mercoledì 30 luglio 2014

LA STORIA DI UN PROGETTO CHE PREMIA I GIOVANI CERAMISTI: "GIOVANI EREDI PER VECCHI MESTIERI"

Particolare del Paliotto di Lucoli 
Immagine pubblicata su gentile concessione 
della SBSAE Abruzzo

Tra le tante iniziative portate avanti nel tempo dalla nostra Associazione particolare rilievo, da sempre, è stato riservato ai giovani. 


Abbiamo promosso il coinvolgimento dei ragazzi ideando le nostre iniziative per valorizzare il loro ruolo sul territorio rendendoli protagonisti in attività culturali che abbiamo sostenuto a livello economico (tra tutti ricordiamo i  mosaici dei bimbi della Scuola Pietro Marrelli e Jean Mirò sul monumento con i nomi delle vittime del sisma del 2009).

Quest'anno abbiamo pensato ai giovani artigiani della ceramica, a coloro che si apprestano ad acquisire le competenze del decoro e della scultura e che frequentano il Liceo Artistico "F.A. Grue" di Castelli (TE). Il Liceo è dedicato al grande maestro Francesco Antonio Saverio Grue autore della bellissima pala d'altare ideata e realizzata per la chiesa di San Michele di Vado Lucoli, conosciuta con il nome di "Paliotto di Lucoli".

Per incoraggiare la motivazione dei ragazzi, avvicinandoli anche al volontariato e nel contempo salvaguardare questa imprescindibile ricchezza culturale, abbiamo promosso un progetto di ricerca sui vecchi mestieri dell'Abruzzo Appenninico, finanziato grazie al sostegno della Federazione Abruzzo delle Banche di Credito Cooperativo.

Un'altra idea di fondo è stata anche quella di riproporre il “ritorno degli oggetti” recuperando il fare artigianale per combattere le vite troppo dense di “virtualità” e di frequentazioni online, per apprezzare la materialità “offline” degli oggetti che ci circondano o che hanno caratterizzato la nostra vita.

Sono stati mesi di lavoro, di sviluppo di una idea che ha visto la luce grazie al partenariato con l'Istituto Statale, l'aiuto della Soprintendenza Artistica ed Antropologica dell'Abruzzo ed il coinvolgimento dello sponsor.
I ragazzi partecipanti ad un apposito corso estivo hanno lavorato sulla traccia progettuale da noi fornita e sotto riportata.
"I mestieri un tempo erano tanti e tutti molto specializzati, potevano essere "a bottega" oppure "ambulanti", annuali o stagionali e le occupazioni più usuali erano comunque legate al tipo di economia in rapporto al territorio prevalentemente a carattere agricolo o montano. Le "Arti per via" erano uno scambio di attività e servizi tra le popolazioni montane dell'Appennino e quelle dell'entroterra costiero adriatico. 
Le tradizioni lavorative di Lucoli erano legate alla pastorizia: c’erano i caciai, i bassettieri, i fiscellai e i tosatori, oggi sono forse scomparse. 
I mestieri e le arti che si svolgevano erano anche legati all'agricoltura, all'allevamento degli animali, alle feste dei santi patroni, alle fiere. Alcune categorie erano dedite alla vendita delle mercanzie, altre avevano il compito di riparare oggetti di uso domestico o da lavoro, altre più improprie includevano saltimbanchi e giocolieri, musicanti, burattinai, maghi, cantastorie ed indovini. Ci raccontano i nostri nonni che i mestieri più comuni erano: l'acquaiolo, il nevaiolo, il capraio, il barbiere, l'orologiaio, il falegname, la merlettaia, il calzolaio, l'erborista, il pastore, il canestraio, il venditore di stoffe e lane, il balestriere, il saponaro, l'arrotino, il pignattaro e il boccalaro, il sellaio, il fabbro, il maniscalco, lo stagnino, il cenciaiolo, il saponaro, il taglialegna, lo spazzacamino, il facchino, il pizzicagnolo, il materassaio, il venditore di liquirizia, semi carrube, lupini, e caldarroste, i ceramisti (in primis quelli di Castelli d'Abruzzo). 
Tra i mestieri d'Abruzzo vogliamo anche ricordare: i cordari; gli intagliatori del legno; gli ombrellai; i calafati e i frescolai; i bottai; i carbonai; i cerai; i cardatori; gli scalpellini; i confettai; i cuochi; gli strumentisti; i coltellai; i vetrai; gli sediai; i maniscalchi; i liquoristi de l'Aquila, e tanti altri. 
Altro settore dell'artigianato di bottega, particolarmente rilevante dal punto di vista artistico, del quale annoveriamo un’esperienza proprio a Lucoli, è quello del ferro battuto. Doveroso parlare della tradizione della tessitura e dell'arte dei pizzi e dei merletti a tombolo che abbiamo più volte ospitato nei mercatini di Vado Lucoli, proprio a Vado Lucoli ci sono delle esperienze di ricamatrici che hanno lavorato incessantemente per molti anni". (Regione Abruzzo: http://cultura.regione.abruzzo.it/index.asp?modello=introMestieri&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=menuMest1).
Nelle foto che seguono abbiamo ritratto alcuni bozzetti dei lavori che sono in corso di realizzazione e che, una volta terminati su manufatto ceramico, saranno esposti durante l'evento Mostra Mercato Artigianale di Mezz'Agosto prevista a Vado Lucoli e Lucoli Alto il 10 agosto p.v.


