lunedì 28 settembre 2015

WHERE IT WAS, BUT BETTER THAN IT WAS. THIS RECONSTRUCTION.

There was many "theoretical" discussions in the territories of the Homogeneous area of the Snow (where Lucoli is included), because the extent of the damage, although significant in some centres, did not reach proportions of widespread collapse and therefore, reconstruction in the same place was never been called into question, in fact the municipalities also limited temporary settlements using the abundant second homes and hotel facilities toprovided hospitality to those who had toleave their homes.
The affirmation "in the same place" or "where it was" was tantamopunt to evoking the magic permanence of the urban layout, able to survive thousands of years of change and a number of catastrophes.
But why automatically extend this "respect" to alla developments, even the most recent ones, even those which were environmentally destructive and impossible to make safe, e.g. buildings on slopes damages by landslides, as the mega-residences in Lucoli? Why redeem them, putting them on the same level as the historical town centre?
In other words, the metaphor where it was but better the it was, which is an automatic reaction in the early post-earthquake stages, at least since the earthquake in Friuli - and thankfully this is also a collective defence against the new towns - risk to involve also the bad parts of the towns which should be call into question during the "rethinking" linked to reconstruction.
However, superficiality and bad faith can reach alarming levels when youpass to the second part of the famous slogan of post-war Warsaw: as it was.
How was what?
a "modern" restructuring anodized aluminum frames in a village
Houses devastated by "modern" restructuring, with concrete roofs and balconies that can enhnance a seismic hazard to the highest level? Renovation of historic facades with historical building elements reduced to a poor and meaningless decorum, or embellished by pious hands which remove the effect of the passage of time by "modernising" them? The public area of historical town centres abandoned years ago, along with the residences, patched-up technological networks, the lack of basic services for the population?
Reconstruction as an opportunity for improvement on the past is not only a legitimate form of compensation for people who have suffered the trauma of an earthquake, but also the only way tomake sense of reconstruction, optimising publica resources.
If this is true then stringent but also innovative design is necessary, able to re-interpret, in some cases for the first time, the fabric of buildings and urban areas as precious historical heritage, but also to vivify them, starting from risk reduction, energy usage improvement, thinking on how mountain areas should now be lived in, the search for new meanings to be attached to public areas and their use by society (see L. Caravaggi, C. Imbroglini, Spreading knowledge of historical Heritage, producing technological innovation and a maintenance culture).
Favour new vital functions.
Reconstruction intended as a process of endogenous urban redevelopment tends to favour actions that will evolve over time, adapting to local limitations and potential, re-defining urban areas in relation to the needs of contemporary life in difficult mountain areas: substantiall seasonal changes, temporary activities, different rhythmes of life outdoors, etc. The topics of the urban area revitalisation projects were based on were: firstly, the system of safe areas and routes, or areas, paths and surfaces related to emergencies which have to play a leading role in the redevelopment, also by virtue of the possible funding. It is easy to see how the development of a resilient system involves the first consistent interpretation of the urban fabric inherited from the past (see O. Carpenzano, Le strategie del progetto urbano per ricostruire e proteggere).
Lucoli Abbey of St. John Baptist - View of Cloister to restore (for which there is no financial allocation)

giovedì 24 settembre 2015

SABATO 26 P.V. LA FESTA DI SAN MICHELE ARCANGELO A VADO LUCOLI (AQ)


La festa religiosa di San Michele Arcangelo produce leggerezza in luoghi che di norma sono affranti, luoghi in cui si è cresciuti con l’idea della fuga. Per parafrasare il pensiero di alcuni autori che percorrono le strade della bellezza dei paesi spopolati il giorno in cui si festeggia San Michele fa pensare ad un tempo per restare dove si nasce, a quel tempo di credere nei paesaggi che ci hanno formato, perché se siamo qualcosa è dentro l’aria che abbiamo respirato. 
La festa di San Michele, organizzata dalla Parrocchia e dall'Associazione Amici di San Michele Onlus, ha messo insieme, negli anni, persone assai lontane tra di loro, ma le persone quando danno il meglio di sé un po’ si avvicinano. Il senso della festa sta tutto in questo clima in cui ognuno dà il meglio. La Santa Messa, il panorama da urlo, i panini consumati insieme e poi gli spari.....che sembrano scacciare i brutti pensieri ed i problemi.
Le persone che si spendono per organizzare questa giornata hanno soprattutto una visione di vita antica, ma ancora valida per noi moderni stressati che produce una militanza festosa, dove si discute anche, per fare bene le cose, ma è comunque lontana dal grigiore di chi vive sotto la dittatura del problema e non fa nulla. Con questo punto di vista si possono fare tante cose belle, non solo la festa di San Michele, il Mercatino di mezz'agosto e la fiaccolata dell'ultimo dell'anno...si può rimettere insieme una Comunità. Noi ci siamo messi al lavoro fuori dal piombo dei discorsi, facendo il nostro meglio. 
Sa di polvere il mondo di chi parla e non crede. Ora c’è da credere in chi crede e fa qualcosa, anche poco......
La chiesa di San Michele Arcangelo ove verrà celebrata la Santa Messa il 26 settembre 2015
Vi aspettiamo in molti sabato prossimo.

martedì 22 settembre 2015

Turismo, ecco la mappa della nuova governance regionale. C'è anche Lucoli.

