martedì 26 luglio 2016

'Racconto della biodiversità', 45 km di scoperte nei parchi.

Circa 40 gli iscritti che hanno partecipato attivamente ai due BioBlitz del Gran Sasso e della Majella e hanno percorso 45 chilometri a piedi superando 3500 metri di dislivello. Durante i due BioBlitz sono state censite 250 specie vegetali, 100 di insetti, 10 di uccelli e 5 di mammiferi. Alcune delle specie di insetti trovate non erano state mai prima osservate in Abruzzo, mentre molte altre sono ancora in corso di determinazione da parte degli esperti.

Per saperne di più:
http://www.ansa.it/molise/notizie/2016/07/26/nuovi-abitanti-sullappennino_bcc774bd-602b-46c4-8144-f5a32a4ee101.html


sabato 23 luglio 2016

Racconto della Biodiversità dell’Appennino: primo BioBlitz sul Gran Sasso. Il BioBlitz è, contemporaneamente, un’azione di ricerca scientifica e di educazione ambientale



Ieri è stato realizzato il “BioBlitz – Alla scoperta della biodiversità” nella stazione LTER (Long-Term Ecological Research) del Gran Sasso d’Italia, sul versante meridionale di Monte Portella, in territorio interamente compreso in quello del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. 

E’ il terzo evento che si tiene nell’ambito del Cammino “Il racconto della biodiversità dell’Appennino” che, promosso da Corpo Forestale dello Stato, Parco Nazionale del Gran Sasso, Parco Nazionale della Majella e Università del Molise, ha mosso i primi passi mercoledì scorso dal massiccio del Velino.




In 13 ore di attività, dalle ore 10 alle 23, quindici esperti ricercatori sono stati impegnati, con gli interpreti ambientali del Corpo Forestale dello Stato, famiglie, studenti e insegnati, alla scoperta della biodiversità: sono state così identificate ben 313 specie, delle quali 125 di piante, 80 di insetti, 52 di licheni e funghi, 36 di uccelli, 10 di mammiferi, rettili e anfibi e infine 10 di molluschi. Molti altri campioni sono in corso di determinazione da parte degli esperti: è prevedibile quindi che il numero totale salirà a oltre 400 specie. Considerato il tempo limitato a disposizione, la considerevole quota dell’area indagata (da 2100 a 2400 metri), la stagione estiva avanzata e le ridotte dimensioni del campione di specie rilevate, si può stimare che sia presente nell’area un numero totale di specie di piante o animali di grandi dimensioni prossimo a 1.000.

BioBlitz è, contemporaneamente, un’azione di ricerca scientifica e di educazione ambientale. Il Primo BioBlitz si è svolto nel 1996 negli USA, sulla base di un’idea geniale dello U.S. National Park Service e del grande ecologo americano E.O.Wilson. In Italia sono state organizzate tre edizioni di questo evento, a partire dal 2012, dal Comitato Nazionale Italia BioBlitz, costituito da esperti delle Università di Roma1/2/3, del Molise e della Tuscia. Il Comitato fornisce il patrocinio e il supporto organizzativo anche a questo evento, organizzato quest’anno dal Corpo Forestale dello Stato. Anche l’Amministrazione Comunale dell’Aquila e l’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga hanno fornito il loro patrocinio e supporto. 
BioBlitz è una grande esperienza all’aria aperta, un evento durante il quale ecologi e pubblico hanno lavorato insieme per censire in modo rapido e approfondito tutte le forme di vita nello spazio naturale prescelto. Ogni organismo vivente trovato è stato registrato e inserito in una banca dati che contribuirà a tenere sotto controllo lo stato della biosfera.

Nella giornata di oggi le iniziative del “Racconto della biodiversità dell’Appennino” si svolgeranno alla Majella (presso Fonte Tettone-Majelletta), dove si realizzerà un nuovo BioBlitz, in un’altra stazione LTER (tra 1600 e 2600 metri di quota).

http://www.meteoweb.eu/2016/07/racconto-della-biodiversita-dellappennino-primo-bioblitz-sul-gran-sasso/719503/#RQty0zRsUH0b9aVV.01

giovedì 21 luglio 2016

LA SECONDA TAPPA DEL RACCONTO DELLA BIODIVERSITA' APPENNINICA: 21 LUGLIO 2016 - LUCOLI





E' cominciato anche il secondo giorno del Cammino. Sono partiti in compagnia delle guardieparco della Riserva Naturale Montagna della Duchessa.








