giovedì 29 gennaio 2015

UNA NUOVA SEZIONE SUGLI EMITTERI ARRICCHISCE IL SITO FLORA DI LUCOLI

Flora di Lucoli.it  Pyrrhocoris apterus
http://www.lucoli.it/floradilucoli/Fauna/Foto-Emitteri/Cicadella_viridis.jpg
 Il sito Flora di Lucoli si è arricchito della sezione Artropodi-Emitteri.
Gli Emitteri (o Rincoti) sono un ordine di Insetti terrestri o acquatici. Hanno forma e dimensioni molto varie. L’apparato boccale è adatto per pungere e succhiare: mandibole e mascelle allungate, come stiletti, sono accolte nel labbro inferiore, o rostro, e ne escono quando l’insetto vuole nutrirsi. Le antenne hanno pochi articoli; le zampe sono ambulatorie o cursorie, in alcune specie atte al salto, al nuoto, o ridotte o mancanti; le ali posteriori sono sempre membranose. Spesso provvisti di ghiandole repugnatorie, che producono un odore disgustoso; alcune specie hanno ghiandole secernenti cera, seta, o lacca. Presentano spesso creste, processi e rigonfiamenti su torace, ali e zampe. Hanno metamorfosi incompleta. Spesso si riproducono per partenogenesi; molte specie sono vivipare. Sono fitofagi, predatori o ematofagi. 
Comprendono specie dannose per l’agricoltura (es. fillossera, Diaspis ecc.) e parassiti, vettori di malattie, come le cimici.
La specie Pyrrhocoris apterus (la prima immagine), è stata eletta fin dal 1904 a simbolo della Rivista Europea di Entomologia - European Journal of Entomology, il periodico pubblicato dalla Società Entomologica Ceca. Questo logo costituisce anche la copertina della rivista. Infatti, grazie alla facilità di allevamento, la specie è stata utilizzata fin dalla fine dell'800 come specie modello per moltissime ricerche dall'embriologia, al ciclo biologico, alla genetica, alla biogeografia.

Cicadella Virdis
Nezara viridula

domenica 18 gennaio 2015

AGOSTINO DELL'ADDOLORATA (ABRAMO PROPERZI) WAS BORN IN LUCOLI: MAY 18, 1874 - A MISSIONARY EXPRERIENCE



Torniamo a parlare della gente di Lucoli. 
Oggi scriveremo di un Padre Passionista: Fratel Agostino dell'Addolorata che nacque a Lucoli e da sacerdote faceva parte della Provincia Pietà (Maria SS. della Pietà), divenne religioso il 14 novembre 1897. 
I fratelli di Fratel Agostino Timoteo, Carmine e Salvatore con le proprie famiglie Timoteo ProperziMaria De FelicisVittoria GrossoSalvatore ProperziCarmine Properzi e Angela Marrocchi

La Congregazione della passione di Gesù Cristo (in latino Congregatio passionis Iesu Christi) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale, detti passionisti, pospongono al loro nome la sigla C.P. La congregazione fu fondata nel 1720 da san Paolo della Croce e il primo convento fu eretto sul monte Argentario; la regola dell'istituto, approvata da papa Benedetto XIV il 15 maggio 1741, obbliga i passionisti, con un quarto voto, alla propagazione della devozione alla Passione di Gesù per mezzo di missioni e altri sacri ministeri. I passionisti portano un tonaca nera, stretta in vita da una cintura di cuoio, e sul petto un distintivo con l'effigie di un cuore sormontato da una croce bianca con la scritta Jesu XPI Passio. La spiritualità passionista è quindi incentrata sul mistero della passione e morte di Gesù vista come manifestazione suprema dell'amore infinito di Dio per gli uomini: i passionisti si impegnano mediante un quarto voto alla propagazione della devozione a tale mistero. La struttura giuridico canonica della congregazione è affine a quella degli ordini mendicanti e degli ordini di chierici regolari.

