lunedì 31 agosto 2015

Il Tesoro d’Italia. Le opere dell'Abruzzo, selezionate da Vittorio Sgarbi, sono state in mostra al padiglione Eataly dell'Expo di Milano.

Una ricca selezione di opere d’arte composte dal ‘300 al secolo scorso proveniente da chiese, musei e collezioni private sono state esposte all'Expo di Milano: capolavori scelti da Vittorio Sgarbi. Il percorso è stato articolato in sezioni regionali componendo quello che l’eccezionale curatore ha definito “Il Tesoro d’Italia”.


L’Abruzzo ha mostrato il suo apporto della bella arte della regione che in tanti momenti della storia italiana ha dato un notevole contributo con eccezionali talenti artistici.
Da Giacomo da Campli a Nicola di Guardiagrele, Saturnino Gatti,Francesco Paolo Michetti, Costantino Barbella e Teofilo Patini, la Mostra ha l’ambizione di far emergere le peculiarità della produzione artistica della nostra regione con la scelta di opere originali anche poco conosciute, tesori segreti emersi spesso da collezioni private.
Sono state esposte due sculture lignee in legno del 1400 raffiguranti San Sebastiano, la prima proveniente dal Museo Nazionale dell’Aquila di Saturnino Gatti e la seconda proveniente da Lucoli attribuita a Giovanni da Biasuccio (l'attribuzione è contesa, infatti anche la scultura di Lucoli è attribuita dalla Dott.ssa Luciana Arbace, in una recente pubblicazione, a Saturnino Gatti). Per secoli la statuaria abruzzese è stata considerata una forma d'arte minore, i più recenti studi la ricollocano al centro dell'attenzione in una luce del tutto originale.
foto Leo De Rocco - copyright
Foto Leo De Rocco - copyright

Foto Leo De Rocco - copyright

In questa raccolta di tesori quindi c’è anche Lucoli con un’opera di inestimabile bellezza attribuita dallo storico Bologna a Giovanni da Biasuccio (1435).
La statua lignea di San Sebastiano era custodita fino a poco tempo fa nell’omonima Chiesa di Lucoli a Collimento e forse non tutti i lucolani ne conoscevano l’inestimabile valore artistico.   La chiesa è situata nella parte alta del centro storico e la sua esistenza è attestata in una Bolla di Innocenzo III già nel 1215. Sul fondo della navata, a sinistra dell’altare maggiore, si apre la cappella di S. Sebastiano, coperta da due cupolette ellittiche traverse, poggianti su strette lesene.  La Chiesa, dopo il terremoto, è risultata inagibile come quasi tutto l’abitato di Collimento. Presenta gravi lesioni alle strutture portanti. La torre è stata messa in sicurezza mediante cerchiatura. Il tetto aperto poneva in seria pericolosità le condizioni della statua lignea per non parlare dei ladri che avrebbero potuto approfittare di un tesoro pressochè incustodito, tutta l’arte ecclesiastica di Lucoli andrebbe salvaguardata e protetta con sistemi di antintrusione.
Siamo orgogliosi che il nostro territorio sia arrivato all’EXPO ci auguriamo che la Chiesa di Collimento possa essere presto restaurata (lavori previsti per il 2018) e dotata di sistemi di sicurezza in modo che la statua di San Sebastiano possa tornare a “casa” magari con un’aumentata consapevolezza da parte della comunità relativamente al suo  pregio e valore artistico. 
La scultura di San Sebastiano quando era nella chiesa di Collimento
Il padiglione Italia

Interventi di consolidamento e restauro previsti nel settembre 2012 per le Chiese di Lucoli (fonte Mibact Abruzzo):


Lucoli (Aq) Abbazia Abbazia S. Giovanni Battista consolidamento e restauro  del valore di € 1.100.000,00 lavori previsti nel 2015 ed anticipati al 2014 per interessamento popolare a fronte di 5000 firme presentate (per ritardi del Ministero i lavori inizieranno ad ottobre).
Lucoli (Aq) Casavecchia Chiesa S. Lorenzo Consolidamento e restauro del valore di € 500.000,00 nel 2018.

Lucoli (Aq) Colle Chiesa Beata Cristina Consolidamento e restauro del valore di € 650.000,00 nel 2018.

Lucoli (Aq) Collimento Chiesa S. Sebastiano Consolidamento e restauro del valore di € 800.000,00 nel 2018. 

