lunedì 29 agosto 2016

Quei borghi fragili dei nostri nonni dove l'incanto gioca con il destino

Siamo sgomenti, come tanti, tramortiti dalle notizie di dolore e rovina che ci arrivano dai media e riviviamo quanto accaduto all'Aquila ed a Lucoli nel 2009. 
Il terremoto d'Abruzzo ci ha insegnato tanto, eravamo "bambini" pieni di buona volontà, pieni di voglia di fare e donare intrise di determinismo efficace e oggi, dopo sette anni, siamo uomini e donne "malinconici", che cercano "ogni giorno di ritrovare quel posto sicuro che chiamano Itaca" nei luoghi a noi cari e nei cuori della gente, sì perchè il terremoto indurisce gli animi.
Abbiamo perso l'innocenza e crediamo meno nella nostra possibilità di essere germe positivo di rinascita.
Abbiamo selezionato questo articolo, scritto da Vittorio Macioce caporedattore del Giornale, che ci ha fatto riflettere e ve lo proponiamo. 
Abbiamo inserito delle foto di Lucoli ed un disegno di un bambino della Scuola Pietro Marrelli eseguito ad un anno dal terremoto e da noi esposto alla manifestazione "la scuola in festa" di Roma, edizione 2010.

"Chi torna finge che questi posti siano sicuri, ma sa che è come la roulette russa

Foto R. Soldati


Quei muri li riconosci anche al buio, di notte, li sfiori con le mani e li senti, ruvidi, di pietra grezza, che stringono i vicoli e vanno su in salita.

Ogni passo sembra un incanto e spesso ti perdi in quelle case vuote, di gente che non c'è più, di figli ormai vecchi che tornano solo d'estate, quattro giorni ad agosto, magari per la festa del patrono, per ricordare infanzie tradite, per sognare un ritorno. Sono case dove non vivi, con luci non consumate, con i tetti da rifare e lavori di manutenzione che ti riprometti di cominciare, ma poi passa il tempo e non trovi la voglia o soprattutto i soldi. Sono seconde case su cui pagare le tasse, che ti viene la rabbia di venderle, ma ci sei nato e cresciuto e allora dici: aspettiamo ancora un po'. Sono case di paesi dove ogni volta che torna l'inverno ci si conta e si è sempre di meno. Gli italiani di paese si riconoscono tutti, a pelle, e si portano dietro questa malinconia, come chi danza sulla tragedia e cerca ogni giorno di ritrovare quel posto sicuro che chiamano Itaca, che poi tanto sicuro non è. E questo capitale umano lo portano a spasso nel mondo, come raccontava Pavese. «Che cos'è questa valle per una famiglia che venga dal mare, che non sappia niente della luna e dei falò? Bisogna averci fatto le ossa, averla nelle ossa come il vino e la polenta, allora la conosci senza bisogno di parlarne».

