domenica 23 novembre 2014

RICOSTRUZIONE URAGANO SUL CRATERE.

LETTERA AL PREFETTO DENUNCIA INTIMIDAZIONI E ANOMALIE NEGLI UFFICI
RICOSTRUZIONE: URAGANO SUL ''CRATERE''!
ACCUSA DIPENDENTI, INGERENZE POLITICHE

ABRUZZOWEB - di 


"L’AQUILA - Gravi ingerenze, a volte intimidazioni, della politica nella gestione dell’attività di ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009 nei comuni del “cratere”, anche per far passare avanti le pratiche di famiglie influenti con le conseguenti liquidazioni, e la condizione di incompatibilità del coordinatore dei sindaci delle aree omogenee, Emilio Nusca, progettista di alcuni interventi di recupero di immobili in quel territorio.
Oltre all’indicazione, puntuale, di fatti dai risvolti penali in un quadro di disorganizzazione e caos.
È un vero e proprio tsunami quello che si abbatte sull’attività di ricostruzione della zona montana che comprende i comuni di Rocca di Mezzo, Lucoli, Rocca di Cambio e Ovindoli: i cinque dipendenti dell’ufficio territoriale per la ricostruzione (Utr) numero 9 hanno preso carta e penna e hanno scritto una durissima lettera di denuncia che tratteggia una situazione davvero poco edificante e che ha già creato imbarazzo e preoccupazione.
Anche se le accuse sono tutte da dimostrare, la missiva, fatta recapitare in questi giorni, getta ombre molto fosche sull’intera attività post-sisma dei 56 comuni del “cratere”, visto che c’è il sospetto, forte, che le dinamiche denunciate caratterizzino anche il modus operandi delle altre aree omogenee.
Oltretutto l’uragano si scatena in un momento storico di particolare incertezza sui fondi e sulle regole segnato dalla vacatio della figura governativa destinata alla gestione della ricostruzione ormai in atto da tempo dopo le dimissioni di Giovanni Legnini, eletto vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.
I cinque dipendenti, che fanno parte della grande infornata fatta con il famoso “concorsone”, danno l’idea di fare sul serio: il grave atto di accusa è stato inviato, oltre ai sindaci dell’area omogenea 9, al prefetto dell’aquila, Francesco Alecci, e al titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione del “cratere”, Paolo Esposito.
Secondo quanto si è appreso, Alecci si è già attivato, tra le altre cose incontrando lo stesso Esposito per avere i primi ragguagli sulla vicenda.
LA DENUNCIA
I dipendenti rivendicano “gravi e continue ingerenze politiche in spregio alla distinzione tra politica e amministrazione”, fatti gravi denunciati in modo senz’altro anomalo che potrebbe spingere Alecci a inviare tutta la documentazione alla procura della Repubblica.
Secondo gli insorti, le ingerenze si concretizzano in “disorganizzazione, forzatura dei procedimenti amministrativi, mancato rispetto dell’ordine di protocollo nell’istruttoria delle pratiche e nell’attività di liquidazione”, in particolare favorendo con insistenza e addirittura intimidazioni la liquidazione di una pratica legata alla famiglia di un amministratore pubblico di un Comune vicino.
Gli Utr sono le strutture nate a seguito di un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri, la numero 4013 del 2012, con una convenzione tra i Comuni di ogni area omogenea, per accelerare e snellire il processo di esame delle richieste di contributo per la ricostruzione degli immobili privati ricompresi nei piani di ricostruzione.
La lettera è firmata dai tecnici istruttori Enrico Bianchi, Gianfranco Stallone, Agostino Padovani, Vanni Ranieri e Alessandro Da Ros.
Sotto accusa tra gli altri il responsabile dell’Utr 9, Raffaele Iacovitti, ma anche il coordinatore dei sindaci Nusca, ingegnere che esercita l’attività di progettista privato, incompatibile con cariche pubbliche come prevede la cosiddetta “legge Barca”.
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Quanto a Iacovitti, tra le bordate anche quella di essere “istruttore tecnico a tempo parziale Cat/C1” a fronte dei “4 istruttori direttivi a tempo pieno Cat/D1” vincitori del “concorsone”, per cui “un dipendente pubblico di categoria inferiore autorizza ferie e permessi e attribuisce la responsabilità di procedimenti a personale di categoria D, con grave violazione di ogni principio meritocratico”.
Le denunce di varie carenze nell’Utr 9 contenute nella lettera si affiancano a quelle che i dipendenti di tanti uffici fanno senza peraltro voler comparire per paura di ritorsioni della politica: il rilievo verte sulla mancata di estendere l’esperienza fatta in pochissime Utr da parte dei vertici di stipulare convenzioni tra strutture perché quelle che hanno poco lavoro diano sostegno a quelle in affanno per il troppo lavoro.
E in questo momento ci sono Utr dove ci si girano i pollici per via della scarsa attività con la ricostruzione che va avanti lenta".
Per saperne di più:
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/ricostruzionte-uragano-comuni-cratere-lettera-ingerenze-politica-nusca/558257-302/