11850441_1056515311060349_6381094698731515647_o

Con l’approvazione e l’entrata in vigore della Legge 15/2015, denominata “Sistema di governance regionale”, e con il conseguente riconoscimento del ruolo delle DMC e delle PMC nell’organizzazione turistica regionale, la Regione Abruzzo vuole favorire i processi di aggregazione programmatica, progettuale, operativa e coordinata tra soggetti pubblici e privati per sviluppare una cultura di governo locale del turismo, connessa alle strategie e alle programmazioni regionali, nazionali e comunitarie, al fine anche di ottimizzare la competitività dell’offerta turistica regionale. 
Lo ha detto ieri, in conferenza, il governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso presentano alla stampa la nuova legge regionale 9 giugno 2015, n.15, approvata dal Consiglio lo scorso mese di giugno. 
La nuova norma, ha spiegato D’Alfonso, è un modello innovativo, unico in Italia, che mette al centro un rapporto virtuoso tra la Regione, ente programmatorio, ed il territorio, costituito in forma associata, che diventa protagonista. Oltre 4500 operatori si sono messi in rete attraverso le Dmc, che curano la destinazione turistica e le Pmc che si occupano di prodotto. Non è escluso che nel proseguo, questi soggetti intermedi possano trasformarsi in soggetti attuatori delle politiche turistiche. In particolar modo la Regione Abruzzo intende favorire e sostenere la creazione, la individuazione e l’attivazione di interazioni su base tematica e intersettoriale, il raccordo ed il coordinamento fra livelli locali e regionali fra attori pubblici e privati.
La Destination Management Company (DMC) è un’organizzazione di governance locale e project management aperta all’accesso ed alla partecipazione di operatori pubblici o privati, che elabora e gestisce lo sviluppo turistico riferito ad una o più destinazioni attraverso la partecipazione finanziaria degli attori interessati ed in connessione con la programmazione regionale, nazionale e comunitaria.
La Product Management Company (PMC) è un’organizzazione di governance regionale e project management aperta all’accesso ed alla partecipazione di operatori pubblici o privati, che elabora e gestisce lo sviluppo turistico riferito, invece, ad uno o più prodotti regionali attraverso la partecipazione finanziaria degli attori interessati ed in connessione con la programmazione regionale, nazionale, europea.
DI SEGUITO LA MAPPA COMPLETA CON LE 13 DMC DEL SISTEMA ABRUZZO:
ALTO SANGRO TURISMO (Alfedena – Anversa degli Abruzzi – Ateleta – Barrea – Castel di Sangro – Civitella Alfedena – Opi – Pescasseroli – Pescocostanzo – Rivisondoli – Roccaraso – Rocca Pia – Scanno – Scontrone – Villalago – Villetta Barrea)
418 operatori coinvolti (25 soci dirtetti, 393 soci indiretti, 61 operatori ricettivi);
Responsabile Progetto: Marcello Squicciarini Castel di Sangro (AQ) Via Sangro,snc -Palazzo Terminal Telfono +39 0864 577822, info@altosangroturismo.it.

AQ ABRUZZO QUALITÀ (Avezzano – Carsoli – Celano – Fontecchio – L’Aquila – Massa d’Albe – Lucoli – Ovindoli – Rocca di Cambio – Rocca di Mezzo – San Demetrio ne’ Vestini – Secinaro)
63 operatori coinvolti, 23 operatori ricettivi.
Responsabile Progetto: Dott. Raffaele Siciliano Rocca di Mezzo (AQ) Via XXIV Maggio, snc Telefono 3385679392, dmcabruzzoqualità@libero.it;

HADRIATICA (Alba Adriatica – Colonnella – Controguerra – Corropoli – Giulianova – Martinsicuro – Mosciano Sant’Angelo – Sant’Egidio alla Vibrata – Torano Nuovo – Tortoreto)
700 operatori coinvolti, 83 soci diretti 600- soci indiretti, 49 operatori ricettivi.
Responsabile Progetto: Claudio Ucci Sant’Omero (TE), Via Vittorio Emanuele Telefono +39 340 7494353, costadeiparchidabruzzo@gmail.com

