giovedì 26 novembre 2015

LA BEATA CRISTINA E L'ORDINE DI SANT'AGOSTINO

Statua della Beata Cristina da Lucoli - Abbazia di San Giovanni Battista - Foto E.Mariani


A Lucoli la devozione per la Beata Cristina è ancora viva e attuale. La sua immagine è solida nella dimensione della comunità così come la sua incidenza storica. Sono state rieditate nuove edizioni della sua agiografia ed è stato scritto un nuovo libro, c'è l'esigenza, tutta contemporanea, di sapere, in linguaggio comune, che donna era questa Cristina. Abbiamo le sue spoglie che ci fanno immaginare i lineamenti corporei; ma, soprattutto nel vissuto degli anziani è immaginata come un'anima così viva ed umana, volta alla misericordia. La Beata suscita effettivamente in noi una immagine di intima, profonda concentrazione, di volontà operosa e imperiosa, non priva di simpatia umana, ma scevra di ogni umana debolezza, tesa al compimento della sua missione, spoglia di ogni egoistica indulgenza personale. Il suo sguardo, che ci è riportato dalla sua iconografica è illuminato di intima luce. 
Grazie al Parroco di Lucoli e alla volontà dei fedeli l'effige della Beata è stata collocata in alcune Frazioni, riprodotta su maioliche da un'artista di Castelli la Signora Sandra Faiani, donna di grande umiltà e gentilezza, oltre che competente decoratrice, è lei che meritava questo compito, quasi fosse in sintonia con l'immagine di Cristina. 
C'è il convincimento, a Lucoli, che la Beata abbia protetto la popolazione dal terremoto e questo è il giusto tributo da offrirle, lei come "guardiano" immobile delle Frazioni solitarie. Si è tracciato così un quadro davvero unico di continuità della sacralità dei luoghi, che rappresenta uno degli elementi distintivi anche di tutto l'Abruzzo, così tenacemente conservativo delle proprie tradizioni, anche le più lontane e ancestrali. 
Ci siamo voluti chiedere, nell'attualità contemporanea, cosa rimane dei convincimenti dell'ordine monastico al quale apparteneva la Beata Cristina e se "la regola" si fosse attualizzata.

Il presente e il futuro del suo ordine

Riprendiamo dal sito web degli Agostiniani queste parole.
Oggi l’Ordine continua il suo cammino di servizio alla Chiesa, lottando per fare dei suoi ideali una realtà. L'Ordine ha aperto nuove frontiere geografiche, sociali e culturali per favorire una maggiore vicinanza al mondo e un migliore servizio alla Chiesa. Esistono le Fraternità Agostiniane secolari, si volge particolare attenzione ai giovani, organizzando incontri internazionali. Inoltre, l’Ordine è presente presso l’ONU come Organizzazione Non Governativa, e sta sviluppando la presenza in internet delle opere complete di Sant’Agostino nelle diverse lingue, così come la preparazione delle risorse di stampa e audiovisi che stanno contribuendo ad una maggiore conoscenza della figura e del pensiero di Sant’Agostino.
In consonanza con una caratteristica propria degli ordini mendicanti, si favorisce la comunicazione e la collaborazione internazionale tra la curia generale e le province e queste tra di loro, per la realizzazione di attività o progetti concreti, normalmente attraverso
Dal 1992 l'Ordine sviluppa un processo di rinnovamento comunitario in America Latina, per rispondere meglio alle esigenze di quella realtà continentale. Le tipologie di iniziative che svolgono sono molte, come congressi, settimane di studio o incontri per laici, giovani, formatori e promotori vocazionali. 
Mentre alcune comunità promuovono la dedizione allo studio, altre potenziano la liturgia, intraprendono nuove iniziative sociali o riorganizzano le attività tradizionali, come missioni, educazione o pastorale nelle chiese e parrocchie, accomodandole alla realtà sociale ed ecclesiale.
Gli studi agostiniani e patristici hanno un significativo sviluppo nei centri di studi e nelle pubblicazioni periodiche che vengono gestiti dalle diverse province. Le Province più giovani sono quelle del Santo Niño de Cebú, nelle Filippine e quella della Nigeria. La provincia della Colombia ha recuperato il suo regime ordinario e più recentemente quella del Perù.
In diverse parti dell’Ordine ci sono segni di speranza vocazionale, come si constata in quasi tutte le circoscrizioni dell’America Latina. E’ anche il caso di alcune realtà dell’Africa o di presenze in Asia, particolarmente in India e nelle Filippine.
Negli ultimi decenni si è accentuata la sensibilità sociale, moltiplicandosi le iniziative a favore dei più bisognosi. In questo contesto, l’Ordine ha optato nel capitolo del 2001, di intensificare l’attenzione per il continente africano, dove già alcune province portano avanti da anni un efficiente servizio ecclesiale.