Ripartito da Cartore nella Riserva Naturale Regionale “Montagne della Duchessa” il Cammino della Biodiversità. Dopo i primi 10 km percorsi ieri attraverso la Riserva Naturale Statale del Velino ed il Parco Regionale del Sirente Velino, per raggiungere la stazione di ricerca ecologica LTER del Monte di Sevice (a m 2220 di quota), i camminatori hanno raggiunto il borgo di Cartore. Oggi il gruppo di escursionisti ed esperti ha attraversato la Riserva Naturale Regionale “Montagne della Duchessa” fino all’omonimo Lago, per ridiscendere a Campo Felice e a Lucoli, dove sono stati accolti dall’Ente Parco Sirente-Velino e dalla locale Amministrazione Comunale.
Il Cammino raggiungerà venerdì 22 il Gran Sasso ed infine la Majella il 23 luglio, dopo aver percorso 45 chilometri a piedi, superato 3500 metri di dislivello ed attraversato tre Stazioni di ricerca LTER (Long-Term Ecological Research).
I camminatori, una quindicina, provengono da L’Aquila, Sant’Eufemia a Maiella, Roma e Pescara. Durante il percorso, l’ecologo Bruno Petriccione (dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato), insieme all’entomologo Agostino Letardi (dell’ENEA di Roma), hanno illustrato ai partecipanti le caratteristiche biotiche e abiotiche della Riserva.



mercoledì 20 luglio 2016

TUTTI INSIEME IN CAMMINO ALLA SCOPERTA DELLA BIODIVERSITA' DELLE MONTAGNE DELL'APPENNINO CENTRALE

E' partito stamattina il Racconto.......

La conferenza stampa del 19 Luglio 2016 presso l'Aula Magna del Corpo Forestale dello Stato dell'Aquila

Ha mosso oggi i primi passi, dal Centro Visite della Riserva Naturale Statale “Monte Velino” a Magliano de’ Marsi, il Cammino della Biodiversità. I camminatori hanno percorso i primi 10 km attraverso la Riserva Naturale Statale del Velino e il Parco Regionale del Sirente Velino, in ripida salita fino alla stazione di ricerca ecologica LTER del Monte di Sevice (a m 2220 di quota) e poi in discesa fino al borgo di Cartore. 
Alla partenza, l’iniziativa è stata illustrata dal Vice Questore Aggiunto Forestale Bruno Petriccione, coordinatore del Cammino e referente delle stazioni di ricerca LTER del Velino e del Gran Sasso e dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Magliano de’Marsi. I camminatori, una quindicina, provengono da L’Aquila, Sant’Eufemia a Maiella, Roma e Magliano de’Marsi. Durante il percorso, sono state illustrate ai partecipanti le caratteristiche biotiche e abiotiche che fanno della Riserva Naturale Statale “Monte Velino” (interamente compresa nei confini del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino) un gioiello naturalistico dei nostri Appennini Abruzzesi. Presenti anche gli entusiasti membri del Gruppo Escursionisti del Velino. 
Giunti alla Stazione LTER del Monte Velino, i camminatori hanno partecipato ai rilievi sulla vegetazione e il microclima della Stazione LTER, posta in un ambiente molto severo, con aspetti di vera e propria tundra alpina, caratterizzati da temperature estreme sotto lo zero per tutto l’anno e suolo gelato in modo continuativo per otto mesi all’anno. 
I dati rilevati ieri confermano la preoccupante tendenza, in corso da ormai vent’anni, all’adattamento all’aridità delle comunità vegetali d’alta quota, nelle quali è in corso un processo di graduale degenerazione, con forte diminuzione delle rare specie adattate ai climi più freddi e l’invasione di quelle più termofile: per il secondo anno consecutivo si è rilevata la presenza di specie provenienti da quote inferiori, come l’orchidacea Gymnadenia conopsea, mai osservata nelle aree di campionamento negli anni precedenti. 
Dopo il pernottamento a Cartore, i camminatori attraverseranno domani la Riserva Naturale Regionale “Montagne della Duchessa” fino all’omonimo Lago, per ridiscendere a Campo Felice e a Lucoli, dove saranno accolti dall’Ente Parco Sirente-Velino e dalla locale Amministrazione Comunale. 
Il Cammino “Il racconto della biodiversità dell’Appennino” è promosso da Corpo Forestale dello Stato, Parco Nazionale del Gran Sasso, Parco Nazionale della Majella e Università del Molise, con l’adesione del Comitato Nazionale BioBlitz, del Parco Regionale Sirente Velino, delle Amministrazioni Comunali di L’Aquila, Lucoli, Magliano de’Marsi e S. Eufemia a Maiella, del Club Alpino Italiano, dell WWF, di Mountain Wilderness, della LIPU, di Pro Natura, di Appennino Ecosistema, di Salviamo l’Orso, di NoixLucoli, della Compagnia dei Cammini e del Gruppo Escursionisti Velino.
http://ilcentro.gelocal.it/regione/2016/07/20/news/cambia-il-clima-e-l-orchidea-batte-il-trifoglio-1.13848666?ref=search