Lucoli (Aq) Lucoli Alto Chiesa Madonna Infante Consolidamento e restauro del valore di € 700.000,00 nel 2019.

Lucoli (Aq) Spogna Chiesa Maria delle Grazie della Spogna Consolidamento e restauro del valore di € 800.000,00 nel 2019.

Lucoli (Aq) Santa Croce Chiesa S. Croce Consolidamento e restauro del valore di € 600.000,00 nel 2019. Lucoli (Aq) Peschiolo Chiesa S. Giorgio Consolidamento e restauro del valore di € 400.000,00 nel 2021.
Lucoli (Aq) Santa Menna Chiesa S. Menna Consolidamento e restauro del valore di € 500.000,00 nel 2021.
Nel piano è prevista un intervento a Lucoli Alto Chiesa S. Giovanni Battista Consolidamento e restauro del valore di € 1.100.000,00 ma sembra essere un refuso (peraltro mai corretto).

martedì 18 agosto 2015

16 AGOSTO 2015: MERCATINO DI MEZZ'AGOSTO LE FOTO DELLA GIORNATA

Gli espositori 

La pioggia e le previsioni della bufera non hanno fermato il Mercatino di Mezz'agosto di Lucoli Alto e Vado Lucoli, c'era preoccupazione tra i tanti volontari e gli espositori, (sarebbe stato un vero peccato dopo il lungo lavoro svolto per settimane) in merito alla riuscita dell'evento. 

Il temporale ha concesso degli sprazzi che sono stati utilizzati per realizzare tutto il programma della giornata.

Gli espositori si sono concentrati sotto gli archi dei borghi e molte persone hanno partecipato approfittando delle schiarite.

Molto interessante il programma e coinvolgente lo spettacolo.
Gli espositori

I cavalli della Locanda del Carrettiere

I "Tartufai di Lucoli" con i loro cani

I "Tartufai di Lucoli" nella simulazione di ricerca

Il Gruppo "Selva in folk"



La preparazione delle pizze fritte: troppa fila le "ragazze" faticano.........
Un momento dello spettacolo pomeridiano

PROGETTO "GIOVANI EREDI PER VECCHI MESTIERI" LE FORMELLE CLASSIFICATE
Il vecchio mestiere del "Burattinaio"
Il vecchio mestiere dello "Spazzacamino"
Queste rappresentazioni dei vecchi mestieri sono state maggiormente votate dal pubblico e saranno incastonate nei muri delle due Frazioni a ricordo dell'evento del 2015.



giovedì 13 agosto 2015

PROGETTO "GIOVANI EREDI PER VECCHI MESTIERI" SECONDA EDIZIONE 2015 IN OCCASIONE DEL MERCATINO DELL'ARTIGIANATO DI MEZZ'AGOSTO DI LUCOLI ALTO E VADO LUCOLI

Particolare del "Paliotto di Lucoli"  
 immagine pubblicata su gentile concessione della SBSAE Abruzzo