I paesi dell'Appennino hanno più o meno lo stesso odore, le stesse mani, gli stessi occhi, la stessa nostalgia. Sono la spina dorsale dell'Italia. Ti fanno sentire a casa. Quando guardi il cielo ti sembra che le stelle stiano lassù solo per te. Quei cieli li vedi solo qui e non li dimentichi. Solo che sono stelle morenti e tanta bellezza si porta sulla pelle un'incosciente fragilità. A chi tocca, stavolta? Accumoli, Posta, Arquata e alla piccola frazione di Pescara del Tronto, a Catelluccio o Mogliano, ad Amatrice, spogliata e spaccata in due, con il sindaco Sergio Pirozzi, sanguigno e verace, che questa notte ha pianto, urlando al mondo: «Il paese non c'è più». Amatrice dove d'estate tornano tutti quelli che sono andati via, orgogliosi di quel nome e di quella ricetta, del guanciale e del pecorino, contro tutte le varianti metropolitane e di falsi chef. Amatrice che adesso non smette di contare i morti e tra queste macerie fatica a riconoscersi.
Chiesa della Beata Cristina Colle di Lucoli - Foto R. Soldati
Maledetto Appennino. E ti viene da gridarlo, perché è il prezzo da pagare per la tua bellezza. 
È che il terremoto, da queste parti, è una roulette russa, speri sempre che non tocchi a te, ma lo sai, le conosci queste colline, queste montagne che ti guardano negli occhi, vedi l'abbandono, senti che l'uomo si affida troppo spesso alla fortuna. Il guaio è che non tutto è sempre così semplice. L'Italia per secoli ha giocato a morra con la natura e con i terremoti. Prevenzione, certo. Ma per mettere in sicurezza queste mura e queste case servono soldi, tanti. Non li hanno i comuni, non li hanno i privati e non li ha il padreterno. Ci sono chilometri di prediche e raccomandazioni, ti chiedi però se ci sia una politica. Non sembra. Puoi metterci cuore e anima per un futuro diverso, puoi raccontare che è nei piccoli paesi la via di fuga di un'Italia da troppo tempo malata di cecità, il paese come luogo dove riconoscersi, dove ricominciare, dove creare l'humus migliore del capitalismo del nuovo millennio. Puoi raccontarlo a te stesso e agli altri. Poi la terra trema e quello che resta sono macerie. Ci vorrebbe una macchina del tempo. Un viaggio nel passato, dove il paese non muore, non viene tradito, ripudiato. Un paese di cui prendersi cura, perché ci vivi, perché ci sei. Un paese dove i campanili appena ristrutturati non cadano a terra. Solo che questo paese non esiste. Ci tocca tirare a campare con la maledizione della bellezza. 
Lo senti questo tiro di dadi? È il terremoto".

2010 - disegno di Alessandro Scaramella esposto alla "Scuola in Festa" Roma
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/quei-borghi-fragili-dei-nostri-nonni-dove-bellezza-gioca-1299083.html

giovedì 25 agosto 2016

LA NATURA


Foto R. Soldati

Terremoto in Centro Italia: ricordiamoci, la terra ha un respiro. 

Una riflessione di Susanna Tamaro sul sisma che ha colpito Lazio, Marche e Umbria. 

Il cielo, la terra, le acque sono infinitamente più forti di noi: ci considerano formiche.


di SUSANNA TAMARO

La natura, il cielo, la terra, le acque, sono infinitamente più forti di noi, delle nostre volontà, delle nostre ambizioni e presunzioni. Nel loro eterno gioco di violente e sotterranee energie considerano gli esseri umani non molto diversamente da come noi consideriamo le formiche. Un soffio, una scrollata, un’onda, e tutto è finito. «La terra ha un fiato» dice l’anziana protagonista di un mio racconto, Per voce sola. «Con noi sopra, respira il suo respiro quieto». Ma su questa armonia di respiro può inserirsi ad un tratto un sussulto, un singhiozzo, un’apnea. E di questo dovremmo essere sempre coscienti. Dovremmo ricordarci che la dignità più profonda delle nostre vite non ci giunge dalla forza, dal potere, dalla tecnica, ma dalla consapevolezza della nostra profonda fragilità.


http://www.corriere.it/cronache/16_agosto_24/terremoto-centro-italia-susanna-tamaro-7938435c-6a20-11e6-a553-980eec993d0e.shtml

mercoledì 24 agosto 2016

LA NOSTRA VICINANZA A MARIALUCIA, PATRIZIA e PIERMICHELE SCIASCERA PER LA MORTE DI MARISOL

Terremoto, bimba morta ad Arquata del Tronto, la madre era scampata al terremoto dell'Aquila
Ansa
Pubblicato: 24/08/2016 13:29 CEST Aggiornato: 1 ora fa

