martedì 18 luglio 2017

BIODIVERSITA' RECUPERATA PUBBLICAZIONE DELL'ISPRA SI CITA L'ESPERIENZA DEL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI (AQ)





Questa serie di quaderni, giunta ormai al 6° volume, raccoglie esperienze regionali incentrate sulla riscoperta e la valorizzazione delle cultivar selezionate per secoli dai contadini locali contribuendo al recupero dell’elevatissima biodiversità agricola del nostro territorio, risultato di una complessa e millenaria evoluzione storica. I frutti “antichi”, in equilibrio per secoli con le condizioni ambientali locali, rappresentano un presidio e un riferimento per la tutela dell’agrobiodiversità e per lo sviluppo di un adeguata filiera biologica in quanto portatori di germoplasma di qualità e per le loro elevate caratteristiche nutraceutiche. 
Le convenzioni e gli strumenti normativi a livello internazionale, comunitario e nazionale incentivano sempre di più politiche funzionali alla conservazione della biodiversità nel settore agricolo, al miglioramento della sicurezza alimentare, alla sostenibilità ambientale e alla salute delle popolazioni. Inoltre nell’opinione pubblica si sta sempre più diffondendo la richiesta di cibi stagionali genuini ad alto valore nutrizionale e biologici. 
I frutti antichi sono espressione di un valore che può racchiudersi in un concetto: la biodiversità, l’agrobiodiversità nel caso in esame, intesa come il risultato del processo evolutivo che ha generato la molteplicità di animali e vegetali addomesticati. Questa collana di quaderni dedicati ai frutti dimenticati e alla biodiversità recuperata ha fra i suoi meriti quello di aver contribuito al recupero e alla valorizzazione delle risorse genetiche a rischio di estinzione e di avere messo in rete gli agricoltori, custodi che con caparbietà e lungimiranza hanno conservato il germoplasma di quelli che potrebbero essere addirittura i frutti del futuro perché hanno ampiamente dimostrato nel tempo di sapersi adattare alle avversità climatiche e parassitarie, resistendo per secoli e millenni.
La protezione e la diffusione di queste preziose varietà rivestono un ruolo fondamentale anche nell’ambito del Piano d’azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi, con particolare riferimento all’eliminazione delle sostanze dannose all’ambiente. La loro diffusione permette di favorire l’ecocompatibilità delle attività agricole nelle aree protette che, in quest’ottica, potrebbero essere individuati come laboratori sperimentali viventi. L’associazione di varietà adatte alla gestione integrata e biologica con opportuni marchi di qualità, finalizzati alla compatibilità ambientale, può rappresentare, inoltre, un’occasione economica, insieme al turismo.
La Regione Abruzzo può vantare un considerevole numero di specie e varietà autoctone, patrimonio della nostra agricoltura e delle nostre genti, patrimonio che, generato dalle mille sfaccettature climatiche e pedologiche delle vallate appenniniche fino al mare, dona alla regione una forte identità ed una connotazione di accoglienza e di condivisione. Le montagne però, se da un lato accentuano le diversità, dall’altra creano ambienti contigui, versanti simili per molti aspetti, comunicanti tramite i numerosi valichi che ne consentono l’attraversamento. Tale condizione porta all’identificazione di un ambiente omogeneo definito come “dorsale appenninica” che va al di là dei confini amministrativi regionali e nel quale non è difficile ritrovare le stesse specie e le stesse varietà, diverse magari solo per il nome e per talune sfumature di gusto. Le catene montuose presentano una disposizione parallela da nord verso sud, delimitano numerose conche interne con caratteristiche climatiche sub-continentali. La fascia collinare, invece, è costituita da argille: plioceniche nel settore settentrionale, ben più antiche quelle meridionali rappresentate da argille “varicolori” dell’Oligocene che manifestano una maggiore salinità. Rare, invece, le aree pianeggianti localizzate lungo le principali aste fluviali in prossimità della foce, oppure nelle conche interne, come quella un tempo occupata dal lago Fucino bonificato nella seconda metà del XIX secolo, la Conca Aquilana o la Conca Peligna, le prime due localizzate ad altitudini maggiori. Inoltre, i grandi altopiani, ampie fosse di origine tettonica come il Piano delle Cinquemiglia, gli Altipiani delle Rocche o Campo Imperatore sul Gran Sasso, aree di scarso valore agronomico in quanto localizzate ad altitudini superiori a 1300 m. La coltivazione dei primi alberi da frutto in Abruzzo sembra abbia avuto inizio verso il periodo finale dell’Età del Bronzo, circa 3500 anni fa. Tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro si collocano i primi ritrovamenti archeologici che attestano la coltivazione dell’olivo e della vite. Le prime testimonianze della coltivazione della pianta sacra ad Atena si riferiscono al bacino del Fucino (Cosentino, 1998) e, in modo particolare, alla fascia collinare adriatica, nello specifico al sito archeologico di Fonte Tasca, tra i comuni di Archi ed Atessa (Di Fraia, 1995, 1996). L’Abruzzo è una regione che si caratterizza per la straordinaria ricchezza e diversità della sua flora che ammonta a 3363 entità floristiche (specie e sottospecie) di cui molte endemiche ed esclusive della regione (Conti, Frattaroli, Bartolucci, 2012). Oltre 100 di queste piante risultano specie progenitrici di quelle coltivate (con finalità alimentari) oppure loro affini sotto l’aspetto sistematico (Manzi, 2012b). 