In occasione dell’edizione 2015 del Mercatino dell'Artigianato di Mezz'agosto l'Associazione NoiXLucoli Onlus, ha contribuito all'iniziativa, organizzando la seconda edizione dell'attività di ricerca sugli antichi mestieri con il coinvolgimento degli insegnanti e degli studenti del Liceo Artistico F.S. Grue di Castelli (TE).
Questa attività e stata realizzata dall'Istituto nel corso di diversi mesi di lavoro e studio e aveva l'obiettivo di approfondire e raffigurare, attraverso la creatività e la capacità espressiva del decoro ceramico, le tradizioni artigianali del passato.
Questo progetto, da noi finanziato per il secondo anno, si proponeva in primo luogo di valorizzare la coscienza dell'appartenenza al territorio di Lucoli della pala d'altare realizzata dal grande maestro Francesco Antonio Saverio Grue per la chiesa di San Michele Arcangelo di Vado Lucoli, conosciuta con il nome di "Paliotto di Lucoli" e ora custodita, nei frammenti rimasti, dalla Soprintendenza dell'Abruzzo. 
Abbiamo proposto un collegamento con l’Istituto Artistico per il Design di Castelli, titolato al maestro e con i suoi studenti che diverranno ceramisti proprio perché a Lucoli il Paliotto vide la sua origine.
Ai nostri soci piacciono le cose che restano e che con la loro esistenza evocano storie, sensazioni, sentimenti e soprattutto la testimonianza del volontariato, quelle cose che alimentano i beni comuni di un comunità che deve ritrovarsi è per questo che ci siamo impegnati con questa attività.
Sono scomparsi moltissimi mestieri fino alla metà del secolo scorso, rimasti solo nella memoria dei più anziani. Non si può ignorare l'esigenza di conservarne la memoria storica nelle nostre più recenti radici, se non lo facessimo non potremmo comprendere appieno il nostro presente. Molti mestieri stanno scomparendo perché non più remunerativi, altri sono scomparsi insieme all'arrivo della modernizzazione, delle infrastrutture e del commercio dopo gli inizi del '900. Questo è stato il secondo obiettivo di questo progetto di ricerca: con le raffigurazioni artistiche su ceramica volevamo trasmettere le antiche sapienze dei mestieri dei nonni per illustrarle ai nostri figli. Finalità, questa, che si associa al pensiero dell'Associazione Amici di San Michele Onlus che lavora da anni alla realizzazione di un mercatino dell’artigianato, richiamando, su piccola scala, gli artigiani da diverse parti dell’Abruzzo.
Il terzo obiettivo del nostro progetto è stato quello di voler impreziosire con i decori artistici i borghi delle due Frazioni: i manufatti incastonati nelle parti comuni dell'abitato per trasmettere arte e bellezza con le immagini dei saperi artigianali.
La formella dei mestieri edizione 2014 incastonata sul fontanile di Lucoli Alto


Durante il Mercatino Artigianale del 16 agosto p.v. saranno esposti tre nuovi manufatti realizzati per l'occasione: il BOTTAIO, lo SPAZZACAMINO, il BURATTINAIO.

L’esposizione delle formelle raffiguranti le attività artigianali consentirà le votazione e la qualificazione delle stesse secondo il gradimento del pubblico.



Ringraziamo la Federazione Abruzzo delle Banche di Credito Cooperativo che ci ha aiutati in questa iniziativa sostenendoci economicamente, ringraziamo la Dirigente scolastica del Liceo GRUE, Professoressa Carla Marotta e ringraziamo i nostri soci e quelli degli Amici di San Michele per l'attività che svolgono impegnando il loro tempo libero ed affrontando tante difficoltà.

Una menzione particolare va anche da parte nostra alla Confartigianato Imprese l'Aquila che ha compreso il valore dell'iniziativa "Mercatino di Mezz'agosto", in tutte le sue valenze anche culturali e di ricerca ed ha sostenuto nel complesso le attività previste per questa edizione.

Vi aspettiamo il 16 per vedere i risultati di un anno di lavoro del Liceo Artistico e votare le formelle ceramiche con i vecchi mestieri edizione 2015!
Il programma della giornata

Vecchia foto di studenti del Liceo F.A. GRUE esposta a Castelli


mercoledì 5 agosto 2015

'Enti locali', via libera definitivo. Nuove norme per la ricostruzione. Tutto da applicare....e già partono le polemiche


