...; E il vedere siffatte cose é di ottimo presagio. Ma, guai se si vedesse qualche cosa di lugubre: un teschio, una bara!". Nella tradizione di Pescina, "dall'Ave Maria all'alba, i popolani espongono sulle finestre: abiti, coperte, anelli, collane, nonché abitini e immagini di santi non benedetti. Li benedirà Gesù Cristo, e saranno cose sacre più che mai". Sempre a Pescina, "gli animali macellati sono coperti di fiori; i quali, benedetti col passare della processione, comunicano a quelle carni, oltre alla soavità dell'odore, qualcosa di divino".
Il cibo rituale dell'Ascensione, comune anche a Lucoli era rappresentato "dai latticini freschi (latte, quagliata, giuncata, ricotta). In quel dì non si fa cacio. Chi ha vacche o capre o pecore lattaie, fa bere alle bestie appena nate la maggior parte del latte, e quel che avanza usa per la famiglia o regala o dispensa ai poveri. Se di quel latte facesse cacio, le bestie lattaie lo perderebbero".
Interessante una testimonianza citata dall'autore riguardante  Roccaraso "la pioggia, nell'Ascensione, è indizio di abbondante raccolta. Se piove nell'Ascensione, pioverà per 40 giorni".

A Villavallelonga (AQ) la tradizione racconta che dopo la Messa solenne dalla chiesa della Madonna delle Grazie prendeva avvio una processione con la statua di Cristo Risorto; durante il tragitto i bambini gettavano fiori sulla strada decorata con immagini sacre, realizzate con petali multicolori. Giunti all'Ara del Colle si benedicevano i campi circostanti e si invocavano piogge benefiche per un prospero raccolto onorando il detto: "Quando all'Ascenza piove ogni coppa nove". Durante il ritorno in chiesa i fedeli raccoglievano i petali che portavano nelle case e durante i forti temporali li gettavano sulla strada perchè, secondo la credenza popolare, i petali dell'Ascensione avevano la virtù di sedare la violenza delle piogge. All'ora di pranzo alcune famiglie di proprietari terrieri preparavano i "cicegranate", una minestra di cereali, e la distribuivano ai vicini di casa come pratica propiziatoria per una stagione favorevole e per un abbondante raccolto. L'usanza ricorda la "pignata di maggio" quando si preparava una minestra con i legumi rimasti dall'inverno e la si offriva ai poveri come augurio per una buona annata.
Oggi, 12 maggio 2013 il Pastore Luigi Peretti di Lucoli ha invitato conoscenti ed amici ad andare a prendersi la "cagliata", lo stesso ha fatto il Caseificio Campofelice: un buon modo per mantenere la tradizione. 

mercoledì 8 maggio 2013

La libertà soppressa e poi riconquistata è più dolce della libertà mai messa in pericolo (Cicerone). La memoria della resistenza a Lucoli.

