venerdì 25 aprile 2014

DONATE IL 5 PER MILLE A NOIXLUCOLI ONLUS. NON ABBIAMO MAI TRADITO LA FIDUCIA DI CHI CI HA AIUTATI.


Donateci il vostro 5 per Mille lo utilizzeremo per mantenere il Giardino Botanico della Memoria. 
Nel Giardino sono coltivate "Piante antiche" che costituiscono un patrimonio da salvare. 
Melo renetta aranciata - Giardino Botanico della Memoria di Lucoli
La mela zitella, la mela a cipolla, l'albicocco di Rocca Calascio, la mela romanella, la pera budino e tante altre varietà..... 
Sorbo domestico - Giardino Botanico della Memoria  di Lucoli

Non solo foche e orsi: oggi anche molte varietà di frutta sono in pericolo. 

Dal 1990, dice Coldiretti, il 75% della diversità genetica delle colture agricole è andato perduto. La Confederazione italiana agricoltori parla di un rischio che colpisce più di un quarto degli oltre 5 mila prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Una grave perdita. Il problema è che le «specie antiche» non sono più coltivate perché hanno scarsa resa o perché non vanno più di moda. È il risultato delle leggi di mercato, che vogliono solo frutta e verdura perfette sugli scaffali, ma anche delle logiche di cementificazione, che tolgono terra alle colture. In questo quadro c’è chi resiste. "Sono piccoli agricoltori, vivaisti e associazioni che hanno fatto del recupero della biodiversità locale e della tutela dei semi una vera battaglia. In Trentino il 70-80% delle mele coltivate è Golden, una varietà di origine americana". 

C’è chi resiste: come i soci di NoiXLucoli Onlus che stanno coltivando da quattro anni 65 varietà di frutta antica dopo averle dedicate alle vittime del terremoto del 2009.

Siamo divenuti i custodi dei semi.
Per salvare i «semi antichi» lavoriamo in prima persona e con il lavoro di un'azienda agricola aquilana che realizza i lavori più impegnativi che richiedono attrezzature, le piante hanno cominciato lo scorso anno a fruttificare e noi conserviamo i semi, donandoli a chi ce li richiede, tutelando in questo modo queste specie. 
I lavori di fresatura del terreno
I costi di questa attività sono totalmente a carico di NoiXLucoli Onlus che si autofinanzia con le quote sociali e con il 5 per Mille.
Il Giardino Botanico della Memoria di Lucoli è un "monumento verde" dedicato alla comunità aiutateci a tenerlo vivo.

martedì 22 aprile 2014

OGGI E' LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA 2014

Campo Felice - foto Rossano Soldati
Oggi, 22 aprile, si celebra la Giornata Mondiale della Terra (in inglese Earth Day), la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. 
Nata come movimento universitario, nel tempo la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo di primaria importanza nel sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali del nostro pianeta. L’Earth Day prese poi definitivamente forma nel 1969, a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil, al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile“. Il 22 aprile del 1970, ispirandosi a questo principio, furono ben 20 milioni i cittadini americani che risposero al suo appello partecipandoalla storica manifestazione in difesa del pianeta: per la prima volta su vasta scala si parlò di ambiente, inquinamento e biodiversità. 
La giornata della Terra è oggi un evento di risonanza tale da innescare iniziative ambientali in tutto il mondo
Anche l'Italia è coinvolta attraverso Earth Day Italia, l’organizzazione, nata con lo scopo di rafforzare e promuovere la Giornata della Terra e le sue finalità su tutto il territorio nazionale, favorendo lo sviluppo di progetti ed iniziative per il pianeta. 
I temi dell’ambiente, sono troppo spesso sottovalutati e dati per scontati, sono invece assolutamente cruciali sia per la sicurezza del Paese Italia sia per le prospettive di uno sviluppo sostenibile e si giocano sulla capacità di mantenere integro il territorio e protetto il nostro paesaggio, elementi che rappresentano delle vere ricchezze a Lucoli.
Ognuno nel suo piccolo può fare la propria parte (gli agricoltori di montagna lo facevano da sempre ben sapendo che è dal duro lavoro della terra che potevano trovare il proprio sostentamento) contribuendo con amore e dedizione a mantenere integro il territorio che diversamente sarebbe stato destinato alla rovina, al dissesto idrogeologico e finanche all'abbandono (su questo obiettivo non ci sono riusciti....). 
In un mondo che ha sostituito “l’oltre” con il “di più”, proviamo a dare un maggior valore a quel “di meno” rappresentato dal territorio di Montagna che ci fa ritrovare quel contatto intimo con noi stessi e ciò che ci circonda. L'applicazione di queste sottrazioni al mondo esterno, in termini di quelle persone, oggetti, eventi che costituiscono il rumore di fondo dell’esistenza, e non lo spartito da scoprire giorno per giorno, nota per nota, ci fa comprendere quanto l'Ambiente Montano e di tutto il territorio di Lucoli vada salvaguardato proprio per alimentare la nostra umanità. Camminando per alcuni borghi abbandonati delle Frazioni di Lucoli dove il tempo si è fermato, vediamo posti magici, all'interno di una valle con crinali tutt'intorno, dove il verde domina e squarcia il panorama.
Il verde di Lucoli e la Chiesa della Beata Cristina a Colle - Foto Roberto Soldati
Nella Giornata della Terra ricordiamoci che Lucoli è bella come il pensiero di cose che sono passate e non tornano più, impariamo a custodirla e rispettarla tutti, ci aiutino le toccanti parole di Papa Francesco: "Vorrei chiedere, per favore a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo ‘custodi’ della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo".
Colle di Lucoli casa lesionata dal sisma del 2009 la natura se n'è riappropriata - foto Gianni Soldati