Dormiva nel suo lettino nella casa delle vacanze ad Arquata del Tronto, ma il terremoto l'ha portata via. Marisol Piermarini aveva solo 18 mesi. E' morta stanotte nel crollo della casa dove si trovava insieme al papà Massimiliano e alla mamma Martina Turco, una giovane abruzzese scampata al terremoto dell'Aquila, la sua città, nel 2009. La donna aveva deciso di trasferirsi ad Ascoli dopo quella terribile esperienza, ma un altro terremoto le ha strappato la figlioletta.
Martina è ricoverata all'ospedale regionale Torrette di Ancona, dove è stata sottoposta a esami diagnostici approfonditi per scongiurare gravi conseguenze per essere rimasta a lungo sepolta sotto le macerie. Il compagno Massimiliano è ricoverato all'ospedale Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo, ma non è in pericolo di vita.
In una stanza del nosocomio è stato composto il corpicino di Marisol ed è già iniziato il viavai dei familiari e dei parenti, sconvolti per la perdita. Su tutti il nonno ascolano Massimo Piermarini: è stato lui la notte scorsa tra i primi a raggiungere l'abitazione di Arquata. "Non volevano farmi passare perché era tutto pericolante, ma io ho detto che non me ne importava niente, che dovevo andare a cercarli: purtroppo per la bambina non c'è stato nulla da fare" ha raccontato, disperato.

TERREMOTO DI MAGNITUDO 6.0 NEL CENTRO ITALIA. LA NOSTRA SOLIDARIETA'


E' stata una brutta notte per tanti quella del 24 agosto 2016. 
Alle 3.36 una scossa violenta ha prodotto danni gravi ad Amatrice ed Accumuli a Pescara del Tronto e in altri centri.
Sofferenza tutta da scoprire e che durerà a lungo, ben lo sappiamo......
Pubblichiamo i disegni dei bambini di Lucoli (AQ) dell'aprile 2010 (ad un anno dal terremoto d'Abruzzo), esprimono speranza, la stessa che testimoniamo alle popolazioni colpite.

lunedì 22 agosto 2016

DALLA PERDONANZA CELESTINIANA AL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA. 26 AGOSTO 2016 AL MUNDA

L'EVENTO E' STATO SOSPESO IN SEGNO DI RISPETTO PER LE VITTIME DEL TERREMOTO DI AMATRICE 
L’Associazione Abruzzese è lieta di invitare soci ed amici ad un evento con ingresso libero


Associazione Abruzzese  Ente Morale Fondata da Silvio Spaventa nel  1886
c/o UNAR Via U. Aldovrandi,16/16b ROMA


DALLA PERDONANZA CELESTINIANA AL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA”
Evento organizzato dall'Associazione Abruzzese di Roma

L’AQUILA   -   PERDONANZA 2016
MUNDA – MUSEO NAZIONALE D’ABRUZZO – Borgo Rivera
Venerdì  26 agosto ore 17:00

Programma

Tutti i nostri soci sono invitati a partecipare a questo interessante evento. 
Al termine del convegno (ore 20 circa) è prevista una cena con degustazione presso il  Ristorante Delfina dal 1935 con prenotazione presso il gestore – chef  Armando Ippolito 334/2661277 - 328/3974129 ad un costo di 25 euro.
L'Associazione ha avuto la disponibilità di una visita guidata del Museo Munda dove si svolge il convegno, alle ore 16 dello stesso giorno,  previa prenotazione 3339471321.


SUL WEB L'INVENTARIO DELLE FORESTE


Un ricco patrimonio di dati elaborato è da oggi a disposizione di amministrazioni, ricercatori, liberi professionisti e privati cittadini.