L'emblema della congregazione consiste in un cuore di nero, bordato d'argento e sormontato da una croce patente pure d'argento; nel campo l'iscrizione: JESU XPI PASSIO; in punta i tre chiodi della crocifissione. Il cuore è sostenuto da un ramo d'olivo simboleggiante la pace e uno d'alloro, simbolo di immortalità

Agostino dell'Addolorata svolgeva il lavoro di sarto e di infermiere. Fu missionario in Brasile ed arrivò a San Paolo 6 marzo 1913. Fu assegnato al Convento del Calvario, dove ha esercitato diversi mestieri, ma quando nel 1915 il Superiore Generale decise che i religiosi provenienti dalla Provincia della Pietà avrebbero dovuto assumere la fondazione della Provincia religiosa del Paranà e quelli della Presentazione di Maria prendessero la responsabilità della fondazione di quella di San Paolo, Fratel Agostino che faceva parte della Provincia della Pietà, invece di trasferirsi in Paranà preferì tornare in Italia, per motivi di salute. Dopo un breve periodo di due anni, ritornò nella sua terra il 2 febbraio 1915. Morì a Pontefelcino, nel convento di San Giuseppe, vicino a Perugia, Italia, il 17 agosto 1923, a 49 anni di età e 26 di professione religiosa. Non si è potuta identificare la sua sepoltura essendo in un sepolcro comune.

Il libro "Storia dei Passionisti PIET" presenta, per la prima volta, la storia della Provincia Maria SS. della Pietà (Italia Centro-Est) dei Passionisti, dal 1851 al 2011 è su questo che sono riportate le notizie sulla vita di Abramo Properzi. La Provincia abbraccia cinque regioni: Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche e Umbria. La provincia PIET è stata guidata da persone di governo molto preparate ed ha ottenuto buoni risultati nell’ambito della congregazione. Ne fanno fede, tra l’altro, le richieste di predicazione che giunsero numerose e che coprivano tutte le regioni della nuova provincia. Giunse quindi improvvisa e devastante l'epoca della soppressione, decretata dal governo italiano (1861-1882). Da questo evento traumatico i Passionisti si risollevarono tramite l'intervento del beato Bernardo M. Silvestrelli (+ 1911), compagno di noviziato di san Gabriele dell'Addolorata (+ 1862): il santo dei giovani, patrono d'Abruzzo, che apparteneva proprio a questa Provincia. Tutti conoscono il Santuario si san Gabriele edificato dal 1892 e l'espansione graduale dell'apostolato dei Passionisti. La loro attività non si è limitata alla pastorale dei santuari o alla predicazione delle missioni popolari e gli esercizi spirituali: apostolato tipico dei Passionisti, fin dalla loro fondazione (1721). Essi hanno allargato il loro orizzonte fino a toccare la missione dell'Indonesia (Kalimantan Barat) e, recentemente, si sono dedicati alla ricostruzione della realtà della Chiesa nel Nord della Bulgaria (Diocesi di Nicopoli).

ABRAMO PROPERZI

In this page provides information about the life of Fratel Agostino, I want my endless thanks to Father Enzo Annibali (Convent of Recanati - Macerata - Marche - Italy)
His life in a few Words
Abramo Properzi (Fratel Agostino dell’Addolorata), was born in Lucoli (L’Aquila) on May 18, 1874, by Americo Properzi and Domenica Marotta. His mother died very young and his father, remained alone with five little children, married another woman, Cristina Petricone. They had another four children. In his childhood, there was an episode handed down from generations in generation, is located on this page. 
On November 14, 1897, after a year of novitiate, he took vows in the convent of S. Eutizio (Soriano nel Cimino - VT). When in Brazil, founded the first Passionist house churches 1 to leave the mission, but had to return after a few years, for health reasons.
He died at age 49, August 17, 1923 (it was a Friday) in the withdrawal of S. Joseph near Perugia (the present convent Montescosso in Pontefelcino) after 26 years of religious profession. His burial-place wasn't found in the adjacent cemetery. By that time it was customary, when the number of graves are limited, that they were occupied by the last men deceased, while those exhumed were placed in the common charnel house, thereby allowing the original burial place to be re-used.

