giovedì 28 maggio 2015

GARDENS AND AVENUES OF REMEMBRANCE. A RESEARCH IN ABRUZZO. IN LUCOLI THERE WAS ONE


The most famous Italian Memory Park is located right in the heart of Trieste, Memory Park (Parco della Rimembranza) lies on the slopes of Colle di San Giusto since May 1926. In the middle of a green area crossed by Via Capitolina, the road leading to the hilltop, you can walk through this green area dotted by a number of karstic memorial stones bearing the names of all Trieste native soldiers who fell in war as well as their Divisions.
Several memory parks were created in Italy during the early years of the fascist regime, promoted by Dario Lupi, undersecretary at the Ministry of Education at that time. Inspired by the Freedom Tree, one of the symbols of the French revolution, Lupi invited all schools to dedicate a "sacred area" to those who had fought in the Great War. Therefore, plenty of such spaces popped up for worship purposes and also to exert a control over the memories related to the 1915-1918 conflict.
Trieste Memory Park is divided into 26 sectors, where the memorial stones stand. The stones dedicated to WW I are found between sectors 16 and 25, although here you can also see stones commemorating other battles, such as the Spanish Civil War, African wars and WW II.
Our Group is working to partially restore the Lucoli Park.

We thank architects authors of the article published: Aldo Giorgio Pezzi, Patrizia Luciana Tomassetti dei Beni Culturali.

lunedì 25 maggio 2015

CITTADINANZA ONORARIA DI LUCOLI A SERGIO PAOLO SCIULLO DELLA ROCCA

L’amministrazione comunale di Lucoli ha concesso la “Cittadinanza Onoraria” a Sergio Paolo Sciullo della Rocca decorato medaglia d’oro Mauriziana della Repubblica Italiana del Corpo degli Alpini per il suo impegno nella difesa del patrimonio storico culturale di Lucoli in particolare di Campo Felice, nonché per essersi prodigato a sostegno della popolazione locale in occasione del grave sisma del 6 aprile 2009 intervenendo anche a sostegno della ricostruzione di una struttura sanitaria primaria.
Sergio Paolo Sciullo già "Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana"

La cerimonia di consegna si è tenuta presso la sala consiliare del municipio di Lucoli alla presenza dei presidenti della Pro Loco e di associazioni della montagna locali. La cittadinanza è stata concessa per lo spirito altruistico e la determinazione espressa in ogni occasione dall’alpino Sergio Paolo Sciullo della Rocca che ha svolto l’incarico di delegato per gli alpini abruzzesi all’estero, oltre ad essere noto per avere realizzato numerose opere alpine e alpinistiche ed essere presidente della Libera Associazione Abruzzesi Trentino Alto Adige e di più associazioni militari e culturali in ambito nazionale.

Sciullo della Rocca vive a Bolzano ed è anche l'autore del libro sulla "Storia del Sacrario Nazionale Mauriziano d'Italia" in questo libro racconta anche il significativo contributo fornito dagli emigranti italiani residenti in Svizzera e negli Stati Uniti a sostegno della realizzazione di questa grande opera, singolare nel suo genere, con funzione di educazione permanente verso le nuove generazioni. Il testo, ricco di documenti e di immagini, parla dell'alta valenza spirituale del Sacrario di Pescocostanzo dedicato a San Maurizio Martire, protettore della gente della montagna, degli Alpini e dei Decorati mauriziani militari interforze.

Dona il 5x1000 a NoiXLucoli Onlus

Se apprezzate il nostro lavoro e la nostra tenacia donate il 5x1000 a NoiXLucoli Onlus


Il vostro contributo sosterrà i nostri progetti, soprattutto quello del "GIARDINO BOTANICO DELLA MEMORIA DEL SISMA" che richiede costante manutenzione e cura ed è divenuto un "Bene Comune di Lucoli" a costo zero per l'Amministrazione pubblica. 