 
Il sito dell'inventario delle foreste Sbarca sul web la più completa e aggiornata fonte di dati sulle foreste italiane, l’Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio (Infc). Il Corpo Forestale dello Stato, responsabile del progetto Infc, insieme al suo partner scientifico l’Unità di Ricerca per il Monitoraggio e la Pianificazione Forestale del Crea, ha messo a punto un servizio dedicato all’accesso dei dati e alla documentazione dell’inventario forestale nazionale Infc via Internet. Sarà possibile consultare i dati all’indirizzo www.inventarioforestale.org. Il servizio è stato realizzato con l’intento di arricchire l’offerta informativa del sito istituzionale www.infc.it attraverso soluzioni che facilitino l’accesso al patrimonio di dati e documenti già prodotto e a quello che deriverà dai rilievi inventariali del nuovo ciclo. I contenuti e le funzionalità del servizio potranno, quindi, essere arricchiti nel tempo con la produzione di nuovi dati e prodotti.
Dalla conclusione di Infc2005, Corpo Forestale e Crea hanno costantemente messo a disposizione di Istituzioni, Amministrazioni locali, Università ed Enti di ricerca, liberi professionisti e privati cittadini i risultati dell’inventario, in forma di statistiche, di dati grezzi o elementari (per aree di saggio o albero) e/o come risultato di elaborazioni specifiche richieste dagli utenti. In particolare l’Infc ha fornito al Ministero dell’Ambiente i dati per la compilazione del National inventory report (Nir) previsto dal Protocollo di Kyoto, permettendo al Paese di rispondere positivamente agli impegni presi in tema di cambiamenti climatici in atto. In totale, le richieste evase sono state oltre 70, provenienti da 54 soggetti diversi tra cui 16 Università, 12 Enti pubblici di ricerca, 8 Istituzioni nazionali (Ministeri, Istat), 17 Enti pubblici locali (Regioni, Province).
Con il servizio www.inventarioforestale.org l’accesso ai dati elementari Infc e alla documentazione di progetto viene reso più semplice e rapido. L’utente può scaricare i dati elementari e la documentazione direttamente sul proprio dispositivo, previa registrazione al servizio. I dati elementari vengono messi a disposizione in formato aperto e gratuito, con licenza d’uso Creative Commons CC-by, sottoscrivendo l’impegno di citarne la fonte. I dati elementari vengono forniti a due livelli: per punto inventariale, come valori ad ettaro per area di saggio, e per albero e ceppaia. L’integrità della rete di campionamento e la riservatezza dei dati sensibili sono tutelati fornendo la posizione geografica dei punti inventariali con un’approssimazione al chilometro quadrato. La produzione di statistiche ufficiali a livello nazionale, regionale o di altra unità territoriale rimane attività di esclusiva competenza di Forestale e Crea-Mpf.
Il servizio inventarioforestale.org è finalizzato a migliorare la fruibilità dei dati dell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio – INFC (Inventario Forestale Nazionale Italiano). Il servizio consente l’accesso ai dati elementari e alla documentazione di progetto, essenziale per una corretta interpretazione dei dati stessi. Con il termine dati elementari si intendono dati di base utilizzati per la produzione delle statistiche ufficiali INFC. Essi derivano dalle osservazioni e misurazioni effettuate dai rilevatori INFC del Corpo Forestale dello Stato (CFS) e delle Regioni e Province Autonome, elaborate secondo procedure sviluppate dall’Unità di Ricerca per il Monitoraggio e la Pianificazione Forestale del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA-MPF, ex CRA-MPF e ISAFA), responsabile del coordinamento scientifico e tecnico dell’INFC (D.M. del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 13/12/2001).