Quando la stagione era ferma, in inverno, i frutti raccolti continuavano a segnare la vita di tutti i giorni: alcune varietà di mele e pere, ad es. le mele Limoncelle (dette “Franzesi”o “Melalice” o “Meloncelle”) e le pere cosiddette “demmièrne”(d’inverno) si conservavano fino a Natale e per tutto l’inverno, noci e mandorle erano “glorificate” nei dolci natalizi, i grappoli di uva più belli erano appesi ad appassire, conservati per i pranzi delle feste. Le cotogne, che si cuocevano unitamente ad alcune pere dure che non maturavano mai, in un paese della Valle Subequana (Castelvecchio Subequo ) assumevano un carattere rituale, era usanza infatti che i ragazzini maschi facessero il giro dei parenti e del paese intero portando l’augurio di Buon Anno in tutte le case. La cantilena rituale era : “Bongiorne, Boncapedanne, mille de quiste juorne, cacce ‘nu petecugne appulmunète” che tradotto suona così: -Buongiorno, Buoncapodanno, mille di questi giorni, tira fuori un melocotogno ben maturo-.
In questa interessante pubblicazione è inserita l'esperienza di salvaguardia della biodiversità del Giardino della Memoria di Lucoli e vengono citati tutti i personaggi che ci aiutano e ci hanno aiutato a realizzarlo.

Melo "cipolla"

Pero cotogno
Melo "gelata d'Abruzzo"


Susino "goccia d'oro"

Mela renetta aranciata
Concludiamo con le bellissime foto dei frutti del Giardino della Memoria.
Per leggere questo interessante quaderno vi forniamo il link: http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/quaderni/natura-e-biodiversita/frutti-dimenticati-e-biodiversita-recuperata-lazio-abruzzo.
Ringraziamo l'ISPRA per la grande opportunità di divulgazione del nostro lavoro concessaci.

domenica 9 luglio 2017

MESI DI LAVORO HANNO PRODOTTO UN MERITATO RISULTATO OGGI A CAMPO FELICE


Grazie alla collaborazione dell' ex Assessore al Territorio del Comune di Lucoli con ENCI, con la Regione Abruzzo e con  il Parco Naturale Regionale Sirente Velino, è stato possibile organizzare per il 6-7-8 e 9 Luglio la manifestazione di Campo Felice, in corso di svolgimento, finalizzata alla premiazione di un Master a quaglie e per le prove d’Eccellenza per razze da ferma inglesi.

La manifestazione è stata organizzata con senso di responsabilità anche nei confronti dell'ambiente.

Ci dispiace che questo risultato arrivi in un momento in cui il Comune di Lucoli è commissariato: purtroppo, talvolta, i risultati si concretizzano nel momento sbagliato, in cui tutto sembra essere perduto, ciò non significa che non vadano riconosciuti gli sforzi fatti. 

Ringraziamo tutti coloro, tra gli amministratori, appassionati e tecnici che si sono adoperati al raggiungimento di un così importante traguardo per Campo Felice e per Lucoli.

Si ringrazia Roberto Tinari per la concessione delle foto della manifestazione









Foto Rita Mikucionyte

Foto Rita Mikucionyte

venerdì 7 luglio 2017

LA NOTIZIA SUI GIORNALI. "LUCOLI: SI DIMETTONO ASSESSORI E CONSIGLIERI, SINDACO SENZA MAGGIORANZA".



Pubblicazione: 06 luglio 2017 alle ore 12:36
LUCOLI - Con le dimissioni del vice sindaco Rossano Soldati, dell'assessore Marco Sterponi e dei consiglieri Alfredo Pace e Felicetta Sponta, il sindaco di Lucoli (L'Aquila) Gianluca Marrocchi non ha più la maggioranza per amministrare.
Il segretario comunale ha così scritto al prefetto Giuseppe Linardi per comunicare la situazione.
Il sindaco, dal canto suo, esclude le dimissioni: "Non credo di aver commesso errori e quindi sarà il prefetto a sciogliere il Consiglio comunale", ha detto al Messaggero.
Eletto due anni fa con la lista Proposta per Lucoli, Marrocchi è al suo primo mandato e non esclude la ricandidatura.


