mercoledì 31 dicembre 2014

31 DICEMBRE A VADO LUCOLI - SANTA MESSA E IL FALO' DELL'ANNO VECCHIO

Come tradizione si rinnova l'appuntamento del 31 dicembre alla Chiesa di San Michele di Vado Lucoli.
In compagnia del freddo e della neve la sfida è quella di salire e riscendere dalla collina dopo aver assistito alla Santa Messa, finalmente in salvo........ a Vado Lucoli si potrà godere dello spettacolo del falò dell'anno vecchio.
Buon anno nuovo!
Il 2011 è bruciato!

La fiaccolata alla fine della Messa


lunedì 29 dicembre 2014

IL PONTE "SUL NIENTE". SI PARLA DI CAMPO FELICE.



"AMBIENTE, ETERNE INCOMPIUTE, LUCOLI


“FERMO CON LE 4 FRECCE” IL PONTE SUL NIENTE A CAMPO FELICE, PARCO SIRENTE VELINO




Lucoli (Aq). Nel 2009 furono impegnati oltre 300 mila euro, di fondi regionali, per la costruzione di un ponte oggi sospeso nel nulla, a Campo Felice, in un sito di interesse comunitario e l’investimento ricomprendeva anche un’autorimessa per automezzi operativi.  

Per l’esattezza, ogni sguardo su quello scempio nel bel mezzo dell’area protetta, ogni passo virtuale sul l’arcata mai collaudata del viadotto è costato agli abruzzesi 304 mila euro. Nell’altopiano carsico tra Lucoli e Rocca di Cambio, sulla catena del Sirente-Velino, il ponte doveva essere a servizio di una delle 2 piste sciistiche di fondo che in Abruzzo sono omologate Fisi (Federazione italiana sport invernali). Il passaggio pedonale rialzato, realizzato con legno e metallo, sarebbe servito ad evitare l’attraversamento della strada sottostante. Condizionale a parte, la struttura non è mai stata terminata e collaudata, non è mai stata usata in alcuna competizione sciistica, a detta di molti poteva essere evitata e ancora il ponte sospeso sul niente non è funzionante perché non è messo in sicurezza.

É questo uno dei tanti sprechi nella lista di opere all’italiana, tra le eterne incompiute ecco una struttura inservibile, con un forte ed evidente impatto ambientale da 6 anni piazzata nel cuore dell’area protetta. Per questo, a Lucoli, un gruppo di ambientalisti scrive all’Unione Europea per chiederne la demolizione immediata: “L’Unione europea dovrebbe effettuare verifiche ed ispezioni relative ai progetti finanziati con denaro pubblico anche a tutela dei cittadini e del rispetto delle leggi di tutela dell’ambiente e del territorio” spiegano gli ecologisti."

Quello precedente è il testo dell'articolo pubblicato dal Blog Reportage in data 26 dicembre u.s.

Quel "monumento ai caduti" dello sci di fondo.....è lì sotto gli occhi di tutti: inutile e dal brutto impatto ambientale e finalmente qualcuno se n'è accorto. Le rimesse sono parzialmente utilizzate per il rimessaggio dei mezzi battipista ma vi piove all'interno.

Nonostante il protocollo d'intesa tra Governo, Regione Abruzzo, Provincia dell’Aquila, Comune dell'Aquila ed altri Enti locali, per lo sviluppo degli impianti sciistici dell'aquilano sottoscritto a Roma il 17 febbraio del 2011, dall'anno di costruzione del ponte ad oggi, nulla si è mosso: l'opera è incompiuta, inutilizzata ed ammalorata. Quel protocollo individuava 70 milioni di euro per gli investimenti diretti al rilancio dell’area montana dell’aquilano duramente colpita dal sisma del 6 aprile 2009 e molto si è parlato in merito alla predisposizione di programmi di intervento organici per il suo rilancio, lo sviluppo e la valorizzazione del Comprensorio ambientale turistico del Velino-Sirente, compreso tra la Piana di Campo Felice, l'altopiano delle Rocche e il compendio montano della Magnolia, questi programmi dovevano trovare collocazione sulla base del Decreto Legislativo n. 267/2000 art. 34. 

Molti i dibattiti, lo stesso Ministero dell’Ambiente, in una  nota del 2011 in risposta alle richieste di alcune Associazioni Ambientaliste, ammoniva la Regione Abruzzo e gli Enti Parco interessati, allertando nel contempo la Commissione Europea: secondo il Ministero, nessuna nuova opera poteva essere autorizzata in deroga alle norme in vigore su Valutazione di Impatto Ambientale, VAS e Valutazione d’Incidenza, giacché i territori coinvolti erano tutti compresi nella Rete UE Natura 2000. 