Il contributo ci consentirà anche di lavorare per sostenere attività culturali, perché crediamo nel valore fondante che la cultura, nel suo significato antropologicamente più variegato (anche quella della tradizione agricola), rappresenta per una Comunità; lavoriamo per trasmettere di generazione in generazione un bagaglio di conoscenze ritenute fondamentali per muoversi verso nuovi traguardi e quindi voler guardare al futuro. 
Ci battiamo per migliorare la qualità ambientale del territorio e farne conoscere la bellezza.
Lavoriamo nel nostro piccolo per cambiare quello che ci circonda passo dopo passo.
Il progetto degli alberi da frutta in via di estinzione del Giardino della Memoria
Con passione testimoniamo ai bambini la cultura dell'amore per l'ambiente e per gli alberi
Lezione di botanica del vivaista Sebastiani al Giardino della Memoria
Come si fa?
Tutti possono destinare il 5 per mille a NoiXLucoli Onlus: con la dichiarazione dei redditi, sul modello 730, sull'Unico o sul CUD: si firma nello spazio riservato alle onlus (in alto a sinistra) e si inserisce il codice fiscale di NoiXLucoli Onlus: 93047640664.
  • Per chi presenta il CUD: 
c'è una scheda apposita per la scelta dell'8 per mille e del 5 per mille. Nel riquadro in alto a sinistra (“Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 “) si firma e si inserisce il codice fiscale di NoiXLucoli Onlus. La scheda così compilata va consegnata in busta chiusa in banca, o alle poste, o al commercialista, o al proprio CAF, o ad altro soggetto abilitato; la busta deve recare l'indicazione "SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL'IRPEF", il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente;
  • Per chi presenta l'Unico o il 730: 
all'interno del modulo c'è una sezione dedicata al 5 per mille. Nel riquadro in alto a sinistra (“Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 “) si firma e si inserisce il codice fiscale di NoiXLucoli Onlus.
Se l'attività che svolgiamo è da voi apprezzata anche il passaparola può fare molto: invitate amici e parenti a destinare il loro 5 per mille a NoiXLucoli Onlus: è semplicissimo e non costa nulla. Non c'è nessuna imposta in più da pagare. Se non viene espressa alcuna scelta, la quota rimane allo Stato.



G R A Z I E!

mercoledì 20 maggio 2015

Inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica: la scheda sulla legge approvata in Senato

Campo Felice giornata ecologica di NoiXLucoli Onlus 2014
Inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica. Sono i cinque ecoreati introdotti dal ddl approvato in via definitiva dall'aula del Senato. Di seguito, le nuove norme del codice penale. 

INQUINAMENTO AMBIENTALE. E' punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili dello stato preesistente "delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo" o "di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna"; aggravanti di pena sono previste se l'inquinamento riguarda specifiche aree protette nonché provochi lesione o morte di una o più persone. 

DISASTRO AMBIENTALE. E' punito con la reclusione da 5 a 15 anni, alternativamente, un'alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema; un'alterazione dell'equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; l'offesa all'incolumità pubblica determinata con riferimento sia alla rilevanza del fatto per l'estensione della compromissione ambientale o dei suoi effetti lesivi, sia al numero delle persone offese o esposte al pericolo. La nuova norma prevede una clausola di salvaguardia ("fuori dai casi previsti dall'articolo 434"), volta a differenziare il disastro ambientale dal delitto relativo al crollo di costruzioni o altri disastri dolosi (cd. disastro innominato) che ha finora svolto funzione di supplenza per la mancanza di uno specifico delitto di disastro ambientale. Anche il disastro ambientale prevede un'aggravante ove il danno si produca in specifiche aree protette. 

TRAFFICO E ABBANDONO DI MATERIALE AD ALTA RADIOATTIVITA'. E' punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro il reato di pericolo di chiunque abusivamente "cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona materiale di alta radioattività ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente"; specifiche aggravanti sono previste in relazione all'entità del possibile danno per l'ambiente. 

OMESSO CONTROLLO. La norma punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque impedisce, intralcia o elude l'attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza e igiene del lavoro ovvero ne compromette gli esiti. 

OMESSA BONIFICA. Introdotta dal Senato, punisce con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro chiunque, essendovi obbligato, non provvede alla bonifica, al ripristino e al recupero dello stato dei luoghi. L'obbligo dell'intervento può derivare direttamente dalla legge, da un ordine del giudice o da una pubblica autorità. 

AGGRAVANTE AMBIENTALE. Nel codice penale è introdotto anche un nuovo articolo, l'aggravante ambientale, per prevedere un aumento di pena quando un fatto-reato sia commesso per la commissione di un delitto contro l'ambiente. 