Triste epilogo di governo di un territorio.
Non siamo politici e siamo sempre stati lontani dalla politica (per questo nessun sostegno ci ha mai gratificato) ma sentiamo l’urgenza di politiche "alte" per le terre alte dell’Italia interna. La questione è "l’altezza", avere cioè uno sguardo verso il futuro. I paesi italiani sono un patrimonio universale anche se sono con mille abitanti. 
E gli amministratori di Lucoli che, "credono di non aver commesso errori", si sono incagliati e con i piedi piombati, in due anni, di futuro ne hanno costruito poco.
Come si fa a non vedere che la questione dell’Italia è la questione dei paesi? Per anni ci siamo attardati sulla questione meridionale e invece c’era una storia che riguardava tutta la penisola, era la storia dell’Italia alta, dell’Italia interna, quella delle montagne.
L’Italia ha un asso nella manica, i suoi paesi, e non lo usa. 
L’assunto è che l’Italia interna non è un  problema, ma una mancata opportunità per il paese. 
Lucoli non ce la farà mai, con queste prassi di governo locale, a fermare l’anoressia demografica dando forza ai servizi essenziali di cittadinanza: scuola, sanità, ricostruzione di una comunità. A questa base si dovrebbero aggiungere le azioni di sviluppo locale che in tutte le regioni hanno come fuoco centrale il valore dell’agricoltura e dei prodotti tipici, del paesaggio, della tutela delle ricchezze storico architettoniche e del turismo. Forse più che del teatrino della politica bisognerebbe istituire delle "scuole di montagna". Bisognerebbe riflettere sul valore di tutta una serie di mestieri che vanno perdendosi. E' per questo che una'Associazione locale ogni anno organizza una manifestazione sui mestieri artigianali (è ben poco, ma è lo stesso uno sforzo).  Ma  ci si scontra con una burocrazia troppo lenta e con una politica dal fiato corto, attratta dalle azioni che fanno notizia ed è così che si "costruisce" poco.
Siamo convinti che si debba ripartire dai luoghi il che significa ripartire da un patrimonio di biodiversità straordinario. Non parliamo di luoghi della penuria, ma di luoghi della ricchezza. E lo stesso vale per la sociodiversità anche se conflittuale, riottosa, gelosa e con una memoria sugli sgarbi ricevuti da elefante. Questo non favorisce le relazioni virtuose e la collaborazione, eppure non bisogna arrendersi.
La notizia riportata dai giornali rappresenta una fallimento, un'occasione perduta, eppure dobbiamo uscire dal clima depressivo. NoiXLucoli è convinta che la prima infrastruttura su cui lavorare è di tipo morale, è l’infrastruttura della fiducia.
Il pensatore di Rodin
Noi ci saremo e non ci fermeremo per continuare a rendere vivo questo territorio facendolo conoscere ad un pubblico esterno e facendolo vivere con interesse da quello interno.
Auguri a tutti noi!

martedì 27 giugno 2017

Ascolta gli anziani, lascia che parlino della loro vita.......hanno le radici in un tempo lontano.....

"Conosco gli anziani che una volta erano contadini. Li trovo sperduti in paesi sperduti. Hanno le radici in un tempo lontano e adesso sono qui in un tempo che non capiscono. Sono in esilio. Hanno sguardi e posture che a volte commuovono: il lirismo degli sconfitti..... Cosa sentono i vecchi che hanno lottato una vita e che adesso si trovano a sopravvivere con pensioni da fame e cosa sentono i giovani abbandonati nella terra di nessuno dell’apatia forzata, riempita in qualche modo di plastica e pixel? Verrebbe da pensare ad uno sdegno malcelato o a un’agra indifferenza. Verrebbe da immaginare che i vecchi risentano nelle orecchie la voce di chi urlava “armatevi e partite” e i giovani odano l’eco di alcuni professori di materie che trovano indigeste, immangiabili. Non è così. Non accade, non ha luogo questo senso di rigetto perché, per antica cultura appresa dalla vita e per istinto innato, i vecchi e i giovani sanno distinguere ciò che è autentico da ciò che è fittizio". (Franco Arminio).
Con le parole del poeta Arminio introduciamo la nostra devozione per gli anziani.
La festa di San Giovanni a Lucoli ed il pranzo degli anziani organizzato dalla Parrocchia, ci ha visti all'opera: abbiamo voluto esserci per rallegrare il consesso.
Ci piacciono gli anziani, li rispettiamo, ci incuriosiscono le loro storie, ammiriamo le loro potenzialità, il loro bagaglio di cultura, i valori morali, le esperienze professionali e la saggezza. 
Abbiamo così donato tre pacchi alimentari, che sono andati ai presenti dopo essere stati estratti a sorte da due angioletti di bambine. 



I prodotti alimentari da noi donati sono stati acquistati da "Donne in Campo-Cia" che è la principale Associazione italiana di imprenditrici e donne dell’agricoltura. 
Donne in Campo si propone di mettere insieme ‘reti’ di donne sul territorio rurale, tesse relazioni tra le aziende e costruisce comunità e gruppi locali. NoiXLucoli Onlus è entrata in questa "rete" convinta che conoscersi e creare gruppi per le donne sia fondamentale perché contribuisce a rompere l’isolamento ed a sviluppare i territori.
Il connubio straordinario tra donne e agricoltura passa attraverso l’amore per la terra, l’attenzione alla bontà dei prodotti e ai processi produttivi e nell’impegno a tramandare le culture locali e le tradizioni alle nuove generazioni, perché non muoiano le mille culture che hanno animato il nostro paese. La nostra Associazione che coltiva antiche specie da frutto non poteva che ritrovarsi con tali idee. Donne in Campo dà voce alle tante agricoltrici che conservano spontaneamente sementi e varietà locali vegetali e, infatti, erano questi i prodotti contenuti nei nostri pacchi alimentari. 
I prodotti agricoli di donne imprenditrici sono stati acquistati e predisposti dalle nostre socie: una catena di amore che si è compiuta con gli anziani di Lucoli.



lunedì 26 giugno 2017

COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DEL SOCCORSO A CAMPO FELICE. RINGRAZIAMO IL COMUNE DI LUCOLI.