COSTIERA DEI TRABOCCHI (Vasto – San Salvo – Casalbordino -Torino di Sangro – Fossacesia – Rocca San Giovanni – San Vito Ch Ortona – Lanciano – Treglio – Mozzagrogna Paglieta – Villa Santa Maria – Villalfonsina – Scerni Celenza – Monteodorisio – Cupello – Lentella – Fraine – Gissi – Fresagrandinaria – Dogliola – Furci – San Buono – Guilmi – Carpineto Sinello – Casalanguida – Montazzoli – Liscia – Tufillo – Carunchio – Castiglione M.M. – Roccaspinalveti – Torrebruna – San Giovanni Lipioni – Castelguidone – Schiavi d’ Abruzzo)
256 operatori coinvolti, 116 soci diretti, 50 operatori ricettivi, 140 soci indiretti, 15 operatori ricettivi) Responsabile Progetto: Dott. Marcello Squicciarini Vasto (CH), Piazza del Popolo 20 Telefono +39 0873 310130, info@costadeitrabocchi.it

CUORE DELLAPPENNINO (Anversa degli A. – Bugnara – Campo di Giove – Cansano – Cocullo – Corfinio – Introdacqua Pacentro – Pettorano – Pratola P. – Prezza – Raiano – Roccacasale – Scanno – Secinaro – Sulmona – Villalago – Vittorito) 194 operatori coinvolti, 141 soci diretti, 26 operatori ricettivi, 53 soci indiretti. Responsabile Progetto: Annamaria Casini Sulmona (AQ), Via del Cavallaro 2, Sulmona Telefono 340-5848280, presidente@fabbricacultura.it

GRAN SASSO D’ITALIA, L’AQUILA E TERRE VESTINE (Barisciano – Brittoli – Bussi sul Tirino – Calascio – Capestrano – Carapelle Calvisio – Carpineto della Nora – Castel del Monte – Castelli – Castelvecchio Calvisio – Castiglione Messer Raimondo – Civitella Casanova – Corvara – Fagnano Alto – Farindola – L’Aquila – Loreto Aprutino – Montebello di Bertona – Navelli – Ofena – Penne Pescosansonesco – Picciano – Poggio Picenze – San Demetrio ne’ Vestini – Santo Stefano di Sessanio – Villa Celiera – Villa Santa Lucia degli Abruzzi)
96 operatori coinvolti, 57 soci diretti, 21 operatori ricettivi, 39 soci indiretti, 14 operatori ricettivi) Coordinatore della Compagnia: Antonio Stroveglia Responsabile Marketing: Claudio Ucci.
Sede Legale: Assergi, L’Aquila, Via del Convento 1, c/o Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Sede operativa: Largo San Nicola 6, Penne (PE), c/o Wolftour srl, Tour Operator Telefono +39 085.8278444 Fax +39 085.8278444 dmcgsiav@gmail.com

GRAN SASSO-LAGA CUORE DELL’APPENNINO (Campli – Rocca -Santa Maria -Castel Castagna Teramo – Castelli – Torricella Sicura -Civitella del Tronto – Tossicia – Colledara – Valle Castellana – Cortino – Crognaleto – Fano Adriano -Isola del Gran Sasso d’Italia – Montorio al Vomano Pietracamela)
149 operatori coinvolti, 104 soci diretti, 21 operatori ricettivi: Produttori Locali 17- Operatori turistici 3, Agenzie Viaggio 3- Associazioni culturali 17 Ristoranti/Commercio 16 – Operatori Pubblici 2 Altri operatori 25); 45 soci indiretti.
Responsabile Progetto: Angela De Lauretis 347 9817098 Contrada Piana Dell’addolorata SNC Comune di Tossicia (TE), 64049 Tel: 0861/698523 – 342/7130621 (sede legale) 0861/247656 – 0861/59401 (sede operativa) Fax: 0861/698718 info@dmcgransassolaga.it Matteo Marchetti 3200679000