giovedì 17 aprile 2014

PENSIERI PER LA PASQUA 2014



Ci è piaciuto un articolo di Mauro Meruzzi scritto sulla rivista "benecomune.net" e ne riportiamo alcuni pensieri per porgere ai nostri lettori gli auguri di Pasqua.
Gesù risorto non viene riconosciuto subito perché è molto più di uno che ritorna in vita, è colui che apre le porte del futuro. Celebrare oggi la morte e la risurrezione di Gesù vuol dire rendersi disponibili a nuove possibilità, aprire nuove frontiere, abbattere muri. Entrare in un mondo rinnovato.
Come tutti ricordiamo la celebrazione della morte e risurrezione di Gesù congiunge i significati della vicenda di Cristo, della Pasqua di Israele, e delle feste ancestrali che sono all'origine di questa tradizione. Cosa dice tutto questo a noi contemporanei? 
Cosa possono dire in merito alla Pasqua i soci di NoiXLucoli Onlus che donano il loro tempo libero al bellissimo territorio di Lucoli?
La storia ci insegna che all'origine delle tappe tramandate della Pasqua ci sono vari eventi:
1) Vi è la fusione di una festa agricola (azzimi) e di una festa pastorale (immolazione degli agnelli). Il loro comune denominatore è il significato simbolico della primavera. La Pasqua, infatti, viene celebrata il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. È la vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, dell’estate sull’inverno, del dinamismo sulla stasi. Il pane azzimo, inoltre, interrompendo il ciclo del lievito, proclama che il passato, in quanto forza limitante, non ha più presa su di noi, il futuro è possibile. 
2) Vi è la Pasqua di Israele, che come celebrazione, nasce dall’intuizione che le feste annuali della primavera possono fornire la base per fare memoria dell’intervento decisivo del Dio di Israele nella storia: l’esodo. Da ciò emergono due elementi. Il primo è il concetto di memoriale: nella celebrazione del rito diveniamo contemporanei di coloro che hanno esperimentato l’evento, e, d’altra parte, l’evento di salvezza diventa attivo anche per noi contemporanei. Il secondo elemento è il banchetto celebrato in famiglia. L’uomo libero è colui che si riconosce figlio, e dunque fratello, sposo, padre e madre. 
3) Vi sono i Vangeli Sinottici dove Gesù istituisce l’eucaristia durante la celebrazione di una cena pasquale ebraica. In questo modo si afferma che i significati visti sopra trovano il loro compimento in Gesù. Con l’eucaristia, inoltre, Gesù ci donò un rito mediante il quale possiamo entrare in comunione con lui, la sua vita, la sua passione, morte e risurrezione. 
Quindi ancora oggi celebrare la morte e la risurrezione di Gesù vuol dire rendersi disponibili a nuove possibilità. 
Significa sperare di poter aprire nuove frontiere, di poter spalancare porte trovate chiuse, sperare di poter abbattere muri, di sciogliere i nodi dei rancori, delle chiusure, delle ripicche, dei pregiudizi.
Significa sperare che quello che è stato impossibile in passato si realizzi per buona volontà di tutti.
Questo è l'augurio che i soci di NoiXLucoli Onlus, porgono per la Santa Pasqua 2014 alla Comunità intera di Lucoli ed ai lettori di questo Blog.
Credits: http://www.benecomune.net/articolo.php?notizia=1668

mercoledì 16 aprile 2014

UNA INTERESSANTE INIZIATIVA DI 7 COMUNI DELL'APPENINO ABRUZZESE PRESENTATA IN REGIONE. E SE POTESSE ESSERE DA STIMOLO ANCHE PER L'AREA OMOGENEA DELLA NEVE?