“Con l’intento di ricordare gli amici e colleghi scomparsi nel tragico incidente di Campo Felice del 24 Gennaio u.s. il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo ha organizzato per il giorno 24 Giugno 2017, a partire dalle ore 11.00, una cerimonia commemorativa in località Campo Felice, ai piedi del pendio teatro dell’incidente”, scrivono dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino.

Il 24 gennaio 2017 persero la vita, durante un’operazione di soccorso, sei persone a bordo di un elicottero del 118, che si schiantò nella zona di Campo Felice. 

E' stata celebrata una S. Messa di suffragio, è stata anche effettuata una passeggiata fino alla sorgente dove è stato realizzato un fontanile dedicato all’intero equipaggio.




RINGRAZIAMO IL COMUNE DI LUCOLI perché la nostra Associazione del territorio, insieme a quella "Amici di San Michele Onlus", aveva concepito da tempo un progetto di apposizione di una semplice pietra locale a ricordo, a valle del luogo dell'impatto. Avevamo iniziato a prendere contatti con il 118 e ci apprestavamo a richiedere anche i necessari NULLA OSTA al Parco Velino Sirente. Si voleva "lasciare un segno" alla memoria, un segno della partecipazione locale. 

Si voleva prendere una iniziativa in questo territorio dove si trascura l’importanza del fare qualcosa, dell’agire affinché rimanga un segno, un qualcosa che possa valere la pena di essere ricordato, apprezzato, condiviso o semplicemente per la soddisfazione personale di averlo fatto. Questo è un desiderio che appartiene a tutti gli uomini, siano grandi, giovani e o anziani, celebri e non, e che tutti dovrebbe accomunare.

Abbiamo scritto formalmente al Comune di Lucoli il 3 maggio u.s. una lettera, protocollata, esponendo le nostre intenzioni, ma il Comune non ha risposto, e non ha manifestato alcun interesse.

Dimenticavamo: tutto sarebbe stato a spese delle due Associazioni.
Ieri abbiamo incontrato il Presidente del CAI che ci ha chiesto di non duplicare sforzi: è bene che esista un unico punto di memoria, raffigurato nella foto sottostante.
Non recriminiamo con i volontari del CAI, che ringraziamo: è stata una bellissima cerimonia (meno ci è piaciuta la fontana per i nostri gusti, la nostra pietra sarebbe stata solo tale, niente impatto contemporaneo). 
Abbiamo tributato commossi il nostro cordoglio: eravamo a Campo Felice insieme a tutti, ma avremmo potuto e volevamo fare di più. 
Con rammarico ci viene da pensare che il Comune di Lucoli forse non sappia che farsene del volontariato.

Un'altra occasione persa per Lucoli per poter dimostrare che qualcosa è vivo......sul suo territorio.

Questo testo è scritto dalla redazione di NoiXLucoli Onlus, ce ne assumiamo la soggettività delle idee, quanto esposto non è condiviso con l'altra Associazione.


sabato 10 giugno 2017

ROVINE .........ANCHE LA POLITICA E' IN VIA DI ABBANDONO

Scriviamo queste riflessioni, con preoccupazione, prendendo spunto dalla recente notizia delle annunciate dimissioni del Vice Sindaco del Comune di Lucoli.

Vogliamo parlare di rovine? Che cosa rimane, quando ogni cosa svanisce nonostante ogni dichiarata buona intenzione? 
Ci sono luoghi, in Italia, che ogni anno si trasformano in non-luoghi: paesi piccoli e meno piccoli che si vanno «svacantando». 
Si svuotano. Al posto dei paesi case disabitate, finestre alle quali nessuno si affaccia, borghi inutili, porte sempre chiuse, saracinesche abbassate, uffici pubblici smantellati, scuole che chiudono. 
Sono soprattutto le aree interne a spopolarsi: un fenomeno che, secondo un rapporto di Commissione europea e Legambiente, nel 2006 colpiva un comune italiano su due. Succede dal Piemonte alla Campania, dalla Lombardia alla Sicilia. Succede nella Calabria di Vito Teti, professore di Antropologia culturale all'Università della Calabria che di questi paesini è un narratore appassionato: «Il fatto che non ci sia nessuno ad abitarli, o quasi nessuno, non significa che non vi accada niente. O che ci sia poco da raccontare». Così spiega all'inizio del suo libro, "Quel che resta". L'Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni (Donzelli, pagg. 308, euro 30); e «quel che resta» è appunto il compito da affrontare: «L'assenza e il vuoto sono pieni di segni e di tracce, che vanno decifrati e interpretati caso per caso».
Interessanti queste fenomenologie sociali ed economiche descritte dallo scrittore, ma, se anche la politica non ce la fa, si ingessa, si sgretola, si contrappone, litiga, perde il senso di responsabilità verso la collettività e scava muri insuperabili, chi resta a fronteggiare l'abbandono? Chi resta per costruire il futuro? 
Sempre Teti scrive: «I paesi non hanno bisogno di celebrazione, ma di attenzione, devono essere visti con la loro forza e la loro ombra». Teti parla di riscatto: «Non mi riferisco a una storia di ruderi e di rovine da inserire in itinerari turistici o in parchi archeologici o letterari o da trasformare in case albergo. Non si invoca la restaurazione di un mondo perduto (...), si vuole affermare, oltre che il diritto alla memoria, un diverso modello di sviluppo». Cita le parole di Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri-Gerace e poi di Campobasso-Bojano: «Se la montagna è verde, il mare azzurro»; cioè sono le comunità dell'interno a proteggere boschi e acque, ad assicurare «il destino delle marine, delle pianure, del mare». Sono anche gli Amministratori locali ad avere questa responsabilità.
A Lucoli c'è stato lo spopolamento, il terremoto, i borghi sono da ricostruire, la gente se ne è andata ed i turisti non tornano. Sempre Teti scrive riferendosi ad Amatrice: «Le immagini delle rovine, le visioni dei vuoti, delle assenze, dei luoghi a cui è stata sottratta la vita sono immagini perturbanti di cui abbiamo bisogno». Perché? Perché la melanconia, spiega Teti, non è solo un topos esistenziale del Centro-Sud, è «la condizione dell'uomo moderno»; e «le rovine e il vuoto dei paesi abbandonati sono lo scenario nel quale la condizione melanconica sperimenta un'intensificazione e una forma peculiari». Quelle rovine sono la nostra civiltà, sono «parti costitutive del sentimento e del pensiero occidentale»: non solo il «Mediterraneo dell'interno» è a rischio di estinzione, ma «l'impasse entro cui si aggira e si smarrisce l'Occidente» è proprio quella fra «culto delle rovine del passato e creazione di moderne rovine». 

