venerdì 31 ottobre 2014

IL RECUPERO DELLA MEMORIA PER I CADUTI DI LUCOLI DELLA GRANDE GUERRA NELLA FESTIVITA' DEI DEFUNTI

La tomba di un soldato di Lucoli della Grande Guerra nel cimitero di S. Giovanni


Il centenario della Grande Guerra (1915-1918), unito alla prossima festività della commemorazione dei defunti, rappresentano una importante occasione per richiamare l'attenzione sul tema della memoria dei caduti di Lucoli.

Nei quattro anni della Grande Guerra morirono in azione o per le ferite riportate almeno nove milioni di uomini, più del 13% dei mobilitati. Un numero di caduti più che doppio rispetto al totale di tutte le guerre dalla Rivoluzione francese al 1914. Nella sola battaglia della Somme, sul fronte occidentale fra il luglio e il novembre 1916, morirono più di un milione di soldati degli opposti schieramenti. La prima guerra mondiale, una guerra industriale e moderna, inaugurò la morte di massa. Ma se la morte era ovunque, il lutto apparteneva a ogni singola famiglia, che aveva bisogno di un luogo in cui piangere il proprio congiunto. La maggior parte dei soldati trovò sepoltura frettolosa in fosse comuni, ma molte migliaia letteralmente sparirono, dilaniati nelle trincee sconvolte o sepolti sotto le valanghe e nei crepacci del fronte alpino. Quelli che morivano negli ospedali delle retrovie trovavano generalmente posto nei cimiteri del villaggio più vicino, talvolta in spazi appositamente recintati. Cimiteri furono allestiti anche in prossimità dei campi di prigionia. Sul fronte orientale, assai più mobile, è incalcolabile il numero di soldati (turchi, russi, austro-tedeschi) che non poterono avere una sepoltura degna di questo nome. Di fronte all’enormità della tragedia s’impose ai governi – ma ebbe soluzione solo nel dopoguerra – anche un compito spirituale: far sì che la sepoltura rimandasse a un valore ideale, al mito del soldato sacrificatosi per il bene superiore della patria o per la gloria del suo impero. I cimiteri divennero così, negli anni fra le due guerre, “templi del culto nazionale” (G. L. Mosse), insieme ai monumenti ai caduti che costellano l’Europa.

Negli anni immediatamente successivi al conflitto la tematica fu quindi molto sentita dalle istituzioni e dalla collettività, soprattutto nel nord Italia e nacquero parchi e viali della rimembranza, luoghi del ricordo di grande forza evocativa e, nel tempo capaci di acquisire valenza monumentale e paesaggistica. La stessa motivazione concettuale ripresa dalla nostra Associazione con il giardino Botanico della Memoria dedicato alle vittime del terremoto d'Abruzzo. 
La Grande Guerra, tanto sanguinosa quanto povera di figure di "condottieri" da celebrare come eroi produrrà un'inversione di tendenza: nacquero i parchi urbani, dedicati a tutti i caduti, in cui l'elemento antropico entrò in simbiosi con quello naturale rappresentato dalle piante da mettere a dimora solitamente in numero pari a quello dei caduti che risiedevano nel centro dove si allestirono queste rappresentazioni simboliche. La funzione di tali piantagioni fu anche quella di concorrere all'educazione delle nuove generazioni.
Il messaggio sotteso a questo simbolismo legato alle alberature era quello della "rinascita", un messaggio di giovinezza piuttosto che di morte (Rosso 2006, p. 375).
Nel 1923 fu pubblicato un esaustivo quadro dello stato di realizzazione di parchi e viali (Lupi 1923, p. 115 e sgg) nella relazione si elencarono tutti i comuni nei quali risultarono istituiti i comitati per realizzare le cosiddette "selve votive". L'Abruzzo, in rapporto alla sua popolazione vantava il più alto tributo di vittime di guerra e i suoi governati si dimostrarono entusiasti della proposta ministeriale in particolare nell'area montana dell'aquilano, dove la percentuale di istituzione dei comitati sfiorò la totalità dei comuni. Nacquero centottantotto comitati ed all'Aquila furono realizzati 15 parchi e viali e forse non vi è memoria locale del fatto che uno di questi fosse a Lucoli.
A rimarcare la centralità di quei luoghi nella vita della collettività d'allora fu l'enorme mole di cartoline illustrate raffiguranti parchi e viali abruzzesi, questi luoghi furono per molto tempo oggetto di cura e devozione, sentimenti cessati al termine del conflitto della seconda guerra mondiale, visto che l'Abruzzo fu coinvolto direttamente con il fronte di guerra attestato sulla linea Gustav. 
Il parco della rimembranza di Lucoli, fu uno di quelli soppressi con una nota del 5 luglio 1932, fu abolito a causa "dello stato di deplorevole abbandono in cui era stato tenuto", ordinando al Delegato municipale di Lucoli, Giovanbattista Palumbo, di rimuovere gli ultimi "avanzi che ne sono rimasti" (ASAQ, Comune dell'Aquila, LL.PP. e comunicazioni, CL4, Busta 256, f.7).
Oggi cosa resta a Lucoli in memoria dei caduti della Grande Guerra?