RAVVEDIMENTO OPEROSO. Il provvedimento oltre a stabilire diminuzioni di pena per l'ipotesi colposa di inquinamento ambientale e di disastro ambientale, prevede uno sconto di pena anche per coloro che collaborano con le autorità ed evitano che i delitti contro l'ambiente siano portati a conseguenze ulteriori. 

RADDOPPIA LA PRESCRIZIONE. Il ddl prevede per i nuovi delitti ambientali il raddoppio dei termini di prescrizione e che alla condanna per tali delitti consegua l'incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione.

CONFISCA E RIPRISTINO LUOGHI. In caso di condanna o patteggiamento per uno dei nuovi delitti ambientali nonché per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti ambientali, il giudice debba sempre ordinare la confisca dei beni prodotto o profitto del reato o che servirono a commetterlo, salvo che appartengano a terzi estranei al reato; stabilisce che, se la confisca non è possibile, il giudice debba ordinare la confisca per equivalente; obbliga il condannato al recupero e, ove possibile, al ripristino a proprio carico dello stato dei luoghi.
Possiamo ben sperare!

martedì 19 maggio 2015

LA PIANA DI CAMPO FELICE "FIGLIA" DEGLI ALPINI

Nando Fiaschetti

Pubblichiamo un articolo ripreso dal quotidiano "Il Capoluogo".




"La piana di Campo Felice, incastonata tra il massiccio montuoso del Monte Velino, di cui rappresenta la porta settentrionale di accesso, il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno e le Montagne della Duchessa, un tempo adibite essenzialmente alla pastorizia, oggi devono gran parte della loro trasformazione turistica per la pratica degli sport della montagna essenzialmente agli alpini che nell'immediato dopo guerra frequentarono la zona per le loro attività addestrative alpinistiche e sciistiche. 

A ricordarlo è l'alpino Sergio Paolo Sciullo della Rocca decorato Medaglia d'Oro Mauriziana della Repubblica Italiana delegato per gli alpini abruzzesi emigranti che in una recente intervista ha tenuto a precisare il contributo tecnico fornito dal Corpo degli Alpini per la trasformazione di questo luogo, un tempo riferimento per pastori e minatori, e oggi zona esclusivamente sportiva. Può sembrare strano, ma qui molti alpini furono minatori, come l'alpino Nando Fiaschetti ancora vivente aCasamaina di Lucoli (L'Aquila) unitamente a Sesto Di Fabbio e Berardino Mazza, in quanto in questo altopiano per diversi anni tra l'altro venne estratto l'alluminio. 
Questi minatori, furono definiti i «diavoli rossi» dalla popolazione locale a causa della polvere rossa caratteristica della bauxite che li ricopriva nel viso e negli indumenti". 
"Tornando poi a Campo Felice, vanno ricordate le figure del Generale degli alpini Giuseppe Fabre che bene individuò il luogo su proposta del Sergente Gaetano Panei una delle maggiori guide alpine nato nel Comune di Borgorose un tempo parte della Provincia di L'Aquila".
"Campo Felice come lo conosciamo oggi divenne stazione sciistica nel 1970 basata sul modello di analoghe località dell'arco alpino, ma nella parte tecnica molto giovo' anche la consulenza dell'amico degli alpini il francese Emile Allais Campione del Mondo di sci che nello sci alpino fu innovatore nella tecnica dello slalom, contribuendo ad abolire la vecchia curva a telemark". Dopo il contributo tecnico fornito da questi uomini, il Comando del Quarto Corpo d'Armata Alpino nel 1977 scelse Campo Felice per l'espletamento della Prima Edizione dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (30esima delle Olimpiadi in grigioverde) la cui direzione tecnica venne affidata al Colonnello degli Alpini Giancarlo Sperindé.
http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=118508&typeb=0&La-piana-di-Campo-Felice-figlia-degli-Alpini
Campo Felice 'figlia' degli Alpini» è apparso il giorno 17 aprile 2015  sul quotidiano online il Capoluogo.

giovedì 14 maggio 2015

L'AQUILA, LE SORPRESE E LE SCOPERTE DEI RESTAURI DELLE MURA CIVICHE: PORTA LUCOLI. LA STORIA DA NON DIMENTICARE.


