lunedì 29 maggio 2017

COSA FANNO GLI ALTRI.....QUELLI DEI PAESI SPOPOLATI......

Loro la spiegano con una battuta: "In paese siamo rimasti in quattro e incrementiamo così il numero dei residenti". 
Succede a Lottulo, frazione di San Damiano Macra, a pochi chilometri da Dronero, in provincia di Cuneo. 
Gli ultimi quattro abitanti di un pugno di case che un tempo ospitavano 450 residenti hanno deciso di ravvivare un po' l'ambiente con grandi "pupazzi giardinieri" e fioriere molto ben curate, sistemate lungo il tratto della provinciale sulla quale si affaccia il paese. 
Nessuna polemica, ma soltanto il piacere di rendere un po' più accogliente il luogo in cui si vive. Insomma, la proposta lanciata da Alessandro Gassmann contro il degrado della capitale ("Romani, rimbocchiamoci le maniche e ripuliamo la città), messa in pratica molto semplicemente da un pensionato e da sua moglie che hanno realizzato pupazzi e fioriere con materiali di recupero e che si prendono cura dei fiori con l'altra famiglia di residenti fissi: una coppia di giovani con una bambina e un altro figlio in arrivo. E naturalmente nel periodo estivo, quando gli abitanti arrivano a essere persino undici tutti collaborano a mantenere in ordine questo piccolo e coloratissimo paese-giardino, dove la sera, sotto casa, si raccontano ancora storie di caccia al cervo e di quella volta - non molto tempo fa - che i lupi presero d'assalto il pollaio del parroco, senza rimediare peraltro nemmeno un pulcino. L'iniziativa egli abitanti di Lottulo è pure contagiosa: anche nel paese che si trova poco dopo, Macra, cui si riferiscono alcune di queste immagini, i residenti hanno realizzato lungo la strada accanto alle loro case piccole scene di vita familiare sempre con pupazzi a grandezza naturale. Una di queste installazioni si trova anche nella piazza del palazzo comunale
(foto e testi di Roberto Orlando)


Troviamo l'idea bella e provocatoria....chissà che non ci venga in mente di realizzarla.

lunedì 22 maggio 2017

Oggi è la giornata mondiale della biodiversità. Preserviamo le meraviglie di Lucoli. Ci sono le risorse economiche si potrebbe presentare qualche progetto...........





Ambiente e clima, al via il bando LIFE 2017


290 milioni saranno destinati al sottoprogramma Ambiente e oltre 82 milioni al sottoprogramma Azione per il clima. Almeno il 55% delle risorse riservate al sottoprogramma Ambiente copriranno progetti dedicati alla conservazione della natura e della biodiversità.
Quest’anno la Commissione sarà particolarmente interessata a progetti “close-to-market”, ossia progetti che propongono nuove soluzioni con chiari benefici ambientali e/o climatici e con un livello di preparazione tecnica e di business tale da permettere una loro implementazione in condizioni prossime al mercato.
Il programma LIFE è suddiviso in 2 sottoprogrammi e relativi settori d’azione prioritari:
Sottoprogramma Ambiente:

  • Ambiente e uso efficiente delle risorse
  • Natura e biodiversità
  • Governance e informazione in materia ambientale
Sottoprogramma Azione per il clima:
  • Mitigazione dei cambiamenti climatici
  • Adattamento ai cambiamenti climatici
  • Governance e informazione in materia di clima

Per ciascun settore d’azione dei due sottoprogrammi sono finanziate diverse tipologie di progetti fra quelli di seguito descritti.
I progetti tradizionali si dividono in:
1) progetti pilota: progetti che applicano una tecnica o un metodo che non è mai stato applicato e sperimentato prima/altrove, che offrono potenziali vantaggi ambientali o climatici rispetto alle attuali migliori pratiche e che possono essere applicati successivamente su scala più ampia in situazioni analoghe;
2) progetti dimostrativi: progetti che mettono in pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni/metodologie/approcci nuovi/sconosciuti nel contesto specifico del progetto e che potrebbero essere applicati altrove in circostanze analoghe;
3) progetti di buone pratiche: progetti che applicano tecniche/metodi/approcci adeguati, efficienti e all’avanguardia, tenendo conto del contesto specifico del progetto;
4) progetti di informazione, sensibilizzazione e divulgazione: progetti volti a sostenere la comunicazione, la divulgazione di informazioni e la sensibilizzazione nell’ambito dei sottoprogrammi.