Monumento ai caduti di Lucoli a Collimento
Un monumento a Collimento, un altro monumento recentemente inaugurato in nome dei caduti delle Patrie Battaglie, realizzato su iniziativa dell'Accademia Culturale Internazionale San Giovanni Crisostomo e delle croci di ferro annerite dal tempo nel cimitero di San Giovanni ove giacciono i resti di coloro che nessuno ricorda più.
Abbiamo voluto dedicare un pensiero a quelle croci anonime poste in terra a marcare una simulacro che nessuno visita più, identificate con dei numeri e neanche con un nome.
La funzione dei cimiteri è una funzione dell’immaginario. Il cimitero, e tutto ciò che vi si fa, è una sorta di “teatro dell’anima”: la terra rappresenta l’anima, la fotografia e il nome sulla tomba una sorta di coperchio che non fa “passare” il defunto. L’interiorizzazione del morto lo fa diventare una parte di noi sempre presente nonostante la sua assenza.
Le tombe dei militari che riposano a S. Giovanni non hanno nè foto nè nome, sono posate lì come pietre che non suscitano ricordi.
In occasione della festività dei defunti, del prossimo 4 novembre festa delle Forze Armate e, anche dell'11 novembre giorno della memoria per i caduti della Grande Guerra, abbiamo voluto dedicare i nostri pensieri e l'attenzione di chi ci segue alle tombe numero 78 e numero 53.
Lavoreremo per riportare alla luce i nomi dei soldati che vi giacciono per raccontare, se possibile, le loro storie e coltivare in questo modo la memoria di una comunità che non deve essere perduta.

Viene osservato l'11 novembre il "Remembrance Day" giorno in cui nel 1918 finì la Prima Guerra mondiale ed il fiore di papavero ne è il simbolo

Testo liberamente tratto dall'articolo di Aldo Giorgio Pezzi e Patrizia Luciana Tomassetti pubblicato sulla rivista "ArcHistoR anno I (2014) n.1" intitolato: "Il recupero della memoria:parchi e viali della Rimembranza. Primi esiti di una ricerca in Abruzzo".

venerdì 24 ottobre 2014

Giardino Botanico Appenninico Campo Felice Lucoli (Abruzzo) is included in the survey panel for European Arctic and Alpine Botanic Gardens

I giardini botanici alpini d'Europa

Alpine and Arctic Botanical Gardens are an extraordinary set of gardens, with their own history, outstanding collections, and specific challenges. To share knowledge and experiences within their field, the first Congress of Alpine and Arctic Botanical Gardens (“AABG I”) was held in Lautaret in 2006. In 2009, Munich proudly hosted the second congress (“AABG II”).
With the help of a private donation, Munich Botanic Garden has prepared a map of Arctic and Alpine Botanic Gardens in Europe. 66 gardens met the criteria for inclusion: 44 gardens at high altitudes (>1200 m a.s.l.); 5 gardens near the Polar Circle (>64°N); 17 gardens neither in high altitudes nor near the Polar Circle, but dedicated exclusively to alpine and arctic plant species. With 25 alpine botanic gardens, Italy holds the greatest number and one is in Lucoli (AQ): the Giardino Botanico Appenninico Campo Felice.