Abruzzo montano diventa Web e TV
Presentato a Pescara il progetto che unisce 7 Comuni dell'Abruzzo montano per la valorizzazione del territorio. Cartaceo, televisione e web verso un unico scopo.

Raccontare l'Abruzzo montano, valorizzandone caratteristiche e qualità, le eccellenze, le bellezze paesaggistiche e ambientali, le potenzialità turistiche e culturali, attraverso la sua storia, le sue tradizioni e i suoi talenti. 

Questo l'obiettivo del progetto che è stato presentato alla Regione Abruzzo a Pescara dai rappresentanti dei sette Comuni (Cocullo - capofila - Scontrone, Fontecchio, Pettorano sul Gizio, Raiano, Vittorito, e Morino) e dai tre partner privati (Mac Editoriale, l'emittente televisiva Tv6 e l'associazione "Paesaggi d'Abruzzo"), che garantiranno ciascuno una parte specifica del progetto integrato. 
Una rete che realizzerà per un anno iniziative fondate su un sistema integrato di comunicazione, composto da una pluralità di media: una rivista cartacea trimestrale "AbruzzèAppennino", due trasmissioni televisive "Talenti e Territori" e "Territori delle tentazioni" in onda sull'emittente regionale Tv6, una web community incentrata sulla fotografia "Paesaggi d'Abruzzo". 

«Dal 2006 la rivista AbruzzoèAppennino, con cadenza trimestrale, racconta i mille volti della montagna abruzzese,come un viaggio tra tecnologia e saperi, la filiera corta dei prodotti locali, i paesaggi, i talenti e i protagonisti, i cammini d'Abruzzo, evidenziando i luoghi dell'anima, percorsi e storie di copertina», sottolineando come questi temi concorrano a proiettare l'immagine dell'Abruzzo interno nell'ottica di un turismo lento e consapevole. 

«Creare un'offerta di qualità per un turismo culturale è lo scopo della sinergia creata dai sette Comuni - ha affermato l'assessore comunale, Risio - i piccoli paesi, che soffrono lo spopolamento, cercano di stimolare l'economia partendo proprio dai nostri talenti, dalle nostre tradizioni. Cocullo sta puntando alla candidatura all'Unesco, non per ottenere un titolo, ma per rilanciare il territorio attraverso una maggiore sua conoscenza nel mondo». 

Se la trasmissione "Talenti e Territori" punta sul «capitale umano del territorio montano, i talenti che da questa terra hanno appreso elementi identitari - come ha spiegato Sonsini - l'altra "Territori delle tentazioni" (entrambe in onda sull'emittente Tv6) si basa sulla gastronomia tipica come risorsa abruzzese, raccontando quei piatti protagonisti che raccontano la storia di un paese», ha precisato D'Alessio. 
Nella conferenza stampa, inoltre, è stata sottolineata l'importanza del progetto di promozione territoriale realizzato dal 2008 dall'associazione "Paesaggi D'Abruzzo", ideato da Alessandro Di Nisio, ingegnere abruzzese, forte di 115 mila contatti sul canale web, trasmettendo un'immagine dinamica ed autentica dell'Abruzzo attraverso gli scatti di appassionati e professionisti fotografi, aprendosi ai contenuti proposti dalle redazioni del magazine e della tv per veicolarli in tutto il mondo.
Campo Felice fiore di bulbocodium-versicolor

















Ci domandiamo se questa iniziativa possa essere da stimolo per i Comuni dell'Area Omogenea della Neve, nella quale è inserito Lucoli, sembra una buona opportunità per rilanciare i territori attraverso una maggiore conoscenza dei loro mondi promuovendo la valorizzazione culturale delle comunità e delle loro ricchezze.
Non c'è solo la strada dell'ampliamento dei bacini sciistici, della cementificazione e della costruzione di infrastrutture, che generalmente arricchiscono chi le fa.........


