mercoledì 21 dicembre 2016

E' FINITO IL 2016

Facciamo gli auguri a tutti i nostri lettori per un Buon Natale 2016.

Alcuni pensieri dello scrittore Franco Arminio sui paesi dell'Italia interna e sugli alberi arricchiscono questo post.


"Ho passato due ore perfette, ho fatto delle belle fotografie, ho voluto bene a ognuno di quegli alberi e loro hanno voluto bene a me. Li andrò a trovare quando c’è il sole, voglio fare una mostra fotografica sulla solitudine degli alberi lucani. È raro che le persone mi diano emozioni belle come quelle che mi hanno dato tre giorni fa gli alberi lucani. Le persone puntualizzano, chiariscono, aggiungono, ti tirano da una parte, ti prendono, ti lasciano, le persone fanno e disfanno patti con la tua presenza e con la tua assenza, parlano col silenzio o con le parole. Gli alberi hanno la stessa omertà dei morti, parlo degli alberi invernali. Le chiome estive le amo di meno. Nelle chiome può nascondersi qualsiasi cosa. Mi piace vedere i rami, vedere come graffiano l’aria, respirare l’aria ferita dai rami. Non so quando le cose che sto dicendo arriveranno a incrociarsi con la grazia di essere fragili. 
La solitudine e la compagnia sono come le facce del nastro di Moebius dove interno ed esterno si scambiano di segno continuamente. È così oggi anche per l’algebra degli affetti. Si aggiunge e si ritrova il meno, si sottrae e si ritrova il più. Allora per salvare i paesi dell’Italia interna non bisogna pensare di aggiungere,  non bisogna pensarli come luoghi in cui manca qualcosa che noi dobbiamo mettere. Ogni paese è un testo. Un paese può essere un racconto o può essere una poesia, può essere un romanzo o un aforisma. Bisogna lavorare con le regole della lingua più che con quelle della politica. La politica non può fare nulla per i paesi se lavora solo con le leggi e non con la lingua. Un paese deve essere aiutato a stare nella sua lingua, a crescere nella sua parola o nel suo silenzio, a farsi sempre più nitido, eloquente. Bisogna intervenire sulla società, bisogna fare leggi per le persone, bisogna lasciar stare i paesi. Un corpo mitico, un corpo mistico non può essere messo nel lenzuolo dell’attualità. Bisogna lasciargli la polvere che ha, la luce che ha. La paesologia non ama i rivestimenti, semmai si tratta di scorticare e lasciare a vista i tubi, gli allacciamenti. Ecco la grazia di esporsi, di essere esposti. E dunque anche la fragilità di questa grazia".

martedì 13 dicembre 2016

CONFERENZA SU VENANZIO LUPACCHINI E LA PARTECIPAZIONE PER UNA CULTURA DI TUTTI E PER TUTTI..........

La Conferenza su Venanzio Lupacchini si terrà presso il Civil Centre a San Menna di Lucoli sabato 17 dicembre p. v. alle 15.
La targa che ricorda Venanzio Lupacchini a Lucoli

L’evento è patrocinato da: Comune di Lucoli, Dipartimento DISCAB dell’Università dell’Aquila, Società Italiana di Storia della Medicina e Gruppo Italiano di Paleopatologia.

L'evento di prossima realizzazione è un'attività culturale promossa dall'Amministrazione comunale rivolta a ripercorrere la storia locale attraverso l'opera dei suoi insigni cittadini. 

La conferenza percorre il filone dell'alleanza tra potere e memoria di una comunità.


Ci eravamo offerti di partecipare a questo lodevole evento realizzando a nostra cura un semplice programma divulgativo sullo scrittore per i bimbi delle scuole di Lucoli, in modo da affiancare questa iniziativa rivolta ad un pubblico di adulti e, forse, di colti, con un'altra essenziale e semplificata dedicata alle generazioni del futuro. Il Sindaco si era dimostrato interessato ed avrebbe dovuto, su sua indicazione, metterci in contatto con i relatori della conferenza per progettare le linee della comunicazione da tradurre in immagini per i ragazzi. I numerosi impegni dell'Amministrazione, forse, hanno impedito di dare seguito alla nostra offerta di volontari e non se ne è fatto nulla. 

Ci dispiace potevamo essere utili.

Non possiamo che prendere atto di una certa "opacità" e difficoltà di relazione dell'Amministrazione con la nostra Associazione (che porta anche a non rispondere a nostre missive formali) e, evidenziamo, a nostro parere, una solitudine dell'Amministrazione Comunale di Lucoli, che sta percorrendo vie di cattivi esempi di governo, non centrati sulla collaborazione, che si sa richiedono investimenti ed energie, capacità di concertare, pazienza e spirito di servizio verso la Comunità (tutta: anche quella costituita da non residenti).

Il “servire” una comunità senza far degenerare l'azione di governo in un mestiere, amministrando la vita locale, alimentando la sussistenza dell'interesse pubblico e la partecipazione di tutti i portatori d'interesse agli eventi comuni è uno specifico obbligo della politica. 
Cattive prassi portano al crollo della fiducia e non contrastano un declino locale da molti paventato e considerato inevitabile.

Legalità, trasparenza, democrazia e partecipazione dovrebbero essere il metodo attraverso il quale ridare a Lucoli un'amministrazione competente, efficiente ed efficace. 

La promozione della cultura di tutti e per tutti (ad ogni livello di di educazione e di fascia di età) dovrebbe diventare un'occasione di crescita diffusa per la valorizzazione delle risorse del territorio e di quelle che lo amano.