Si avvia a conclusione il lavoro di restauro e recupero delle Mura civiche aquilane, che sta restituendo una nuova immagine della città, nei suoi antichi limiti storici e nei suoi rapporti con l’intorno. Reintegrate dopo i crolli, liberate dalla vegetazione e ricostituite nella loro continuità fisica e visiva, le mura disegnano oggi una linea quasi ininterrotta nello skyline cittadino: alte e incombenti nel tratto settentrionale su viale della Croce Rossa, in ripida discesa verso i settori orientale e occidentale, antichi accessi alla città, seguono poi l’andamento dell’altura, fino allo stretto passaggio sul fiume Aterno e alla Rivera. La cinta muraria aquilana, quasi 5 km di sviluppo lineare, è uno dei pochi esempi di fortificazione trecentesca quasi integralmente conservata. L’attento lavoro di recupero e catalogazione delle pietre crollate con il sisma (o recuperate dagli smontaggi controllati delle parti più compromesse), l’esame ravvicinato delle tecniche costruttive e delle lavorazioni superficiali, il confronto con le piante storiche e gli antichi documenti hanno consentito di individuare inedite configurazioni, a volte ipotizzate a volte del tutto inaspettate, delle mura e delle porte.


Abruzzo Ulteriore di Natale Bonifazi (1587). Incisione conservata alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Particolare ove si vede la Città fortificata di Aquila e le Rocche

I lavori intorno a Porta Roiana, al termine della bella passeggiata sotto il Ponte di S. Apollonia, hanno restituito la traccia perfettamente visibile di un’altra porta cittadina, poco nota perché in una zona particolarmente impervia: Porta Lucoli, intagliata alla base di una torre che si erge alta sulla scarpata verso l’Aterno.
Si ricorda che gli abitanti di Lucoli presero parte, a metà del Duecento, alla fondazione della Città di Aquila, in un periodo in cui nel territorio esistevano strutture difensive primitive, l'organizzazione feudale e quella ecclesiale monastica. 
Dagli Statuti Municipali conservatisi a Lucoli negli ultimi cinque secoli si evince una ricerca da parte degli abitanti del tempo di garanzie a favore della collettività, nelle pratiche di amministrazione delle terre, della giustizia e delle risorse condivise. Purtroppo quelli erano i tempi dei soprusi e dei fiscalismi che continuarono ad opprimere gli abitanti dell'area per secoli.

La parte fondata da Lucoli fu il "Quarto di San Giovanni" Quarto amiternino e fa riferimento al quadrante sud-occidentale della città.
Al suo interno sorge Borgo Rivera, luogo originario della fondazione e l'unico dei castelli originari ad essere parte integrante della città. Il piccolo borgo, che si sviluppa lungo il costolone che va dal Colle San Giovanni a Porta Rivera, alla destra del fiume Aterno, conserva intatto il suo sapore medievale ed ospita la monumentale fontana delle 99 cannelle, simbolico e misterioso omaggio alla nascita dell'Aquila. Questa zona era precedentemente chiamata Acculi, o Acculae, per l’abbondanza delle acque e probabilmente diede il nome all'intera città.
Il Quarto comprende poi i dintorni occidentali di Piazza Duomo, in cui è anche la trecentesca chiesa capoquarto di San Marciano che ha sostituito la distrutta chiesa di San Giovanni di Lucoli, da cui il nome del quartiere, e che si adagia in una caratteristica piazza triangolare con annesso fontanile, come da tradizione. Nella zona sono, inoltre, le Cancelle, curiosi portali in pietra di origine rinascimentale a scopo commerciale formati da due aperture, una ad arco e rialzata per la vendita e una di fianco più stretta e alta, chiamata erroneamente Porta del Morto[17], per l'ingresso nelle abitazioni; un tempo poste direttamente su Piazza Duomo, le Cancelle vennero nel Novecento smontate e ricostruite poco dietro.
La parte più occidentale del Quarto è l'unica intra moenia a non aver subito un importante sviluppo urbanistico a scopo residenziale ed oggi ospita la stazione Centrale, alcuni insediamenti industriali e commerciali ed il polo direzionale del Tribunale di Giustizia.
M. Cartaro, Abruzzo Ultra del 1613, delineata nel 1594 da Mazzetti.