mercoledì 19 novembre 2014

LE ORCHIDEE DI LUCOLI DIPINTE DALLA PITTRICE BOTANICA ANNA MARIA AULICINO

La pittura botanica è un delicato equilibrio tra arte e scienza
L’amore per la natura, un’attenzione estrema ai dettagli, una particolare sensibilità pittorica sono le caratteristiche indispensabili di un pittore botanico.
Ogni opera è frutto di una studiata preparazione, di una esecuzione lenta e meditata, a seguito di una attenta e appassionata osservazione dell’esemplare da ritrarre, in tutti i suoi dettagli, soprattutto quelli che spesso sfuggono ad uno sguardo distratto e che caratterizzano l’unicità di quel particolare vegetale determinando,al tempo stesso, l’unicità dell’opera pittorica.
Questa arte minuziosa ha ora più che mai lo scopo di veicolare attraverso il linguaggio dell’arte, un maggior interesse e amore per la natura esposta ad uno sfruttamento sconsiderato.
La pittrice botanica Anna Maria Aulicino, diplomata presso la Society of Botanical Artist di Londra, ha rappresentato su carta, per l'Associazione NoiXLucoli Onlus, con la tecnica dell'acquerello, alcune specie di orchidee presenti sul territorio di Lucoli.
La pittrice botanica anna Maria Aulicino
La Aulicino si è distinta nello studio e nella conservazione della Natura e realizza corsi di acquerello per il Parco della Majella.
In occasione dell'evento "Mercatino artigianale di mezz'agosto" a Vado Lucoli ha realizzato per la nostra Associazione delle tavole raffiguranti le orchidee di Lucoli che sono state esposte tra i lavori artigianali anche per valorizzare questa ricchezza botanica del territorio.