È il «senso del crollo», che percepiamo dallo "sfascio" della politica locale: nell'incapacità di andare avanti sul bene comune, mediando, collaborando, costruendo e cancellando gli opportunismi. Eppure ogni amministratore nel suo universo singolo ha ideali, principi e si considera giusto, cos'è che fa fallire tutto? 

I paesi-presepi sono finiti. Prima il loro era un mondo perfino «troppo pieno» (tuguri stipati da otto-dieci persone, più gli animali) dove si pativano le malattie, le alluvioni, le epidemie, le frane, la mancanza di acqua e di igiene, le difficoltà nei collegamenti e soprattutto la fame (ricorda Teti che i «prodotti tipici» non erano quelli che i contadini mangiavano, bensì quelli che speravano di mangiare...). Poi, da quel mondo, migliaia e migliaia di emigranti sono partiti verso l'America, per ricostruire i «doppi» dei loro villaggi e ritornare, costruendo rapporti e portando esperienze nuove; oppure verso la costa, per andare ad abitare in un altro «doppio» marino, di solito dopo una catastrofe naturale. Infine, quei paesi e i loro «doppi» sono diventati il mondo dell'abbandono: luoghi che non si riconoscono più, senza punti di riferimento, corpi-paese ormai smembrati. 
Eppure, a Lucoli, la Pro Loco ed alcune associazioni ci provano e scommettono sul territorio, su un suo nuovo futuro e una nuova vocazione; si prova ad organizzare eventi nelle Frazioni, che si vedono all'improvviso ripopolate e, nel silenzio, «riacquistano voce», perché «i luoghi continuano a vivere fino a quando ci sono persone a essi legate, da essi provenienti, fino a quando qualcuno, magari discendente dalle persone nate nei luoghi, ne avrà ricordo». 
Ma i luoghi possono continuare a vivere nonostante la politica si sgretoli e vengano lasciati comunque a se stessi?
Come possiamo sperare in positivo leggendo queste parole lapidarie pubblicate su Facebook ma anche formalizzate in Comune: "in qualità di Vice Sindaco nonché responsabile dell’Assessorato all’Ambiente e Patrimonio, comunico di aver più volte esposto alcune problematiche riguardanti, sia l’andamento politico di questa Amministrazione che le modalità gestionali che non rispecchiano gli impegni assunti in ordine a trasparenza, e per le quali ho più volte lamentato interferenze nella attività dei singoli Assessorati e nelle Commissioni......
.....Al momento, devo purtroppo constatare una situazione stagnante e di grande caos da cui è quasi impossibile uscire fuori.
.....Il sottoscritto, si dissocia dal modus operandi posto in essere da parte della Amministrazione Comunale, anche in relazione a ciò che potrebbe esser causa di rilievi da parte della Corte dei Conti. Ritengo, infatti, di aver agito facendo ogni possibile azione volta a correggere e risanare una situazione pregressa, di mala gestione del patrimonio demaniale.
In tale contesto e’ evidente che, poiché le attività decisionali riferite a questo Assessorato vengono prese senza consultazione e partecipazione dello scrivente, si configura una piena e totale deresponsabilizzazione del sottoscritto nei confronti di futuri ed eventuali danni patrimoniali e rilevanze penali.
Stante tale richiamata situazione, credo che sia di fatto venuta meno la possibilità di mantenere in essere la collaborazione, per altro unidirezionale, con questo apparato amministrativo, che giornalmente si discosta dai presupposti politici elaborati in campagna elettorale. Infatti l’azione tecnico-amministrativa - che dovrebbe trasferire sul territorio gli impegni politici contratti con i cittadini in fase elettorale - e’ di fatto continuamente vanificata da una prassi di rinvii ed incongrue interferenze, che anziché supportare l’azione degli Assessorati ne’ rallenta o dissolve l’efficacia, trasformando le “deleghe” in un mero atto colloquiale, per altro non supportato giuridicamente ed a cui, in mancanza di adeguata fiducia operativa ed articolazione istituzionale, si sostituisce di fatto una antidemocratica concentrazione decisionale, affidata ad un ristretto nucleo operativo e tutto questo agire, si trasforma in un danno erariale al territorio.
Persistendo tale situazione e non avendo ad oggi ricevuto chiarimenti urgenti ed adeguate rassicurazioni, mi vedrò costretto a presentare le mie dimissioni dalle cariche di Assessore e di Vice Sindaco".
Chi può tranquillizzarci? Perchè le "modalità gestionali" hanno causato questo?
E' pur vero che se non si tocca il fondo e, ringraziamo chi ha avuto il coraggio di farlo, non si può pensare di cambiare.