All episodes of his life
His house in Collimento
He was born in Lucoli (L'Aquila) 20th May, 1874, in the family of Americo Properzi and Domenica Marotta. It was baptized in Lucoli, the very day that he borned; he was also confirmed, this was non-notified or registered by us, but insured by the certificate of the Archbishop of L'Aquila. Remained in Lucoli until he was 22 years, when he became part of the Passionist Family. He arrived at the Novitiate of St. Eutizio, in Soriano nel Cimino (Viterbo), on 30th October, 1896, then he took the religious habit and began his novitiate at St. Eutizio on 13th November, 1896, being the Father of Novices Maestro Angelo Luigi-the Mother of God He made his Perpetual Profession of Vows at St. Eutizio (14th November, 1897) in the hands of the Father Angelo Luigi Mother-God, Master of Novices. For some months yet completed his training in the convent novitiate, where he learned the trade of cook. On an unspecified date was moved to SS. Giovanni e Paolo (Rome) and in this convent he learned the art of the tailor and the nurse. He left Rome on January 1899. From 13th January, 1899 to 12th June, 1899 he resided at the Sanctuary of Madonna della Stella, with the office of cook or tailor and nurse. The period from 12th June, 1899 to 25th April, 1900 it was again in the convent of S. Eutizio (Viterbo) with the office of cook, tailor and nurse. From the 25th of April, 1900 to the 3th November, 1903 lived in Montescosso (Perugia), with the office of cook, or nurse-tailor. From 3th of November, 1903 to 14 th of June, 1904 sent back to the convent of SS. Giovanni e Paolo (Roma), probably in the office to specialize in tailor and nurse. From 14th June, 1904 to 14th October, 1904, he moved back to Montescosso of Perugia, with the office of tailor and nurse that Novitiate. From 14th October, 1904 to 15th February, 1909 was in the convent of Casale di Rimini, with the office of tailor and nurse. The period from 15th February, 1909 to 20th January, 1913 resided in the Novitiate of the Madonna della Stella, always with the office of tailor and nurse. The period from 20th January, 1913 to 6th April, 1915 including his missionary venture in Brazil, Curitiba and Sao Paulo. He left the Madonna della Stella, he stopped briefly in Rome, then embarked to Brazil, where he remained for about two years (1913-1915), doing a bit 'of everything in that mission and the foundation. His health was not good and he fell ill. In the spring of 1915 returned to Italy, first to Rome and then to Moricone (not far from Rome). From 6th April, 1915 to 3th July, 1915 he resided briefly at the Sanctuary of the Madonna della Stella, to recover strength and make himself useful to the community. Then moved from the Convent of S. Marcello to San Gabriel (Isola del Gran Sasso - Teramo). From July, 1915 until 1918 he resided at the Sanctuary of St. Gabriel, always tailor and nurse's office. As can be seen from the "Register of religious family in the years 1916-17-18-19" of Borgetto, he staied in Moricone before moving to Borgetto (Palermo); it is documented here a brief stay in Sicily in this foundation, with the office of lodge, from 14th March 1919 to 23th July (August 9th?) 1919.He then moved to Borgetto (Palermo), it is here documented a short stay in this Sicilian foundation, with the usual office until 9th August , 1919. Since 9th August, 1919 to 3th January, 1921 was in the community of Moricone (Rome), always with the office of tailor and nurse. From 5th January, 1921 to 17th August, 1923 (date of his death) was again in the community of Montescosso of Perugia, where he exercised the office of nurse and dressmaker to the last. He died in the Retreat of Montescosso on 17th August, 1923, at about 3 p.m. 
An important passage 
There is an event who happened during his life, that was handing down in the years and that we can consider a prelude to all of its passage on this earth. 
The following story was told by his father's second wife, Cristina. Abramo lived in the small town of Collimento (L'Aquila); it as the second half of the nineteenth and the children were often alone while their parents worked the fields. One day, walking with his companions, he fell into a very rough place in the country said "cottorò" (translated from dialect as a large pot). He slipped and fell into this "bowl" carved in stone from the water and full of water. His friends fled, probably scared, leaving him covered by water. A shepherd of the country found him completely wet and covered it with a "santarella" (a old word used to indicate a kind of cloak of shepherds); accompanied him to home, where, reply to questions from parents surprised by how it could be released from such a large container filled with water, he said that a lady dressed in black had given him her hand, helped him and then disappeared. His parents, knowing the cliff, saw desperate to resume now the dead body. Instead they found him safe; he said that was carried on by a lady dressed in black. The lady dressed in black has always been referred to as the "Madonna". Other memories of his childhood (always told by Cristina): One day, while Abraham was changing, he dropped a square of perforated iron, and the mother noticed it and asked for an explanation but he did not want to give. They noticed that he used instruments for corporal penance; he was pervaded by the religious and faith that will always be an integral part of his life. A life which, although short, it will use to show his deep devotion to the people.
Per saperne di più consultare la pagina in memoria di Abramo Properzi, fratel Agostino dell'Addolorata (Passionista) - Page in memory of Abraham Properzi, brother Augustine of Addolorata (Passionist): https://www.facebook.com/pages/Fratel-Agostino-dellAddolorata-Passionista-Abramo-Properzi/247610808710061?sk=info&tab=page_info
SITO WEB http://fratelagostino.altervista.org/
Si ringrazia la signora Stefania Properzi (pronipote di Fratel Agostino dell'Addolorata - era il fratello del nonno) per l'autorizzazione alla pubblicazione del testo.