Le aule del Liceo Artistico "F.A. Grue" dove vengono eseguiti i decori

La finalità del progetto è stata quella di approfondire e raffigurare, attraverso la creatività e la capacità espressiva del decoro ceramico, espressione dei giovani del Liceo artistico di Castelli, le tradizioni artigianali. Volevamo riportare alla luce le espressioni culturali dell’artigianato e dell’economia rurale che hanno caratterizzano la nostra comunità, e che costituiscono un vero e proprio patrimonio dal quale non si può prescindere se si vuole comprendere e valorizzare il territorio di appartenenza e quale migliore occasione dell'8a Mostra Mercato Artigianale di Mezz'Agosto, organizzata dall'Associazione Amici di San michele Onlus, per illustrarle ai visitatori? 

Il progetto si inserisce in un filone di più ampia valorizzazione di alcuni beni culturali del territorio sul quale lavoriamo da tempo con i nostri mezzi di volontari. Ci riferiamo ai borghi di Vado Lucoli e Lucoli Alto e alla Chiesa di San Michele Arcangelo che domina la collina prospicente alle Frazioni: elementi che a nostro parere sono meraviglie sottovalutate.

Le opere artistiche realizzate saranno incastonate nelle facciate delle case dei due borghi.

Saranno estratti, tra i soci dell’Associazione Amici di San Michele Onlus, organizzatori della Mostra Mercato, i nomi dei tre fortunati che potranno avere le formelle da incastonare negli intonaci delle facciate delle loro case per caratterizzarle.

Questa iniziativa che ci proponiamo di realizzare in più edizioni future è anche volta ad impreziosire con i decori artistici della maiolica i borghi delle due Frazioni.
Crediamo che l’Associazionismo ed il volontariato possano incoraggiare con il loro sostegno chi realizza le opere artistiche ed in questo caso i giovani studenti che saranno coinvolti nell'operazione di "disegno del paesaggio" di due belle realtà architettoniche del territorio.

Foto dell'archivio del Liceo Artistico "F.A. GRUE" di Castelli (TE)

Ringraziamo la Dirigente scolastica del Liceo artistico ed il Corpo docente per la motivazione ed il coinvolgimento che hanno saputo trasferire a questa iniziativa. Ringraziamo la Soprintendente Dotto.ssa Lucia Arbace per i preziosi consigli forniti per la realizzazione dell'iniziativa. Ringraziamo la Federazione Abruzzo BCC, da sempre attenta alle iniziative di sviluppo dei territori e dei giovani in modo particolare che ci ha sostenuto, ringraziamo la Confartigianato Abruzzo per il patrocinio e l'Associazione Amici di San Michele Onlus con la quale lavoriamo in stretta collaborazione e per lo spirito di collaborazione e l'entusiasmo che condivide con noi.