L’illustrazione botanica, è una fedele copia dal vero di soggetti vegetali, talvolta più efficace di una fotografia, in quanto nitida in tutti i suoi particolari e richiede grande capacità di osservazione: saper cogliere l’essenza vitale dei soggetti, che siano semi, frutti, fiori, ortaggi, funghi… e saperla imprimere (riprodurre) sul foglio con il pennello con un tocco personale cercando d’interpretarne al meglio lo stato in natura. 
Diverso è l’approccio di ogni artista: c’è chi lavora su foglio bagnato e chi su foglio asciutto. Entrambi i metodi richiedono disciplina e concentrazione. Ad esempio per dipingere un fiore, nel primo caso viene bagnato un petalo alla volta e dopo aver steso il colore nel punto più scuro, viene sfumato nel senso del petalo togliendo infine con il pennello pulito il colore in eccesso nella zona più chiara. L’effetto così ottenuto è una sfumatura molto morbida. Nel secondo caso si lavora sulla carta asciutta: il colore steso nella parte più scura, viene poi trascinato con il pennello bagnato, non inzuppato, nel senso del petalo dandogli la forma e il movimento. Anche in questo caso si sovrappongono diverse velature fino ad ottenere l’effetto desiderato. Spesso gli ultimi tocchi di colore vengono eseguiti a micro puntini o trattini con pennello quasi asciutto. Si ottengono così delle sfumature quasi perfette.
Talvolta viene utilizzata la tecnica della lavatura per togliere effetti indesiderati: il pennello appena bagnato viene passato su piccole zone con delicatezza attenuando i difetti. Di fondamentale importanza per una buona riuscita del lavoro sono i giochi di luci e ombre che danno volume all’immagine. La luce che solitamente arriva dall’alto a sinistra, crea toni chiari nei punti in cui colpisce il soggetto e toni scuri dalla parte opposta. Il candore dei fiori bianchi, le luci e alcuni particolari come talvolta gli stami, sono dati
dalla riserva del bianco della carta. 
Ogni pittore è libero di utilizzare la tecnica a lui più consona; è la sua sensibilità che imprime sulla carta un suo stile particolare e unico che lo distingue e che di conseguenza rende uniche e irripetibili le sue opere. Ben poco viene concesso all’interpretazione dell’artista, tranne la scelta del soggetto da ritrarre, l’impaginazione e la tecnica pittorica.
Alla base di un buon lavoro, oltre alla scelta del soggetto, c’è un buon disegno a tratto, pulito, leggero e molto particolareggiato eseguito generalmente su carta cotone satinata oppure su pergamena, che lo rende ancor più prezioso. Il colore può essere a tempera, acrilico, ad acquerello, raramente ad olio. 

mercoledì 12 novembre 2014

GLI ODORI DELLE PIANTE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA ESISTE UNA MACCHINA PER FOTOGRAFARLI

La lavanda del Giardino della Memoria
La ricercatrice Radcliffe

Dal punto di vista sensoriale, l’olfatto è uno dei più potenti strumenti di conoscenza che l'uomo abbia per decifrare il mondo che lo circonda. Gli odori possono stimolare la fame, repellerci, metterci in allerta, rivestono un ruolo importantissimo nello sviluppo dell'attrazione sessuale e, come Proust ha brillantemente illustrato, sono il modo più semplice (e doloroso) per viaggiare indietro nel tempo. Eppure, dei nostri cinque sensi, l’olfatto (insieme al gusto) è il meno sfruttato in ambito tecnologico. Al giorno d’oggi abbiamo le tasche piene di dispositivi che ci consentono di immortalare una quantità smodata di suoni, immagini, immagini in movimento, dispositivi con cui ci interfacciamo principalmente attraverso il tatto. 
Ma c’è qualcuno che si è messo in testa di colmare questa lacuna tecnologico-sensoriale. Quel qualcuno si chiama Amy Radcliffe ed ha sviluppato il primo prototipo di un dispositivo chiamato Madeleine (il riferimento a Proust è fin troppo evidente) che nelle intenzioni della sua inventrice dovrebbe essere l’equivalente olfattivo di una fotocamera.
Ci piace trattare questa notizia pensando alle molte specie odorose presenti nel Giardino della Memoria di Lucoli.