martedì 19 luglio 2016

L'Aquila martedì 19 luglio 2015, alle ore 12:00, presso la sede del Corpo Forestale dello Stato (via della Polveriera snc, L’Aquila), si svolgerà la conferenza stampa per la presentazione dell'evento


Riparte il tour dedicato alla biodiversità
L’AQUILA. Dopo l’iniziativa dei “Cammini Lter” del 2015, anche quest’anno i ricercatori italiani impegnati nelle ricerche ecologiche di lungo termine su ecosistemi (Rete Lter-Italia) e biodiversità...
L’AQUILA. Dopo l’iniziativa dei “Cammini Lter” del 2015, anche quest’anno i ricercatori italiani impegnati nelle ricerche ecologiche di lungo termine su ecosistemi (Rete Lter-Italia) e biodiversità (LifeWatch), percorreranno assieme ai cittadini un itinerario di divulgazione scientifica, con il patrocinio del Consiglio nazionale delle ricerche e dal Corpo forestale dello Stato. Il “Racconto della biodiversità dell’Appennino” muoverà i primi passi mercoledì 20 luglio da Magliano de’ Marsi, per raggiungere il Velino, poi il Gran Sasso e infine la Majella, il 23 luglio, dopo aver percorso 45 chilometri a piedi, superato 3500 metri di dislivello e attraversato tre stazioni di ricerca Lter. L’iniziativa sarà presentata martedì dai promotori (Corpo Forestale dello Stato, Parco nazionale del Gran Sasso, Parco nazionale della Majella e Università del Molise), assieme a molti esponenti dei numerosissimi enti che hanno aderito, tra i quali i comuni dell’Aquila, Magliano de’ Marsi e Sant’Eufemia a Maiella, il Club Alpino Italiano, il Wwf, Mountain Wilderness e la Lipu. Sempre martedì, alle 18, nel Centro visite della riserva naturale Monte Velino, a Magliano de’ Marsi, il “Cammino” sarà presentato al pubblico direttamente dai suoi protagonisti,
oltre che dagli enti promotori e aderenti. Il “Cammino della biodiversità” si svolge sui monti dell’Abruzzo e unisce tre siti Lter di alta quota, gestiti dal Corpo Forestale dello Stato (Monte Velino e Gran Sasso) e dall’Università del Molise (Majella).
Il Racconto della biodiversità dell’Appennino

Dal Velino alla Majella passando per 

il Gran Sasso

DAL 20 AL 24 LUGLIO 2016

Distanza: 208 km totali (45 a piedi); Dislivello in salita: 3500 m; Dislivello in discesa: 3900 m
LUGLIO
Escursioni ed eventi
Tot. (km)
A piedi (km)
D+a piedi
D-a piedi
Ore a piedi
M 19
Magliano de’Marsi     Evento di apertura
---
---
---
---
---
M 20
 Magliano de’Marsi – Monte di Sevice (stazione LTER) – Cartore              VELINO
17
10
1000
1100
8
G 21
Cartore  – Duchessa (stazione LTER) – Campo Felice (Lucoli)                     VELINO
23
10
1100
600
6
V 22
Campo Felice – Campo Imperatore – Monte Portella (stazione LTER)
                               BioBlitz  GRAN SASSO
47
5
400
400
3
S 23
Campo Imperatore – Majelletta – Blockhaus                    BioBlitz MAJELLA
106
5
200
200
3
D 24
Majelletta – Monte Acquaviva (stazione LTER) – S. Eufemia a Maiella
Caccia al tesoro botanico MAJELLA
15
15
800
1600
8
Livello di difficoltà delle escursioni: E, salvo quella del 24 luglio (EE)

Bagaglio:

Si consiglia di dividere il bagaglio in due colli: (1) uno zaino da escursione giornaliera; (2) un altro collo con ricambi, asciugamani e altre dotazioni per igiene personale, sacco a pelo leggero (necessario solo a Cartore e alla Majelletta). Ogni giorno, il secondo collo potrà essere consegnato, alla partenza, alo staff del Cammino, che provvederà a restituirlo al momento e nella località di arrivo.