I progetti integrati sono finalizzati ad attuare su una vasta scala territoriale, (regionale, multi-regionale, nazionale o transnazionale) piani/strategie ambientali o climatici previsti dalla legislazione UE, sviluppati sulla base di altri atti UE o elaborati dalle autorità degli Stati membri principalmente nei settori della natura (inclusa, la gestione della rete Natura 2000), dell’acqua, dei rifiuti, dell’aria, garantendo la partecipazione delle parti interessate e promuovendo il coordinamento e la mobilitazione di almeno un`altra fonte di finanziamento (UE, nazionale o privata) pertinente.
I progetti di assistenza tecnica sono progetti che forniscono un sostegno finanziario per aiutare i richiedenti a elaborare progetti integrati e, in particolare, per garantire che tali progetti siano conformi alle tempistiche e ai requisiti tecnici e finanziari del programma LIFE in coordinamento con: FSE, FESR, FEASR FEAMP e Fondo di coesione.
I progetti preparatori sono progetti identificati principalmente dalla Commissione in cooperazione con gli Stati membri per rispondere alle esigenze specifiche connesse allo sviluppo e all’attuazione delle politiche e della legislazione UE in materia di ambiente o clima.
Il contributo UE per progetto copre al massimo il 60% dei costi totali ammissibili, ad eccezione dei progetti relativi al settore Natura e Biodiversità sulla conservazione di specie prioritarie o degli habitat previsti dalle Direttive Uccelli e Habitat, per i quali il cofinanziamento può raggiungere il 75%.
Le scadenze saranno le seguenti:

Progetti tradizionali: 
– sottoprogramma Azione per il clima (tutti i settori): 7 settembre 2017
– sottoprogramma Ambiente, settore “Ambiente e uso efficiente delle risorse”: 12 settembre 2017
– sottoprogramma Ambiente, settori “Natura e Biodiversità” e “Governance e informazione ambientale”: 14 settembre 2017.

Progetti preparatori (solo Sottoprogramma Ambiente): 20 settembre 2017
Progetti integrati (Sottoprogramma Ambiente e Azione per il Clima):

– 1° fase (concept note): 26 settembre 2017
– 2° fase (candidatura completa): metà marzo 2018

Progetti di assistenza tecnica (Sottoprogramma Ambiente e Azione per il Clima): 7 settembre 2017
http://www.abruzzosviluppo.it/new/2017/04/28/ambiente-clima-al-via-bando-life-2017/

lunedì 15 maggio 2017

LE RELAZIONI DI NOIXLUCOLI ONLUS CON IL KEREN KAYEMETH LEISRAEL HANNO PORTATO ALLA REALIZZAZIONE DEL GIARDINO DELLA MEMORIA DI LUCOLI

Il cippo del Giardino della Memoria di Lucoli con la targa del KKL
Il Keren Kayemeth LeIsrael è la più antica organizzazione ecologica al mondo. Fondata nel 1901, da oltre un secolo opera a beneficio dello sviluppo, della bonifica e del rimboschimento della Terra di Israele. KKL è leader nello sviluppo di tecnologie e competenze in molteplici settori: agricoltura, ricerca scientifica, lotta alla desertificazione, trattamento delle risorse idriche. 

Il verde di Israele è la prova concreta che il KKL investe le proprie risorse in un ampio programma ambientale, operando non solo nel paese ma come ponte per la pace, attraverso progetti comuni anche nel resto del mondo.

Alcuni soci hanno partecipato al viaggio realizzato in Israele per conoscere questo straordinario Paese e l'attività di questa Organizzazione.
Il gruppo dei partecipanti mentre si appresta a piantare alberi in un bosco che sta sorgendo vicino a Gerusalemme

Il KKL dona vita a vaste distese aride, trasformando il deserto in terreno fertile anche per le coltivazioni che daranno poi sostentamento alle popolazioni locali: nuove comunità, parchi, sentieri, strade sicure, punti verdi e di incontro per famiglie, polmoni verdi aperti ad attività adatte a tutta la popolazione, dai bambini agli adulti sino ai portatori di handicap ai quali sono dedicati siti completamente accessibili. Ma non solo verde, è leader nello sviluppo di tecnologie e competenze in molteplici settori: dall’agricoltura alla selvicoltura, dalla ricerca scientifica, alla lotta alla desertificazione, sino al trattamento e allo sfruttamento delle risorse idriche. Il KKL opera nel risanamento dei fiumi inquinati e i dei suoi spazi adiacenti, dalla rimozione degli agenti inquinanti al restauro paesaggistico, bacini e dighe create, forniscono acqua per le coltivazioni, gli allevamenti ittici e arricchiscono le falde sotterranee.

Il viaggio di studio è stato concentrato nel deserto del Negev dove sono realizzati la maggior parte dei progetti nel campo dell’energia rinnovabile: nella Regione ELOT, nel Aravà del Sud, molti di questi progetti sono supportati dal KKL. Il Consiglio Regionale ELOT si estende per 220.000 ettari, comprende 12 comunità e kibbutzim e, la Regione è abitata da circa 3.500 persone. Il clima e la costante luce del sole fanno di questa, una zona ideale per lo sviluppo di fonti energetiche alternative: l’Aravà è considerata infatti la “Silicon Valley” delle energie rinnovabili. L’area ha la più alta concentrazione di centrali solari in Israele, nonché diversi laboratori che si occupano degli studi relativi alle energie alternative.