La macchina Madeleine

A prima vista, Madeleine ha l’aspetto di un marchingegno senza tempo, che potrebbe appartenere a un’era pre-industriale come a un futuro steampunk. Per “fotografare” un determinato odore, il dispositivo della Radcliffe sfrutta una tecnica chiamata spazio di testa che consiste nel sigillare ermeticamente la fonte della fragranza da intrappolare per poi far passare gas inerti nel contenitore sigillato. Durante questa fase di esposizione il gas cattura microscopiche particelle dell’oggetto da “fotografare”, questo consente in una seconda fase di recuperare il gas marcato e sequestrare le particelle odorose in una speciale “trappola olfattiva” composta da una piccolo pezzo di Tenax , un materiale polimerico poroso in grado di catturare le particelle odorose. Una volta concluso questo processo, il fotografo olfattivo dovrà inviare il campione a un laboratorio dove sarà sottoposto a una gascromatografia-spettrometria di massa, così da poter isolare le particelle che producono l’odore desiderato.
Insomma, il processo non è esattamente immediato quanto scattare una fotografia. Non bastesse, un fotocamera olfattiva come Madeleine (da alcuni chiamata scentography camera) richiede tempi di esposizione assai dilatati. Qualche minuto nel caso di un oggetto piccolo e contenibile (ad esempio una pesca), intere giornate nel caso di una fragranza dispersa nell’aria (come l’odore del pane appena sfornato).
Quello della Radcliffe non è un vero e proprio traguardo, dal momento che la tecnica “spazio di testa” esiste almeno dagli anni ottanta e già altri hanno tentato di sviluppare dispositivi simili a Madeleine. La soluzione ideata dalla designer inglese però ha un approccio amatoriale unico, che ricorda un po’ i tempi in cui per scattare e sviluppare una fotografia erano necessarie diverse fasi e tempi di lavorazione non indifferenti. 
In un futuro in cui sarà possibile catturare e immortalare un odore con la stessa semplicità con cui si posta una foto su Instagram, probabilmente finiremmo per inflazionare, e quindi togliere valore, a un’esperienza (quella olfattiva) che fino ad oggi è stata grossomodo irriproducibile. 
Normalmente i campioni di interesse sono oggetti odoriferi come piante, fiori e cibo. Inoltre, tecniche simili sono usate anche per analizzare le fragranze di luoghi e ambienti come negozi di tè e segherie: dopo che i dati sono stati analizzati, le fragranze possono quindi essere ricreate da un profumiere.

I fiori di Elicriso del Giardino della Memoria
Le specie odorose presenti nel giardino della memoria di Lucoli sono:
Lavanda Lavandula L. è un genere di piante appartenenti alla famiglia della Lamiaceae che comprende circa 40 specie,

Elicriso Helichrysum italicum - Asteraceae;

Timo (Thymus L., 1753) è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Lamiaceae;
Menta (genere Mentha) appartiene alla famiglia delle Labiate (Lamiaceae);
Salvia Salvia officinalis (la salvia in senso stretto);
Rosmarino (Rosmarinus officinalis, L., 1753) arbusto appartenente alla famiglia delle Lamiaceae;
Maggiorana (Origanum majorana),

Origano (Origanum spp.).

Per saperne di più:
1. ^ Kaiser, Roman (1997). Environmental Scents at the Ligurian Coast. Perfumer & Flavorist 22: 7–18.
2. ^ Knudsen, Jette T. (1993). Floral scents—a checklist of volatile compounds isolated by head-space techniques. Phytochemistry 33: 253–280.
3. ^ Sell Charles (Ed.); Karen Jenner, Chapter 14. The Search for Fragrance Ingredients in The Chemistry of Fragrances, 2nd, Royal Society of Chemistry Publishing, 2005, 254–293. ISBN 978-0-85404-824-3
4. ^ Sell Charles (Ed.); Robin Clery, Chapter 12. Natural Product Analysis in the Fragrance Industry in The Chemistry of Fragrances, 2nd, Royal Society of Chemistry Publishing, 2005, 214–228. ISBN 978-0-85404-824-3