Attrezzatura indispensabile per il Cammino:

scarponcini da trekking, borraccia da almeno un litro (esistono solo un fontanile lungo la prima tappa, un altro lungo la seconda e un altro lungo quella finale), crema solare (gran parte del percorso è priva di ombra di qualsiasi tipo), cappello anti sole, abbigliamento adeguato a momenti con alta temperatura e ad altri con bassa temperatura (l’ecologia dell’Appennino Centrale è caratterizzata da escursioni termiche impressionanti), consigliati binocolo, macchina fotografica e taccuino per le osservazioni naturalistiche.

Informazioni dettagliate sul programma:


1) Martedì 19 luglio, ore 18:00 – 20:00, Magliano de’Marsi (Centro Visite della Riserva Naturale Statale “Monte Velino”): evento di apertura; 

2) Mercoledì 20 luglio, ore 8:00-17:00: Cammino sul Monte Velino con percorso Passo Le Forche (m 1230) – stazione LTER Monte di Sevice (m 2220) – Val di Teve – Cartore (m 960); 

3) Giovedì 21 luglio, ore 8:00-16:00: Cammino sui Monti della Duchessa, con percorso Cartore (m 960) – Val di Fua – Lago della Duchessa – valico (m 1930) – Bosco di Cerasolo – Valico Chiesola di Lucoli/Campo Felice (m 1600). Trasferimento con automezzi di servizio all’Hotel Tuttosport (Lucoli, m 1100); 
4) Venerdì 22 luglio, ore 8:30-10:00: trasferimento con automezzi di servizio e funivia a Campo Imperatore; 
5) Venerdì 22 luglio, ore 10:00 – 23:00, Giardino Alpino di Campo Imperatore (m 2150): BioBlitz del Gran Sasso, con breve escursione Campo Imperatore – Monte Portella/Rif. Duca degli Abruzzi (m 2370); 
6) Sabato 23 luglio, ore 8:00-10:00: trasferimento con funivia e automezzi di servizio alla Majelletta (Rif. Bruno Pomilio, m 1900) 
Sabato 23 luglio, ore 10:00-23:00, Majelletta, Fonte Tettone (m 1660) : BioBlitz della Majella, con breve escursione Majelletta (m 1900) – Blockhaus (m 2100); 
7) Domenica 24 luglio, ore 7:00-16:00: Cammino sulla Majella, con percorso Majelletta (m 1940) – Monte Acquaviva (m 2740) – Rava del Ferro – S. Eufemia a Maiella (m 960); 
Domenica 24 luglio, ore 16:00-18:00, Giardino botanico “Daniela Brescia” di S. Eufemia a Maiella (m 960): evento conclusivo. Domenica 24 luglio, ore 18:00: trasferimento con automezzi di servizio a Magliano de’Marsi.


Contatti:               
Bruno Petriccione (responsabile)  - b.petriccione@corpoforestale.it
Angela Stanisci (responsabile citizen science)  - stanisci@unimol.it
Coop. Majambiente (segreteria organizzativa)  - info@majambiente.it
Pagina Facebook
Il Cammino della biodiversità



Per informazioni sulla presentazione di oggi: Corpo Forestale dello Stato – Ufficio Territoriale per la Biodiversità, Via della Polveriera snc, 67100 L’AQUILA – tel. 0862 428990 – utb.laquila@corpoforestale.it.

MARTEDI' 19  LUGLIO 2016, ALLE ORE 12:00presso la sede di via della Polveriera all'Aquila 

(Aula Magna "L. Giugno").


giovedì 14 luglio 2016

I BOSCHI DELL'ABRUZZO SONO COMPLETAMENTE ABBANDONATI A SE STESSI. PAROLA DELLA FEDERAZIONE DEI DOTTORI AGRONOMI.....