sabato 3 giugno 2017

Il Gruppo A.N.A. "Salvatore Tosone" di Coppito al Giardino della Memoria di Lucoli


I soci di NoixLucoli Onlus hanno pensato ad una collezione viva di piante da frutto per ricordare quelli che vivi rimarranno nel pensiero collettivo,  quei 309 del terremoto d’Abruzzo del 2009. Hanno pensato che era delicato e perché no ecologico onorare la vita con la vita ed ecco il perché della costituzione di questo giardino-frutteto di antiche varietà. 


Il Giardino della Memoria di Lucoli svolge lo scopo per cui fu ideato e anche oggi, a distanza di otto anni dal sisma, aggrega consensi, persone, gruppi. 
Il "Gruppo A.N.A. Salvatore Tosone" di Coppito ha adottato un albero di melo della varietà antica detta "gelata". Gli Alpini hanno apprezzato il convincimento che anima questo piccolo scrigno di biodiversità botanica: davanti a qualsiasi minaccia la vita ci possa riservare essa avrà qualche chance solo se ci saranno persone o comunità che riusciranno a convivere col cambiamento, a sopravvivere ed a trasmettere quei geni che hanno consentito l’adattamento, cioè le antiche varietà fruttifere.  La diversità della vita, ovvero la biodiversità, è un’assicurazione per tutti noi, è una enorme cassaforte aperta e all'aperto pronta a offrire quel che serve per affrontare, ad esempio, anche i problemi determinati dalla globalizzazione che fanno scomparire i frutti non perfetti.  Per questo motivo ogni pianta coltivata nel Giardino è un piccolo tesoro.

Il momento in cui viene posta la formella di dedica
L'attestato di adozione dell'albero di melo
Il melo "gelata" adottato dagli Alpini

Il monumento con i nomi delle vittime del sisma del 2009

Un momento di raccoglimento davanti al ricordo dei nomi
Una bella giornata ed un patto di amicizia siglato tra persone che pongono in evidenza la solidarietà come valore e come elemento che permette di riconoscersi rispetto agli altri. Persone che investono risorse e stabiliscono relazioni con i simili nello sforzo di tessere una rete volta a costruire un mondo più giusto e umano.
Vi ringraziamo per il vostro abbraccio: il Giardino della Memoria per vivere ha bisogno dell'amore di tutti!

lunedì 29 maggio 2017

COSA FANNO GLI ALTRI.....QUELLI DEI PAESI SPOPOLATI......

Loro la spiegano con una battuta: "In paese siamo rimasti in quattro e incrementiamo così il numero dei residenti". 
Succede a Lottulo, frazione di San Damiano Macra, a pochi chilometri da Dronero, in provincia di Cuneo. 
Gli ultimi quattro abitanti di un pugno di case che un tempo ospitavano 450 residenti hanno deciso di ravvivare un po' l'ambiente con grandi "pupazzi giardinieri" e fioriere molto ben curate, sistemate lungo il tratto della provinciale sulla quale si affaccia il paese. 
Nessuna polemica, ma soltanto il piacere di rendere un po' più accogliente il luogo in cui si vive. Insomma, la proposta lanciata da Alessandro Gassmann contro il degrado della capitale ("Romani, rimbocchiamoci le maniche e ripuliamo la città), messa in pratica molto semplicemente da un pensionato e da sua moglie che hanno realizzato pupazzi e fioriere con materiali di recupero e che si prendono cura dei fiori con l'altra famiglia di residenti fissi: una coppia di giovani con una bambina e un altro figlio in arrivo. E naturalmente nel periodo estivo, quando gli abitanti arrivano a essere persino undici tutti collaborano a mantenere in ordine questo piccolo e coloratissimo paese-giardino, dove la sera, sotto casa, si raccontano ancora storie di caccia al cervo e di quella volta - non molto tempo fa - che i lupi presero d'assalto il pollaio del parroco, senza rimediare peraltro nemmeno un pulcino. L'iniziativa egli abitanti di Lottulo è pure contagiosa: anche nel paese che si trova poco dopo, Macra, cui si riferiscono alcune di queste immagini, i residenti hanno realizzato lungo la strada accanto alle loro case piccole scene di vita familiare sempre con pupazzi a grandezza naturale. Una di queste installazioni si trova anche nella piazza del palazzo comunale
(foto e testi di Roberto Orlando)


Troviamo l'idea bella e provocatoria....chissà che non ci venga in mente di realizzarla.

lunedì 22 maggio 2017

Oggi è la giornata mondiale della biodiversità. Preserviamo le meraviglie di Lucoli. Ci sono le risorse economiche si potrebbe presentare qualche progetto...........