Con 295 sì, 129 no e nessun astenuto: l’aula della Camera ha approvato ieri, in via definitiva, la conversione in legge del decreto “Enti locali”, numero 78/2015, che contiene - tra l'altro - le nuove norme sulla ricostruzione post-sisma dell’Aquila. Poco prima, con 384 sì e 185 no, l’Aula di Montecitorio aveva votato la fiducia posta dal Governo Renzi sul dl, approvato la scorsa settimana dal Senato sempre con la fiducia.
Dunque, si è messa finalmente mano alla macchina della ricostruzione, un tagliando necessario a sei anni dal sisma seppure non ancora sufficiente a dare tutte le risposte attese dal territorio. 
Sono state introdotte sanzioni e penali per gli inadempimenti di imprese, professionisti, committenti e società fornitrici di servizio, si è deciso che la stazione appaltante per la ricostruzione dei beni ecclesiastici sarà il ministero dei Beni culturali, di concerto con la Curia dell'Aquila capoluogo, sono stati inoltre prorogati, fino al 2017, i contratti per il personale precario della ricostruzione, ma solo quello del Comune dell'Aquila.
Via libera anche alla norma che prevede la possibilità di anticipazione finanziaria per i proprietari che vogliano anticipare i tempi di ricostruzione della propria abitazione anticipando le somme. Vengono inoltre rimossi gli emendamenti sull'incompatibilità tra direttore dei lavori e impresa - tra le norme più contestate all'Aquila - ma solo per progettisti e collaudatori: rimarrà l'incompatibilità tra direttore dei lavori e aziende. Inserito anche l'obbligo per le aziende dell'attestazione Soa. Approvata infine la norma che prevede il finanziamento pubblico per le parti comuni delle seconde case anche nei centri storici dei borghi, così com'era finora per il centro dell'Aquila.
Niente da fare, invece, per l'istruzione delle 'white list' delle imprese e degli albi reputazionali (per progettisti e professionisti). La senatrice Stefania Pezzopane, per superare il 'no' del Ministero dell'Interno alle white list, ha presentato un emendamento, poi approvato, per l'autocerficazione antimafia per imprese e professionisti, a pena della nullità dei contratti. "Abbiamo dovuto presentare l'autocertificazione, perché altrimenti non ci sarebbe stato nulla - ha poi spiegato - visto che il nuovo codice non prevede che il privato possa richiedere la certificazione antimafia alla Prefettura, nell'ambito della ricostruzione privata". 
Si tratta, però, di un intervento debole, assai lontano dai principi enunciati nella bozza di legge che aveva istruito l'allora sottosegretario Giovanni Legnini. A sottolinearlo, anche il Procuratore distrettuale antimafia, Fausto Cardella che ha chiesto norme anti-infiltrazione più stringenti, in particolare per gli appalti privati. "Il procuratore ha ragione", la risposta della senatrice democrat. "In questa direzione molto è stato fatto con il mio 'pacchetto ricostruzione' di emendamenti. Nel decreto enti locali - ha spiegato Pezzopane - sono passate misure importanti per gli appalti privati, tra cui l'autocertificazione e la certificazione Soa di aziende e professionisti, le regole per i subappalti e per i contratti, i controlli della Prefettura e della Guardia di Finanzia. Mancano le white list e l'albo reputazionale dei professionisti e le misure procedurali con le mini-gare, contenuti negli articoli 3 e 4 del mio disegno di legge e oggetto di emendamenti a questo decreto che sono stati bocciati, purtroppo per il parere contrario del governo e delle relatrici. Ma io non mollo. Continuerò ad insistere nei prossimi provvedimenti, molto è stato fatto col decreto enti locali e molto si può ancora fare per garantire più legalità e più trasparenza".