Foto E. Mariani
Vari articoli sui media documentano che è in atto un lavoro (preoccupante) della Giunta Regionale Abruzzese di varare una controriforma della Legge Regionale quadro per la tutela delle foreste e dei pascoli (L.R. n. 3/2014), che la snaturerebbe riaprendo la possibilità di uno sfruttamento intensivo degli ecosistemi forestali e dei pascoli, riservandolo oltretutto a pochi gruppi di potere politico-economico. Inoltre, la Legge che già si vorrebbe cambiare non è stata mai compiutamente applicata, mancandone ancora il Regolamento di attuazione, a due anni dalla scadenza del termine previsto per la sua presentazione al Consiglio da parte della Giunta Regionale. Senza il vigore del Regolamento, che secondo la Legge avrebbe dovuto definire prescrizioni e limiti d’uso di tutti i boschi e i pascoli della Regione, nonché le relative procedure autorizzative, non è ovviamente possibile verificare se la modernissima legge finalmente varata all’inizio del 2014, dopo anni di attesa, potesse essere in grado di regolamentare in modo efficace la tutela e l’utilizzazione degli ecosistemi forestali e di prateria della regione.
La discussione formale di revisione della Legge, se andasse in porto secondo quanto enunciato, toglierebbe ogni potere di controllo all’Amministrazione Regionale, delegando ogni competenza autorizzativa alle Amministrazioni Comunali (notoriamente quasi sempre prive delle necessarie capacità tecnico-scientifiche oltre che delle risorse umane da destinare), provocando un pericolosissimo corto circuito istituzionale. 
La proposta porterebbe anche alla gestione privatistica e senza controlli dell’importante patrimonio delle Foreste Demaniali Regionali (che oggi tutelano importanti ecosistemi forestali e di prateria spesso privi di protezione in quanto posti al di fuori delle aree protette), attraverso l’affidamento a terzi della loro gestione, disegno del tutto coerente con il previsto ingresso nell’organismo regionale di gestione delle foreste di soggetti privati come i rappresentanti dei Consorzi e delle Cooperative forestali. 
Lo scenario che si sta delineando è quello in cui gli operatori che traggono profitto dallo sfruttamento dei beni forestali e dei pascoli (che racchiudono al loro interno un preziosissimo patrimonio di biodiversità), sarebbero autorizzati direttamente dalle singole Amministrazioni Comunali, a nostro parere quasi sempre incapaci di valutarne l’importanza ecologica e spesso direttamente interessate a ricavarne profitti economici.

Occorrerebbe invece giungere ad una rapida approvazione del Regolamento di attuazione della L.R. n. 3/2014, in modo da disciplinare in modo certo ed univoco tutte le attività di pastorizia e sfruttamento dei boschi, oggi senza regole certe e quindi foriere di provocare gravi danni agli ecosistemi, anche senza che gli operatori ne abbiano consapevolezza. Occorrerebbe garantire anche il coinvolgimento anche della Commissione Ambiente della Regione, in quanto foreste e praterie pascolate sono ecosistemi di enorme importanza ecologica, cioè beni comuni che producono servizi di fondamentale utilità per tutti, e non solo beni da sfruttare.
Fa corollario a quanto sopra il comunicato della Federazione dei dottori agronomi dell'Abruzzo: «I boschi d’Abruzzo, la regione verde d’Europa con una superficie boschiva simile a quella del Piemonte, sono completamente abbandonati a se stessi. Colpa di una cronica mancanza di programmazione del settore, che comporta la quasi totale carenza di figure professionali appropriate negli organici della Regione e la difficoltà di completare in tempo, nei pur ampi periodi garantiti dalla Legge quadro forestale, gli iter autorizzativi per i progetti di taglio». La Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Abruzzo esprime forte preoccupazione sulla gestione del patrimonio forestale abruzzese. Nonostante la regione dei parchi presenti una superficie forestale totale di 438.590 ettari (fonte Infc Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio), manca ad oggi ancora un Regolamento sulla legge quadro regionale forestale. Questa Legge (già citata) aveva avuto negli anni un ritardo pluridecennale ed è stata promulgata, grazie anche all’aiuto tecnico-istituzionale della Federazione, soltanto nel 2014. Il regolamento sarebbe dovuto arrivare 180 giorni dopo, ma attualmente esiste solo una bozza. «Le risorse umane destinate al settore», dicono gli agronomi, «sono totalmente inadeguate e la Regione Abruzzo ha assunto, con una riforma, tutte le competenze una volta svolte dal Corpo Forestale dello Stato, avocando a sè una miriade di sottoservizi che hanno finito per indebolire ancor di più il settore». Nell’ultimo decennio “il polmone verde” abruzzese ha assistito a una sempre maggiore “burocratizzazione” e ad una costante diminuzione delle risorse finanziarie previste nell’ambito delle misure forestali del Programma di Sviluppo Rurale. Sempre secondo gli agronomi, i bandi pubblici pubblicati nel precedente PSR 2007-2013 sono risultati troppo complessi e ciò ha portato a non utilizzare tutte le somme messe a disposizione del settore con un ulteriore minor impegno finanziario sul nuovo PSR 2014-2020.
«Nessuno, durante il precedente PSR 2017-2013 e nella costruzione del nuovo 2014-2020, si è posto il problema o ha pensato di chiedere ai famosi “portatori di interesse” cioè professionisti Dottori Agronomi e Dottori Forestali, aziende boschive ed Enti proprietari dei boschi, quali fossero i problemi reali. Lo stallo amministrativo, tecnico e finanziario riguarda anche la pianificazione forestale», è il lapidario giudizio degli agronomi, «Nel periodo 2003-2008 la Regione ha cofinanziato, per diversi milioni di euro, circa 40 Piani di Gestione Forestali destinati alla pianificazione delle risorse silvo-pastorali di proprietà dei Comuni, che risulterebbero di grande utilità per agevolare la realizzazione dei tagli boschivi e il positivo uso dei fondi comunitari. I piani redatti da tecnici forestali incaricati dai Comuni sono stati ultimati e presentati in Regione nel corso del biennio 2008-2009 e successivamente sottoposti dal Corpo Forestale dello Stato ad analisi e istruttorie che però risultano ancora parziali e incomplete. Attualmente tutti i comuni coinvolti assistono impotenti al paradosso di avere tutti i piani di Gestione Forestale in sospeso, con relative gravi inadempienze della Regione Abruzzo, per procedimenti amministrativi aperti che comportano una sospensione della restante parte del cofinanziamento».