Abbiamo ritrovato la memoria della Beata Cristina in un raro libro custodito all'Università di Toronto

La Statua della Beata Cristina prima dell'inaugurazione Agosto 2014  - Foto E. Mariani

Inaugurazione del pannello ceramico con l'effige della Beata - Colle di Lucoli novembre 2015 - Foto M. Marrelli
Ritroviamo citato il nome della Beata Cristina in un testo del 1874, pubblicato a Philadelphia e riguardante la vita di San Tommaso da Villanova, la Beata era contemporanea del monaco agostiniano e devota praticante della disciplina monastica. La citazione rivolta alla Beata è centrata sulla forza divina mostrata nell'affrontare ogni sorta di mali con eroica pazienza: lei soffriva con i denti.




San Tommaso da Villanova nacque a Fuenllana (Ciudad Real) nel l486. Trascorse la sua infanzia a Villanueva de Los Infantes con i suoi genitori. Giovanissimo compì i suoi studi in Alcalà de Henares, presso la cui celebre Università si segnalò come studente e come professore esemplare. Invitato ad insegnare nella non meno celebre Università di Salamanca, si trasferì in quest'ultima città, non per occupare il posto di professore, ma per entrare come novizio nel convento di Sant'Agostino. Emise la professione il 25 novembre del 1517. Ricoprì per due volte la carica di Priore Provinciale. Il l0 ottobre 1544 venne eletto arcivescovo di Valenza dove morì l’8 settembre 1555. 

http://www.agostiniani.it/
http://www.agostiniani.it/storia-cultura/pubblicazioni/i-testimoni/

giovedì 19 novembre 2015

18 NOVEMBRE RIUNIONE TRA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE E LE ASSOCIAZIONI DI LUCOLI

Un mosaico da comporre insieme


Si è svolta ieri presso il Comune di Lucoli la riunione con tutte le Associazioni del territorio, convocata dal Sindaco e con la presenza del Vicesindaco ed Assessore all'Ambiente e Territorio, Assistenza alla popolazione, Patrimonio, Demanio e Piano Neve e dell'Assessore alla Ricostruzione post sisma, Lavori Pubblici, Urbanistica ed Edilizia Privata, Turismo e Attività Produttive, Sport e Cultura.

La partecipazione a questo primo incontro formale con il Sindaco è stata nutrita. L'incontro era sostanzialmente finalizzato a gettare le basi per valorizzare l'identità del Territorio di Lucoli facendo emergere le peculiarità dei luoghi attraverso il lavoro congiunto delle Associazioni e di tutti gli operatori del territorio.

Il Sindaco ha auspicato un percorso di lavoro comune tra tutte le Associazioni, che, secondo le "rispettive vocazioni", potesse portare a risultati di impatto più forti. Un esempio: in ogni evento dovranno essere coinvolte Associazioni locali, va a loro la priorità, per fornire un marchio comune del territorio.
Si è ipotizzata la costituzione di un "Direttorio di Presidenti" che potesse riunirsi a cadenza mensile per condividere i programmi di attività, e definire i possibili ambiti di collaborazione tra entità associative. Un obbligo tra tutti: quello di evitare la sovrapposizione delle iniziative.
La prima riunione che avrà l'obiettivo di programmare/conoscere l'attività del 2016 è stata fissata per Sabato 9 gennaio 2016.
Consideriamo in modo positivo questo incontro che vuole diffondere l'idea della "rete" di attori che operano in un territorio e che possono integrarsi, collaborando, sui progetti che intendono realizzare. Le connessioni tra gli attori della "rete" dovranno essere caratterizzate da un contatto diretto, tra questi attori ci sono: l'Istituzione locale, le Associazioni, i produttori, tutti gli operatori turistici, ecc. La logica fatta intravedere dal Sindaco è quella della pianificazione ed attivazione congiunta: "senza prevaricazioni".
La nostra Associazione ha auspicato, durante l'incontro, l'esercizio di un coordinamento da parte dell'Amministrazione e dell'Assessorato preposto volto a fornire le linee guida di intervento ed il monitoraggio sulle iniziative programmate, convogliando e distribuendo finanziamenti e legittimando in questo modo le iniziative sul territorio. Ci è sembrato di capire che questa attività, forse con altre connotazioni, dovrebbe essere svolta dal "Direttorio dei Presidenti", in quanto il Sindaco intenderebbe lasciare ampia autonomia progettuale alla "rete". L'interazione tra la pluralità degli attori locali dovrebbe creare le premesse per la costituzione di un sistema attivo che prenda forma attraverso meccanismi di contributo reticolare coordinati da un organo (che forse potrebbe diventare di "governo", è l'ipotizzato "Direttorio" che è da istituire ed al momento sembra avere un ruolo di integrazione e comunicazione) che si interfaccerà con i soggetti operativi, secondo modelli e livelli diversi. In questo sistema, la Pro Loco, rappresenta l'interlocutore preferenziale dell'Amministrazione Comunale per la realizzazione di iniziative che puntino alla promozione delle eccellenze locali e dei prodotti enogastronomici,  e che svolgerà (citando le precise parole) attività "logistica.....lavorando dietro le quinte affinché i rifornimenti arrivino".
Siamo disponibili ad adoperarci, nel reciproco riconoscimento dei ruoli, e secondo la nostra vocazione associativa e potenzialità operativa (che è quella di portatori d'interesse non residenti sul territorio) partendo da questa visione enunciata ieri.
Rimaniamo comunque convinti che sia indispensabile un'attività di coordinamento a "monte" che parta da una visione precisa del sistema territoriale e di tutti gli elementi di valutazione delle potenzialità e dei limiti dello stesso; in sintesi un'attività di "governo" che sia in grado di attivare politicamente ed economicamente i processi di sviluppo, incanalando le ricadute positive del lavoro dei volontari. L'Amministrazione Comunale come soggetto "ordinatore" a cui appartengono i piani di sviluppo, la visione d'insieme delle componenti, l'identità del territorio, la vocazione, l'integrità e l'unitarietà; questo soggetto deve avere natura istituzionale è questa la nostra visione, anche se ........ "le Associazioni restano e le Amministrazioni cambiano" come è stato rappresentato ieri nella riunione da uno dei convenuti.
E' un inizio, noi ci incamminiamo.