Così come si insisterà, ancora, per la proroga dei contratti dei lavoratori precari impegnati nella ricostruzione dei Comuni del cratere. "Sul tappeto ci sono ancora diverse questioni - ha sottolineato Pezzopane - la proroga dei contratti del personale precario dei Comuni del cratere, dei precari degli Uffici Speciali per la Ricostruzione, il personale preposto all’Ufficio Centralizzato per le Espropriazioni, lo scorrimento delle graduatorie Ripam per i profili che risultano necessari, anche per sostituire chi si è trasferito in altre città o in altre amministrazioni, la previsione di un fondo straordinario per gli assunti Ripam, la possibilità di avviare procedure pubbliche anche per profili professionali e categorie di inquadramento inferiori a quelle già previste nel concorsone, ed altro ancora. Con gli emendamenti approvati nei giorni scorsi ho cercato di intervenire sulle questioni su cui era necessario agire rapidamente. I contratti dei precari del Comune dell’Aquila sarebbero scaduti a settembre e questo era un primo risultato da portare a casa. Per gli altri, come ad esempio il personale dei Comuni del cratere, abbiamo ancora qualche mese in più. Tempo che impiegherò per lavorare affinché nessuno vada a casa e venga lasciato solo".
Torneranno i fiori alle finestre?
Tratto da: http://news-town.it/cronaca/8817-dl-enti-locali,-via-libera-definitivo-alla-camera-nuove-norme-per-la-ricostruzione.html
Qualcuno ha commentato che questo decreto scontenta tutti dagli ingegneri agli amministratori di condominio, e che blocca, di fatto, la già lenta e faticosa ricostruzione. Un decreto che sancirebbe la fine e il fallimento delle ditte aquilane, piegate da mille difficoltà e abbandonate a se stesse, e che toglie ai cittadini, specialmente quelli che risiedevano in centro storico, le pur esigue speranze di tornare a casa. La legge enti locali prevede, infatti, che il progettista ed il direttore lavori non possano avere avuto rapporti, negli ultimi 3 anni, con l'impresa affidataria dei lavori e/o subappaltatrice. "E' praticamente impossibile - spiega Masciovecchio (presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia dell'Aquila) -. Chi ha introdotto tale norma non conosce affatto il nostro territorio e, soprattutto, la questione di L'Aquila. Ci siamo trovati dinanzi al fatto compiuto con un decreto legge che toglie a tutte le realtà economiche, alcune costituitesi anche di recente, ed ai nostri iscritti la possibilità di lavorare". Per l'Ordine degli Ingegneri della Provincia dell'Aquila l'unica via e' quella, appunto, di "stralciare con urgenza quanto previsto attualmente dalla norma se si vuole evitare il rischio "blocco ricostruzione", ma soprattutto quello relativo alle gravi ripercussioni economiche ed occupazionali sull'intera comunità". E non e' l'unico monito lanciato al Governo al quale Masciovecchio ricorda un ulteriore impasse relativa all'ordinanza OPCM n.4013 del 23 marzo 2012 per cui la categoria abruzzese ha fatto ricorso al Tar del Lazio. "Si tratta di una norma iniqua ed assolutamente ingiusta - osserva Masciovecchio -. Troviamo assurdo l'esistenza di una legge che preveda penali anche per l'ingegnere progettista nel caso di ritardi da parte dell'impresa che realizza i lavori. Peccato - conclude - che l'ingegnere progettista non abbia alcuna responsabilità in merito".