Tutti questi principi sono ben noti eppure il "ponte sul niente" è una realtà. Costituisce un'infrastruttura devastante perché ha modificato in via permanente il territorio nel cuore del sistema di un'area protetta dell’Appennino, ricchissima di biodiversità e risorse ecologiche e per questo ricadente in zona SIC e ZPS, ai sensi di Direttive Comunitarie, e pertanto sottoposta a rigorosa tutela da parte dell’Unione Europea. 
Come ben riassume l'articolo di Reportage l'opera risulta anacronistica perché in essa non è stata contemplata alcuna novità o analisi delle reali condizioni ed esigenze del territorio. 
Il cemento ed il movimento terra sono stati, e sono di fatto, agli occhi di alcuni amministratori locali ancora l’unico motore dell'agognato sviluppo turistico.
Perché non smantellare il "ponte sul niente" per iniziare ad eliminare le testimonianze di questi passati interventi devastanti, di forte impatto ambientale e paesaggistico, per dimostrare a tutti che il volano di ripresa dell’economia delle aree interne può ripartire dalla salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio?


Chissà se il convegno del 16 dicembre scorso su "Ricostruzione aree montane" «Diversità montane-resilienza, sostenibilità e cambiamento nella ricostruzione dei territori abruzzesi» tenutosi all'Aquila abbia prodotto del valore aggiunto per il territorio di Lucoli. «Il gruppo di lavoro del Dipartimento di architettura e progetto dell’Università La Sapienza», si legge in una nota, «ha supportato i Comuni di Lucoli, Ovindoli, Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo avviando la riflessione sulle prospettive di sviluppo già dalle primissime fasi della ricostruzione nel 2009». «La riflessione sulle diversità montane, a partire dalle specificità dell’area omogenea 9, costituita dai 4 comuni interessati» prosegue la nota, «ha guidato la definizione di progetti mirati alla sicurezza del territorio montano, alle filiere agricole legate ai boschi e ai pascoli, alla ricerca di nuove forme di residenzialità per il rilancio “insediativo” dei centri» Al convegno ha partecipato Luciano D’Alfonso presidente della Regione.

mercoledì 24 dicembre 2014

I NOSTRI PIU' SINCERI AUGURI DI BUON NATALE 2014

DOV'E' BETLEMME il 24 dicembre del 2014?

Betlemme continua a parlare, a urlare in certe giornate. Ma richiede un "cuore giovane" per ascoltarla. Betlemme è anche la stanza accanto. Parla ai pastori e non alla gente che conta. 
Parla a chi crede e a chi si interroga.
Auguri di buon ascolto a tutti noi. Riusciremo ad avere un Natale più inteso e il 2015 avrà un po' più di energia duratura.


sabato 20 dicembre 2014

COME RESISTONO I GATTI RANDAGI NELL'INVERNO DI LUCOLI?

Se fa freddo per un gatto randagio, la vita è dura

Non è raro trovare gatti rannicchiati sul motore delle macchine per tenersi caldi ed è accaduto che alcuni siano stati uccisi appena la macchina è stata accesa. 
In generale, i gatti randagi vivono meno di quelli che vivono in casa, in quanto sono soggetti a pericoli quali incidenti stradali, attacchi di altri animali, malattie, ipotermia, e altro. 
I gatti di Lucoli trovano riparo nelle molte case lesionate dal terremoto e trovano luoghi sicuri per proteggersi dal freddo. Il cibo è un problema perchè nelle frazioni ci sono poche persone ed è difficile anche cibarsi di avanzi è per questo che alcuni nostri soci hanno pensato ad una "caritas" felina. 
Siamo stati aiutati dall'Associazione animalista Ran l'Aquila Onlus orientata al sostentamento delle colonie feline createsi a L'Aquila dopo il terremoto del 6 Aprile 2009 ed abbiamo predisposto dei punti di "ristoro" per i gatti lucolani ideati per loro e protetti dalla fame di altri animali quali cani e volpi. In particolare ringraziamo l'amico Luigi Rubei che ci ha regalato le attrazzature.
Gatti di Lucoli



Dispensatore di croccantini a Pratolonaro

Punto di "ristoro" accessibile solo a gatti con dispensatore di croccantini
A pancia piena il freddo non pesa
A loro, ai gatti randagi, va oggi il nostro pensiero, con la bellissima canzone "i gatti randagi" di Augusto Daolio (1947-1992). E, naturalmente, il nostro pensiero grato va anche a tutti i gattari e gattare che sono soci della nostra Associazione visto che si prendono cura delle colonie feline di Lucoli.