Ambiente e clima, al via il bando LIFE 2017


290 milioni saranno destinati al sottoprogramma Ambiente e oltre 82 milioni al sottoprogramma Azione per il clima. Almeno il 55% delle risorse riservate al sottoprogramma Ambiente copriranno progetti dedicati alla conservazione della natura e della biodiversità.
Quest’anno la Commissione sarà particolarmente interessata a progetti “close-to-market”, ossia progetti che propongono nuove soluzioni con chiari benefici ambientali e/o climatici e con un livello di preparazione tecnica e di business tale da permettere una loro implementazione in condizioni prossime al mercato.
Il programma LIFE è suddiviso in 2 sottoprogrammi e relativi settori d’azione prioritari:
Sottoprogramma Ambiente:

  • Ambiente e uso efficiente delle risorse
  • Natura e biodiversità
  • Governance e informazione in materia ambientale
Sottoprogramma Azione per il clima:
  • Mitigazione dei cambiamenti climatici
  • Adattamento ai cambiamenti climatici
  • Governance e informazione in materia di clima

Per ciascun settore d’azione dei due sottoprogrammi sono finanziate diverse tipologie di progetti fra quelli di seguito descritti.
I progetti tradizionali si dividono in:
1) progetti pilota: progetti che applicano una tecnica o un metodo che non è mai stato applicato e sperimentato prima/altrove, che offrono potenziali vantaggi ambientali o climatici rispetto alle attuali migliori pratiche e che possono essere applicati successivamente su scala più ampia in situazioni analoghe;
2) progetti dimostrativi: progetti che mettono in pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni/metodologie/approcci nuovi/sconosciuti nel contesto specifico del progetto e che potrebbero essere applicati altrove in circostanze analoghe;
3) progetti di buone pratiche: progetti che applicano tecniche/metodi/approcci adeguati, efficienti e all’avanguardia, tenendo conto del contesto specifico del progetto;
4) progetti di informazione, sensibilizzazione e divulgazione: progetti volti a sostenere la comunicazione, la divulgazione di informazioni e la sensibilizzazione nell’ambito dei sottoprogrammi.

I progetti integrati sono finalizzati ad attuare su una vasta scala territoriale, (regionale, multi-regionale, nazionale o transnazionale) piani/strategie ambientali o climatici previsti dalla legislazione UE, sviluppati sulla base di altri atti UE o elaborati dalle autorità degli Stati membri principalmente nei settori della natura (inclusa, la gestione della rete Natura 2000), dell’acqua, dei rifiuti, dell’aria, garantendo la partecipazione delle parti interessate e promuovendo il coordinamento e la mobilitazione di almeno un`altra fonte di finanziamento (UE, nazionale o privata) pertinente.
I progetti di assistenza tecnica sono progetti che forniscono un sostegno finanziario per aiutare i richiedenti a elaborare progetti integrati e, in particolare, per garantire che tali progetti siano conformi alle tempistiche e ai requisiti tecnici e finanziari del programma LIFE in coordinamento con: FSE, FESR, FEASR FEAMP e Fondo di coesione.
I progetti preparatori sono progetti identificati principalmente dalla Commissione in cooperazione con gli Stati membri per rispondere alle esigenze specifiche connesse allo sviluppo e all’attuazione delle politiche e della legislazione UE in materia di ambiente o clima.
Il contributo UE per progetto copre al massimo il 60% dei costi totali ammissibili, ad eccezione dei progetti relativi al settore Natura e Biodiversità sulla conservazione di specie prioritarie o degli habitat previsti dalle Direttive Uccelli e Habitat, per i quali il cofinanziamento può raggiungere il 75%.
Le scadenze saranno le seguenti:

Progetti tradizionali: 
– sottoprogramma Azione per il clima (tutti i settori): 7 settembre 2017
– sottoprogramma Ambiente, settore “Ambiente e uso efficiente delle risorse”: 12 settembre 2017
– sottoprogramma Ambiente, settori “Natura e Biodiversità” e “Governance e informazione ambientale”: 14 settembre 2017.

Progetti preparatori (solo Sottoprogramma Ambiente): 20 settembre 2017
Progetti integrati (Sottoprogramma Ambiente e Azione per il Clima):

– 1° fase (concept note): 26 settembre 2017
– 2° fase (candidatura completa): metà marzo 2018

Progetti di assistenza tecnica (Sottoprogramma Ambiente e Azione per il Clima): 7 settembre 2017
http://www.abruzzosviluppo.it/new/2017/04/28/ambiente-clima-al-via-bando-life-2017/

lunedì 15 maggio 2017

LE RELAZIONI DI NOIXLUCOLI ONLUS CON IL KEREN KAYEMETH LEISRAEL HANNO PORTATO ALLA REALIZZAZIONE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

Il cippo del Giardino della Memoria di Lucoli con la targa del KKL
Il Keren Kayemeth LeIsrael è la più antica organizzazione ecologica al mondo. Fondata nel 1901, da oltre un secolo opera a beneficio dello sviluppo, della bonifica e del rimboschimento della Terra di Israele. KKL è leader nello sviluppo di tecnologie e competenze in molteplici settori: agricoltura, ricerca scientifica, lotta alla desertificazione, trattamento delle risorse idriche. 