CONSORZIO CELESTINIANO – IL CAMMINO DEL PERDONO (Acciano – Avezzano – Campo di Giove – Castel di Ieri – Castel di Sangro – Castelli – Castelvecchio Subequo – San Demetrio nei Vestini – Fagnano Alto Fara S.Martino – Fontecchio – Fossa -Goriano Sicoli – L’Aquila – Navelli – Ocre – Ortona -Ovindoli Pacentro – Palena – Pescocostanzo – Prata d’Ansidonia – Pratola Peligna – Raiano Roccamorice – Roccaraso – S.Demetrio ne Vestini Salle – San Pio delle Camere – Sant’Eusanio Forconese – Scoppito – Secinaro – Sulmona – Tione degli Abruzzi – Vasto). Comuni compresi nella Destinazione Ramo del Cammino “I tre Perdoni”: da L’Aquila a Castel di Sangro: Scoppito, L’Aquila, Ocre, Fossa, Sant’Eusanio Forconese, Villa Sant’Angelo, San Demetrio né Vestini, Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Acciano, Molina Aterno, Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Goriano Sicoli, Raiano, Pratola Peligna, Sulmona, Pacentro, Campo di Giove, Palena, Pescocostanzo, Rivisondoli, Roccaraso, Rocca di Cambio, Navelli, Barisciano, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, Castel di Sangro. Ramo del Cammino “La Via degli Eremi”: Corfinio, Popoli, Tocca da Casauria, Bolognano, Caramanico Terme, Abbateggio, Roccamorice, Lettomanoppello, Manoppello, Serramonacesca, Salle, Pretoro, Rapino, Guardiagrele, Orsogna, Lanciano, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Sant’Eufemia a Maiella, Ortona, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, Villalfonsina, Treglio. Ramo del Cammino “Verso la Via Francigena2: Rocca di Mezzo, Ovindoli, Celano, Massa D’Albe, Avezzano, Capistrello.
2526 operatori coinvolti, 62 soci diretti (17 operatori ricettivi) 2464 soci indiretti (3 operatori ricettivi) Responsabile Progetto: Marco Cipriani Via Raffaele Paolucci, n.10 – L’Aquila Telefono +39 3292633560 c.priani@gmail.com

MARSICA SCARL: Terre della Valle Longa (San Benedetto dei Marsi, Luco dei Marsi, Ortucchio, Trasacco, Collelongo, Villavallelonga) Terre del PNALM (Ortona dei Marsi, Bisegna, Gioia dei Marsi e Lecce dei Marsi, Pescasseroli, Opi, Civitella Alfedena, Villetta Barrea, Barrea) Terre della Valle Roveto (Canistro, Capistrello, Civitella Roveto, Civita d’Antino, Morino, San Vincenzo Valle Roveto, Castellafiume, Balsorano) Terre del Fucino (Aielli, Cerchio, Collarmele, Magliano dei Marsi e Rosciolo, Massa d’Albe, Scurcola Marsicana, Avezzano, Celano, Pescina) terre di Carsoli (Carsoli, Oricola, Pereto, Rocca di Botte); Terre di Tagliacozzo (Tagliacozzo, Cappadocia, Sante Marie), L’Aquila.
112 operatori coinvolti, 26 soci diretti (10 operatori ricettivi) 86 soci indiretti (8 operatori ricettivi) Responsabile Progetto: Rita Rufo Avezzano (AQ), Piazza Torlonia, 15 Telefono +39 0863-451436 dmcmarsica@pec.it, dmcmarsica@gmail.com

RIVIERA DEI BORCHI ACQUAVIVA (Arsita – Cermignano – Atri – Montefino -Basciano Morro d’Oro – Bisenti – Notaresco – Canzano – Penna Sant’Andrea – Castellalto – Pineto – Castiglione Messer Rimondo – Roseto degli Abruzzi Castilenti – Silvi – Cellino Attanasio) 533 operatori coinvolti, 106 soci diretti, (39 OPERATORI RICETTIVI: Ristorazione 5 – Produzioni locali 25 Associazioni culturali 23 – Balneatori 1 Commercio 6 – Servizi 6) 427 soci indiretti, 27 operatori ricettivi: Produzioni locali 23 – Balneatori 21 – Commercio 355) Responsabile Progetto: Angela De Lauretis 347 9817098 Pineto (TE), Via D’Annunzio, 187 Telefono 373 5070424 info@rivieradeiborghiacquaviva.it GINO ARETUSI 3388150994 TERRE PESCARESI (Brittoli – Bussi sul Tirino -Carpineto della Nora – Castiglione a Casauria – Civitaquana -Civitella Casanova – Corvara – Farindola – Montebello di Bertona – Penne – Pescosansonesco – Pietranico Vicoli – Villa Celiera – Loreto Aprutino – Abbateggio -Bolognano – Caramanico Terme -Lettomanoppello – Manoppello – Popoli – Salle – Sant’Eufemia a Maiella – San Valentino in A.C. – Scafa Serramonacesca – Tocco da Casauria – Turrivalignani – Roccamorice).
104 operatori coinvolti, 40 soci diretti (3 operatori ricettivi) 64 soci indiretti (55 operatori ricettivi).
Responsabile Progetto: Domenico Francomano 3351296487 Manoppello (PE), Via Andrea Costa, 04 Telefono +39 085 8561222 info@terrepescaresi.it

TERRE DEL PIACERE (Pescara – Silvi – Città Sant’Angelo – Montesilvano Francavilla – Chieti – Castignano – Spoltore – San Giovanni Teatino – Torrevecchia Teatina – Penne – Elice – Ripateatina – Miglianico – Giuliano Teatino – Casalincontrada – Guardiagrele).
131 operatori coinvolti, 75 soci diretti (29 operatori ricettivi) 56 – soci indiretti.
Responsabile Progetto: Claudio Ucci 3282628715 Via Tiburtina km 229,100 c/o Saga – Aeroporto d’Abruzzo 65128 Pescara Fax +39 085 9111330 terredelpiacere@gmail.com