mercoledì 16 luglio 2014

ABBIAMO PERCORSO TUTTI I GRADINI DELLO SVILUPPO ASSOCIATIVO: L'IMPULSO E L'EMOZIONE ORA COLTIVIAMO IL SENTIMENTO

Nello sviluppo psicologico, esistono sostanzialmente tre gradini da percorrere. Il primo è l’impulso, che ci è dato per natura; e chi si ferma all’impulso non si esprime con le parole, ma con i gesti: si pensi come esempio al bullismo. Il secondo livello è quello dell’emozione, ovvero della risonanza emotiva che i nostri gesti e le nostre parole producono dentro di noi. Ambedue questi stadi li abbiamo provati subito dopo il terremoto, cercando di raccogliere fondi pensando a tante possibili finalità che garantissero un futuro migliore al territorio di Lucoli, collaborando con l'Amministrazione comunale ad esempio per reperire parte dei fondi per il Poliambulatorio.
Il terzo e ultimo livello è quello del sentimento, che non è dato per natura, ma per cultura: tutti i popoli, dai più primitivi a quelli contemporanei, hanno raccontato miti, storie dove sono indicati nomi e percorsi sull’ordine sentimentale: per intenderci, ad esempio nella mitologia greca, noi ritroviamo una fenomenologia dei sentimenti impersonati da Zeus, che è il potere, da Atena che è l'intelligenza, da Apollo, la bellezza, da Dioniso, la follia, da Ares, l’aggressività, … da questo tipo di racconti abbiamo imparato a scuola i sentimenti degli antichi ma anche i nostri di uomini contemporanei.
I nostri sentimenti associativi sono prevalentemente racchiusi nel progetto del GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA, nato sulla spinta di tanti valori culturali, da quelli ambientali a quelli della predisposizione di un bene comune concepito come un monumento verde, da quelli del significato della memoria e dell'albero come ricordo dell'uomo "giusto" (che ci hanno trasmesso gli amici ecologisti del Keren Kayemet LeIsrael, partner esteri del progetto, che volevano ringraziare gli abruzzesi per aver salvato durante la seconda guerra mondiale molti correligionari) ed infine abbiamo voluto confezionare un "mito" per i giovani delle scuole di Lucoli e di Avezzano, legandolo ai loro mosaici raffiguranti il dopo sisma, mosaici incastonati dietro al monumento che riporta i nomi delle vittime del 2009.
Con la parola “mito”, vogliamo intendere quel modo di pensare comune, quei dettati gnotici, ad esempio gli slogan televisivi, che trasmettono un “pensiero non pensato”. Un pensiero non pensato che però l’uomo comune assume, perché costituisce per lui una direzione semplice del proprio percorso di vita.
I bambini di Lucoli delle Scuole Pietro Marrelli e Jean Mirò parteciparono ad un progetto sostenuto dalla nostra Associazione per raffigurare, attraverso la tecnica del mosaico, immagini del dopo sisma del 2009.

A quel tempo pensammo ai mosaici come ad un emblema, come ad un simbolo: quando gli ex alunni (sono passati cinque anni) rivedranno i loro mosaici, fissati nel monumento, saranno costretti ad attivare un pensiero, un ricordo ed a prendere coscienza delle loro speranze di bambini, espresse in quel momento, con manufatti artistici: hanno raffigurato arcobaleni, soli splendenti, fiori, simboli di amore. Hanno percepito un futuro migliore. 
Siamo coscienti che l’unico luogo in cui si può riattivare il pensiero è la scuola è per questo motivo che investiamo risorse su progetti con e per i giovani.
I mosaici, furono eseguiti in alcuni casi con materiali per interno,  o con resine e collanti che non hanno resistito agli agenti atmosferici esterni del luogo e per questo motivo si sono deteriorati. 
Abbiamo restaurato il monumento, riproducendo fedelmente i decori dei bambini su formelle ceramiche resistenti al gelo: sono esattamente identici agli originali e più resistenti.
Questa attività di costante manutenzione del GIARDINO è l'espressione del nostro sentimento di uomini e donne per un territorio.
I mosaici riprodotti su ceramiche e posti in opera

mercoledì 9 luglio 2014

IL MYOSURUS MINIMUS A CAMPO FELICE

Myosurus Minimum
Rinvenuto anticamente a Tramuschio, nella pianura modenese al confine con il Mantovano da Fiori e distribuito nella Flora Italica Exsiccata al n. 1477. Citato nella prima "Lista Rossa" della flora modenese (Alessandrini & Manzini, 1997).