La "rete" per il territorio


Cogliamo l'occasione di questo interessante momento di incontro avvenuto in Comune per ricordare le nostre finalità associative:

L‘Associazione è apartitica, non ha fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.

L‘Associazione intende concorrere, esclusivamente per fini solidaristici, nel Territorio di Lucoli, nella Regione Abruzzo ed in Italia, al benessere delle persone ed alla tutela e valorizzazione della natura, dell’ambiente e dei beni culturali, nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile che tenga conto delle tre componenti: sociale, economica ed ambientale.
L ‘associazione nello specifico si pone obiettivi di:
• salvaguardia e tutela dell’ambiente naturale della fauna e della flora del territorio di Lucoli;
• gestione dell’area di interesse botanico e naturalistico, sita presso l’Abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli, denominata “Giardino della Memoria del sisma del 2009 attraverso la costante cura e manutenzione botanica delle specie appartenenti agli antichi pomari” che in essa vegetano, Il monumento verde è stato realizzato e donato dall’Associazione  NoiXLucoli Onlus alla comunità locale nel 2010;
• tutela, custodia e valorizzazione dei beni culturali, storici artistici ed architettonici. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura. La valorizzazione, finalità alla quale soprattutto tendiamo, consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale e dei beni comuni. In riferimento al paesaggio, la valorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati dal sisma del 2009, ovvero la valorizzazione degli antichi valori paesaggistici coerenti ed integrati secondo le tradizioni del territorio. In riferimento al paesaggio si perseguono in modo particolare azioni per la tutela e cura degli antichi borghi di Lucoli.

giovedì 12 novembre 2015

MILLE I SITI INQUINATI IN ABRUZZO. NELL'ELENCO DEI LUOGHI CONTAMINATI C'E' ANCHE LUCOLI.


nome: AQ230024
descrizione: L' Arco - Miniera di bauxite - LUCOLI (AQ)

Sono più di mille i siti potenzialmente contaminati, che comportano per la Regione verde dei Parchi due procedure di infrazioni pendenti davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione europea e milioni di euro di sanzioni che lo Stato italiano è costretto a pagare. Esiste uno screening sulla base di dati dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta) che offre il quadro complessivo di discariche dismesse, ex insediamenti industriali e abbandoni abusivi di rifiuti. 
C'è anche un'area di Lucoli situata a Campo Felice, dove i nostri volontari hanno simbolicamente lavorato con un'eco pulizia tre anni fa.
Secondo il Codice dell’Ambiente, il Piano per le bonifiche sarebbe dovuto essere approvato entro il 31 dicembre 2013, pena diffida e, in caso di ulteriore inerzia, intervento in via sostitutiva del Ministro dell’Ambiente per la sua approvazione. "Il Piano dovrà prevedere l’individuazione dei siti presenti sull’intero territorio da bonificare, la modalità degli interventi, l’ordine di priorità, le modalità di smaltimento, la stima degli oneri finanziari e la relativa attuazione di specifici programmi di finanziamento triennali per la realizzazione degli interventi".
Potrà, insomma, "garantire per la prima volta una seria programmazione finora mai realizzata". Nello specifico, sono 177 le discariche di rifiuti soliti urbani chiuse, 8 quelle di inerti, 90 i siti industriali dismessi, 150 quelli potenzialmente contaminati, 580 gli abbandoni incontrollati di rifiuti, 33 discariche di rifiuti non pericolosi e tanti altri siti potenzialmente inquinati. Nella mappatura è indicato anche l'indice di pericolosità individuato dall'Arta. 
La bonifica del territorio potrebbe comportare anche un incremento occupazionale sostenibile e duraturo. Senza dimenticare che l’adozione del piano è requisito necessario per accedere ai finanziamenti nazionali.
Per saperne di più:
http://www.artaabruzzo.it/siti-contaminati.php
http://www.primadanoi.it/news/cronaca/551568/Abruzzo--Siti-inquinati--meno.html
http://www.regione.abruzzo.it/xambiente/docs/PianManualiRecupero/manualeAreeDeg.pdf