I dati pubblicati da inventarioforestale.org sono di proprietà esclusiva del Corpo Forestale dello Stato; la proprietà intellettuale dei dati e dei documenti INFC pubblicati è di CFS e CREA-MPF. I dati vengono messi a disposizione gratuitamente e possono essere utilizzati per qualunque scopo, anche commerciale, esclusa la produzione di statistiche relative alle risorse forestali a livello nazionale, regionale o di altra unità territoriale. L’INFC è inserito nella lista delle rilevazioni statistiche di interesse nazionale; pertanto, i risultati ufficiali INFC vengono prodotti e pubblicati esclusivamente da CFS e CREA-MPF. E’ fatto obbligo di citare la fonte dei dati per qualsiasi prodotto, riproduzione o elaborato ottenuto grazie all’impiego dei dati resi disponibili da inventarioforestale.org.

martedì 2 agosto 2016

LA MADONNA IN TERRACOTTA ATTRIBUITA A GIOVANNI ANTONIO DA LUCOLI E' ESPOSTA A CRACOVIA

Il gruppo di terracotta di Giovanni Antonio da Lucoli
Cracovia ha accolto un milione di pellegrini che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), terminata a fine luglio, con la presenza di Papa Francesco. 
Come preludio a questo evento, e insieme alle iniziative realizzate per l’Anno Santo della Misericordia, il Museo Nazionale di Cracovia ha aperto la mostra ”Maria, Mater Misericordiae” che sarà visitabile fino al 9 ottobre p.v. 

La mostra comprende numerose opere d’arte dedicate alla Madonna altrimenti sparse tra chiese, musei e collezioni private di tutta Italia e non solo.
C'è anche un'opera in terracotta realizzata da Giovanni Antonio da Lucoli (detto anche l'aquilano) che ci riporta al nostro territorio.
La mostra è stata divisa in cinque sezioni: Madonna del Manto Protettore, La Madonna del Latte, Madonna della Tenerezza, Madonna della Pietà e Madonna Ornata. Ciascuna opera è stata collocata in una nicchia con cornici arrotondate, evocando gli interni di una chiesa. In totale le immagini sono una novantina. “Alcune opere non sembrano dipinte da mano umana. Sono proprio così le opere che potete trovare nella nostra mostra. Nella mostra ci sono opere di artisti famosissimi, come Giotto di Bondone, Paolo Veneziano, Hans Memling, Albrecht Dürer, Francisco de Zurbarán e Peter Paul Rubens. Tra le opere d'arte anche due tra le più importanti opere del museo nazionale d’Abruzzo (Munda): si tratta di una Pietà in terracotta che propone un’iconografia di derivazione nordica e della Madonna con bambino in trono appartenuta a uno smembrato polittico del 1489, con ogni probabilità dipinto da Giacomo da Campli. 
L’Abruzzo nella mostra è rappresentato, quindi, dalla Madonna delle Grazie del museo Barbella di Chieti e dalla Madonna in terracotta attribuita a Giovanni Antonio da Lucoli custodita nel museo di Ascoli Piceno

Il Museo nazionale di Cracovia
Un'altra opera lignea di Giovanni Antonio da Lucoli: Madonna della Misericordia 
GIOVANNI ANTONIO (Giannantonio) da Lucoli (Giovanni Antonio Aquilano). - Nacque con ogni probabilità nel 1491 da Gregorio di Cola di Taiano da Lucoli, non è certo se a L'Aquila o nel luogo d'origine paterno. Nel "libro de' fuochi" - un registro comunale delle famiglie residenti all'Aquila - del 1508 relativo al quartiere di S. Giusta, alla data del 7 giugno, si legge che G. aveva diciassette anni e che era figlio di Gregorio di Lucoli, morto durante la peste del 1503 (Chini, p. 118). Se nel 1508 L'Aquila risulta essere il luogo di residenza di G., nulla lascia intendere che sia stato anche quello di nascita; la famiglia poteva infatti essersi lì trasferita successivamente, e nei documenti G. è spesso citato come "de Luculo" (ibid., pp. 119 s.). È comunque certo che G. mantenne rapporti con il vicino borgo paterno, secondo quanto testimonia una voce del "libro dei conti" del Comune aquilano del 1529, nella quale G. risulta debitore della tassa su una "partita" proveniente dal castello di Lucoli.
Adorazione con Bambino - Giovanni Antonio da Lucoli
http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-antonio-da-lucoli_(Dizionario-Biografico)/