Crocus vernus in Campo Felice Garden - Photo R. Soldati
The panel will be available as pdf-download for the whole community of Arctic and Alpine Botanic Gardens.
One of the conclusions of the previous conference in Lautaret in 2006 was that a hardware table, which gives a survey of all the Alpine and Arctic Botanic Gardens (AABG) in Europe, would be an attractive tool for every garden and would contribute to mutual publicity.
Munich Botanic Garden prepared this panel, with the financial support of a private sponsor and the patience of Christine Freitag for the layout. It was distributed during the 2009 conference as a pdf-file, so that each garden can adjust the size of the panel to its conditions. For the whole AABG community the panel is now also available as a download from the Lautaret webpage (http://sajf.ujf-grenoble.fr/).

Criteria for the selected gardens 
To compile the list of gardens to be displayed on the panel, selective criteria for an AABG had to be agreed. Of course an AABG has to fulfill the general definition of a Botanic Garden, given by by BGCI (Wyse-Jackson 1999):

“A botanic garden is an institution holding documented collections of living plants for the purposes of scientific research, conservation, display and education.”

But many Botanic Gardens hold alpine collections interalia. Therefore the definition of an AABG was narrowed further to those gardens, which are:
• located in high altitudes; >1.200 m a.s.l., or
• located near the polar circle; >64°N, or 64 Networking
• dedicated exclusively to alpine and arctic plants

Of an estimated total of 2.500 Botanic Gardens worldwide, probably far fewer than 100 meet these criteria. In the current survey for Europe a total of 67 AABGs were registered. 45 of them are in high altitudes, 5 near the polar circle, and 17 are neither in high altitudes nor near the polar circle, but their collections are are restricted to alpine and arctic plant species. 
Layout of the panel
During the selection of the Botanic Gardens for the table, it soon became clear that there would be little space to list more than the mere names. So it was decided that the aim of the table should be to give an idea of the overall distribution of European AABG. For each garden only basic information should be given, such as name, country, elevation, and rough location.
The panel’s size is 88 x 63 cm and displays the AABG distribution on a physical map of Europe, with a magnification of the Alps region. A short introduction in four languages (English, German, French, Italian) explains what kind of Botanic Gardens are included and where further information for the individual gardens can be found.
Country by country Italy holds the greatest number of Alpine botanic Gardens with 25. It is followed by Austria (12) and Switzerland (10).

Italy
Giardino Botanico Alpino ”Saussurea” Courmayeur (Val d’Aosta), 2.180 m
Giardino Botanico Alpino ”Paradisia” Parco Nazionale Gran Paradiso (Val d’Aosta), 1.700 m
Giardino di Castel Savoia Gressoney Saint-Jean (Val d’Aosta), 1.350 m
Giardino Botanico Alpino “Fum Bitz” Parco Val Sesia (Piemonte), 1.608 m
Giardino Botanico Montano “Nostra Signora di Oropa” Santuario di Oropa (Piemonte), 1.200 m
Giardino Botanico “Alpinia” Monte Mottarone (Piemonte), 800 m
Giardino Botanico Alpino “Bruno Peyronel” Colle Barant (Piemonte), 2.290 m
Giardino Botanico Alpino “Valderia” Terme di Valdieri (Piemonte), 1.370 m
Giardino Botanico Prealpino “Ruggero Tomaselli” Cima Campo dei Fiori (Lombardia), 1.226 m
Giardino Botanico Alpino “Rezia” Bormio (Lombardia); 1.350 - 1.420 m
Giardino Botanico Alpino ”Viotte” Monte Bondone (Trentino), 1.540 m
Orto Botanico del Monte Baldo Monte Baldo (Veneto), 1.230 m
Giardino Botanico Alpino “San Marco” Monte Pasubio (Veneto), 1.040 m
Giardino Botanico Alpino Monte Corno Monte Corno (Veneto), 1.350 m
Giardino Botanico Alpino “Antonio Segni” Monte Civetta (Veneto), 1.714 m
Giardino Botanico delle Alpi Orientali Monte Faverghera (Veneto), 1.500 -1.600 m
Giardino Botanico Alpino “Giangio Lorenzoni”Pian del Cansiglio (Veneto), 1.000 m
Giardino Botanico Alpino di Pietra Corva Monte Pietra di Corvo (Lombardia), 930 m
Giardino Botanico Alpino “Esperia” Monte Cimone (Emilia Romagna), 1.500 m
Orto Botanico “Pania di Corfino“ Piè Magnano (Toscana), 1.370 m
Orto Botanico delle Alpi Apuane “Pietro Pellegrini“ Pian della Fioba (Toscana), 900 m
Giardino Botanico Alpino di Campo Imperatore Gran Sasso (Abruzzo); 2.110 m
Giardino della Flora Appenninica di Capracotta Capracotta (Molise), 1.550 m
Giardino Botanico “Nuova Gussonea“
https://sajf.ujf-grenoble.fr/sites/sajf/files/pdf/ProceedingsMunich2009.pdf