Non programmare significa non solo lasciare uno dei più ricchi patrimoni boschivi italiani abbandonato a se stesso, ma anche provocare una serie di conseguenze dal punto di vista dello spreco di fondi e del mancato avvio di circuiti virtuosi nel settore che può e deve essere considerato una risorsa.
In Abruzzo oltre il 70% della proprietà boschiva è pubblica (Comuni o Amministrazioni Separate di Uso Civico), quindi i Comuni montani, con una gestione oculata del proprio patrimonio forestale (GFS) potrebbero contare su un ricavo di circa 21.488.000 euro l’anno. A Lucoli la specie dominante è il faggio che copre quasi un terzo del territorio ed oltre il 70% della superficie boschiva. Copre la fascia altitudinale da 1200 fino a 1900 metri s.l.m. e riveste quasi esclusivamente pendii con esposizione Nord, Nord-Ovest e Nord-Est. Le faggete più vaste coprono tutta la valle di Morretano, Cerasolo, e le Cese. Tutte le faggete sono state sfruttate per lungo tempo e fino agli inizi degli anni 60 per ricavare legna e carbone. Le carbonaie sono ancora ben visibili ovunque a testimonianza di una economia rurale molto attiva e diffusa, estremamente dura e povera vista dal nostro sistema di vita odierno. Ora sarebbe meglio preservare questi boschi. 
Foto Roberto Soldati
«Gli operatori forestali, proprietari di boschi, ditte forestali e tecnici – interviene il presidente della Federazione dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali dell’Abruzzo, Mario Di Pardo - Auspicherebbero ben altra attenzione e protagonismo da parte della Regione, soprattutto nell’attuale e difficile momento che vive il settore e alla luce del fatto che larga parte del territorio regionale è sottoposto a vincoli ambientali, a causa dei quali le normali attività selvicolturali sono spesso ed erroneamente interpretate come danni ambientali, ostacolando e esautorando di fatto la gestione forestale. Ma forse per la Regione Abruzzo le foreste non esistono in una regione che è la terza in Italia per indice di boscosità e dove sono presenti ben tre parchi nazionali e un parco regionale e che si vanta di avere boschi vetusti importanti a livello internazionale».

L'articolo citato è tratto da "Prima da Noi".
http://www.primadanoi.it/gallery/abruzzo/566591/Agronomi---La--regione.html

giovedì 7 luglio 2016

CAMPO FELICE E' PER LA PRIMA VOLTA NEI PERCORSI DEI "CAMMINI" DELLA RETE ITALIANA PER LA RICERCA ECOLOGICA DI LUNGO TERMINE (L T E R). LA TAPPA DI LUCOLI E' PREVISTA IL 21 LUGLIO P.V.