TERRE DEL SANGRO AVENTINO (Altino – Archi – Atessa – Bomba – Borrello – Casoli Castel Frentano – Civitaluparella – Civitella Messer Raimondo – Colledimacine – Colledimezzo – Fallo Fara San Martino – Fossacesia – Frisa – Gamberale Gessopalena – Lama dei Peligni – Lanciano Lettopalena – Montazzoli – Montebello sul Sangro Monteferrante – Montelapiano – Montenerodomo – Mozzagrogna – Ortona – Paglieta – Palena – Palombaro Pennadomo – Perano Pietraferrazzana – Pizzoferrato – Quadri – Rocca San Giovanni – Roccascalegna – Roio del Sangro Rosello -San Vito Chietino – Santa Maria Imbaro Sant’Eusanio del Sangro – Taranta Peligna – Torino di Sangro – Tornareccio – Torricella Peligna Treglio -Villa Santa Maria).
134 operatori coinvolti, 26 soci diretti (5 operatori ricettivi) 108 soci indiretti (19 operatori ricettivi) Responsabile Progetto: Gianlorenzo Molino 3394457927 Santa Maria Imbaro (CH), Via Nazionale Telefono +39 0872 660300 dmc@sangroaventino.it

ABRUZZO INNOVAZIONE TURISMO che raccoglie le proposte delle 13 DMC:
360 operatori coinvolti, 9 soci diretti,
351 soci indiretti (189 operatori ricettivi)
esponsabile della PMC: Marcello Squicciarini Castel di Sangro (AQ),
Loc.tà Piana Santa Liberata, snc Telefono +39 0864 841417 info@abruzzoinnovatur.it.

lunedì 21 settembre 2015

IMPATTO SUGLI ECOSISTEMI E SUGLI ESSERI VIVENTI DELLE SOSTANZE SINTETICHE UTILIZZATE NELLA PROFILASSI ANTI-ZANZARA



Questa estate a Lucoli non è stata effettuata la demoschizzazione cerchiamo di spiegarne i motivi......che condividiamo in pieno.
Le disinfestazioni anti-zanzare prevedono l'uso, sia nella lotta larvicida, che in quella adulticida, di sostanze riconosciute come tossiche e ad impatto ambientale particolarmente elevato.
I prodotti utilizzati nelle irrorazioni si chiamano PIRETROIDI, agiscono allo stesso modo di quelli di origine naturale, ma sono meno fotolabili delle piretrine e molto più persistenti nell'ambiente.
La sicurezza ambientale e sanitaria dei piretroidi di sintesi non è affatto scontata, di conseguenza l'ampia diffusione di interventi basati sull'uso di questi principi attivi nei contesti più disparati solleva alcuni dubbi e più di una perplessità. Dubbi e perplessità amplificate dal fatto che, nelle pratiche di disinfestazione dalle zanzare in luoghi abitati, tali molecole sono applicate senza fornire adeguate informazioni alla popolazione che potrebbe risultare esposta. I piretroidi sono sparsi in spazi pubblici (scuole, giardini, centri sportivi, parchi, ecc.).
L'uso di insetticidi piretroidi è aumentato considerevolmente negli ultimi due decenni, e sono diventati una delle classi di insetticidi utilizzate maggiormente per controllare i parassiti in un ampia varietà di colture e negli ambienti urbani e domestici.
A Lucoli fino allo scorso anno è stata utilizzata la Ciparmetrina, un ciano-derivato della Permetrina. L'uso di questo strumento ha sollevato molte perplessità in riferimento ai possibili effetti collaterali documentati in letteratura scientifica, anche se la loro tossicità sistemica sull'uomo è ritenuta bassa grazie al fatto che il fegato li metabolizza rapidamente. Anche se negli esseri umani i priretrici possono interferire con il sistema nervoso centrale a livello della trasmissione assonale dell'impulso nervoso. Sono sostanze a concentrazione lipofila, vanno cioè ad accumularsi nei tessuti grassi, si ingeriscono con i cibi contaminati e possono essere respirate o assorbite attraverso la pelle.
Il prodotto è considerato molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
Questi prodotti sono in genere utilizzati nel trattamento della vegetazione arbustiva, dove si annida buona parte della biodiversità residua. La Cipermetrina è utilizzata nelle irrorazioni al suolo da vari comuni italiani per la profilassi contro le zanzare, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone però delle dosi limite per le irrorazioni.
Ma quali sono le conseguenze di questi trattamenti sull'ecosistema?
Gli insetti, a differenza dei mammiferi e degli animali superiori, risentono gravemente e soccombono, in quanto molto poveri di strutture enzimatiche. Tutti gli insetti sono sensibili ai pietroidi anche a basse concentrazioni, in loro subentra la paralisi e quindi la morte. Le specie di Apoidei ed i Lepidotteri sono danneggiate da queste sostanze. L'azione su questi insetti può influenzare negativamente la biodiversità anche riducendo la fertilità delle specie vegetali impollinate.
Le piante riescono a trasformare, facilmente, ipirezoidi in composti acidi e alcolici: questi ultimi per ossidazione diventano aldeidi ed acidi, non penetrano nei vasi delle piante per cui esercitano azione contro gli insetti prevalentemente per contatto.
Riguardo agli uccelli, queste sostanze hanno una tossicità relativamente bassa, ma possono distruggere il loro approvvigionamento alimentare.
Riguardo ai mammiferi questi metabolizzano i piretroidi principalmente per mezzo di idrolisi e ossidazione, quando i mammiferi entrano ripetutamente in contatto con questi insetticidi le loro molecole possono accumularsi nei tessuti adiposi. Il gatto ad esempio, con la tipologia di fegato che possiede, risulta inefficiente rispetto alla coniugazione con glucoronoidi e può manifestare sintomi quali: tremori, convulsioni, debolezza della muscolatura scheletrica, ecc.
In estrema sintesi possiamo affermare che tutti i piretroidi, per la loro efficacia sugli artropodi, determinano perdita della biodiversità almeno a livello locale. Non essendo selettivi uccidono anche invertebrati utili e possono causare gravi danni agli ecosistemi terrestri e acquatici.
Molte di queste sostanze sono ancora in fase sperimentale, per cui vengono definite genericamente "moderatamente tossiche" in quanto sono state sottoposte a prove di tossicità per un numero limitato di organismi ritenuti "resistenti", ma in alcuni casi, come per la Permetrina, sono risultate gravemente dannose ad esempio per i felini, non oggetto di sperimentazione. Quindi affermare che non sono nocive per gli animali, uomo compreso, è una falsa informazione, inoltre c'è da presumere un rischio di danni ai viventi per esposizione cronica perchè tutte queste sostanze, vengono definite a concentrazione lipofila (si accumulano nei grassi e tra questi il più importante è il cervello).
Riguardo alla Cipermetrina utilizzata nel passato a Lucoli è stata individuata da Greenpeace tra i sette insetticidi il cui uso dovrebbe essere limitato, per contrastare la moria delle api.