Questo rarissimo fiore appartenente alla famiglia delle ranunculaceae, fa parte della checklist della flora di Lucoli. 
Ci è stato segnalato dal botanico Fabio Conti. Come tutte le specie rare ed interessanti presenti sul nostro territorio, anche questa minuscola specie erbacea, viene da noi tenuta sotto controllo da diversi anni. Viene monitorata, ed eventuali modificazioni, vengono annotate nei nostri appunti, e trasmesse al Centro di Ricerche Floristiche dell’Appennino presso Barisciano AQ. (www.unicam.it /Università degli studi di Camerino).
A questo centro, è stato affidato anche l’erbario della flora di Lucoli. Esso comprende ca. 1.500 fogli di erbario Exiccata. Il nostro erbario, è entrato quindi a far parte dell’ Index herbariorum mondiale di San Colombo con oltre 40.000 fogli e rappresenta buona parte della flora della catena Velino Sirente, oltre che la flora completa di Lucoli. 

Tornando al Myosurus, esso è sempre stato diffuso su una piccolissima area del letto lacustre della Camardosa. Questa curiosa specie, vegeta nei fanghi marginali lacustri. Copre generalmente una superficie di ca. 300 ml. x 20 m. Nel corso degli anni, sono stati registrati degli alti e bassi di vegetazione, con annate di buone fioriture ed anni, con assenza quasi totale. Da notare, che esso, fiorisce da fine aprile a giugno, a seconda del decorso climatico. In molte occasioni, si osserva la sua fioritura sotto il livello dell’acqua lacustre. E’ difficile da osservare, in quanto, ci riferiamo ad una pianta con fiori, piccolissimi e di colore mimetico, biancastro che si confonde subito con lo scapo fiorifero di colore verde chiaro. Volgarmente, si definisce “Coda di topo", a causa della somiglianza dello scapo, con la coda del piccolo mammifero roditore. Anche il Myosurus, come il Sedum nevadense, nel 2013, è esploso a Lucoli in maniera esponenziale grazie alla stagione molto umida e ad altri fattori climatici concomitanti, come ad esempio, le temperature costantemente primaverili fredde. Questi fattori, hanno contribuito sia a prolungare la stagione della fioritura fino a metà giugno, sia ad allargare l’area di vegetazione, che è passata da un ha. scarso a circa 12/15 ha., fino a coprire in pratica tutta la parte centro/est della superficie lacustre. Delle condizioni favorevoli, hanno risentito positivamente, anche l’aspetto vegetativo della pianta, sia la concentrazione di elementi per mq  in alcune superfici, si aveva una concentrazione di oltre 100 piantine per mq. 
La cosa che colpisce, in queste occasioni, è la capacità di sopravvivenza che hanno questi semi, che restano in letargo, per anni, forse decine e centinaia di anni, in attesa delle condizioni propizie per tornare a vivere. 
Questo angolo di Campo Felice, fortunatamente è conservato in maniera quasi integra e riesce a mantenere il proprio equilibrio biologico e di habitat favorevole alla sopravvivenza di molte specie vegetali. In maggioranza, graminaceae, ma anche ranuncoli, rosaceae, sedum e crassulaceae. L’unico forte disturbo, è dato dalla soprastante strada statale e dai materiali di risulta provenienti da essa. 
Diamo atto alla presente amministrazione comunale della positiva ordinanza di chiusura al traffico della sterrata che attraversa il lago. Il traffico di motorizzati, dal 2014, si è positivamente ridotto, eliminando il danno ed il disturbo che tali mezzi creano verso l’ambiente.
Testo di R. Soldati


PLANT PROFILE / INFORMAZIONI :
Rank: species / specie
Status name: accepted / accettato