Sono diversi mesi che a Lucoli, gli Assessorati all'Ambiente ed al Territorio, cercano di immaginare una politica diversa per il Territorio, di più lungo termine, che accenda i riflettori sul patrimonio di biodiversità esistente, che riveste un'importanza non solo locale o regionale (Parco Velino Sirente e, per Lucoli, specificamente Campo Felice) ma che potrebbe averla anche in campo nazionale ed internazionale.
Si è quindi voluta coinvolgere la Rete LTER, costituita da ricercatori ed esperti di livello nazionale ed internazionale, al fine di sviluppare la conoscenza e la valorizzazione delle bellezze naturali di Campo Felice realizzando un "cammino" di portatori d'interesse attraverso le bellezze naturali del luogo. Si è pensato a documentare, a studiare ed a comunicare (con l'aiuto della Rete LTER) il patrimonio naturale di Campo Felice anche per attrarre, in un futuro prossimo, un turismo più consapevole. 
Lo studio ambientale del Territorio potrebbe avvalorare, per la porzione locale, il progetto presentato all'Unesco per il riconoscimento delle montagne abruzzesi. Un progetto pensato per valorizzare e tutelare la biodiversità presente, in ogni forma: dalla conservazione ai finanziamenti per le popolazioni del luogo, progetto che ha portato alla candidatura del Gran Sasso, della Majella, dei Monti della Laga e del Sirente-Velino a patrimonio dell’umanità. 
Il 2016 è l'anno dei Cammini e, come ipotizzato nell'incontro con le Associazioni del Territorio svoltosi al Civil Centre il 9 gennaio u.s., se ne è voluto organizzare uno in casa.
E' per questo motivo che è stata prevista a Lucoli una tappa del Cammino Appenninico Edizione 2016i partecipanti a questa iniziativa, infatti, arriveranno a Campo Felice il 21 luglio p.v. ed alloggeranno all'Hotel Tutto Sport.
I Cammini sono organizzati con il sostegno a livello nazionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Corpo Forestale dello Stato, della Rete LTER Italia e di LifeWatch-ITA. 

Campo Felice sarà "studiato" dai partecipanti e con l'ausilio degli esperti, si potrà riconoscere la vegetazione imparandone a valutarne lo stato, si potranno identificare gli animali, stimare il grado di biodiversità, determinare la qualità dell’ambiente. Sarà quindi possibile incontrare i ricercatori, partecipare ai lavori sul campo, capire l’importanza degli studi di lungo termine e attivare iniziative di “scienza dei cittadini”, la principale forma di ricerca scientifica condivisa, condotta cioè non solo da professionisti ma da chiunque lo desideri. Tutti i dettagli sono riportati sul sito web Cammini LTER-Italia 2016.
Questa, si rivela, come una iniziativa importante per Lucoli, che porterà a documentare le sue bellezze naturalistiche a livello nazionale ed internazionale.

Cos'è la Rete LTER-Italia?

La Rete Italiana per la Ricerca Ecologica di Lungo Termine (LTER-Italia) è una rete di siti terrestri, d’acqua dolce, di acque di transizione e marine, sui quali si conducono ricerche ecologiche su scala pluridecennale. Vi appartengono 25 siti (al 2015), distribuiti su tutto il territorio nazionale, gestiti dai principali Enti di Ricerca, Università e Istituzioni che si occupano di ricerca e monitoraggio ecologici in Italia.

LTER studia gli ecosistemi, le loro le dinamiche ed evoluzione, le relazioni tra biodiversità e funzionalità ecologica, la qualità delle acque, la produttività, il ruolo della disponibilità di risorse, gli effetti dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici. Molti siti forniscono prodotti e servizi di rilevanza economica (pesca, foreste, protezione delle acque, prevenzione dei dissesti):comprenderne le dinamiche ha un ruolo chiave per la sostenibilità ambientale nel nostro Paese.

LTER-Italia è una delle 22 reti nazionali della Rete LTER Europea, che accoglie oltre 400 siti di ricerca; afferisce anche alla Rete LTER Internazionale, distribuita in più di 40 Paesi sui 5 continenti, nata e guidata dall'esigenza di collaborazione, condivisione e integrazione delle informazioni ecologiche dalla scala locale a quella globale per comprendere e gestire l’ambiente e le risposte ai cambiamenti.