Author's note
Currently, the Botanical Garden lives in a state of neglect. Could not have an institutional role that would allow it to be asked for advice in the area of environmental impact. The botanical garden was not cured by the institutions. Since its inception, has been flooded with all kinds of environmental destruction for which no one has ever asked if it was compatible coexistence. Unfortunately, the entire plateau of Campo Felice, is subject to environmental abuses in the name of tourism. 
Our Association complaint, since it was born, all kinds of environmental damage committed also fighting against the common callousness.
Photo by "Un Giardino in diretta"
Photo by "Un Giardino in diretta"
Photo by "Un Giardino in diretta"
http://giardinoindiretta.blogspot.it/2014/07/giardino-botanico-appenninico-di-campo.html

domenica 19 ottobre 2014

MORENA STERPONE E IL SUO LIBRO: IL "SEGRETO DELL'ALBUS SHOP"

Morena Sterpone
Morena è nata all'Aquila nel 1987 e vive a Casamaina di Lucoli.
Innamorata fin da bambina dello scrivere ha vinto il Premio Nazionale "il filo d'Argento" classificandosi nel 2013, nella quinta edizione, al primo posto nella sezione "solidarietà".
E' una giovane donna dal sorriso aperto e gentile e dagli occhi vivaci e sognanti, lei che vive in un paese di montagna ha capito che attraverso la scrittura, può uscire, volare in luoghi fantastici e voltare pagina tutte le volte che vuole.
E' grande questa sua esperienza di classificazione ad un Premio Nazionale e tutti nel territorio dovrebbero esprimerle la contentezza di poterla conoscere: per molti dei nostri ragazzi la scrittura è solo la produzione di un tema scolastico, qualcosa di obbligatorio, di soffocante. Un articolo di qualche tempo fa del Sole 24 Ore era titolato: LA SCRITTURA E' MORTA: perché i nativi digitali di oggi, fanno ormai a meno della penna per prendere appunti o per comunicare e soprattutto scrivono solo in modo sintetico comunicando con flash di concetti; figuriamoci come possano pensare di scrivere un libro? Oggi i ragazzi che comunicano in forma scritta lo fanno solo via email, sms o social network, senza contare uno strumento come il wiki che permette di condividere uno stesso spazio di scrittura: sono forme basiche, tutta la didattica scolastica andrebbe riformulata per sviluppare nei giovani la voglia di scrivere.

E allora Viva Morena, il suo libro ed il premio ottenuto che ne evidenzia la bravura!

Leggiamo il suo libro, visitiamo le strade di Storyland City, entriamo nella bottega del signor Albus scopriamo la magia di questo fantasy. 
I libri fanno festa nella libreria dell'Albus, ma Romeo, capitano degli ussari (anche se è solo un soldatino di piombo dagli occhi tristi), se ne sta in un angolo della vetrina a scrutare pensieroso il cielo scuro rimpiangendo i giorni felici trascorsi accanto alla sua amata e costretto a stare lontano da lei a causa di Mr. KD, il terribile joker, re della scatola degli scherzi. Nel negozio c'è una magia ed il talismano che lo proteggeva erano due scarpette da ballerina, che agitazione per tutti gli abitanti della libreria quando furono vendute......
Continuate da voi: il libro si legge tutto d'un fiato.