sabato 10 gennaio 2015

IL FUTURO DEI TERRITORI DI MONTAGNA IDEE E PROSPETTIVE


un'esperienza universitaria in Lombardia guardate il video.


La presentazione del libro “La montagna resiliente” (a cura di Lucina Caravaggi, ediz. Quodlibet) ha rappresentato un’occasione per riflettere sulle possibilità di rivitalizzazione economica e sociale del territorio montano abruzzese dopo il terremoto del 2009, all’interno della collaborazione tra DiAP – Sapienza Università di Roma e i Comuni di Lucoli, Ovindoli, Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo, L’Aquila. Il libro è stato presentato all'Aquila lo scorso 16 dicembre 2014.


La tesi dei professori della Sapienza, che hanno redatto il piano territoriale dell'Area Omogenea n°9 alla quale appartiene Lucoli, evidenzia la necessità di connettere territori e ricostruzione, valutando i possibili legami innovativi tra investimenti pubblici rivolti al patrimonio edilizio e azioni di rivitalizzazione territoriale. 
Il termine Resilienza è stato adottato in protezione civile nel 2009, ad opera dell’ United Nations International Strategy for Disaster Reduction (UN-ISDR): “In this field, Resilience has been defined as “the ability of a system, community or society exposed to hazards to resist, absorb,accommodate to and recover from the effects of a hazard in a timely and efficient manner, including through the preservation and restoration of its essential basic structures and functions.” (ISDR, 2009).” Il termine che ci giunge da derivazione anglossassone, in realtà è di origine latina. Ciò ha portato nel tempo a declinarlo in svariate discipline tecnico-scientifiche che hanno saputo adottare il concetto con varie sfumature di significato. La resilienza è quindi un antico termine, primordiale come i concetti di pericolo-rischio-difesa, unisce gli elementi tipici del Proteggere (pro-tegere = coprire) con quelli del Difendere (de-fendere = spingere, allontanare, pressare): il libro ci vuole presentare una montagna da proteggere e difendere per non vederla morire. Risulta interessante questo dibattito che produrrà strategie territoriali anche per il Comune di Lucoli che si appresta ad un rinnovo amministrativo. 
Lo studio, ancora non formalmente disponibile e quindi non consultabile e di cui si avvarranno senz'altro gli amministratori locali, intende contribuire all'individuazione di iniziative locali da condividere finalizzate ad accrescere la resilienza delle comunità locali rispetto ad uno o più fattori di rischio di rilevanza economica, ambientale (ad es. modalità non sostenibili di produzione e consumo e di uso del territorio) che possano compromettere in modo irreversibile le risorse naturali. Si propone una riflessione sulle possibilità di rivitalizzazione economica e sociale del territorio: pur esistendo una fortissima domanda di futuro, sembrano venute meno prospettive realistiche, fiducia nelle Istituzioni e consapevolezza delle possibilità di questo bellissimo territorio montano. Quello che un gruppo di ricerca universitario può fare non è sostituirsi alle Istituzioni, ma supportare e suggerire, mettendo a disposizione conoscenze e punti di vista, delineando limiti da rispettare e opportunità da cogliere. È necessario contrastare la tendenza a sconnettere territorio e ricostruzione, purtroppo frequente in passato in Italia, valutando i possibili legami innovativi tra investimenti pubblici rivolti al patrimonio edilizio e azioni di rivitalizzazione territoriale, puntualizzando questioni fortemente “trasversali”, come la sicurezza attiva del territorio, la necessità di politiche specifiche per i territori montani o la messa a punto di obiettivi culturali trainati da interventi sul paesaggio.
Il libro raccoglie queste riflessioni, con le indagini che le hanno accompagnate e i progetti che ne sono scaturiti: Sicurezza attiva del territorio, Coltivare le economie montane, Abitare in montagna, Curarsi con la montagna, In montagna con altri occhi sono tracce per politiche di intervento mirate ai contesti locali abruzzesi, azioni auspicate per avviare nuovi cicli evolutivi e immaginare un futuro per gli straordinari paesaggi ereditati dal passato. 