Pensando al vicino contesto aquilano sono in molti a pensare che forse per paura o per quieto vivere, la città dell’Aquila (città di per sé conservatrice) preferì chinare il capo dinanzi all’occupazione tedesca.
Episodi di ribellione come quello dei Nove Martiri rappresentano infatti un’eccezione ed è fuor di dubbio che i partigiani e coloro che li aiutarono furono una sparuta minoranza.
Fu soprattutto per iniziativa di ex-militari che, all’inizio del 1944, si costituì una modesta formazione di partigiani (la banda "Giovanni Di Vincenzo"), composta da una trentina di elementi nascosti sui monti circostanti ed operante, con sporadiche iniziative, su un territorio pedemontano molto ampio che va da Arischia fino a Barisciano.
Altra formazione di una certa consistenza fu la banda della "Duchessa", operante invece proprio sul territorio di Lucoli oltre che a Tornimparte e Campo Felice. La banda era comandata da Luigi Marrone, un tenente medico reduce dalla Jugoslavia; essa ebbe l'appoggio della Guardia di Finanza dell'Aquila, che forniva assistenza con rifornimenti di viveri e con l'aiuto ai feriti. La banda era formata da persone locali e da ex prigionieri inglesi e slavi.
Come in molte altre parti del Paese, anche la resistenza aquilana fu animata principalmente da elementi filo-comunisti, i quali si batterono contro il nazifascismo anche per realizzare il loro sogno di poter contestualmente cambiare l’assetto della società.
Tutta questa realtà resistenziale ebbe carattere strettamente locale, mancò di un seppur minimo coordinamento e non sempre seppe conquistarsi le simpatie della popolazione, senza il cui appoggio il partigiano ha scarse possibilità di sopravvivenza e nessuna capacità di iniziativa.
Molti storici hanno espresso giudizi non lusinghieri verso i partigiani locali, giudizi non dettati da valutazioni politiche ma sostenuti su concreti dati di fatto. Talvolta i partigiani erano considerati degli opportunisti, degli esibizionisti sempre pronti alla fuga, dei predatori più avidi degli stessi tedeschi.
Senza voler trarre noi delle conclusioni, ci limitiamo a riflettere sulle parole scritte da Enzo Biagi : "Certo, la Resistenza ha delle pagine altissime e delle pagine miserabili. Era fatta da uomini (...) La Resistenza fu determinata soprattutto dalla chiamata alle armi da parte della repubblica sociale, perché per gli italiani la guerra era finita l’8 settembre. Quella fu la grande illusione. Perché la guerra continuava e c’è stato un momento in cui uno doveva scegliere. Da una parte o dall’altra. Qualcuno ha fatto il partigiano per convenienza? Può darsi. Altri lo hanno fatto per seguire un ideale. (...) E’ vero, alla resistenza partecipò una minoranza esigua della popolazione. Ma anche il Risorgimento fu fatto da una minoranza, se ricordo bene. E anche la marcia su Roma. E anche la Rivoluzione russa: non mi pare che Lenin avesse attorno una grande compagnia.
Ci sembra tuttavia importante sottolineare che insieme ad una sparuta e contestata resistenza armata, ci fu anche nel territorio di Lucoli un’ampia resistenza anti-tedesca, in alcuni casi, non violenta e sempre e comunque collegata con le azioni dell'aquilano.
Essa fu espressa ad esempio dalle iniziative sorte negli ambienti cattolici che facevano capo all'arcivescovo Confalonieri, che il professor Colapietra ci descrive come "l’unico arcivescovo di eccezione avuto dall’Aquila in tutto il Novecento". Basterebbe citare in proposito l’ospitalità che fu concessa da conventi, come quello cappuccino di San Giuliano, a militari in fuga, perseguitati politici, ex-prigionieri di guerra alleati. 
Il rapporto della città con il clero è stato particolarmente importante negli anni del conflitto, poiché ha influito su svariati aspetti della realtà bellica, nonché su numerose vicende di ordine umano e morale. 
Momento fondamentale della vita religiosa aquilana fu l’arrivo in città di Monsignor Carlo Confalonieri, già uomo di fiducia di papa Pio XI, la cui permanenza a L’Aquila si protrasse per circa un decennio (1941-1950), finchè non fu nominato cardinale e tornò a Roma. Egli stesso scrisse un libro intitolato "Un decennio aquilano".
La presenza di questo eccezionale personaggio dal grande fascino anche esteriore, durante i difficili anni della guerra salvò più volte L'Aquila da inutili tragedie. 
Annotiamo una nostra personale esperienza associativa ed umana relativa alla famiglia Confalonieri: il nipote del Vescovo Confalonieri, oggi  anche lui vescovo,  nostro tramite si è adoperato durante la fase emergenziale post sisma per la comunità di Lucoli, facendo dono di elettrodomestici per la tendopoli di San Menna.
Senza dubbio, però, il caso più clamoroso di resistenza non violenta nella nostra zona (e nell’intero Meridione) fu quello dell’aiuto prestato da centinaia di civili agli ex-prigionieri di guerra alleati.
Nonostante la sua pericolosità, questo aiuto fu estremamente diffuso. Perché? Forse per opportunismo o per paura (gli Alleati erano ormai a ridosso della Provincia dell'Aquila), forse per convinzione politica, ma soprattutto, è fuor di dubbio, per un profondo senso di umana solidarietà e di carità cristiana radicato nelle comunità locali. 