"A voi che avete creduto in me. Senza riserve. Senza vacillare mai...anche quando a vacillare ero io.
Grazie"
Il Segreto dell'Albus shop di Morena Sterpone
Aletti Editore di Altre Sembianze SrL
Giugno 2014

lunedì 13 ottobre 2014

11 OTTOBRE 2014 TUTTI AL LAVORO AL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI GRANDI RISULTATI

Il giardino botanico della memoria a fine giornata dopo il lavoro dei volontari
panchine pulite e riverniciate

Il tetto del monumento in corso di sostituzione

I ragazzi di Viviamol'Aq al lavoro per costruire le panchine

Le panchine costruite con le macerie di Lucoli  prendono forma
La terra di ogni pianta è stata rincalzata
Posa in opera del nuovo tetto sul monumento con i nomi delle vittime del sisma

Riparazione delle assi spezzate della staccionata
L'erba rasata viene rastrellata
Foto ricordo dei giovani di Viviamol'Aq  seduti sulle loro nuove panchine

Dopo il lavoro un buonissimo pranzo in comune con lo sfondo delle montagne

Splendida giornata quella di sabato 11 ottobre, sono intervenuti molti amici ed è stato fatto tanto lavoro di manutenzione al Giardino della Memoria. Riparate rete e staccionata, il tetto del monumento, rasata l'erba e dipinte panche e staccionata.
Curate le piante, compreso il grande albero monumentale di morus nigra che vegeta di fronte all'Abbazia di San giovanni che si è ammalato.
I giovani dell'associazione Viviamol'Aq ci hanno riempiti di speranze: rappresentano il futuro, con le sue idee e motivazioni che emerge.
Non scriviamo più parole lasciamo alle foto e ad alcuni pensieri del Presidente Napolitano il compito di commentare il senso dell'esserci ritrovati in tanti a lavorare per un'idea di comunità e di bene comune.
“L’opera dei volontari giova a chi la riceve. Aiuta a fronteggiare situazioni difficili, traumi di diversa natura, aiuta a uscire da condizioni di isolamento. Offre strumenti di crescita, sostegni che consentono di fare meglio, di essere migliori studenti, migliori lavoratori, migliori cittadini. Vorrei osservare, però, che l’attività volontaria arricchisce anche chi la svolge, innanzitutto perché è moralmente appagante, e poi perché integra il tempo dedicato al lavoro, allo svago, alla cura dei propri cari. E giova anche per ragioni pratiche: come una occasione di vita attiva per gli anziani che hanno cessato l’attività lavorativa, così come una passerella verso il lavoro per gli studenti che acquisiscono in questo modo relazioni ed esperienze fruttuose. Per chi vive il volontariato all’interno di prospettive religiose o etico-politiche, infine, esso vuole essere anche un contributo a un disegno, a un processo di miglioramento della società.”....“Vorrei concludere questo intervento con un invito ai giovani. Non sono ancora abbastanza tra loro quelli che si dedicano al volontariato – e temo che ciò possa essere il riflesso di tessuti sociali sfilacciati, e comunque poco coesi, con i quali dobbiamo seriamente fare i conti. Comunque questa – come ho già detto – deve essere considerata un’attività non solo moralmente appagante ma anche preziosa come apertura verso il mondo del lavoro"..."E convinciamoci noi tutti che il volontariato non è un ambito accessorio della nostra convivenza, ma ne è linfa vitale, e costituisce aggiungo un elemento distintivo della qualità della nostra democrazia e del nostro vivere sociale”.
http://www.rovmilano.it/napolitano-volontariato-orgoglio-e-conforto-del-nostro-paese/


giovedì 9 ottobre 2014

CI AIUTIAMO. 11 OTTOBRE MANUTENZIONE STRAORDINARIA AL GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA.


Sabato 11 ottobre ore 09.30: appuntamento al Giardino Botanico della Memoria per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il monumento con i nomi delle vittime del sisma danneggiato dal furto del tetto di rame
Il GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA A LUCOLI (AQ) E' UN BENE COMUNE
Ci piace sentirci "importanti" al pensiero di condividere il lavoro manuale e poi un pasto insieme agli amici che interverranno e ci vogliamo ripetere un po' di dottrina che i nostri "Padri" hanno scritto nella Costituzione. 

Abbiamo costruito e donato un "monumento verde" che è il Giardino della Memoria cioè un bene di tutti. La condizione di bene comune non può essere intesa senza evocare, alcuni altri concetti-chiave: popolo, cittadino, lavoro, solidarietà
Le trascuriamo queste parole nei nostri linguaggi comuni e spesso non le sosteniamo con i fatti, una giornata di volontariato per mantenere un bene comune è un fatto!