martedì 4 agosto 2015

IL GOVERNO DEL RISCHIO: LA PREVENZIONE COME FUNZIONE ORDINARIA DELL'AMMINISTRAZIONE. LO STUDIO DELLA SAPIENZA.

L'esperienza abruzzese della facoltà di Architettura della Sapienza di Roma, coinvolta nella ricostruzione post-sisma dei centri storici dei piccoli comuni aquilani, ha prodotto dei modelli di ricostruzione e delle tesi di governance e sviluppo per i territori. La ricostruzione è intesa come modello d'interazione tra soggetti diversi, capace di garantire riqualificazione e la rivitalizzazione dei centri storici, afflitti dallo spopolamento e dall'abbandono, di stimolare dinamiche endogene e di rilancio socio-economico e di favorire l'integrazione tra politiche di tutela ambientale e politiche di sviluppo, in particolare rivolte al turismo.
Riprendiamo alcuni spunti dalla pubblicazione "Ricostruzione e Governo del Rischio", scritta da L. Caravaggi, O. Carpenzano, A. Fioritto, C. Imbroglini e L. Sorrentino, che ci sono sembrati interessanti.
Prevenzione, precauzione e pianificazione del rischio.
Il senso di insicurezza si traduce, nel comune sentire nella percezione che in qualsiasi momento possa verificarsi un evento (di origine naturale e non) portatore di conseguenze lesive per la salute, la vita o anche solo per i beni. La valutazione del rischio (inteso come funzione dei fattori di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione) indica, anzitutto, il passaggio da una logica meramente successiva, di "soccorso" rispetto alle conseguenze di un fatto lesivo ormai verificatosi, a una logica preventiva che si basa, appunto sullo studio del rischio (la previsione) che si colloca in un momento precedente all'evento dannoso....La prevenzione deve essere considerata una funzione ordinaria delle Amministrazioni in quanto rappresenta un profilo ineludibile di tutte le materie che contengono una finalità di sicurezza (ciascuna nel proprio ambito di competenza), così come avviene tradizionalmente per la sicurezza e l'ordine pubblico o per la sanità. Il passaggio alla prevenzione del rischio, che dovrebbe avere come ovvia e conseguente ricaduta la limitazione delle situazioni d'emergenza, è dovuto principalmente a due fattori: l'aumento delle norme, interne ed europee, che hanno affidato alle Amministrazioni il compito di valutare il rischio, che diventa così un parametro dell'azione amministrativa; l'affermazione del principio di precauzione come principio generale che opera come supporto tecnico e scientifico nell'attività amministrativa.
I terremoti tra prevenzione ed emergenza.
I rischi sismici sono stati i primi a essere considerati dalle norme che hanno definito un sistema di prevenzione basato sulla definizione di zone di rischio sismico a opera dello Stato e sulla definizione di particolari tecniche costruttive finalizzate alla sicurezza degli edifici. Sulla scia dell'emergenza del terremoto del Molise e della Puglia del 2002, vennero emanate nuove norme con l'ordinanza del 20 marzo 2003 n. 3274, in base alla quale sono stati finalmente definiti i criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e per la definizione delle norme tecniche per le costruzioni in zona sismica. Queste norme, di rinvio e rinvio, sono entrate in vigore solo recentemente.
Gli interventi di ricostruzione e il ruolo del Piano di Ricostruzione.
A circa un anno dall'evento sismico che ha colpito la regione Abruzzo, con il Decreto del Commissario Delegato per la Ricostruzione, del 9 marzo 2010, n° 3, sono state emanate norme speciali per la "ripianificazione" dei comuni danneggiati, con il preciso obiettivo di assicurare la ripresa socio-economica, la riqualificazione dell'abitato e la ricostruzione armonica del tessuto urbano abitativo e produttivo, così come già previsto all'art. 2, comma 12 bis del D.L. 28-4-2009 n° 39. Per la ricostruzione dei centri storici dei paesi colpiti dal sisma è stato individuato uno strumento urbanistico straordinario (art. 14, comma 5 bis del suddetto decreto legge). Il Piano di ricostruzione può essere considerato un piano speciale essendo stato introdotto da norme straordinarie - quali il decreto del Presidente del consiglio dei Ministri del 6 aprile 2009 e il decreto del commissario Delegato per la Ricostruzione 9 marzo 2010 - che, operando in un contesto emergenziale, per loro stessa natura, possono derogare al sistema ordinario delle fonti.
Il Piano di Ricostruzione dell'Area Omogenea della Neve come strumento di prevenzione del rischio. 
Sulla base della normativa nazionale, attraverso un accordo di collaborazione tra le Amministrazioni pubbliche, l'Università di Roma Sapienza, ha provveduto alla redazione dei Piani di Ricostruzione dei Comuni dell'Area Omogenea della Neve che, poi, sono stati approvati nell'estate del 2012 e sono in fase di attuazione. L'obiettivo del gruppo di lavoro, interdisciplinare, è stato quello di fare del Piano di Ricostruzione uno strumento di prevenzione del rischio futuro. Il Piano non è stato inteso come un mero strumento per riportare le singole costruzioni e i centri abitati allo stato antecedente al sisma ma quello di ricostruire, ristrutturare o, semplicemente, riparare alzando i livelli di sicurezza. Il forte richiamo alla qualità della spesa delle Amministrazioni pubbliche da ispirarsi a rigorosi principi di efficienza ed efficacia imporrà, nel futuro una richiesta di partecipazione di tipo assicurativo a tutti coloro che si trovano in situazioni di rischio. Lo Stato italiano ha finora adottato un sistema solidaristico che prevede la totale copertura pubblica dei danni agli edifici privati; considerata, però, la frequenza e la consistenza dei danni provocati da eventi di varia natura il costo degli interventi sta diventando insostenibile anche in rapporto alla riduzione della complessiva capacità di spesa dello stato. Quindi il Piano di Ricostruzione assume un ruolo di garanzia dell'efficienza e dell'efficacia della spesa pubblica. Le sue previsioni, tese ad assicurare non solo la mera ricostruzione ma l'innalzamento delle soglie di sicurezza, vanno proprio nella direzione di ottimizzare l'uso delle scarse risorse pubbliche".




Ricostruire è uguale a governare il rischio attraverso la semplificazione normativa e la prevenzione sismica (scritto da Rossana Corrado).
L'introduzione di elementi di governo del rischio all'interno della normativa predisposta per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma in Abruzzo ha posto l'accento sulla necessità di sostenere la linea culturale della prevenzione nelle ordinarie politiche di governo del territorio. 
La prevenzione deve essere attuata attraverso una gestione "integrata" del rischio. Per un efficace governo di tali processi, le amministrazioni locali necessitano di un adeguato supporto tecnico, basato su una opportuna attività di informazione e formazione sulla pianificazione della prevenzione del rischio sismico, sia alla scala urbana che locale. Riuscire a costruire una cultura della prevenzione non è facile, ma rappresenta il più grande investimento per il futuro che l'umanità tutta è chiamata a fare...".
Sarà possibile applicare tutto questo a Lucoli?