mercoledì 5 novembre 2014

OPERAZIONE "PASCOLI VERDI" NEL PARCO REGIONALE SIRENTE VELINO

Riportiamo una notizia che interessa un'area limitrofa al territorio di Lucoli, relativa ad una attività di tutela ambientale condotta dal Corpo Forestale, unico vero ostacolo ai reati agro–ambientali e forestali.
Si tratta dell'OPERAZIONE PASCOLI VERDI condotta nel territorio del Parco regionale Sirente Velino: tante le irregolarità messe in luce dal Corpo Forestale dello Stato. 
Sono state deferite, all’autorità giudiziaria, 31 persone per illeciti penali, sono quasi tutti allevatori e gestori di aziende agricole dell’area protetta che si estende su un territorio di 56 mila 450 ettari e dove la Forestale ha riscontrato innumerevoli irregolarità ed illeciti che vanno da violazioni in campo edilizio al danneggiamento e furto. 
Oltre 31 le violazioni accertate al Codice Penale, sono state comminate 47 multe, per un totale di 37 mila euro, agli imprenditori agricoli dell’area protetta dove sono state riscontrate innumerevoli irregolarità e attività illecite. Tra le violazioni non mancano costruzioni e ingressi abusivi, uccisione di animali protetti, reati predatori e danneggiamento di strutture dell’ente. Non sono mancate segnalazioni e denunce contro la pratica cruenta dei bocconi avvelenati, nella triste faida tra cacciatori, ed ancora nei confronti di cercatori di tartufo, in azione, ma privi di autorizzazione. L’operazione è stata diretta dal Comando Regionale dell'Umbria sotto la guida di Guido Conti. Impegnata, per 2 mesi, una task force di agenti della Forestale agli ordini del Comandante Conti che tra i suoi incarichi assolve anche al compito di coordinatore del Parco naturale regionale Sirente Velino. 
Sono stati 30 gli agenti del Corpo Forestale che hanno proceduto ad una serie di controlli, nel mirino sono finiti 70 allevatori e tra questi oltre la metà è risultata non in regola con le normative facendo emergere una situazione di assoluta illegalità aggravata dal fatto che le situazioni, in alcuni casi, erano ormai consolidate, quasi diventate normalità per gli allevatori sanzionati.
Tra le altre infrazioni rilevate dai Forestali: la mancata iscrizione degli animali allevati negli appositi registri, non tenuta delle previste concimaie e dei registri di stalla e l’abbandono di animali al pascolo. Le verifiche hanno portato alla identificazione di tartufai non autorizzati sorpresi a scavare con attrezzi non regolamentari. Nell’occasione i forestali hanno sequestrato 8 chili di tartufi che sono già stati consegnati alle mense della Caritas e ad alcune case di riposo della zona.
 Insomma, operosi e silenti gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno rimesso un po’ d’ordine nell’anarchia agro-pastorale d’Abruzzo, missione compiuta per un Abruzzo più pulito, in tutti i sensi.
Questo intervento non è il primo, infatti già nel 2011, sempre il Corpo Forestale dello Stato, coordinato dal comandante della Regione Umbria Guido Conti, denunciò 23 persone, sequestrato armi e inflitto alcune centinaia di multe. I controlli a tappeto che furono eseguiti in quell'anno erano mirati a rafforzare il servizio di controllo e monitoraggio a tutela della salute e dell’ambiente. Le azioni a tutto campo anche allora presero di mira il fenomeno del bracconaggio con il sequestro di armi e denunce a raffica. Anche allora nel settore ambientale i controlli certificarono abusi edilizi, scarichi di acque reflue non autorizzati, danneggiamento di bellezze naturali, taglio abusivo e furto di piante, pascolo abusivo e caccia in zone vietate.
Il comandante Conti è sempre in prima linea nelle grandi inchieste dell’Abruzzo, per meriti speciali è stato proposto alla prestigiosa onorificenza di "Commendatore" dai Prefetti di Pescara e L’Aquila si è distinto nelle grandi inchieste dell’Abruzzo e di altre regioni, tra cui le indagini, ricordiamo, sulla più grande discarica di rifiuti tossici d’Europa scoperta a Bussi e che ha portato al rinvio a giudizio di tutti i vertici Montedison coinvolti; l’inchiesta “Fangopoli” sui traffici di rifiuti tra Abruzzo, Marche, Puglia e Toscana, per la quale ha ricevuto il premio nazionale Legambiente “Ambiente e legalità”.
Per saperne di più: 
http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2014/11/04/news/animali-uccisi-blitz-della-forestale-1.10248462
http://www.marsicalive.it/?p=19785#ixzz3I54Nz5Hp