Il bene comune è il principio ordinatore della Costituzione, che lo definisce come «interesse della collettività» (art. 32), «interesse generale» (artt. 35, 42, 43 e 118), «utilità sociale» e «fini sociali» (art. 41), «funzione sociale» (artt. 42, 45), «utilità generale» (art. 43), «pubblico interesse» (art. 82). Espressioni non coincidenti, ma convergenti, che si integrano l’una nell’altra in una coerente architettura di valori.

Popolo è la parola più pregnante per designare il soggetto collettivo che è il protagonista della Costituzione: ad esso appartiene la sovranità (art. 1), e perciò in suo nome viene amministrata la giustizia (art. 101).

• Al popolo come soggetto collettivo corrisponde una parola altrettanto ricca di senso, cittadino. Il cittadino è per definizione membro del popolo, e dunque titolare della sovranità. Perciò «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge», ed «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana» (art. 3). Ai cittadini spettano diritti inviolabili come la libertà (artt. 13, 15, 16), e in particolare la libertà di riunione (art. 17), di associazione (artt. 18 e 49), di culto (art. 19), di parola, di pensiero e di stampa (art. 21): diritti, tutti, connessi strettamente con la libertà della cultura.

• Un altro grande tema della Costituzione, il lavoro, ricorre sin dall’incisiva definizione dell’art. 1: «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro»; ed è al cittadino-lavoratore che l’art. 36 assicura una «esistenza libera e dignitosa». Perciò, recita l’art. 4, «la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto».

• Infine, i valori del bene comune e l’etica del lavoro e della cittadinanza determinano nella Costituzione i «doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» richiesti ai cittadini (art. 2).


Tanto sottende alla voglia di incontrarci spontaneamente per "fare" cooperando, per unire le forze ed essere disponibili anche a fare gli operai per manutenere il "memoriale del sisma" dedicato alle sue vittime, per prepararlo ai mesi invernali, per la ricorrenza dei  morti e per sanarlo dai danni compiuti dai vandalismi.
Insieme, lavorando, vogliamo fare cultura: per sfuggire agli illusionismi e ai lassismi che ci assediano, che ci fanno sembrare che tutto sia inutile, con spirito di resistenza per ricreare una cultura della cittadinanza attiva, fattiva e non parolaia, capace di muovere le cose e di progettare il futuro.
Con noi gli Amici di San Michele Onlus, i Giovani di VIVIAMOLAq, che, per l'occasione, realizzeranno un loro progetto e siamo onorati della loro presenza.
Parteciperà anche l'Azienda Agricola Martini dell'Aquila che da anni cura la manutenzione del Giardino.
Vi aspettiamo in tanti.