Una considerazione aggiuntiva, ma trasversale, relativamente ai soggetti coinvolgibili per garantire il futuro dei territori, potrebbe disegnare, per queste strategie ipotizzate, un più efficace e concertato ruolo delle Pro Loco che operano per definizione per “coniugare la tutela e la salvaguardia delle specificità locali con la vocazione allo sviluppo della crescita sociale ed al miglioramento del benessere”: sono quindi vere proprie “sentinelle del territorio” e delle sue ricchezze, come recita un provvedimento regionale.
Potrebbe forse essere per questo lungimirante motivo, anche se i tempi rispetto alla pubblicazione del libro sono totalmente non concomitanti, che il Comune di Lucoli ha concesso in affitto per cinque anni, ad un costo puramente simbolico (500€ annuali), la struttura donata dalla Regione Val d'Aosta all'indomani del sisma del 2009 come sede ufficiale a fronte di richiesta formale presentata dalla Pro Loco per continuare a svolgere la propria attività volendo essa gestire a proprie spese il locale palestra e volendo realizzare un centro di aggregazione sociale.

Con questo provvedimento la Pro Loco di Lucoli ed il Comune si assumono molte responsabilità per migliorare il futuro e generano aspettative: un investimento così grande deve essere auspicio di grandi risultati di ritorno sul territorio, da intendersi in senso etico e concreto, se paragonati all'entità del dono ricevuto da parte di italiani che hanno creduto al loro intervento solidale. Le potenzialità della struttura del "Civil Centre" si prestano, inoltre, all'aggregazione di più comunità (magari anche a quella della vicina Città dell'Aquila) perseguendo le più svariate finalità siano esse sportive, educative e culturali. L'augurio è di ottimizzare le idee aggreganti.
Come si ricorderà e come citato nel giornale "Cronaca di Aosta" (del quale riportiamo l'esatto testo): "è stato realizzato a Lucoli il CIVIL CENTRE da poter utilizzare "quale centro di protezione civile". "L’intera area è infatti predisposta per poter ospitare tende per oltre 300 posti letto, micro containers, cucine da campo e ogni altra attrezzatura utile alla piena e completa operatività del presidio in caso di calamità naturale". "L’area é attrezzata con una rete di sottoservizi: acquedotto, fognatura, reti elettriche e telefoniche, reti del gas, tubazioni per predisposizioni impiantistiche urgenti e occasionali. La struttura prevede l’installazione di un gruppo elettrogeno al fine di assicurare l’operatività in qualsiasi condizione, permettendo a questo campo sperimentale di svolgere la propria funzione per la collettività, ma allo stesso tempo di essere trasformato in un presidio di protezione civile in poche ore, ospitando in sicurezza e nel massimo comfort possibile centinaia di persone. I fondi complessivi raccolti per l’intervento, pari a 1 milione 234 mila 761 euro, sono stati infatti in parte stanziati dalla Regione, 800 mila euro, di cui 250 mila della finanza locale, in parte versati dal CELVA, dai Comuni e dalle Comunità montane valdostane, circa 300 mila euro, in parte versati da cittadini e associazioni valdostane sui conti correnti bancario e postale aperti a tale scopo dalla regione stessa, circa 125 mila euro. Nei versamenti sono confluiti anche i fondi raccolti tra i dipendenti pubblici valdostani che hanno versato il corrispettivo di un’ora di lavoro a favore dei terremotati, pari a oltre 30 mila euro, i fondi raccolti attraverso la vendita del CD Area Nuova – Valle d’Aosta per l’Abruzzo, curato dagli artisti valdostani, per oltre 7 mila euro, i fondi raccolti tra i maestri di sci valdostani e versati dalla loro associazione, per altri 12 mila euro. La progettazione dell’intervento e la direzione lavori sono stati curati dall’arch. Corrado Binel, su incarico di Confindustria Valle d’Aosta, Confindustria edili e Confidi Valle d’Aosta, che hanno quindi contribuito in tal modo alla realizzazione dell’opera".