I gatti più belli sono i gatti randagi:
girano i quartieri di povera gente.
Amici sinceri di chi non ha niente,
di chi tutto il giorno non fa che sognare;
di notte sui tetti, miagolando alla luna
una carezza gli porta fortuna:
più felice via se ne andrà,
più felice via se ne andrà.
I gatti più belli sono i gatti randagi:
questo il bambino già l’ha capito,
uno sguardo, un sorriso, una carezza, un invito
e amici così si sarà.
Amici sinceri, perché non si è niente,
perché tutto il giorno non si fa che giocare.
Questa carezza gli porta fortuna:
più felice via se ne andrà.
I gatti più belli sono i gatti randagi:
non hanno doveri, non hanno padroni.
Rubando a tutte quelle persone
che sanno odiare ma non sanno amare;
di notte sui tetti miagolando alla luna
una carezza gli porta fortuna:
più felice via se ne andrà,
più felice via se ne andrà.
Siamo un po’ tutti dei gatti randagi:
ce ne andiamo con i sogni in spalla.
Siamo un po’ tutti dei buoni da niente,
siamo un po’ tutti dei tira a campare.
Noi siamo quelli che vogliono andare,
un solo credo: la voglia di amare.
Un solo sogno la libertà,
un solo sogno la libertà.

sabato 13 dicembre 2014

“Et incarnatus est…”. Il presepe di Casavecchia.

Una vecchia foto degli zampognari di Manoppello che allietano nella tradizione il Natale
La preparazione del Presepe a Casavecchia
La magia del Presepe si "riaccende” a Casavecchia di Lucoli.
I personaggi quest'anno hanno una nuova ambientazione logistica, più ampia, alle spalle del muro di contenimento della strada 584, vista la sua recente sistemazione logistica  con una rotatoria (divenuta famosa anche su un blog aquilano, https://www.facebook.com/video.php?v=865062516866785).
Se qualcuno si chiedesse come nasca il presepio allestito a Casavecchia per la Comunità di Lucoli, si potrebbe dire che è l’opera di un gruppo di amici che potremmo definire gli “artisti di presepio”.
Nessuno è un artista nel vero senso della parola, ma ciascuno mette semplicemente a disposizione le sue abilità, per cui le mansioni vengono diversificate in base alle esperienze: chi lavora sull'idea, chi ricerca i materiali, chi sull’assemblaggio, tutti si ritrovano per realizzarlo come evidenziano le foto.
Sono ormai parecchi anni, da prima del terremoto, che realizzano questo servizio, autofinanziandosi ed hanno partecipato anche a delle competizioni sui migliori presepi dell'aquilano.
A Casavecchia, anno per anno, si rinnova il desiderio di ricreare quella scena in cui il Salvatore è nato, non solo come un fatto di 2000 anni fa, ma come un fatto sempre contemporaneo all’uomo, per le realtà di ogni tempo, attuale ora più che mai. Ecco la riflessione sulla Natività attraverso le Sacre Scritture, eccola poi espressa come realtà inserita nel mezzo della Comunità di Lucoli, eccola ancora vista come piena accettazione della volontà di Dio e, perchè no, come riflessione sulla realtà dello specifico territorio lucolano affinchè possa affrontare l’assoluta necessità che la sua popolazione sia protagonista del suo futuro, che trovi voce e ruolo democratico nelle scelte, e possa valorizzare un ricco patrimonio di differenze e somiglianze.

Un sentito grazie per questo bel lavoro!

venerdì 5 dicembre 2014

LE FALENE E FARFALLE DI LUCOLI SUL SITO "FLORA DI LUCOLI"

Ali posteriori della falena Saturnide
Il sito "Flora di Lucoli" ha pubblicato un interessante aggiornamento riguardante la fauna, microfauna ed entomofauna nei confini del territorio di Lucoli. 
Avendo praticamente concluso la ricerca sulla flora del territorio (1.164 entità attualmente determinate) Enzo de Santis e Rossano Soldati  si sono dedicati alla ricerca ed alla determinazione delle specie faunistiche presenti sul territorio lucolano. Quello di Lucoli è un territorio esteso oltre 110 km. quadrati, come dire circa 111 milioni di mq., con una altitudine che varia da circa 800 fino ad oltre 2200 metri slm. Al momento sono state censite un gran numero di specie che riguardano le falene con ca. 250 specie determinate ed altre da determinare, in meno di due anni di ricerche. Ad esse vanno aggiunte tutte le altre famiglie e generi di macro fauna, micro fauna ed avi fauna acquatica e terrestre. Al momento, sono state raccolte quasi 5.000 foto. Gli appassionati ricercatori confessano di essere partiti per questa avventura con "una conoscenza quasi vicina a zero". L'ausilio dei forum entomologici il paziente aiuto di entomologi , faunisti, ornitologi e erpetologi privati hanno coadiuvato i novelli "diogene" nel supporto tecnico. Questa ricerca andrà avanti certamente per diversi anni ma fin da ora hanno dato un anticipo al territorio ed ai ricercatori interessati alle specie presenti nel comune di Lucoli. Sul sito è pubblicata la sezione sulle Falene e Farfalle di Lucoli. 
FALENE E FARFALLE DI LUCOLI (cliccate sul link)