Un conferenza di "dotti" cattedratici, spesso autoreferenziati, con discenti esperti della materia rischia di divenire incomprensibile ai non addetti ai lavori, ci auguriamo comunque il successo dell'iniziativa.
La "dotta" allegoria del Buono e del Cattivo Governo, dipinta da Ambrogio Lorenzetti tra il 1328 e il 1340 nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena.
Bellissima ma di difficile interpretazione.

martedì 6 dicembre 2016

IL PITTORE E SCULTORE GIOVANNI ANTONIO DA LUCOLI IN MOSTRA ALL'AUDITORIUM SERICCHI

LA MOSTRA

Memoria e Appartenenza l’arte sacra dell’Aquila

La collezione dell’ex Carispaq in mostra dal 7 dicembre all’Auditorium Sericchi Dal Quattrocento all’Ottocento un percorso nell’identità storica del capoluogo.
03 dicembre 2016
di Giuliano Di Tanna
Un dipinto di Giovanni Antonio da Lucoli

“Memoria e Appartenenza - Arte sacra all'Aquila tra il XV e il XIX secolo” è il titolo della mostra, organizzata dalla Fondazione Carispaq, che sarà inaugurata, il 7 dicembre alle ore 17, nell'Auditorium Sericchi (sede della Bper) in via Pescara, 4 all'Aquila.
Per la prima volta, un'accurata selezione di opere della collezione ex Carispaq viene esposta al pubblico. Si tratta di quattordici opere che compongono un percorso lungo quattro secoli in cui si ripercorre la storia dell'Aquila e del suo territorio. La mostra, curata dalla giornalista e storica dell'arte Angela Ciano, intende «condividere una memoria storica ed artistica privata riuscendo a restituire il senso di appartenenza ed identità al proprio luogo».
Il pubblico potrà visitare l’esposizione dall'8 dicembre al 5 febbraio. La mostra sarà aperta nei giorni feriali dalle 15 alle 18, e nei festivi dalle 10.30 - 12.30 e dalle 15.30 alle 18.
« Questa mostra è la presentazione di un patrimonio privato ad una comunità che si riappropria di una parte delle sua identità», spiega il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani. «La collezione della ex Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila rappresenta l'aspirazione di un istituto bancario, storicamente radicato sul territorio, a lasciare testimonianza e memoria della sua appartenenza. Chiunque avrà la possibilità di visitare questa mostra-presentazione potrà rendersi conto di persona della bellezza e della suggestione delle opere esposte ed immergersi in una storia fatta di splendore e potere ma anche di decadenza e tragedia. Un percorso - viaggio nelle vicende dell'Aquila viste con gli occhi degli artisti che qui hanno operato oppure attraverso il gusto e la sensibilità delle famiglie gentilizie che grazie ad uno spiccato spirito collezionistico hanno fatto conoscere alla città i maggiori artisti italiani».
Nell'anno in cui Papa Francesco ha voluto il Giubileo straordinario della misericordia, la Fondazione Carispaq offre un'occasione per scoprire la storia dell'arte sacra dell'Aquila e del suo territorio.
«Nella selezione di capolavori esposti», si legge nelle note di presentazione della mostra, «si ricompone la vicenda di una città in un percorso cronologico che ricuce fatti e personaggi di una storia lunga e preziosa che attraverso le stesse opere d'arte esposte diventa, di nuovo memoria condivisa e scambio delle proprie personali memorie».
Tra gli artisti presenti in mostra ci sono nomi di primo piano: Saturnino Gatti, Giovanni da Lucoli, Maestro dei Polittici Crivelleschi, Cola dell'Amatrice, tutte personalità che contribuirono alla grande stagione di potere e splendore dell'Aquila. Il periodo tra la seconda metà del Trecento e i primi decenni del Quattrocento fu quello in cui si sviluppò la cosiddetta Scuola aquilana, il momento più alto del Rinascimento abruzzese.
La mostra raccoglie anche opere di artisti come Luca Giordano, Mattia Preti, Francesco Solimena, Francesco De Mura, Vincenzo Damini e Teofilo Patini che, spiegano le note del catalogo, « raccontano un'altra storia fatta di dominazione e impoverimento, di terremoti e rinascite durante la quale le famiglie gentilizie aquilane danno impulso al fenomeno del collezionismo che porterà in città nomi di risonanza internazionale».
La mostra espone anche un bozzetto di Teofilo Patini riguardante la grande pala d'altare che si trovava nella Cattedrale dell'Aquila, San Carlo Borromeo che visita gli appestati. Il terremoto del 2009 ne ha fatto scempio ed essa è uno dei tesori che quell'evento ha cancellato per sempre.
«Ci resta», spiegano le note del catalogo, «questa testimonianza come Memoria e Appartenenza mai persa, come incitamento alla rinascita di questa città e di tutte le altre che hanno vissuto la stessa
dolorosa sorte.

sabato 3 dicembre 2016

"A MIDSUMMER NIGHT DREAM" FILM REALIZZATO CON IMMAGINI DI LUCOLI.

La cantante lirica Deborah York
La soprano britannica Deborah York ha concesso l'utilizzo della sua voce per la colonna sonora del film di Roberto Soldati. Di seguito il suo messaggio.

Dear Roberto, 
Of course I have read about L'Aquila and am happy to help in any way I can. 
Your project sounds very admirable and inspiring. I wish you all the best with it and yes, please feel free to use the clip. Anyway, I am happy for you to go ahead and use it. Please keep me informed of the project and what you a re doing in L'Aquila. Are any musicians going to play there live? That would be good wouldn't it? All the best, Deborah York. 

Il FILM (CLICCARE PER LA VISIONE) REALIZZATO DA ROBERTO SOLDATI INCLUDE ANCHE LA CELEBRE MARCIA NUZIALE.