Per saperne di più:

http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/215/002_RS/00000009.pdf

lunedì 14 settembre 2015

"Andate nei paesi allora, andate dove non c'è nessuno in giro. Abbiate cura di credere alla bellezza sprecata del paesaggio, portate il vostro fiato alle sperdute fontanelle del respiro".

Finestre e porte chiuse di Lucoli particolari - foto di R. Soldati

Continuiamo a scrivere seguendo il percorso dello scrittore Franco Arminio, che, come lo definisce Roberto Saviano, scrive di un'Italia perduta trovandovi frammenti di luce. Arminio percorre una "scienza" quella della Paesologia che, a suo dire, mette l’accento sui luoghi sgraziati, sui luoghi che fanno luce da soli. Trova la poesia nei luoghi che hanno poca vita intorno. Non è una scienza umana, è utile a restare inermi, immaturi. La paesologia è il passaggio dei corpi nel paesaggio, è una disciplina fondata sulla terra e sulla carne, è la scrittura che viene dopo aver bagnato il corpo nella luce di un luogo.

I nostri lettori possono ben capire come questo tipo di poesia possa essere appropriata per Lucoli.

Arminio scrive nel suo libro "Terracarne": "Nei paesi piccoli la sensazione di "anemia" e "scoramento" arriva dentro in maniera più perentoria, si hanno meno possibilità di distrarsi e di aggrovigliarsi nel caos della giornata. Nei piccoli paesi la vita ci sta davanti con la sua incompiutezza perenne. Quello che ci opprime veramente, quello che ci fa smaniare e ci rende scontenti è questo non riuscire a raccogliere, a raccogliersi. Anche nei paesi come nelle città è in funzione quella che è stata definita la "società degli individui", con la democrazia autistica che ne consegue. Da questo punto di vista non ci sono differenze, però bisogna considerare che il metabolismo di un luogo in cui ci sono mille individui in trenta chilometri quadrati è assai diverso dal metabolismo di un luogo in cui ci sono trentamila individui in un chilometro quadrato. bisogna stare attenti alla geografia. La vita di ognuno dipende da dove è piantata la propria casa"....."Il paesologo va nei paesi a pescare lo sconforto e si ritrova tra le mani un poco di beatitudine: può essere uno scalino, una casa nuova o antica, può essere la visione di un castello o di un albero di noci, può essere una piazza vuota o un vicolo...Si va nei luoghi più sperduti e affranti e sempre si trova qualcosa, ci si riempie perché il mondo ha più senso dov'è vuoto, il mondo è sopportabile solo nelle sue fessure, negli spazi trascurati, nei luoghi dove il rullo del consumatore e del produttore ha trovato qualche sasso che non si lascia sbriciolare. Non sarà sempre così.