Nomi comuni / Common names


Italia Italian name / Nome italiano: 
Coda di topo

Inghilterra English name: tiny mousetail
U.S. US name: Blood Strange

Francia French name: queue de souris
Germania German name: Mäuse
Spagna Spanish name: cola de ratón

Myosurus minimus
Name also: Tiny Mousetail
Family: Buttercup Family – Ranunculaceae
Growing form: Annual herb.
Height: 3–12 cm (1.2–4.8 in.). Stem delicate.
Flower: Perianth regular (actinomorphic), pale yellow, 5–8 mm (0.2–0.32 in.) wide. Petals 5–7, yellowish white or reddish, linear, tubular, often lacking. Sepals 5, lanceolate, spurred. In fruiting stage receptacle extends up to 5 cm (2 in.) long. Stamens 5 or more. Gynoecium separate, with many pistils. Flowers solitary, terminating scape.
Leaves: A basal rosette, long-stalked, glabrous. Blade barely wider than stalk, linear, with entire margins, blunt, glabrous.
Fruit: Flat, brown, often slightly hairy, 1–1.5 mm (0.04–0.06 in.) long achene. Achenes with elongated receptacle press against one another.
Habitat: Dry meadows, archipelago bird rocks, rocky yards, roadside embankments, paths, car tracks, fallow land, fields, gardens, flower beds in parks.
Flowering time: May–June.
Mousetail sprouts in early spring and grows quickly in the damp ground left by melting snow and ice. The plant sometimes begins to open its inconspicuous flower in May when it is only a few centimetres high. The small flower’s almost tubular petals are visited by flies, but mousetail often has to pollinate itself. As the seeds ripen the gynoecium and receptacle extend, becoming tens of times larger than before, and at this stage there is no doubt about where the plant got its name: its similarity to a mouse’s scaly tail is obvious. The plant has a marvellous seed production and can reproduce quickly in a favourable environment.
Delicate and low-growing mousetail cannot compete with larger competitors. The species favours rich, open habitats and likes a lot of nitrogen and quite neutral soil. In a large part of Finland it only grows in culturally influenced places, as a weed in fields and yards. Southern Finnish seashores where the rocks have been fertilized by bird and fish excrement, and calcium has been added from mussel shells, could have been mousetail’s original habitat. Mousetail is however highly adaptable and even grows in holes that have been left by crumbling plaster.

mercoledì 2 luglio 2014

PREMIO SAN VENCESLAO: LO HA VINTO GIUSEPPE DEL ZOPPO

Allo scrittore di Lucoli, Giuseppe Del Zoppo è stato assegnato il Premio Culturale San Venceslao 2014. 
Apprezzatissimo il suo libro, 'Un soldato di montagna'.


Si è tenuta a Bolzano, la cerimonia di consegna del "Premio Culturale San Venceslao" decima edizione 2014, organizzato dall'Accademia Culturale Internazionale San Venceslao, che quest'anno ha visto impegnata notevolmente la commissione, per l'esame delle numerose opere giunte che dopo lo scrutinio, ha visto l'attribuzione del premio, allo scrittore Giuseppe Del Zoppo, che tutti conosciamo a Lucoli, per la realizzazione del libro "Un soldato di montagna" destinato ad arricchire la letteratura alpina.
Il premio è stato consegnato dal presidente Sergio Paolo Sciullo della Rocca che nel suo breve discorso ai convenuti ha evidenziato come l'accademia attraverso le sue costanti attività culturali tende a promuovere nuove e singolari opere nel campo delle Lettere, delle Scienze e delle Arti. 
Il libro di Del Zoppo, ha meritato tra l'altro l'assegnazione della medaglia del presidente del senato Pietro Grasso, e la medaglia della presidente della camera dei deputati Laura Boldrini. Al termine della cerimonia è stato festeggiato il 10° anniversario di vita culturale dell'Accademia e consegnato ai componenti del Corpo Accademico il nuovo Statuto edizione 2014 che vede maggiormente ampliato il settore della storia patria.
Congratulazioni da tutti noi.
Per saperne di più:
http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=106279&typeb=0&Premio-San-Venceslao-vince-scrittore-aquilano-