A livello nazionale la Rete LTER-Italia costituisce uno dei nodi principali dell’infrastruttura di ricerca sulla biodiversità LifeWatch, che mette a disposizione dei ricercatori strumenti per la gestione e l’elaborazione avanzata dei dati sulla biodiversità.

Quali obiettivi si propongono queste organizzazioni?

1) Promuovere la collaborazione e il coordinamento tra esperti nelle reti di ricerca a lungo termine sugli ecosistemi a scala locale, nazionale, Europea e globale;

2) Migliorare la confrontabilità dei dati ecologici a lungo termine relativi ai siti gestiti da ricercatori italiani e favorire la salvaguardia e lo scambio di tali dati;

3) Rendere disponibili a scienziati, amministratori e al pubblico informazioni scientificamente fondate e conoscenze predittive dei processi ecologici e socio-economici, che rispondano anche alle esigenze di chi deve prendere decisioni gestionali a livello politico;

4) Suggerire possibili soluzioni agli attuali e futuri problemi ambientali su scala locale, nazionale, europea e globale;

5) Facilitare la formazione scientifica della futura generazione di scienziati nel campo della ricerca a lungo termine.

Il Cammino 2016 identificato con il nome "il racconto della biodiversità dell’Appennino" (informazioni dettagliate possono essere trovate sul sito web Il racconto della biodiversità dell’Appennino) è quindi organizzato dal Corpo Forestale dello Stato, dagli Enti Parco Nazionale del Gran Sasso e della Majella e dall’Università del Molise e anche NoiXLucoli Onlus vi ha aderito, in qualità di Associazione ambientalista.


Il percorso intero delle sei giornate
Si attraverseranno aree ad alto valore ambientale e turistico, tre Parchi Naturali, uno Regionale (Sirente Velino) e gli altri due Nazionali (Gran Sasso e Monti della Laga, Majella), e quattro Riserve Naturali, una Regionale (Duchessa) e le altre tre Statali (Monte Velino, Orfento, Lama Bianca). Si partirà il 19 luglio con un evento di apertura presso il Centro Visite di Magliano de’ Marsi, si proseguirà con attività sul Monte Velino, sul Gran Sasso e sulla Majella, attraversando i Comuni di Magliano de’ Marsi, Lucoli, Borgorose, L’Aquila, Caramanico Terme e S. Eufemia a Maiella, con rilevamento della vegetazione e del microclima, nei siti di ricerca LTER, e osservazioni sugli ecosistemi, la geologia, la flora e la fauna lungo tutto il percorso. I partecipanti saranno accompagnati da esperti botanici, zoologi e geologi. La giornate del 22 (Gran Sasso) e del 23 (Majella), vedranno infine uniti ricercatori, naturalisti dilettanti e volontari in uno studio intensivo di 24 ore sul campo (un Bioblitz), teso a determinare tutte le specie vegetali e animali che vivono nelle rispettive aree, contribuendo così alla definizione dello stato della biodiversità.




Le tappe del Cammino Appenninico che si svolgeranno 

dal 19 al 24 luglio 2016

A - Magliano de' Marsi (Velino)
B - Cartore (Velino)
C - Campo Felice (Velino)
D - Campo Imperatore (Gran Sasso)
E - Monte Portella (Gran Sasso)
F - Majelletta (Majella)
G - Bolckhaus (Majella)
H - S. Eufemia a Majella (Majella)
Per saperne di più:




http://www.lteritalia.it/cammini2016/biodiversit%C3%A0
http://www.lter-europe.net/
Per informazioni e iscrizioni: Majambiente, tel: 085 922343.
About LTER-Europe
LTER-Europe is the umbrella network for Long-Term Ecosystem Research (LTER) in Europe. It's members are national networks of LTER sites.

Long-Term Ecosystem Research (LTER) is an essential component of world-wide efforts to better understand ecosystems. Through research and monitoring, LTER seeks to improve our knowledge of the structure and functions of ecosystems and their long-term response to environmental, societal and economic drivers.

LTER contributes to the knowledge base informing policy and to the development of management options in response to the Grand Challenges under Global Change.

Since its launch in 2003, LTER-Europe has sought to better integrate traditional natural sciences and holistic ecosystem research approaches that include studies of the human component.

LTER-Europe was heavily involved in developing the concept of Long-Term Socio-Ecological Research (LTSER). As a result, LTER-Europe now comprises not only LTER sites but also larger LTSER platforms, where long-term interdisciplinary research is encouraged.