Il verde di Israele è la prova concreta che il KKL investe le proprie risorse in un ampio programma ambientale, operando non solo nel paese ma come ponte per la pace, attraverso progetti comuni anche nel resto del mondo.

Alcuni soci hanno partecipato al viaggio realizzato in Israele per conoscere questo straordinario Paese e l'attività di questa Organizzazione.
Il gruppo dei partecipanti mentre si appresta a piantare alberi in un bosco che sta sorgendo vicino a Gerusalemme

Il KKL dona vita a vaste distese aride, trasformando il deserto in terreno fertile anche per le coltivazioni che daranno poi sostentamento alle popolazioni locali: nuove comunità, parchi, sentieri, strade sicure, punti verdi e di incontro per famiglie, polmoni verdi aperti ad attività adatte a tutta la popolazione, dai bambini agli adulti sino ai portatori di handicap ai quali sono dedicati siti completamente accessibili. Ma non solo verde, è leader nello sviluppo di tecnologie e competenze in molteplici settori: dall’agricoltura alla selvicoltura, dalla ricerca scientifica, alla lotta alla desertificazione, sino al trattamento e allo sfruttamento delle risorse idriche. Il KKL opera nel risanamento dei fiumi inquinati e i dei suoi spazi adiacenti, dalla rimozione degli agenti inquinanti al restauro paesaggistico, bacini e dighe create, forniscono acqua per le coltivazioni, gli allevamenti ittici e arricchiscono le falde sotterranee.

Il viaggio di studio è stato concentrato nel deserto del Negev dove sono realizzati la maggior parte dei progetti nel campo dell’energia rinnovabile: nella Regione ELOT, nel Aravà del Sud, molti di questi progetti sono supportati dal KKL. Il Consiglio Regionale ELOT si estende per 220.000 ettari, comprende 12 comunità e kibbutzim e, la Regione è abitata da circa 3.500 persone. Il clima e la costante luce del sole fanno di questa, una zona ideale per lo sviluppo di fonti energetiche alternative: l’Aravà è considerata infatti la “Silicon Valley” delle energie rinnovabili. L’area ha la più alta concentrazione di centrali solari in Israele, nonché diversi laboratori che si occupano degli studi relativi alle energie alternative.

Abbiamo fatto delle foto e le vogliamo pubblicare per i nostri lettori ritenendoci orgogliosi di aver potuto condividere queste esperienze e, soprattutto, di aver avuto il supporto del Keren Kayemeth LeIsrael a Lucoli, ricordiamo che un Architetto di questa organizzazione ha progettato con noi il Giardino della Memoria.
L'Aravà e le "oasi" dei Kibbutz (rappresentate dalla linea verde della vegetazione)

Nel Kibbutz Ketura, da noi visitato, si studiano nuove forme “pulite” per la produzione di energie rinnovabili e a basso costo, capaci quindi di essere impiegate nei villaggi più isolati e poveri del Terzo Mondo, privi di qualsiasi tipo di reti, elettrica o idrica e di comunicazioni affidabili. 

Nel Kibbutz infatti è stato costruito un piccolo villaggio in stile africano al fine di mostrare che cosa significa vivere senza allacciamenti, senza elettricità, acqua, fognature o qualsiasi altra forma di infrastrutture. Il villaggio non è progettato per attirare turisti o suscitare empatia, ma l’idea è invece di utilizzarlo come terreno di prova per nuove tecnologie che possono essere portate e sfruttate nei paesi più poveri e bisognosi.

Le capanne sono costruite in fango e paglia, con sacchetti di plastica contenenti fibre capaci di non far penetrare temperature eccessive, perché forniscono un ottimo isolamento. 
il fango con la paglia e le formelle per i mattoni

Abbiamo scoperto le tecniche per lo sviluppo della vita nel deserto: riciclare i rifiuti organici per trasformarli in gas biologici, coltivare sementi capaci di fiorire in terreni molto salini, sviluppare le erbe del deserto in materiale per la produzione di biocarburanti. Abbiamo visitato “villaggi ecologici” che utilizzano tecnologie “low-tech”, non attraverso energia elettrica convenzionale, ma forme alternative. 
Il moderno centro di studi per l'agricoltura dell'Aravà

Abbiamo toccato con mano la combinazione vincente: la moderna agricoltura e l’energia rinnovabile, che porterà un impatto significativo sul miglioramento della sicurezza alimentare.
Coltivazione di meloni nel deserto
I fondamenti del riciclo delle acque spiegati ai bambini


Il Gruppo ha visitato, tra le molte tappe, ad Eilat il Birding Center: Centro ornitologico e sito speciale per gli uccelli migratori nel mondo sempre sostenuto dal KKL.



Al termine del viaggio tutti i partecipanti hanno potuto partecipare presso la foresta Tzora del KKL (vicino Gerusalemme) ad una simbolica cerimonia di piantumazione di piccoli alberi di mandorlo. Piantare un albero è simbolo di pace, fratellanza e amore, rappresenta la continuità della vita e il legame con la Terra di Israele.

Ringraziamo il KKL per questa opportunità di viaggio che ci ha permesso di conoscere quanto fanno, con grande passione, per la natura e per il proprio Paese.
Abbiamo conosciuto persone splendide che ci hanno trasmesso una grande carica umana che arricchisce la nostra vocazione di volontari.