Fonte: http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=101706&typeb=0&Abruzzo-montano-diventa-Web-e-TV



Sul tema della costruzione di un turismo ecologico si segnala anche questa iniziativa in programma il 3 maggio p.v. a Campo Imperatore. E' prevista una sessione di interventi tematici volti ad illustrare le possibilità concrete di tutelare l'ambiente, proponendo alternative valide e realmente ecologiche ai piani di "sviluppo" distruttivo del Gran Sasso e del Velino-Sirente.

lunedì 7 aprile 2014

6 APRILE 2014: NEL QUINTO ANNIVERSARIO

Giardino botanico della Memoria di Lucoli (AQ) i nomi delle vittime del sisma del 2009

Eravamo convinti che gli alberi potessero costruire rapporti indissolubili e importanti.
L’albero è un segno di vita e raccoglie in sé il concetto di crescita. 
E' per questo motivo che abbiamo realizzato un Memoriale alberato popolato da specie appartenenti agli antichi pomari dedicato alle vittime del sisma del 2009. 
NoiXLucoli Onlus nel 2010 ha inaugurato il Giardino credendo nella simbolicità di un Memoriale, concetto delicato che, in assenza di una iconografia accademico-convenzionale, si prestava a facili errori interpretativi e critiche.
Lo abbiamo ideato come un luogo utilizzabile con sue funzioni ecologico-ambientali, sociali-turistiche (come un servizio curato per la collettività) e culturali-didattiche (vi sono coltivati alberi in via di estinzione). 
Siamo orgogliosi del nostro lavoro. 
Molti annunci su possibili realizzazioni di "boschi", "parchi", "giardini" dedicati alle vittime del sisma sono stati "lanciati" nei mesi successivi al terremoto dalla vicina Città dell'Aquila, ma solo a Lucoli è stata concretamente realizzata, con il solo autofinanziamento dei soci, questa progettualità.
Il giardino Botanico della Memoria è un perimetro in cui muoversi. Un monumento contemporaneo verde, un oggetto rurale, serio e non lacrimoso, è un esempio multiplo e semplice di come fare un'opera contemporanea. Un mix di agricoltura, paesaggio ed architettura sito nel contesto di un manufatto dell'anno Mille: L'Abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli.
Le piante vegetano da quattro anni e dimostrano uno spirito benevolo nella capacità positiva di aver attecchito e fruttificato, molte di queste sono state "adottate" da sostenitori dell'iniziativa, tutte vengono curate dai nostri volontari.

E' questo il pensiero che i nostri volontari vogliono dedicare ai familiari delle vittime del terremoto del 2009: pensiamo costantemente a chi non c'è più realizzando azioni umili, faticose,  spesso complicate (si pensi che non abbiamo risorse idriche dirette) lavorando come contadini per mantenere vivo il ricordo racchiudendolo nella bellezza di un frutteto.


giovedì 3 aprile 2014

ANCHE NOI X LUCOLI


C'era una volta il mondo delle società vernacolari, quando ovunque le persone sapevano realmente come vivere in armonia col mondo naturale, con gli animali, con le foreste e con gli alberi. Loro sì che erano perfettamente consapevoli in qual misura la natura vivente fosse la fonte basilare di tutti i benefici e di tutta la ricchezza, e avevano intuitivamente, quasi ineffabilmente compreso con quanta forza e quanta fede dovessero adoperarsi per preservare l'ordine cruciale del mondo naturale e del cosmo. L'uomo "moderno" oggi non sta rispettando, spesso a proprio danno, le leggi della natura, considerando "normale" che per esempio i nostri alberi e le nostre foreste vengano abbattute o, peggio, incendiate, oppure sistematicamente sostituite con monocolture esotiche a rapida crescita ma ecologicamente vulnerabili, e i suoli agricoli resi aridi e impoveriti.
Per quanto sopra destano profonda ammirazione le iniziative di alcune associazione abruzzesi, l'Associazione Amici di San Michele e NoiXLucoli Onlus che, insieme alle comunità di Lucoli Alto e Vado Lucoli (AQ), si stanno impegnando alla reviviscenza di alberi autoctoni e verdi fronde, proprio su quei territori depauperati e derisi dalle incessanti attività umane, dagli incendi, dalla pastorizia asfissiante, che recano falcidie alla biodiversità.
Sono tanto sorpreso, ammirato e felice d'aver vissuto insieme a loro quella radiosa giornata della "Festa dell'Albero" e di piantumazioni il 30 marzo u.s., che mi son salite in mente le parole del commentatore di Jean Jono, Leopoldo Carra in "L'uomo che piantava gli alberi", quando scrive che siffatto adoperarsi fa pensare che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirabile, perchè da essa possono nascere opere degne di Dio: proprio come quelle che abbiamo visto a Lucoli. 
L'osservanza dei più elementari dettami dell'ecologia e del rispetto dell'ambiente e del territorio, con cui i nostri amici abruzzesi vanno surrogando sentimenti bassi e deleteri, quali egoismo, individualismo e competizione imperanti, sono l'asse portante della fede nella saggezza di quelle forze che hanno creato il mondo naturale a beneficio di tutto ciò che vive. 
Certo, proprio come quel tempo in cui, come ho ricordato sopra, la gente amava le cose della natura, i boschi, le stelle, il volo del falco e il canto dell'allodola. 
E parlava ed agiva come se avesse un'anima.