Ciò che abbiamo riportato, in qualità di cronaca e come considerazioni, rappresenta sfide interessanti, ricche di stimoli e tutte da giocare per il futuro del territorio di Lucoli.

sabato 3 gennaio 2015

I "DITTERI" PRESENTI SUL TERRITORIO DI LUCOLI PUBBLICATA LA RICERCA SU FLORA DI LUCOLI.IT

La fauna del territorio analizzata dagli amici di  FLORA DI LUCOLI

Pubblicata la nuova sezione sugli Antropodi - Ditteri

Chloromya formosa
Scatophaga stercoraria

Atylotus sp. - Tabanidae

Bibio clavipes Meigen, 1818 - Bibionidae 
Bibio pomonae (Fabricius, 1775) - Bibionidae 
Bombylius major (Linnaeus, 1758) - Bombyliidae 
Chloromya formosa (Scopoli, 1763) - Stratiomyidae
Chrysomya albiceps (Wiedemann, 1819) - Calliphoridae 
Chrysopilus cristatus (Fabricius, 1775) - Rhagionidae 
Chrysotoxum festivum (Linnaeus, 1758) - Syrphidae 
Cylindromyia bicolor (Olivier, 1812) - Tachinidae 
Dasysyrphus albostriatus (Fallén, 1817) - Syrphidae 
Ectophasia crassipennis (Fabricius, 1794) - Tachinidae
Episyrphus balteatus (De Geer, 1776) - Syrphidae
Eristalis pertinax (Scopoli, 1763) - Syrphidae 
Eristalis tenax (Linnaeus, 1758) - Syrphidae
Eupeodes luniger (Meigen, 1822) - Syrphidae
Euthycera chaerophylli (Fabricius, 1798) - Sciomyzidae
Gymnosoma nudifrons Herting, 1966 - Tachinidae
Gymnosoma rotundatum (Linnaeus, 1758) - Tachinidae
Heliozeta huello - Tachinidae
Hemipenthes cfr. morio (Linnaeus, 1758) - Bombyliidae
Laphria sp. - Asilidae
Limnophila schranki Oosterbroek, 1992 - Limoniidae
Limonia nubeculosa Meigen, 1804 - Limoniidae
Melanosoma bicolor (Meigen, 1824) - Conopidae
Mesembrina meridiana (Linnaeus, 1758) - Muscidae
Myathropa florea (Linnaeus, 1758) - Syrphidae
Nephrotoma appendiculata (Pierre, 1919) - Tipulidae 
Opomyza sp. - Opomyzidae 
Orellia falcata (Scopoli, 1763) - Tephritidae
Peleteria cfr. varia (Fabricius, 1794) - Tachinidae
Phaonia pallida (Fabricius, 1787) - Muscidae
Phasia hemiptera (Fabricius, 1794) - Tachinidea
Sarcophaga sp. - Sarcophagidae 
Scatophaga stercoraria Linnaeus, 1758 - Scathophagidae
Sphaerophoria scripta (Linnaeus, 1758) - Syrphidae 
Stenopogon sp. - Asilidae 
Suillia sp. - Heleomyzidae 
Sylvicola fenestralis (Scopoli, 1763) - Anisopodidae 
Syrphus cfr. ribesii (Linnaeus, 1758) - Syrphidae
Syrphus vitripennis (Meigen, 1822) - Syrphidae
Tabanus bovinus (Linnaeus, 1758) - Tabanidae
Tachina fera (Linnaeus, 1761) - Tachinidae
Tachina grossa (Linnaeus, 1758) - Tachinidae
Tachina magnicornis (Zetterstedt, 1844) - Tachinidae
Terellia longicauda (Meigen, 1838) - Tephritidae 
Tipula luna Westhoff, 1879 - Tipulidae
Tipula maxima Poda, 1761- Tipulidae
Tipula vernalis Meigen, 1804 - Tipulidae
Volucella zonaria, Poda 1761 - Syrphidae