L’intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione della cinta muraria dell'Aquila è stato finanziato per 8 milioni di euro con fondi POR-FESR 2007-2013 Asse VI.2.1, assegnati alla Regione Abruzzo e quindi al Comune dell’Aquila, che ha stipulato una convenzione con la ex Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici d’Abruzzo per l’attuazione. I lavori sono stati affidati alla direzione dell’architetto Antonio Di Stefano, della Soprintendenza Unica e si concluderanno entro la fine dell’estate.
L’intervento di restauro troverà il suo pieno compimento con il collegato intervento di valorizzazione, volto a realizzare le migliori condizioni di visibilità, percezione e fruizione diffusa della cinta muraria recuperata e riscoperta, con le sue torri, le sue porte, i suoi rapporti con la città e il territorio.

lunedì 11 maggio 2015

PER CELEBRARE GLI ALPINI TRA LE MOLTE INIZIATIVE: UNA PUBBLICAZIONE ED UNA MOSTRA FOTOGRAFICA MILITARE PRESSO IL CENTRO ARTE CIALENTE AL GLOBO.

La storia di un ex combattente Alpino che, al termine del suo servizio, chiese di poter servire ancora la patria nell'Arma dei Carabinieri. 
Vogliamo illustrare questa iniziativa editoriale perché Virgilio Del Zoppo, che amava la montagna, passava molto del suo tempo a Campo Felice e poi perché la sede dell'Accademia Culturale Internazionale di San Giovanni Crisostomo è al Peschiolo, Frazione di Lucoli. 
L'Accademia mantiene come insegna l'immagine di San Giovanni Crisostomo dottore della Chiesa Universale, ed ha sede presso l'antica Casa Cialente, è da tempo impegnata a sostenere la cultura nelle Lettere, nelle Scienze e nelle Arti ed a promuoverne lo studio e la conoscenza in Italia e all'estero.

E' stata presentata a L'Aquila, presso la sede della Delegazione provinciale dell'Associazione Italiana Combattenti Interalleati, la biografia dell'alpino Virgilio Del Zoppo, classe 1920, del Nono Reggimento Alpini Battaglione L'Aquila, con il quale prese parte alla campagna di Albania, dove venne ferito.
La copertina del libro
La Biografia agile, ricca soprattutto di documentazione ef oto, è stata curata dalle Edizioni Giservice e porta la firma dello scrittore e giornalista Sergio Paolo Sciullo della Rocca, esperto di storia militare.
Del Zoppo, fu un ex combattente Alpino che, al termine del suo servizio, chiese di poter servire ancora la patria nell'Arma dei Carabinieri, tornando poi nuovamente al fronte in Albania, dove già conosceva il territorio, e dove il 13 gennaio 1941 fu ferito a una gamba in combattimento. Fatto prigioniero dai tedeschi venne internato a Bochum, in Germania, dove fu costretto a lavorare nelle miniere di carbone per sopravvivere. Rientrato in Italia, riprese servizio nell'Arma dei Carabinieri e dopo vari trasferimenti venne assegnato alla stazione di Antrodoco (Rieti), con il grado di Carabiniere Scelto. Virgilio Del Zoppo da tutti apprezzato, giurò due volte al Re d'Italia prima come Alpino e poi come Carabiniere, dopo la guerra giurò fedeltà alla nuova Patria repubblicana per la terza e ultima volta. Per il suo modo di essere e per il suo stile estremamente cortese di autentico patriota e di militare di altri tempi, merito l'appellativo di "Carabiniere Reale". Morì a L'Aquila il 21 febbraio 1961 a seguito delle infermità contratte in guerra e in campo di concentramento.

L'Accademia Culturale di San Giovanni Crisostomo dell'Aquila, presieduta dalla professoressa Elena Cialente, ha finanziato la realizzazione del libro, che sarà esposto e in distribuzione gratuita in occasione della prossima 88esima Adunata Nazionale degli Alpini presso il Centro Arte Cialente al Globo, unitamente alla mostra, sulla fotografia militare italiana del novecento.
NoiXLucoli Onlus ha fornito alcune foto di militari di Lucoli raccolte nel suo archivio fotografico della Comunità locale.
Una delle foto fornite: Dante Marola di Colle di Lucoli