                                                Valentino Valentini

                                           CO.RI.TA - CO.N.AL.PA.

mercoledì 2 aprile 2014

Troppi cervi e caprioli, la Regione vuole aprire la caccia selettiva. L’assessore Febbo: problemi agli agricoltori e alle specie protette. Protestano gli ambientalisti: pressione venatoria intollerabile

Riportiamo l'articolo del Centro del 4 marzo u.s.

"L’assessore Febbo: problemi agli agricoltori e alle specie protette. Protestano gli ambientalisti: pressione venatoria intollerabile.
Si chiamano “selecacciatori”. Sono cacciatori specializzati nell’abbattere alcune specie animali, come cervidi o cinghiali, per equilibrarne il numero rispetto all’estensione del territorio. Nelle intenzioni del regolamento che oggi verrà discusso in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale i selecacciatori dovranno garantire «la conservazione delle specie, assicurando un equilibrato rapporto con l'ambiente». Per i caprioli il rapporto ottimale varia da 10 a 30 capi per 100 ettari, per il cervo da 1,5 a 6 capi per 100 ettari. I selecacciatori dovranno usare armi con canna ad anima rigata e caricamento singolo manuale munite di cannocchiale di puntamento. Non potranno portare con sè cani. Il regolamento ha già suscitato le proteste del consigliere regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo («Aperta la caccia aperta a Bambi»). Contrari anche Wwf e Lipu: «La Regione rispolvera alla chetichella un provvedimento già ritirato nell’ottobre 2012 che sostanzialmente apre la caccia al cervo e al capriolo», dicono il presidente regionale Wwf Luciano Di Tizio e il referente Lipu Stefano Allavena. «Si tratta di due specie che sono tornate in Abruzzo dopo che la caccia le aveva completamente distrutte, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, grazie a un’intelligente operazione di reintroduzione in parchi e riserve naturali. Da allora le due specie si sono gradualmente diffuse anche all’esterno delle aree protette ma ancora oggi vi sono ampie zone, potenzialmente adatte, in cui, soprattutto il cervo, è molto raro o assente». Lipu e il Wwf ritengono «assurdo pensare di aprire la caccia a queste due specie, visto che è ancora in pieno svolgimento il processo di ricolonizzazione di vaste aree, e comunque senza studi adeguati sulla loro presenza in Abruzzo. In ogni caso ogni progetto di questo genere va respinto di fronte alla necessità prioritaria di tutela dell'orso bruno marsicano». La massima concentrazione di cervi si trova infatti nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo. «Aprire la caccia al cervo e al capriolo in questa zona, di estrema importanza per l’orso, significa aggiungere un ulteriore grave fattore di disturbo», dicono Lipu e Wwf.. Per l’assessore Regionale Mauro Febbo il regolamento «non è più rinviabile, per i problemi che la mancata gestione delle specie crea agli agricoltori e alle stesse specie protette: infatti è ormai acclarato dal mondo scientifico che il cervo è un forte competitore del camoscio d’Abruzzo». (cr.re.)".