venerdì 3 ottobre 2014

ASSUNTA PERILLI E LA BISACCIA DI LUCOLI

Tratto da "abruzzoèappennino" rivista trimestrale dell'appennino abruzzese
Assunta Perilli, quarantacinquenne di Campotosto, paesino aquilano stretto tra le montagne che incastonano quel lago a cui il Comune presta il nome. È la trua (spoletta in cui si posiziona il filo) l’interprete più fedele della sua creatività, dei suoi stati d’animo, della sua cultura e dei suoi studi. «Muta la spola che passa e ripassa» scriveva Pascoli, ma i lavori parlano di Assunta, raccontano la sua storia e le sue giornate passate a dar vita alle tele, al lume di una piccola lampadina che raccoglie l’atmosfera e agevola la concentrazione tra licci (che determinano il disegno della tela) e pedacchie (rotelle), cavicchia (arnese utile a girare), pedali e fili di una lana naturale rigorosamente fornita da pastori locali, al costo di cento euro al chilo.
Assunta ha trasformato il suo lavoro da arido mezzo di sopravvivenza a fonte di soddisfazione, trasmigrando in esso tutto il suo entusiasmo e il bagaglio culturale acquisito negli anni post universitari, quando era archeologa. Non una donna d’altri tempi, come ci si potrebbe aspettare.
Undici anni fa arrivò la svolta, con il ritrovamento di un reperto, non negli scavi delle necropoli di Fossa e Bazzano, a cui stava lavorando con in tasca una laurea in Lettere conseguita alla D’Annunzio, ma nella cantina di casa sua. Un telaio dei primi del 900 appartenente a sua nonna, un oggetto prezioso che le ha permesso di tessere i fili della sua vita rendendola radiosa con umile mestiere che nessuno fa più, abitando in un paesino a 1400 metri di quota, dai paesaggi mozzafiato, ma dalla viabilità impervia. Oggi Assunta ha maturato un'esperienza come consulente al museo di Rieti, ha tenuto lezioni a Bazzano a tante donne e insegna «filatura» all’università La Sapienza di Roma, con un corso di 25 ore compreso di laboratorio in archeologia sperimentale. Proprio dall’archeologia ha ereditato sete di conoscenza e amore per la ricerca, ecco, dunque, che su commissione della Soprintendenza, affonda le mani nel passato abruzzese, alla ricerca di una tecnica ormai scomparsa, viaggiando nei paesi come Scanno e Pietracamela, sulle tracce di particolari tessuti che poi cataloga con schedature. Come una lingua racconta la storia di un popolo, così il tessuto svela i mos maiorum di epoche remote, come il barakà, abito dall’ordito di cotone e trama di lana, uno spigato tinto con mallo di noce, che gli uomini del suo paese usavano indossare solamente nel giorno del matrimonio, per la festa patronale e su letto di morte.
Il suo lavoro è centrato sul telaio e tutto intorno, nella stanza, un mondo fatto di moderne creazioni artigianali che raccontano di talenti e territori, di passioni e folklori, tra passato e presente, in cui è la lana a fare da regina. Sciarpe, borse, cuscini, vestiti, raffinato tovagliato di lino, bellissime coperte fedeli a trame della tradizione abruzzese.
Come piccole opere d’arte. Con gli strumenti di ieri.
Assunta Perilli è stata a Lucoli il 10 agosto u.s. durante il mercatino dell'artigianato, ha scoperto un antico tessuto e ci ha regalato questo bell'articolo pubblicato dal Centro.
La bisaccia fotografata a Vado Lucoli

"E così anche a Lucoli , dopo Tornimparte (AQ), trovo un tesoro!

Ero andata ad un mercatino dell'artigianato per filare un po' di lana e soprattutto con la speranza di scovare qualche bel tessuto...neanche a farlo apposta l' ho trovato, si tratta di questa bella bisaccia esposta in uno stand da una gentilissima signora, Carla, che per l'occasione ha tirato fuori dal baule di casa sua i corredi della suocera, della mamma e della nonna. Proprio quest'ultima è l'autrice di questo straordinario tessuto che non avevo mai incontrato nel mio Abruzzo montano.
Si tratta di un tessuto rettangolare piegato in due, cucito lateralmente e appeso ad un cordoncino colorato.
Su fondo blu scuro, tessuto a due licci, si alternano lateralmente dei rombi rossi , verdi, fucsia e arancio , mentre all'interno decori esagonali degli stessi colori incorniciano al centro le iniziali della tessitrice M.A. (Marrelli Aurora.)
Mentre mi avvicinavo, pensavo fosse la stessa tecnica (sumak) dei tappeti di Pescocostanzo (AQ)perché l'effetto ottico da lontano mi sembrava proprio!
Invece no!
Sulla bisaccia si alternano trattini di colore a seconda del motivo che si vuole ottenere tanto da avere un effetto al negativo nella parte posteriore...adesso che ci penso avevo visto qualche "pezza" con qualche piccolo decoro come questo a Campotosto, ma un intero tessuto no, mai
Il mio stupore per un tessuto così tanto particolare e spettacolare mi ha portato numerose volte allo stand della signora per accertarmi se la nonna fosse originaria di qualche altro posto, oppure se lo fosse una vicina di casa o una amica.
Ieri la signora Carla è venuta a Campotosto a trovarmi nella bottega e mi ha confermato che quelle bisacce sono proprio di Lucoli perché ne aveva conservata una anche una sua amica.
Spero presto di riuscire ad approfondire la "faccenda" e di rendervi partecipi!"
Per chi volesse sapere di più del Lavoro di Assunta questo è il suo blog: http://tessituraamanodiassuntaperilli.blogspot.it/2014_09_01_archive.html


Alcune delle opere artigianali di Assunta Perilli