Colle di Lucoli - La foto della Madonna ha i fiori freschi nonostante il deserto circostante

La paesologia è una scienza a tempo. Non poteva esistere cento anni fa e non potrà esistere fra cento anni. Fra un secolo i paesi avranno una piega più chiara, saranno morti o saranno vivi e vegeti e allora non avranno più questo crepuscolo che li rende così particolari.

Andate nei paesi allora, andate dove non c'è nessuno in giro. Abbiate cura di credere alla bellezza sprecata del paesaggio, portate il vostro fiato alle sperdute fontanelle del respiro.
Colle di Lucoli - Usci serrati e l'erba li sigilla

Questo nostro scritto vuole intercettare "i flussi buoni e tenere lontani quelli cattivi" vorremmo "portare i corpi in un luogo", far vedere Lucoli e le sue Frazioni con gli occhi di Arminio e far capire che è un luogo bellissimo.
Vogliamo, come lui, mettere l’accento sui luoghi sgraziati, sui luoghi che fanno luce da soli. Lucoli sarebbe un luogo luminoso anche se non ci fosse nessun essere umano dentro. La forza di questo luogo viene dal suo avere poca vita intorno. Vogliamo, prima di dire il male, provare a dire il bene. Ci spendiamo per questo lavorando di più perché il bene è raro e sfuggente. Come scrive Arminio: "Il secolo che abbiamo davanti non sappiamo che strada può prendere, per ora è il caso di aver cura della bellezza che si è salvata dal diluvio della modernità. Dunque, la prima cosa da fare è parteggiare per le colline, per i cani, per i baci, parteggiare per le albe, per chi cammina, riunirsi per leggere un libro, per sentire un suonatore di fisarmonica, per zappare un orto, per raccogliere l’uva di una vigna. Ecco le assemblee del nuovo secolo......Ecco le tracce di una politica che parte dalla natura, ogni cosa che abbiamo tra le mani viene dalla terra prima che da una fabbrica".
Colle di Lucoli - La vegetazione si riappropria degli spazi
Crediamo anche noi nella "visione" di Arminio: "ho capito prima di altri che in certi luoghi del Sud oggi si può concepire qualcosa di nuovo. Ho capito che la mia scrittura doveva essere agganciata a delle azioni di militanza collettiva, una militanza festosa, lontana dal grigiore di chi vive sotto la dittatura del problema. In realtà il mondo è già bene accordato ovunque, il problema di solito lo aggiungiamo noi. Con questo punto di vista si possono fare tante cose belle...... Dunque, mettiamoci al lavoro fuori dal piombo dei discorsi. Sa di polvere il mondo di chi parla e non crede. Ora c’è da credere in chi crede e guarda".
Colle di Lucoli - Vista della solitudine dei luoghi
Colle di Lucoli - L'orsacchiotto è il custode inanimato della casa

lunedì 7 settembre 2015

LA GENTE DI LUCOLI: MARIO SEMPLICE DETTO "STICCHIAZZO"

Con le pagine di questo blog ci spendiamo per annotare le testimonianze e le preziose memorie di tante persone al fine di dipingere i ritratti della gente vissuta a Lucoli, per restituire ai contemporanei un loro ricordo, per riportarli "agli occhi della mente".

Scriviamo le storie dei “personaggi” e delle “personalità” che hanno saputo a loro modo valorizzare il territorio e la sua storia recente. Per coloro che sono scomparsi ne ricostruiamo la figura intervistando le famiglie e i conoscenti. Siamo dei cronisti dilettanti, però entusiasti.
Nei racconti e nei caratteri dei lucolani che siamo riusciti, nel tempo, a ricostruire sono di fatto condensate e riassunte alcune delle principali caratteristiche comuni agli abitanti del territorio, caratterizzate da storie millenarie di forza e rispettosa lotta con la rigida natura di una terra incuneata tra le montagne, avara di terreni da coltivare e da strapparsi e contendersi con le unghie e i denti all’incedere dei sassi e dei boschi..... 
Sono storie di gente che ha radici solide "verticali" (monofamiliari, si registra poca cooperazione allargata al paese) come i grandi alberi, grande resistenza alle avversità, ma anche storie di persone spigolose poco inclini all'amicizia. Un vecchio proverbio umbro recita "Gente di montagna, chi la perdeassai guadagna": Gente di montagna, chi la perde molto guadagna. 