Melanosoma bicolor 
All'ordine dei Ditteri appartengono circa 100˙000 specie di insetti olometaboli aventi il secondo paio di ali dalle dimensioni estremamente ridotte, essendo esse utilizzate unicamente per mantenere assetto ed equilibrio durante il volo. Il nome stesso dell'ordine deriva dal greco dipterós, parola composta dal prefisso dis- ("due, due volte") e pterós ("ali"). Le testimonianze più antiche della presenza di questi animali risalgono al Giurassico.
È difficile trovare un altro gruppo di animali in cui si presenti la varietà di rapporti con l'ambiente esterno che si riscontra nei Ditteri, tanto più considerando come tali rapporti cambino con lo stadio della vita. Spesso tanto le larve quanto gli adulti conducono vita libera subaerea, ma intere famiglie posseggono larve acquatiche, più spesso limniche, più raramente marine, né mancano esempi di adulti che vivono in condizione sommersa; notevoli sono le larve acquatiche di acque termali (come Odontomyia che tollera i 50 °C) e quelle che prediligono le urine e le materie fecali (o persino il petrolio, come nel caso di Psilopa petrolei). Parecchie specie conducono vita parassitaria allo stato di larve e vita libera da adulti; tali larve, se endoparassite, a seconda della specie vivono entro galle o gallerie scavate nei vegetali o entro il corpo degli animali, quasi sempre con una più o meno spiccata specificità dell'ospite. Meno frequenti fra gli adulti sono i veri e propri parassiti, che in ogni caso sono parassiti esterni. La maggior parte delle larve sono onnivore anche se frequenti sono gli stadi preimmaginali fitofagi o saprofagi, talvolta persino predatrici o ematofagi.
Ectophasia crassipennis
Autori e coordinamento editoriale Enzo De Santis e Rossano Soldati. Per contattare Flora di Lucoli o il Giardino Botanico di Campo Felice scrivere a uno dei seguenti indirizzi o al nostro blog: giardinobotanicocf@tiscali.it; edesantis@hotmail.it
Si ringraziano: Leonardo Melchionda,Pietro Mascioletti, Mirko Galuppi, Marcello Consolo, Federico Salvini, Maura Bocci, Mauro Antonio Melis, Franco Casini, Beppe Miceli,Vincenzo Salvatico, Vincenzo Dundè, Piergiorgio Di Pompeo, Filippo Fabiano, Paride Dioli, Werner Pichler, Rolando Lualdi, Stefano Tito, Alessandro Minciò, Elvira Castiglione, Luciano Ravaglioli
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Farfalle e falene d'Italia - fotografare la Natura
Rolando Lualdi. Insetti - un fantastico mondo da scoprire. Foto e curiosità
Entomologia di Leonardo Melchionda