Nell'immagine precedente un testo importante edito da Franco Angeli ove trovare cenni sugli episodi di resistenza avvenuti a Lucoli.
La banda denominata della Duchessa (in USR, ufficio per il riconoscimento qualifiche e per le riconoscenze ai partigiani, busta 61) operava a Lucoli e a Tornimparte, tra i componenti vengono citati: Lorenzo Selli, e tra gli operativi il tenente Orlando Colafigli (che, con altri, il 18 ottobre trafugò armi dal municipio di Lucoli) e lo studente in medicina Fernando Mandrucciani.
Sempre il gruppo della Duchessa si rese protagonista di sabotaggi e sottrazioni di materiale bellico nel deposito di munizioni ed esplosivo (detto "Manfred") posto per vari km lungo la strada da Genzano a Lucoli, potendo contare sulla collaborazione di infiltrati citati nelle persone di: Giorgio Vespaziani, interprete del comando posto a Lucoli (forse nella casa ove viveva il Prof. Cordeschi a Casavecchia?), Dante Aliucci, che faceva il doppio gioco a favore dei partigiani. Vespaziani venne poi catturato e condannato alla fucilazione, con altri (Fernando Madrucciani, Dario Zuccarini, Mario Celio) ma riuscì a fuggire (tranne Celio, ucciso il 31 maggio). Il carabiniere Ugo Ammanniti e l'alpino Benedetto Di Carlo furono intercettati mentre si recavano in montagna per raggiungere il gruppo partigiano e, su citazione delle storico Costantino Felice ed uccisi il 27 settembre 19443 (p. 222).
Formazione partigiana in movimento

Si ringrazia per l'aiuto fornito lo storico David Adacher, dell'Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza.

Per saperne di più:
WALTER CAVALIERI, L’Aquila - Dall’armistizio alla Repubblica 1943-1946, edizioni Studio 7 - l’Aquila, 1994
COSTANTINO FELICE, Guerra Resistenza Dopoguerra in Abruzzo, I.N.S.M.L.I.- I.A.S.I.F.R., Franco Angeli, 1993

mercoledì 1 maggio 2013

DONATECI IL VOSTRO 5XMILLE PER MANTENERE IL GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA

Sono moltissime le associazioni no profit che vivono con i benefici de 5XMille
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Gentile amica/o,
Anche quest’anno, compilando la denuncia dei redditi (modello Unico, CUD o 730), tutti i contribuenti potranno scegliere di destinare il 5 x 1000 (cinque per mille) delle proprie trattenute Irpef a sostegno delle associazioni non profit
Tutto ciò non costa nulla.
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Questi fondi verranno utilizzati per mantenere il GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA di Lucoli e per promuovere iniziative di salvaguardia dei beni comuni del territorio siano essi ambientali, storico architettonici o culturali.
In tre anni di esistenza in vita L'Associazione NoiXLucoli Onlus ha realizzato tutte le sue attività in autofinanziamento attraverso il contributo diretto dei suoi soci.
Il lavoro volontario è realizzato con le nostre mani ma richiede costanti investimenti per essere finalizzato e migliorato

La prima manutenzione primaverile del Giardino Botanico della Memoria.
Il lavoro dei volontari dell'Aquila: Renza Bucci e Pina Calì
I cultivar in via di estinzione del Giardino Botanico della Memoria di Lucoli in fiore.
Il progetto botanico necessita di cure costanti e manutenzione

 

Si avvicina la scadenza delle dichiarazioni dei redditi:

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