Con l'aiuto di Anna Rita Semplice oggi scriviamo di suo padre: Mario Semplice soprannominato "Sticchiazzo", un uomo che ha pensato anche alla sua comunità.
Mario Semplice a Milano
Il taglio della legna a Collimento
Mario, che costruì la sua vita e quella della sua famiglia dal nulla, nacque nel 1934 e fino all'età di quattordici anni crebbe con la madre e con i due fratelli, infatti, conobbe il padre Alfonso, al ritorno di questi dalla prigionia dopo la guerra d'Etiopia (iniziata nel 1935 ma terminata formalmente il 10 febbraio 1947). Gli abruzzesi in questa guerra si distinsero per eroismo gratificato con la concessione di 19 medaglie d'Oro, 231 medaglie d'Argento, 550 medaglie di Bronzo e 881 Croci di Guerra. Accanto ai militari, operarono anche alcune legioni di lavoratori impegnate nell'apertura di strade e nella realizzazione di opere pubbliche che garantirono il facile ed immediato rifornimento alle nostre prime linee. Una curiosità terribile su questa guerra riguarda una accise sulla benzina: paghiamo ancora oggi 0,00103 euro al litro per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935-1936 (chissà se Alfonso Semplice lo sapesse, dopo aver impegnato i migliori anni della sua vita in questo evento, cosa direbbe visto che anche i nipoti e pronipoti condividono questa sua "croce", ancora oggi..... nel 2015).  
Alcune rappresentazioni pittoriche della guerra d'Etiopia


Mario era bello, astuto, vedeva oltre e coglieva le opportunità. Il suo carattere era gentile. Il suo primo lavoro al Bar Scataglini dell'Aquila. La figlia ci ha raccontato l'aneddoto delle "banane" che Mario doveva cercare in cantina, più volte riferì di non trovarle e si prese anche una "mazziata" ma non disse che non le aveva mai viste e non avrebbe mai potuto riconoscerle, lui le cercava tra le bottiglie. Scataglini gliene regalò un casco intero e lui ne fece indigestione e stette male. Lavorò per venticinque anni al Bar Eden dell'Aquila. Ma di lavori ne faceva tanti, soprattutto quando decise di sposarsi e di comprare un terreno dal Signor Saotta. 
Si costruì la casa anche tagliando la legna in piazza per i paesani e poi pensò di aprire un ristorante sempre per migliorare e costruire il futuro.
E qui arriva il bello, dopo aver costruito le basi per la sua famiglia cominciò a pensare al territorio di Lucoli: fondò e sostenne la prima squadra di calcio, i giocatori avevano la tenuta di colore amaranto. Come scrisse Pasolini “Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”. (Saggi sulla letteratura e sull’arte, Vol. II, Meridiani Mondadori, Milano 1999).

La squadra come un modo nuovo di concepire lo stare insieme, utile ad una crescita non solo fisica, ma anche etico-educativa ed a Lucoli di questa spinta c'è stato sempre il bisogno. Il calcio come altri sport di squadra favorisce la collaborazione tra i giocatori, non c’è individualismo; se questo messaggio di aggregazione passa tra i giovani di una comunità si formano individui migliori e lo sport aiuta la società perché chi fa sport vuole una vita sana. 
Oggi Lucoli non ha una propria squadra.
Mario fondò a Lucoli la sede dell'Associazione Alpini, questo era un'altro dei suoi amori.
Raccontare la storia di una vita come quella di "Sticchiazzo", può essere troppo difficile, specialmente se quella storia è nel cuore della sua famiglia, coltivata per una vita, diventa l'obiettivo di un momento di pausa che conceda di trovare la giusta concentrazione e, soprattutto, il tempo per mettere insieme i diversi passaggi, secondo una sequenza logica, affinché possa assumere una sua credibilità. 
Con le pennellate leggere di questo scritto abbiamo voluto aprire una strada che, per molti, come per noi, dovrà fornire uno spiraglio per ritrovarsi dentro il tempo e, nel tempo, dando il giusto peso a certi "figli" di Lucoli che stentano ad essere valorizzati dai loro coetanei e possono risultare sconosciuti alle nuove generazioni. Una comunità ha bisogno di avere ben presenti le sue radici per essere forte.
Il nostro stimolo è quello di voler provare a rimettere in gioco il passato rileggendolo con gli occhi di oggi: riportarlo "agli occhi delle mente"
Mario Semplice è stato un pioniere per la sua famiglia e per ciò che ha saputo costruire a Lucoli soprattutto per gli altri: ce ne sono ancora di persone come lui?
 
Una vita di lavoro
Per sapere di più sull'Abruzzo e la guerra d'Etiopia: http://www.terremarsicane.it/marsica/node/398