Tanto per fare un riassunto, l'Assessore Mauro Febbo pensa di aprire la caccia a questi ungulati perché in sovrannumero tanto da arrecare danni agli habitat. Il Consigliere Maurizio Acerbo assurge a difesa di "Bambi", del turismo naturalistico, facendo notare che la concentrazione maggiore è proprio nelle aree PATOM. 
Andando in dietro nel tempo fino all’1983, si evince negli studi di Zunino, (pag 37/4.12) che il problema era già presente. La presenza eccessiva del cervo, danneggia l’habitat ed entra in competizione alimentare anche con l’orso. Per contro, l’orso, si giova dei cervi morti a causa dell’inverno e se ne alimenta nel periodo delicato del risveglio per cui ne trae un beneficio. Franco Zunino (fondatore di Wilderness Abruzzo) auspica da una parte la riduzione del cervo per motivi ovvi e dall’altra decanta il valore biogenetico del suo ritorno. Ci chiediamo in base a quali statistiche l'Assessore Febbo pensa di aprire questa caccia? Quali sono i territori studiati e da chi? Quanti sono cervi e caprioli in eccesso? Chi ne ha valutato l’impatto ambientale come pensa di ridurlo ed in che misura? 
Il signor Acerbo in base a quale teoria afferma che invece non si deve attuare il controllo del territorio (nel senso di proliferazione libera delle specie) per salvaguardare invece la sopravvivenza dell’orso e la salvaguardia di boschi e relativi habitat grifone compreso, lupi, gatto selvatico, ecc? 
Il cittadino, non sa perché cervo e capriolo sarebbero dannosi, e non vi sembra ad esempio che il passaggio dal bosco ceduo all’alto fusto oggi di moda, sia a dismisura più dannoso per gli stessi motivi che si vogliono invece scaricare sul cervo? Non abbiamo letto citazioni e numeri ufficiali da parte di studiosi che siano Zunino od altri. Se dovessimo riferirci a politici seri, questi, non dovrebbero far altro che attuare le misure suggerite da studi scientifici ufficiali e competenti che suggeriscono le misure, i modi, i numeri da rispettare. Gli studi scientifici, devono produrre prove inconfutabili e pubblicazioni inerenti le tesi che sostengono. Ognuno dovrebbe assumersi delle responsabilità al di la degli slogan. 
Al dottor Zunino chiediamo cosa ne pensa di tutta questa polemica. Le condizioni ed i numeri degli esemplari citati, dagli anni 80 ad oggi, sono cambiati? E’ giusto che la politica decida in proprio in un senso o nell’altro? E’ giusto che magari, cervi e caprioli debbano essere uccisi e non prelevati per ripopolare invece aree tipo il Gran Sasso o altre aree adeguate? 
Il cittadino vorrebbe essere certo che non si vogliano cavalcare argomentazioni puramente demagogiche e che non si voglia aprire la caccia per conservare una fetta di potere e compiacenza da parte di gruppi o interessi. La caccia non è certo il male primario della fauna ed il motivo della scomparsa di alcune specie che guarda caso (starna, orso, coturnici, lepre italica, ecc.) scompaiono e si estinguono anche in quelle aree dove la caccia è chiusa da decenni. L’orso in particolare è praticamente estinto nonostante lauti finanziamenti, studi e caccia chiusa. Il declino della fauna selvatica è il frutto, invece, proprio dalla pessima ed incompetente gestione dei territori e quindi da prese di posizione tipo questa. 
Chiediamo a chi fosse in possesso di dati certi di illuminarci....naturalmente stiamo dalla parte dei cervi ma contro le strumentalizzazioni politiche di ogni genere.

martedì 1 aprile 2014

UNA BELLISSIMA GIORNATA CON TANTI PARTECIPANTI PER LA FESTA DELL'ALBERO A LUCOLI

I partecipanti all'iniziativa verso la Chiesa di San Michele sullo sfondo Vado Lucoli ed uno dei sorbi montani piantati - Foto F. Soldati

La messa a dimora dei biancospini - Foto F. Soldati

Le piantine ricoperte di terra: marcheranno il sentiero - Foto F. Soldati

Uomini che piantano alberi - Foto F. Soldati

Primo piano di una pianta di Biancospino - Foto F. Soldati

Foto F. Soldati
La messa a dimora delle piantine - Foto Amici S. Michele

Le Guardie Ambientali di Pro Natura, Valentino Valentini entomologo del Co.RI.TA, Pierlisa Di Felice Coordinatrice Regionale Pro Natura, Kevin Cianfaglione ecologo botanico e paesaggista.

La visita della Chiesa di San Michele

La messa a dimora dell'albero sulla piazza di Vado Lucoli, la benedizione del Parroco - Foto F. Soldati
L'intervento del Sindaco di Lucoli Valter Chiappini - Foto Amici di San Michele

Dopo la fatica il pranzo - Foto F. Soldati

La preparazione del pranzo - Foto F. Soldati

Un affettuoso scherzo all'Entomologo Valentino Valentini, Coordinatore del Comitato Rimboschimento Taranto giunto per l'occasione dalla Puglia ...che non ha mangiato tutti quei piatti di polenta....- Foto F. Soldati