Abbiamo fatto delle foto e le vogliamo pubblicare per i nostri lettori ritenendoci orgogliosi di aver potuto condividere queste esperienze e, soprattutto, di aver avuto il supporto del Keren Kayemeth LeIsrael a Lucoli, ricordiamo che un Architetto di questa organizzazione ha progettato con noi il Giardino della Memoria.
L'Aravà e le "oasi" dei Kibbutz (rappresentate dalla linea verde della vegetazione)

Nel Kibbutz Ketura, da noi visitato, si studiano nuove forme “pulite” per la produzione di energie rinnovabili e a basso costo, capaci quindi di essere impiegate nei villaggi più isolati e poveri del Terzo Mondo, privi di qualsiasi tipo di reti, elettrica o idrica e di comunicazioni affidabili. 

Nel Kibbutz infatti è stato costruito un piccolo villaggio in stile africano al fine di mostrare che cosa significa vivere senza allacciamenti, senza elettricità, acqua, fognature o qualsiasi altra forma di infrastrutture. Il villaggio non è progettato per attirare turisti o suscitare empatia, ma l’idea è invece di utilizzarlo come terreno di prova per nuove tecnologie che possono essere portate e sfruttate nei paesi più poveri e bisognosi.

Le capanne sono costruite in fango e paglia, con sacchetti di plastica contenenti fibre capaci di non far penetrare temperature eccessive, perché forniscono un ottimo isolamento. 
il fango con la paglia e le formelle per i mattoni

Abbiamo scoperto le tecniche per lo sviluppo della vita nel deserto: riciclare i rifiuti organici per trasformarli in gas biologici, coltivare sementi capaci di fiorire in terreni molto salini, sviluppare le erbe del deserto in materiale per la produzione di biocarburanti. Abbiamo visitato “villaggi ecologici” che utilizzano tecnologie “low-tech”, non attraverso energia elettrica convenzionale, ma forme alternative. 
Il moderno centro di studi per l'agricoltura dell'Aravà

Abbiamo toccato con mano la combinazione vincente: la moderna agricoltura e l’energia rinnovabile, che porterà un impatto significativo sul miglioramento della sicurezza alimentare.
Coltivazione di meloni nel deserto
I fondamenti del riciclo delle acque spiegati ai bambini


Il Gruppo ha visitato, tra le molte tappe, ad Eilat il Birding Center: Centro ornitologico e sito speciale per gli uccelli migratori nel mondo sempre sostenuto dal KKL.



Al termine del viaggio tutti i partecipanti hanno potuto partecipare presso la foresta Tzora del KKL (vicino Gerusalemme) ad una simbolica cerimonia di piantumazione di piccoli alberi di mandorlo. Piantare un albero è simbolo di pace, fratellanza e amore, rappresenta la continuità della vita e il legame con la Terra di Israele.

Ringraziamo il KKL per questa opportunità di viaggio che ci ha permesso di conoscere quanto fanno, con grande passione, per la natura e per il proprio Paese.
Abbiamo conosciuto persone splendide che ci hanno trasmesso una grande carica umana che arricchisce la nostra vocazione di volontari.


giovedì 4 maggio 2017

5 animali bellissimi sono in pericolo: la coturnice, il moriglione, la pavoncella, la tortora selvatica, il tordo sassello. Eppure in Italia è ancora possibile cacciarli. Un appello della LIPU.

La coturnice, il moriglione, la pavoncella, la tortora selvatica, il tordo sassello. 
Eppure in Italia è ancora possibile cacciarli.
L'importante studio di Birdlife dal titolo "Birds in Europe" (giunto al terzo aggiornamento) dimostra quanto sia drammatica la situazione per queste specie a livello europeo, e quanto il loro declino possa compromettere la biodiversità.
La Lipu ha chiesto di intervenire con la massima urgenza ad Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), regioni, ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole, chiedendo di escludere senza esitazioni queste cinque specie dalla lista delle specie cacciabili in Italia. Oggi in Italia si possono cacciare troppe specie (ben 36!) anche quelle considerate in cattivo stato di conservazione.
Soffermiamoci sulla Coturnice. Qualche tempo fa nell'area del Monte Ocre, furono fermati dei bracconieri ai quali furono sequestrate le armi che erano a caccia di coturnici. La zona è caratterizzata da praterie naturali e habitat rupestri a elevata biodiversità e valore ambientale in quanto ricche di specie animali e vegetali di particolare pregio, questa zona si trova al centro dell’areale di diffusione della coturnice (Alectoris graeca ssp. saxatilis), specie fortemente minacciata e protetta a livello europeo dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. 
Tale entità, endemica degli Appennini Centrali, conta un totale di appena poche centinaia di individui. Le popolazioni di questi uccelli del Massiccio del Velino (del quale l’area in questione costituisce la parte più settentrionale) sono tra quelle più importanti dell’intero areale di diffusione della specie, in quanto ne costituiscono il principale “serbatoio biologico”.
La principale minaccia alla conservazione della specie è considerata proprio la pressione venatoria. In base al Calendario Venatorio 2016-2017 della Regione Abruzzo ed a quello dell’Amministrazione Provinciale dell’Aquila, si ricorda che la caccia a tale specie è consentita con le seguenti osservazioni:

"CAPO E) CACCIA ALLA COTURNICE 

La caccia alla Coturnice (Alectoris graeca) è esercitabile dal 1 ottobre al 30 novembre 2016 nei soli giorni di giovedì, sabato e domenica, esclusivamente con le seguenti prescrizioni : a. La caccia alla Coturnice è consentita nei soli Distretti di gestione individuati dalle Province/Regione tramite dettagliate cartografie che saranno rese disponibili sul sito istituzionale degli ATC; b. L’apertura per le specie di cui al Capo B punto 1 nei Distretti di gestione per la caccia alla coturnice è consentita dal 1° ottobre; c. Il prelievo è consentito sulla base di Piani di abbattimento che abbiano ottenuto il parere favorevole dell’ISPRA e modalità operative predisposti a cura degli ATC sotto il coordinamento tecnico delle Province ai sensi della L.R. 10/2004, art. 30, comma 7; d. Nella ZPE del PNALM la specie è cacciabile con le seguenti prescrizioni: la caccia può essere esercitata nelle giornate fisse di mercoledì, sabato e domenica; e. Nella ZPE del PNALM, nelle zone SIC e ZPS sono consentiti l’utilizzo e la detenzione esclusivamente di munizioni spezzate; ciascun equipaggio può utilizzare al massimo due cani delle razze da ferma o da cerca, f. All’atto del prelievo di ogni coturnice il cacciatore è tenuto, oltre alla registrazione dell’abbattimento, ad inviare comunicazione telefonica o SMS all’ATC competente per territorio, specificando i propri dati anagrafici, ora di abbattimento e distretto di gestione sul quale è avvenuto il prelievo. g. I cacciatori interessati al prelievo della coturnice e che non vi hanno partecipato nella precedente stagione venatoria 2015-2016, entro il 16 settembre 2016, sono tenuti a comunicare all’ATC in cui sono iscritti o ammessi, a mezzo di specifica scheda di “partecipazione al prelievo di coturnice”, i propri dati anagrafici completi di recapito telefonico, su un modello di scheda predisposto congiuntamente dagli ATC e comunicato alla Provincia. h. Il prelievo della coturnice è consentito ai soli cacciatori che hanno frequentato i seminari formativi sulla specie organizzati dagli ATC, di concerto con la Provincia e ISPRA, che sono residenti o nativi nella Regione Abruzzo e che dopo i seminari formativi hanno provveduto alla compilazione e presentazione della scheda di partecipazione al prelievo. i. Gli ATC sono tenuti ad aggiornare i dati degli abbattimenti e a darne tempestiva comunicazione a tutti i cacciatori che partecipano al prelievo, a mezzo pubblicazione sulla piattaforma informatica della Regione, sul sito internet dell’ATC e a mezzo SMS, per evitare lo sforamento del tetto di prelievo previsto per ogni distretto di gestione. Gli ATC possono inoltre adottare ulteriori provvedimenti finalizzati a comunicare i raggiunti limiti di prelievo".

Il territorio della Foresta Demaniale Regionale, ove vivono molti esemplari è esteso 435 ettari da 1.320 metri di quota alla cresta del Monte Ocre (m 2.209), è interamente compreso in quello del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino e in due aree della Rete europea Natura 2000 (il Sito di Interesse Comunitario n. IT7110206 “Monte Sirente e Monte Velino” e la Zona di Protezione Speciale n. IT7110130 “Sirente Velino”). 
Tortora selvatica altra specie minacciata
Per chi fosse interessato all'avifauna informiamo che il 20 maggio a Parma sarà realizzato il Convegno "Birds in Europe 3sullo stato di conservazione degli uccelli in Europa, frutto di un lavoro durato più di dieci anni che ha coinvolto scienziati, ornitologi e tutti i partner europei di BirdLife International.


Per ulteriori informazioni, potete chiamare lo 0521 273043 o visitare il sito: www.lipu.it